La Piazza

Dante direbbe
Messaggio del 08-01-2004 alle ore 20:51:34
...Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l'aere sanza stelle,
per ch'io al cominciar ne lagrimai.
Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d' ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle
facevano un tumulto, il qual s'aggira
sempre in quell' aura stanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.
E io ch'avea d' orror la testa cinta,
dissi:"Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent'è che par nel duol sì vinta?"
Ed elli a me:"Questo misero modo
tengon l'anime triste di coloro
che visser sanza infamia e sanza lodo.
Mischiate sono a quel cattivo coro
delli angeli che non furon ribelli
nè fur fedeli a Dio, ma per se foro.
Caccian i cel per non erre men belli,
nè lo profondo inferno li riceve,
ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli"
E io:"Maestro, che è tanto greve
a lor, che lamentar li fa sì forte?"
Rispuose:"Dicerolti molto breve.
Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidiosi son d' ogni alta sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giuastizia li sdegna:
NON RAGIONIAM DI LOR, MA GUARDA E PASSA"


Dante, INFERNO III 22-51

Ogni riferimento a persone o cose NON è puramente casuale...
Messaggio del 08-01-2004 alle ore 20:53:00
Pekorì 'ngore appresse a stù sceme stì...
Messaggio del 08-01-2004 alle ore 22:08:55
Pekorì,mi sa ca ia parlà nghe pedrete,si arrivato
Messaggio del 08-01-2004 alle ore 22:12:20
questa citazione aulica vi è stata offerta da...
Lanciano.it
Messaggio del 08-01-2004 alle ore 22:28:41

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