Messaggio del 26-09-2004 alle ore 16:02:52
le mie cazzate a te n nti toccano al contrario delle tue....
nn sono il supervisore...ma che sei un bambino che ha bisogno di un supervisore su un sito!!!
nn ci vuole il mastro per capire che stò post è solo un litigio tra voi 2 e quindi stupido!!!!!
Messaggio del 26-09-2004 alle ore 15:59:19
nirvane le tue cazzate di solito sono molto più offenzive di questi litigi
in più non sei il supervisore di questo sito quindi
puoi evitare i tuoi commenti inutili e senza fondo
Messaggio del 26-09-2004 alle ore 15:59:03
avrò bisogno della scorta da oggi in poi.... mica qualcuno di voi conosce qualche guardia del corpo dato che sono minacciato da un barzellettiere pazzo che mi va cercando per lanciano..... che paura!
Messaggio del 26-09-2004 alle ore 15:53:59
lu pesà ma sei scemo o che altro????
dici al lui
quote:
Evita le offese gratuite o qualsiasi frase che sottenda ad un reato, grazie
e poi offendi alla pulita ma vedi che via devi far epure tu:azz.
perchè stò post qua creerà solo litigi e offese gratuite.....
che cazzo mi rappresenta ad aprirlo qua,ma fateveli da n'altra parte i cazzi volstri!!!!
Messaggio del 26-09-2004 alle ore 15:53:10
pesantuch perchè non vai a raccontare qualche barzelletta idiota da qualche parte come hai fatto alla festa delle suddette merde due anni fa' invece di stare a perdere tempo qui....
Messaggio del 26-09-2004 alle ore 15:44:36
merdoso clone del cazzo stai attento!
NB: La redazione di lanciano.it e RealNetwork S.n.c. non monitorano i messaggi inviati ne' effettuano alcuna moderazione sugli stessi. Ti ricordiamo che sei completamente responsabile di ciò che scrivi dato che ogni azione che avviene su Internet è riconducibile ad un IP che poi è collegabile ad un numero telefonico. Evita le offese gratuite o qualsiasi frase che sottenda ad un reato, grazie
Messaggio del 26-09-2004 alle ore 15:41:14
Si è un articolo preso sul sito di indymedia, l'ho postato qui perchè nn tutti frequentano quel sito... buona lettura!
Messaggio del 26-09-2004 alle ore 15:39:41
Sergio Ramelli, ancora una giovane vittima del clima di intolleranza politica
La morte lo ha raggiunto 47 giorni dopo l'aggressione
degli estremisti di sinistra
Il diciannovenne studente missino era stato aggredito il 13 marzo a colpi di spranga e di chiave inglese in via Amadeo mentre rientrava a casa - E' deceduto ieri mattina al Policlinico dopo un'agonia durata 47 giorni - Per qualche momento i medici avevano sperato che potesse sopravvivere ma un collasso ha stroncato la pur forte fibra del ragazzo - Il genitore ha detto: "I giovani non sono responsabili di quello che sta accadendo, la colpa è di noi padri".
Ancora un altro morto, ancora un altro lutto. Sergio Ramelli, il giovane di destra aggredito sotto casa il 13 marzo scorso a colpi di spranga di ferro e di chiave inglese, è spirato ieri mattina alle 10 al padiglione Beretta del Policlinico dove era ricoverato con prognosi riservata. E' stato il cuore che ha ceduto: dopo l'insorgere di complicazioni polmonari, un improvviso e irreversibile collasso cardiocircolatorio lo ha stroncato.
Al suo capezzale, al momento del decesso, non c'era nessuno; sua madre è arrivata qualche minuto dopo. Nel reparto neurochirurgico si era sparsa, intorno al giovane che da quarantasette giorni lottava contro la morte, la sensazione che ce l'avrebbe fatta, e che il suo organismo sano e integro non sarebbe stato sopraffatto dalle ferite e dal male. Invece Sergio Ramelli è morto. A diciannove anni. Un anno in più di Claudio Varalli, sette in meno di Giannino Zibecchi, gli altri due giovani di opposto orientamento politico morti nei giorni scorsi, uccisi da una malattia che avvelena Milano forse più delle altre città italiane.
Sergio Ramelli era iscritto al Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del MSI che raggruppa gli studenti delle medie e ne era un attivista. All'istituto Molinari, dove frequentava il quinto anno del corso per periti chimici si era messo talmente in vista che era stato costretto a subire un pubblico processo nel corso di una assemblea. La sentenza era stata di condanna.
Anche se l'episodio era stato duramente condannato da partiti e sindacati, l'emarginazione del ragazzo era continuata. Telefonate, insulti, minacce. La famiglia, impressionata, aveva finito per farlo ritirare dal Molinari e per farlo iscrivere, a metà febbraio, ad un istituto privato. Non per questo Sergio Ramelli aveva cessato la propria attività politica, né chi lo aveva minacciato aveva smesso di tenerlo d'occhio. Quando a Roma fu ucciso lo studente greco Miki Mantakas, durante i disordini scoppiati mentre si celebrava il processo di Primavalle, Ramelli partecipò all'affissione sui muri dei manifesti missini.
Così alle 13.13 di giovedì 13 marzo, il giovane fu aggredito nei pressi di casa sua, all'angolo di via Paladini con via Amadeo: aveva appena parcheggiato la motocicletta quando era stato preso alle spalle da alcuni giovani che lo avevano selvaggiamente percosso al capo e al corpo con spranghe e chiavi inglesi, infierendo su di lui anche quando, pesto e sanguinante, era caduto a terra.
Al brutale pestaggio avevano assistito alcuni passanti i quali, interrogati successivamente dai funzionari dell'ufficio politico della Questura, avevano fornito notizie piuttosto vaghe: a tutt'oggi non è ancora sicuro se gli aggressori fossero due tre o addirittura sei. L'unico particolare accertato è che si erano allontanati a piedi.
Soccorso dal commesso di un vicino negozio di calzature e dalla portinaia dello stabile dove abitava, Graziella Zacchia, il giovane era stato trasportato al Policlinico: proprio mentre l'autolettiga stava partendo alla volta di Niguarda, suo padre, Mario, di 47 anni, stava rientrando a casa. Informato in fretta e furia di quanto era accaduto l'uomo aveva appena avuto il tempo di correre dalla moglie, Anita Pozzoli, di 49 anni, e di correre con lei all'ospedale, dove il loro figliolo stava subendo un delicato intervento chirurgico al cervello.
Cinque ore di sala operatoria, mentre i genitori affranti attendevano nel corridoio, al secondo piano del padiglione Beretta. Per un attimo avevano potuto vedere il loro ragazzo privo di sensi, condotto al reparto rianimazione. I medici non avevano voluto pronunciarsi: avevano dovuto ricostruirgli una parte della calotta cranica fracassata e parte della membrana cervicale. L'encefalogramma era quasi piatto. La prognosi era riservatissima.
Qualche giorno fa, tuttavia, il giovane aveva perfino ripreso a parlare. Gli era stato chiesto se aveva riconosciuto i suoi aggressori, quel giorno. No, aveva risposto, erano ragazzi che non aveva mai visto.
Poi, improvvise, le complicazioni polmonari. L'energiche cure a cui è stato sottoposto perché superasse la nuova fase critica non sono riuscite ad impedire il collasso che l'ha colto ieri mattina. E adesso un'altra famiglia piange il suo figliolo morto. Nell'abitazione di via Amedeo 40 sono rimasti il padre, titolare di un bar in Corso Buenos Aires, la madre e il fratello Mario [sic] di vent'anni.
Gli autori di quello che ieri mattina alle dieci è diventato un assassinio politico sono ancora sconosciuti; sul fascicolo relativo all'episodio, che si trova nell'ufficio del sostituto procuratore Alessandrini, sta scritto: "aggressione ad opera di autori ignoti". Ma il clima di intolleranza in cui è maturato il tragico episodio ha già mietuto altre vittime, mentre Sergio Ramelli stava lottando contro la morte. Suo padre, sconvolto dal dolore, ha detto: "Non ho rancore verso chi ha ucciso Sergio. I giovani non sono responsabili di quello che sta succedendo. La colpa è di noi padri". Serviranno queste parole a spezzare la tragica catena che ha insanguinato Milano?
leggi merda
Messaggio del 26-09-2004 alle ore 15:33:57
L'estrema destra e' da sempre un arcipelago di sigle, partiti, gruppi e movimenti difficilmente dialoganti e spesso condizionati da divisioni, scissioni ed annose diatribe ideologiche. Nonostante questo pero' non si e' mai soffocata la volonta' di ricompattare tutto e tutti sotto un'unica bandiera, dimenticando, o almeno tentando di dimenticare, le beghe che da anni dividono i leader carismatici delle varie fazioni.
Apparentemente tutti i gruppi d'estrema destra auspicano un'unione d'area. Tutti dicono di lavorare per ricompattare l'universo nazional popolare. In realta' pero' e' evidente che ogni formazione guarda esclusivamente ai propri interessi contraddicendo quindi la retorica "unionista" dei loro capi branco.
L'unico movimento che sembra non essere attratto dai frequenti tentativi di riunificazione d'area e' sicuramente Forza Nuova.
Questa formazione politica e' forse la più dinamica nell'area neofascista Italiana.
Nasce nel settembre del 1997 a Londra fondata da Massimo Morsello e Roberto Fiore, due fascisti in esilio per reati ideologici. Partito collegato alla Falange Spagnola, agli Haideriani, all'Npd tedesco e al Front National di Le Pen, si ispira, oltre che al fascismo, al tradizionalismo cattolico e si batte contro l'immigrazione, l'aborto, la massoneria, chiedendo inoltre il ripristino del concordato Stato-Chiesa del 1929.
La sua fortissima identita' ideologica la porta spesso a fare a meno della contaminazione con gli altri gruppi che, anzi, subiscono speso una deriva dei propri militanti proprio a vantaggio del movimento di Fiore. La partecipazione ai vari tentativi di ricomposizione d'area, risulta quindi incompatibile con la sete di egemonia che Forza Nuova esprime, di fatto, su tutta l'estrema destra nazionale.
I piu' recenti esperimenti "unionisti" infatti lasciano indifferente Forza Nuova.
Il 9 e 10 novembre 2002, ad Ostia si e' svolta un'assemblea nazionale fra i maggiori gruppi neofascisti italiani, Forza Nuova ha disertato l'evento nonostante questo si manifestasse come uno dei piu' importanti tentativi di riunificazione degli ultimi anni. Dall'assemblea di Ostia nasce il Movimento Nazional Popolare, formazione d'area, composta da Fiamma tricolore, Rinascita Nazionale, Polo delle destre sociali e Fronte Sociale Nazionale. Il neonato movimento, forte della ritrovata "unione", convoca per il 30 novembre un corteo "d'area nazional popolare" a Bologna. Forza Nuova esterna invece tutta la sua indifferenza rispetto a questa operazione politica convocando, nella stessa citta', lo stesso giorno, una sua iniziativa pubblica. Tutte queste fratture naturalmente assumono una rilevanza particolare in quelle città dove la destra radicale ha, da sempre, una sua visibilita' e un suo folto bacino di simpatizzanti.
A Roma, ad esempio, sono molti i gruppi attivi oltre a Forza Nuova. Alcuni di questi sono quasi inesistenti nel resto del territorio italiano, nella capitale pero' sembrano avere un buon seguito.
E' il caso del movimento Fascismo e Liberta' (forte anche in lombardia) e del rinnovato network neofascista Base Autonoma.
Per capire bene cosa determina tutte queste spaccature sarebbe opportuno analizzare approfonditamente l'identita' di ogni gruppo. Per ora ci limitiamo a sintetizzare gli aspetti piu' caratteristici che regalano a formazioni semi sconosciute un'identita' e un ruolo all'interno dell'area neofascista italiana. Identita', pratiche ed eventuali affinita' che disegnano un quadro minimamente piu' chiaro rispetto al tetro universo neofascista. Il movimento Fascismo e Libertà e' l'esempio concreto di un piccolo gruppo con una grande e forte identita'.
br> Fondato nel 1991 dall'ex-repubblichino Giorgio Pisanò questo movimento, il cui seguito elettorale è piuttosto scarso, si rifà agli ideali del ventennio Fascista e al pensiero Mussoliniano (in particolare quello del manifesto di Verona del 1944). Il movimento Fascismo e Libertà rivendica la modernità del pensiero fascista di allora e si batte per la democrazia corporativa. Il movimento risulta essere animato da un'indole fortemente revisionista. Il simbolo di questo gruppo, radicato nei dintorni del milanese e a Roma, è il fascio repubblicano di Mazzini con ai lati la scritta "Fascismo e Libertà". Questo gruppo, per la verita' semi invisibile, e' molto geloso della sua identita'. Ottenne nell'estate del 1991 il riconoscimento legale ed ha presentato sue liste in diverse tornate elettorali evitando accuratamente qualsiasi fusione con altri partiti.
Quella dei partiti o dei movimenti non e' pero' l'unico elemento perturbativo nell'area neofascista romana ed italiana. Molto attiva e particolare e' infatti la componente che si muove nel ramo della controcultura revisionista, negazionista e neofascista in generale. Gioventu' Europea ad esempio e' un'associazione culturale, vicina ad Azione Giovani che si muove proprio promuovendo attivita' culturali. Il suo obbiettivo e' quello di far riscoprire agli ambienti della destra extra politica le radici della cultura italiana. Il metodo d'azione e' quello semplice e diretto dei centri di aggregazione irlandesi. Alcuni anni fa, G.E. partecipo' ad una riunione quadri per discutere sul futuro di Azione Giovani a Roma, poiché si avvertiva una fase di stallo che stava producendo un emorragia di giovani dai circoli A.G.verso movimenti piu' radicali. Pur rivendicando maggiore indipendenza da Alleanza Nazionale, G.E.appare impantanata ed incapace di incidere su quell'area politica che vorrebbe coinvolgere maggiormente nelle sue iniziative.
Ci sono poi altre associazioni culturali assai piu' forti ed influenti. La Raido romana appare come un'associazione culturale effervescente, iperattiva e con una sua forte identita'. Si ispira alla tradizione europea ed e' molto legata al pensiero di Evola. L'associazione intende assumersi il compito di colmare le carenze di cui l'area della destra radicale soffre, creando strutture e iniziative che forniscano un visibile e concreto contributo al cosi' detto "Fronte della Tradizione". Fondamentalmente quindi l'obbiettivo della Raido e' quello di formare militanti, utilizzando a questo fine pubblicazioni varie, conferenze, incontri e dibattiti.
Nell'area dell'associazionismo culturale si muovono anche altre sigle. L'associazione Lepanto, fondata nel 1982, e' attiva ad esempio sul fronte del fanatismo cattolico, mentre altre formazioni come "Il reazionario" riprendono il tema della "tradizione" e della cultura europea.
Fino a qui abbiamo cercato di esplorare sinteticamente le caratteristiche che fanno di ogni gruppo, partito, movimento, associazione un identita' a se. Abbiamo anche cercato di evidenziare le divisioni ed i recenti tentativi di riunificazione. Vorremmo pero' tornare al discorso dei gruppi politici ed in particolare, ci piacerebbe ripartire dall'assemblea nazionale di Ostia per fare alcune riflessioni. In primo luogo ci chiediamo come mai, dopo anni di divisioni molti gruppi della destra radicale sentono l'esigenza di incontrarsi e di formare addirittura un fronte comune? Come mai, nonostante la base di tutti i gruppi auspicasse da sempre questa unione nessuno tra i dirigenti si e' effettivamente impegnato per realizzarla? Ed infine, come mai l'unica importante sigla ad essere rimasta fuori da questo disegno e' stata proprio Forza Nuova? La risposta a queste domande ci arriva anche dai recenti fatti di cronaca. Forza Nuova in questi anni si e' conquistata una visibilita' ed un'agibilita' politica inimmaginabile per tutti gli altri gruppi, movimenti e partiti. Inoltre, dato ancora piu' importante, Forza Nuova ha attirato a se centinaia di militanti e simpatizzanti d'estrema destra dando un colpo durissimo a tutte le altre componenti. Per molti dei gruppi che hanno aderito all'assemblea di Ostia il Movimento Nazional Popolare rappresenta esclusivamente la possibilita' di sopravvivere. Proprio per arginare FN in molti hanno deciso di dimenticare le diferenze e di creare precipitosamente questo fantomatico e grottesco fronte unitario.Il neonato Movimento e' ovviamente in questi giorni oggetto di riflessioni e polemiche. "Destra Nazionale" ad esempio, pur non aderendo all'assemblea costituente del MNP intende lavorare per un laboratorio di confronto fra camerati partendo da Roma e si sta gia' impegnando per riallacciare rapporti con i sogetti che si sono incontrati ad Ostia. Destra Nazionale pero', e' bene ricordarlo, nasce nel 1972 come corrente interna del MSI, ricompare sulla scena politica nel 2000 ed e' attualmente in forte contrasto con Forza Nuova. In questo caso dunque non e' neanche immaginabile pensare ad un network dove siano presenti insieme questi due sogetti politici i cui leader non perdono mai occasione per alimentare polemiche ed antiche divergenze.