Messaggio del 22-08-2007 alle ore 19:59:25
Charlie Brown: VU A A EFFE A ERRE A I ENNE culo
Fino a mo' non t'ho mai cacato, stai tranquillo che d'ora in poi non passerai più inosservato.
Messaggio del 22-08-2007 alle ore 15:31:38
io quando entro in un centro commerciale tutto ciò di cui ho bisogno costa tanto. Quello che non mi serve invece è a prezzo stracciato.
Alla fine mia madre è una di quelle che torna a casa con le buste piene di roba che non le serve ma che ha comprato perchè "in offerta"
Messaggio del 22-08-2007 alle ore 14:54:35
di base penso che il centro commerciale rovini i commercianti creando comunque lavoro precario, ma per parlare di questo ci vorrebbe un post a parte...
tornando ad adonai, una volta parlavo con un mio amico frate, e mi lamentavo del fatto che, oggigiorno, le famiglie si riunivano per andare la domenica al centro commerciale, e non per momenti privati... quello che lui mi disse,e ci ragiono tuttora,fu: "beh,divo, cmq è un momento di aggregazione,non è da criticare"...
ma un tempo la famiglia non si riuniva,la domenica,per andare a messa e poi per pranzare? come diceva il cantante "the times they are a changing"??
Messaggio del 22-08-2007 alle ore 14:42:46
Condivido in parte, perchè un unico centro commerciale cozza abbastanza con l'idea di un mercato concorrenziale
Nel nostro caso ne abbiamo 2 distanti poco più di un km e che si mettono d'accordo sugli orari di apertura/chiusura
Messaggio del 22-08-2007 alle ore 14:39:11
adonai, i centri commerciali di cui parli tu somigliano a grandi bidoni dell'immondizia. forse è per questo che ti ci trovi tanto bene dentro..prendilo in culo.
Messaggio del 22-08-2007 alle ore 14:34:41
adonai, il mercato cittadino di cui parli tu esisteva già. l'oasi e il pianeta non c'entrano niente. prendilo in bocca.
Messaggio del 22-08-2007 alle ore 14:32:41
errore di scrittura,ti ricordo che la netiquette vieta di richiamare gli utenti per errori di scrittura sei passibile di bannaggio
Messaggio del 22-08-2007 alle ore 14:22:39
Il centro commerciale rappresenta un ripristino di una tradizione millenaria. Fin dai tempi antichissimi le attività commerciali venivano raggruppate in un'unica area e non venivano sparpagliate negli angoli remoti della città.
Il negozietto sotto casa ha rappresentato il germe che minava a una tradizione antica, una tradizione che è stata alla base del progresso civile, quando la piazza del mercato costituiva il punto di convergenza e crogiolo di moltissime persone che là si conoscevano e discutevano.
Il cuore pulsante della vita civile è sempre stata la piazza del mercato. Questa realtà fu messa in discussione dai piccoli commerci e dai supermercati di quartiere.
Ma oggi, finalmente, un indirizzo economico razionale ha ripristinato questa realtà, trasfigurandola nei centri commerciali, ripristinando un grande punto d'incontro e di commercio.