La Piazza

brand-new rewiws
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 14:39:35
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 14:34:22
spettacolo!!...primi in classifica ad urbino!!!
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 13:59:04

bravi, misters!
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 13:41:02
eddai!!!
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 00:33:34
Potrebbero essere proprio questi The Marigold i primi seri candidati all’investitura di gruppo rivelazione italiano del 2004. Gravitando attorno al circuito sperimentale di Tool/A Perfect Circle, la band abruzzese non ne sembra tuttavia una mera riproduzione. Semmai potremmo concepirli come l’anello di congiunzione (mancante) tra le creature di Maynard James Keenan ed i Cure di Robert Smith. Paragone fortemente impegnativo, me ne rendo conto, ma il loro “Divisional” parla chiaro. I The Marigold rappresentano la voglia di superare le pastoie in cui sembra essere caduto il crossover, fondendo un certo taglio dark wave inglese (così come solo i Deftones sono stati in grado di realizzare) con intriganti saliscendi emozionali, creando spazi che vengono rapidamente riempiti da potenti climax esplosivi. Nel mezzo viene posto un modern-heavy-metal mai invasivo che serve però a sottolineare i vissuti della band e a creare un equilibrio con le sezioni più rarefatte. Qualche groove arrembante (“Melanie”), un pizzico di pianoforte punteggiante (il break in “The Bodypart”), organismi ottantiani corredati da chitarre attuali (“Coercive Mind”) vengono affogati ininterrottamente da un mood triste e doloroso. E’ come se i Cure venissero improvvisamente proiettati in un mondo più duro e spigoloso. La band comunque appare già sufficientemente esperta nel tradurre quel senso di angoscia e commozione. A volte il cantato sembra intorpidirsi attorno al modello Robert Smith, altre volte le spirali dilatanti e psichedeliche delle chitarre permettono di deviare con la mente verso luoghi oscuri (la title-track, forse l’episodio più maturo, che si dilunga per un numero elevato di minuti congiungendosi con una sorta di ghost-track finale lamentosa ed ipnotica). Non è tutto ancora a posto, né è dato sapere se la band riuscirà a mettersi in luce nel difficile panorama underground italiano, ma c’è da aspettarsi un roseo futuro a fianco di promettenti act di casa nostra come JustIne Dusk e Dyoniso.
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 00:25:02

moriremo tutti...
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 00:20:12
Mi sono gia espresso prima sul cistitu'

Buon viaggio!!!
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 00:17:56
ah....





Messaggio del 16-06-2004 alle ore 00:16:22
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 00:16:14
clicca qui
Messaggio del 16-06-2004 alle ore 00:14:24

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