La Piazza
AURELIO E LE COLOMBE
Messaggio del 11-12-2007 alle ore 15:50:45
chiuso dodici ore dentro una guardiola
senza nemmeno la televisione
con una moglie che lo stava lasciando
Aurelio un giorno si portò il fucile.
un fucile a pallini, che aveva a casa da sempre.
iniziò a sparare
a sparare alle colombe che infestavano
di gioia interiore le automobili degli impiegati
bim bam bum..
e gli impiegati iniziarono ad applaudire le prodezze di quell'ometto,
e pure a ringraziarlo.
e lui sparava e si sentiva più forte.
fin quando un giorno non arrivò il capo
e sentì quel rumore.
e lo chiamò nel suo ufficio.
lei è licenziato.
chiuso dodici ore dentro una guardiola
senza nemmeno la televisione
con una moglie che lo stava lasciando
Aurelio un giorno si portò il fucile.
un fucile a pallini, che aveva a casa da sempre.
iniziò a sparare
a sparare alle colombe che infestavano
di gioia interiore le automobili degli impiegati
bim bam bum..
e gli impiegati iniziarono ad applaudire le prodezze di quell'ometto,
e pure a ringraziarlo.
e lui sparava e si sentiva più forte.
fin quando un giorno non arrivò il capo
e sentì quel rumore.
e lo chiamò nel suo ufficio.
lei è licenziato.
Messaggio del 11-12-2007 alle ore 16:24:30
la storia di un matto?
la storia di un matto?
Messaggio del 11-12-2007 alle ore 17:11:46
Agapito Malteni era un ferroviere
viveva a Manfredonia giù nel Tavoliere
buona educazione di spirito cristiano
ed un locomotore sotto mano
Di buona famiglia giovane e sposato
negli occhi si leggeva : molto complessato
faceva quel mestiere forse per l'amore
di viaggiare sul locomotore
Seppure complessato il cuore gli piangeva
quando la sua gente andarsene vedeva
perché la gente scappa ancora non capiva
Dall'alto della sua locomotiva
La gente che abbandona spesso il suo paesello
lasciando la sua falce in cambio di un martello
ricorda nei suoi occhi nel suo cuore errante
il misero guadagno di un bracciante
Una tarda sera partì da torre a mare
doveva andare a Roma e dopo ritornare
pensò di non partire o pure senza fretta
di lasciare il treno a Barletta
Svelò il suo grande piano all'altro macchinista
buono come lui ma meno utopista
parlò delle città di genti emigrate
a Gorgonzola oppure a Vimercate
E l'altro macchinista capì il suo compagno
felice e soddisfatto del proprio guadagno
e con le parole cercava di calmarlo
fu una mano ad addormentarlo.

Agapito Malteni era un ferroviere
viveva a Manfredonia giù nel Tavoliere
buona educazione di spirito cristiano
ed un locomotore sotto mano
Di buona famiglia giovane e sposato
negli occhi si leggeva : molto complessato
faceva quel mestiere forse per l'amore
di viaggiare sul locomotore
Seppure complessato il cuore gli piangeva
quando la sua gente andarsene vedeva
perché la gente scappa ancora non capiva
Dall'alto della sua locomotiva
La gente che abbandona spesso il suo paesello
lasciando la sua falce in cambio di un martello
ricorda nei suoi occhi nel suo cuore errante
il misero guadagno di un bracciante
Una tarda sera partì da torre a mare
doveva andare a Roma e dopo ritornare
pensò di non partire o pure senza fretta
di lasciare il treno a Barletta
Svelò il suo grande piano all'altro macchinista
buono come lui ma meno utopista
parlò delle città di genti emigrate
a Gorgonzola oppure a Vimercate
E l'altro macchinista capì il suo compagno
felice e soddisfatto del proprio guadagno
e con le parole cercava di calmarlo
fu una mano ad addormentarlo.

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