Messaggio del 02-12-2003 alle ore 10:56:28
Di Sinistra
Il divorzio tra sinistra e diritti
Ecco come e perché ho perso l'innocenza dell'ebrea perbene
di Fiamma Nirenstein
Fiamma Nirenstein racconta come da giovane comunista è diventata "imperialista" - Esclusa dalla nobile schiera che va da Dylan a Freud - I movimenti dei diritti umani a Durban hanno scelto lo Stato ebraico come nemico - Ma tutti i diritti sono violati se è negato quello all'autodifesa - La sinistra si è dimostrata la culla dell'attuale antisemitismo - Il 2nuovo ebreo" che cerca di non soffrire perde il fascino
Nel 1967 ero una giovane comunista, come la maggior parte dei ragazzi italiani. Stufa del mio comportamento ribelle, la mia famiglia mi mandò in un Kibbutz dell'alta Galilea, Neot Mordechai. Quando scoppiò la guerra dei Sei giorni, Moshe Dayan parlò alla radio per darne l'annuncio. Chiesi ai miei camerati di Neot Mordechai che cosa volessero dire le sue parole. Mi risposero: "Shtuiot", sciocchezze.
Durante la guerra portavo i bambini nei rifugi, scavavo trincee e mi addestravo in alcune semplici operazioni di autodifesa. Continuavamo a lavorare nell'orto, ma eravamo svelti a identificare i "mig" e i "mirage" che si inseguivano nel cielo sopra le alture del Golan. Quando tornai in Italia, i miei compagni di scuola non mi accolsero bene: alcuni mi guardarono come se non fossi più la stessa di prima, ma un nemico, una persona malvagia che presto sarebbe diventata un'imperialista.Stava per avvenire un grande cambiamento nella mia vita: allora non lo sapevo ancora, perché pensavo semplicemente che Israele avesse giustamente vinto una guerra dopo essere stato assalito e aver subito un numero incredibile di provocazioni e maltrattamenti.Ma presto mi accorsi che avevo perso l'innocenza dell'ebreo buono, di quell'ebreo speciale fatto secondo i loro desideri. Ora, in quanto ebrea, ero messa insieme con gli ebrei dello Stato di Israele, lentamente, ma inesorabilmente, venivo esclusa da tutta quella nobile schiera di personaggi come Bob Dylan, Woody Allen, Singer, Roth, Shtelt e Freud che santificava il mio giudaismo agli occhi della sinistra. Ho cercato per molto tempo di riconquistare quella santificazione, e la sinistra ha cercato di ridarmela, perché gli ebrei e la sinistra hanno disperatamente bisogno gli uni dell'altra.
Ma ora, dopo che l'odierno antisemitismo ha calpestato qualsiasi buona intenzione, le cose si sono fatte chiare. In tutti questi anni, anche persone che, come me, hanno firmato petizioni per il ritiro dell'esercito israeliano dal Libano, sono diventate dei "fascisti inconsapevoli", come mi ha scritto un lettore in una lettera piena di insulti. La ragione di questi e di molti altri insulti e critiche mi è stata spiegata da uno scrittore israeliano molto famoso. Un paio di mesi fa, mentre stavamo parlando al telefono, mi ha detto: "Sei davvero diventata una persona di destra". Cosa? Di destra? Io? Una vecchia femminista, attivista dei diritti umani, addirittura comunista in gioventù? Soltanto perché ho raccontato il conflitto arabo-israeliano nel modo più accurato che potevo, e perché talvolta mi sono identificata con i problemi di un paese continuamente attaccato dal terrorismo? E' un fatto davvero interessante. Perché nel mondo contemporaneo, il mondo dei diritti umani, se una persona viene definita di destra, è il primo passo verso la sua delegittimazione.
Se sei un ebreo nato dopo l'olocausto impari subito un messaggio molto chiaro: il male, per gli ebrei, è sempre giunto dalla destra. Allo stesso tempo, la sinistra ha concesso la propria benedizione agli ebrei legittimandoli come la vittima "par excellence", un alleato sempre fidato nella lotta per i diritti dei deboli contro i più forti. Come ricompensa per il sostegno offertogli, la possibilità di pubblicare libri e girare film, nonché per la reputazione di artisti, intellettuali e giudici morali che gli veniva riconosciuta, gli ebrei, persino durante le persecuzioni antisemite dell'Unione Sovietica, hanno dato alla sinistra il proprio appoggio morale, invitandola a unirsi a loro nel pianto davanti ai monumenti dell'Olocausto.
Oggi il gioco è chiaramente terminato
La sinistra si è dimostrata le vera culla dell'attuale antisemitismo. Quando parlo di antisemitismo, non mi riferisco alle legittime critiche rivolte contro lo Stato di Israele, bensì all'antisemitismo puro e semplice, talvolta accompagnato anche da critiche: criminalizzazione, stereotipi e menzogne specifiche e generiche, che da menzogne sugli ebrei (cospiratori, assetati di sangue, dominatori del mondo) hanno ampliato il loro raggio e sono diventate menzogne su Israele (Stato cospiratore e sfrenatamente violento), in modo violentissimo soprattutto a partire dalla seconda Intifada e assumendo una ferocia sempre maggiore dall'inizio dell'operazione Choamt Magen, "Muro difensivo".
L'idea fondamentale dell'antisemitismo, oggi come sempre, è che gli ebrei abbiano un animo perverso che li rende diversi e inadatti, in quanto popolo moralmente inferiore, a diventare membri regolari della famiglia umana. Ora questa ideologia dell'Untermensch si è stesa a Israele in quanto Stato ebraico: un'entità straniera, separata, diversa, fondamentalmente malvagia, la cui esistenza nazionale viene lentamente ma inesorabilmente svuotata di significato e privata di giustificazione. Israele, proprio come il classico ebreo cattivo, non ha, secondo l'antisemitismo contemporaneo, diritto di nascita, ma è macchiato da un "peccato originale" commesso contro i palestinesi. La sua storia di eroismo è stata rovesciata e trasformata in una storia di arroganza.
Sulle prime pagine dei giornali europei abbiamo visto vignette che, ripetendo i classici stereotipi antisemiti, mostrano Sharon mentre divora bambini palestinesi e i soldati israeliani impegnati a minacciare culle di piccoli Gesù. Tutto questo nuovo antisemitismo, che si è materializzato sotto forma di una violenza senza precedenti contro persone e simboli ebraici, nasce nel senno di organizzazioni che si dedicano ufficialmente alla salvaguardia dei diritti umani, e ha il suo centro propulsore nel summit delle Nazioni Unite tenuto a Durban.
Ma gli ebrei e in generale la comunità internazionale sono stati presi del tutto di sorpresa, e non hanno denunciato la nuova ondata di antisemitismo. Nessuno fa scoppiare uno scandalo se Israele viene giorno dopo giorno accusato, senza alcun motivo, di un eccesso di violenza, di atrocità e di crudeltà come nessun'altra nazione che si trovi in una situazione simile alla sua.
Questo nuovo antisemitismo ha un volto che, come quello di Medusa, pietrifica chiunque lo osservi. La gente non vuole ammetterlo e neppure nominarlo perché in questo modo si svela sia l'identità dei suoi sostenitori sia il suo vero obiettivo. Persino gli stessi ebrei non vogliono chiamare un antisemita con il suo vero nome, temendo di frantumare vecchie alleanze. Perché la sinistra ha una propria idea molto precisa di cosa debba essere un ebreo, e se questi non segue le sue direttive, scatena autentica rabbia e furore. Come osi essere un ebreo diverso da come ti ho ordinato? Combattere il terrorismo? Eleggere Sharon? Ma sei pazzo? E qui la risposta degli ebrei e degli israeliani è sempre la stessa: siamo ancora molto timidi, molto desiderosi del vostro affetto. Perciò, preferiamo rimanere in una posizione speciale, invece di pretendere di diventare una nazione come tutte le altre, preferiamo stare al vostro fianco; persino quando tirate fuori centinaia e centinaia di affermazioni antisemite, preferiamo restare vicini a voi davanti a un monumento eretto in memoria dell'Olocausto, ascoltandovi deprecare il vecchio antisemitismo, mentre allo stesso tempo accusate Israele, e perciò gli ebrei, di essere dei killer razzisti.
Facciamo un esempio che è diventato famoso in tutto il mondo: un noto giornalista italiano, già direttore del Corriere della Sera, è stato recentemente nominato presidente della Rai. E' un incarico di grande importanza, perché la Rai è un impero che modella l'opinione pubblica italiana e controlla miliardi di dollari. Il cognome del giornalista, Mieli, è ebreo. La stessa notte della sua nomina, la sede della Rai è stata imbrattata di graffiti (…dichiara ispirazione antisemita …). Sorprendentemente, o forse prevedibilmente, una così sfacciata manifestazione di antisemitismo ha suscitato pochissime sia da parte delle autorità italiane sia da parte della comunità ebraica italiana. Un altro esempio è fornito da una lettera di un gruppo di professori dell'università di Bologna, indirizzata ai "loro amici ebrei" e pubblicata con un altissimo numero di firme e sottoscrizione. Eccone un passaggio: "Abbiamo sempre considerato il popolo ebraico come un popolo intelligente, sensibile, forte, forse, più di tanti altri perché selezionato nella sofferenza e nelle persecuzioni, nelle umiliazioni subite per secoli, nei pogrom e, per ultimo, nei campi di sterminio nazisti. Abbiamo avuto compagni di scuola e amici ebrei, colleghi di lavoro da noi stimati, e anche allievi israeliani a cui abbiamo trasmesso i nostri insegnamenti portandoli alla laurea, e che oggi esercitano la loro professione in Israele. Siamo spinti a scrivervi perché sentiamo purtroppo che la nostra stima e il nostro affetto per voi, per il popolo ebraico, si sta trasformando in dolorosa rabbia….tante altre persone, dentro e fuori la nostra università, che hanno stima per il vostro popolo oggi provano i nostri stessi sentimenti. E' necessario che vi rendiate conto che oggi state facendo ai palestinesi quello che a voi è stato fatto nei secoli passati….possibile che non vi accorgiate che state fomentando contro voi stessi un odio immenso?". Questa lettera è un perfetto riassunto di tutte le caratteristiche del nuovo antisemitismo. C'è la definizione pre-sionista del popolo ebraico come di un popolo che soffre, anzi che deve soffrire per sua stessa natura; un popolo destinato a sopportare le più terribili persecuzioni senza nemmeno alzare un dito e che, perciò, è degno di compassione e solidarietà.
E' ovvio che uno Stato di Israele solido, democratico, militarmente forte ed economicamente prospero è l'antitesi di questo stereotipo. Il "nuovo ebreo", che cerca di non soffrire e che, soprattutto, può e vuole difendersi, perde immediatamente tutto il suo fascino agli occhi della sinistra.
Ma fino a quando la mappa del Medio Oriente non è stata colorata di rosso dalla Guerra fredda e Israele non è stato dichiarato la longa manus dell'imperialismo americano, la situazione era diversa. Il nuovo Stato di Israele, fino alla guerra del 1967, era costruito sulla base di un'ideologia che permetteva o addirittura obbligava la sinistra a essere orgogliosa degli ebrei e gli ebrei a esserlo della sinistra, anche quando gli israeliani stavano combattendo e vincendo aspre guerre.
Gli ebrei che erano sopravissuti alla persecuzione nazifascista, la persecuzione della destra, avevano fondato uno Stato socialista ispirato ai valori della sinistra, il lavoro e il collettivismo, e in questo modo avevano nuovamente santificato la sinistra come il rifugio di tutte le vittime.
A Durban, i movimenti dei diritti umani hanno scelto Israele come nemico e obiettivo primario. Questa scelta rappresenta un grande successo per la propaganda palestinese, ma anche un grave segnala di debolezza da parte di questi stessi movimenti. L'immagine che risulta è quella di una sinistra ideologicamente e politicamenteall'angolo, che ha scelto di adottare come universale una battaglia molto controversa e specifica, pesantemente contrassegnata dal terrorismo. Una sinistra che invece di affrontare il sistema di globalizzazione capitalistico, prende come suo principale obiettivo lo Stato di Israele. In parole povere, la sinistra ha deciso di far pagare a Israele ciò che a suo giudizio dovrebbe pagare l'america. Non è una cosa da veri codardi? Denunciare questo nuovo antisemitismo dei diritti umani è un compito psicologicamente difficilissimo per Israele e per gli ebrei della Diaspora. E lo è tanto di più perché quello tra gli ebrei e la sinistra è un divorzio che quest'ultima non desidera affatto. La sinistra vuole continuare a essere considerata il paladino dei buoni ebrei. Pretende di piangere per gli ebrei uccisi nella Shoah, spalla a spalla con gli ebrei. E lo fa perché questo le dà l'autorizzazione morale per parlare delle "atrocità" di Israele. Fino a quando non romperemo il silenzio, noi ebrei daremo alla sinistra l'autorizzazione di negare il nostro diritto a una propria nazione, e a difendere il nostro popolo da un antisemitismo senza precedenti.
La parola d'ordine
Proprio nello stesso momento in cui maledice Israele, la sinistra dei diritti umani, del pacifismo, della protesta contro la pena di morte, la guerra e le discriminazioni razziali o sessuali, elogia anche i terroristi suicidi e si compiace per caricature di Sharon degne dello Sturmer. Ma nessuno dei suoi esponenti verrà mai in Israele per fare lo scudo umano seduto in un bar o a bordo di un bus. Se vogliamo ottenere qualcosa, se decidiamo che è giunto il momento di combattere, dobbiamo sbarazzarci delle imposture e degli inganni "liberali". Dobbiamo saper dire che la libera stampa fallisce la sua missione quando mente, e che sta effettivamente mentendo. Dobbiamo dire che tutti i diritti umani sono violati quando a un popolo è negato il diritto all'autodifesa, e che questo diritto è effettivamente negato. I diritti umani sono calpestati anche quando una nazione viene sottoposta alla diffamazione sistematica e resa automaticamente un obiettivo legittimo per i terroristi. Non dobbiamo più accettare ciò che abbiamo accettato fin dal giorno in cui è nato il nostro Stato, vale a dire che debba essere considerato come uno Stato diverso e a sé stante all'interno della comunità internazionale.
Un punto molto importante: tra le varie forme di antisemitismo oggi in voga, una riguarda la confusione tra "israeliano" ed "ebreo". Apparentemente, è sbagliato insinuare che gli ebrei agiscano nell'interesse dello Stato di Israele e non in quello dello Stato in cui vivono. Più un paese confonde i due termini, più è considerato antisemita, e quindi ci si immaginerebbe che gli ebrei combattano questo pregiudizio. Ma è un grave errore. Poiché lo Stato di Israele, e insieme a esso gli ebrei, sono stati vittime del peggior genere di pregiudizi, gli ebrei dovrebbero considerare apertamente il loro essere identificati con Israele come un prestigio e un onore. Se è vero che Israele è l'obiettivo principale degli attacchi antisemiti, è proprio qui che dobbiamo concentrare la nostra attenzione. Dobbiamo giudicare il carattere morale della persona con la quale stiamo parlando in base a questo test: se menti su Israele, se lo ricopri di pregiudizi, sei un antisemita. Se sei pervenuto nei confronti di Israele, sei contro gli ebrei. Naturalmente questo non significa che sia proibito criticare Israele e le sue politiche.
Israele e gli ebrei oggi hanno una sola certezza: ora che dispongono di propri mezzi di difesa, una nuova Shoah non è più possibile. Tuttavia, dobbiamo passare dall'idea di una possibile eliminazione fisica degli ebrei a quella di una loro possibile eliminazione fisica degli ebrei a quella di una loro possibile eliminazione morale. L'unico modo per affrontare questa minaccia è combattere senza paura, sul nostro stesso terreno, usando tutte le armi storiche ed etiche che Israele possiede. Nessuna vergogna, nessun timore e nessun senso di colpa. Israele ha la possibilità di dimostrare ciò che è veramente: l'avamposto nella lotta al terrorismo e il baluardo della democrazia. Non è una cosa da poco. Ma noi ebrei ci comportiamo come vittime e non cogliamo questa possibilità perché significherebbe metterci in conflitto con i nostri vecchi alleati, rinunciando alla loro legittimazione. Dobbiamo renderci conto che questa legittimazione si trova nelle nostre mani, anche se non l'abbiamo mai fatta valere.
La parola d'ordine degli ebrei dovrebbe essere "orgoglio ebraico", nel senso di orgoglio per la nostra storia e per la nostra identità nazionale, ovunque ci troviamo. Orgoglio ebraico significa che dobbiamo reclamare l'esclusiva identità del popolo ebraico e il suo diritto di esistere. Dobbiamo comportarci come se questo diritto non ci fosse mai stato riconosciuto perché oggi, ancora una volta, non lo è più. Nessuna sinistra e nessuna destra. Non daremo alla sinistra il potere di decidere dove dobbiamo stare. Decideremo le nostre alleanze da soli, in base alla situazione concreta dei nostri potenziali partner.
Fiamma Nirenstein
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 11:15:35
A me sembra che la tipa abbia un po' la coda di paglia.
Criticare le scelte politiche di un paese non equivale a demonizzare il paese etesso, il popolo che lo fa andare avanti (così come critico il potere vigente in italia senza dire che tutti gli italiani sono disonesti).
Semplicemente le misure prese in campo di sicurezza (con la partecipazione del governo degli stati uniti) si dimostrano fallimentari e fallimentari saranno in futuro.
Odio su odio è solo morte.
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 11:30:18
un bell'articolo!
Non condivido (come era logico supporre).
Sono sicuro che non sia l'idea di tutto il popolo ebraico.
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 12:20:09
Secondo me i problemi sono due:ignoranza e pregiudizio.Due categorie bipartisan che purtoppo rendono l'antisemitismo ancora attuale. Da destra a sinistra posson cambiare le premesse ma il risultato finale rimane l'odio ingiustificato e ingiustificabile per il popolo d'Israele.
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 12:33:05
Mi sembra strano Dean che approvi qualcosa senza dane le precise motivazioni. Sembra quasi che ti allinei a delle teorie altrui senza cercare di sostenerne le idee.
(il che non è il tuo solito)
Mi piacerebbe avere un tuo resoconto...
Dobbiamo giudicare il carattere morale della persona con la quale stiamo parlando in base a questo test: se menti su Israele, se lo ricopri di pregiudizi, sei un antisemita. Se sei pervenuto nei confronti di Israele, sei contro gli ebrei. Naturalmente questo non significa che sia proibito criticare Israele e le sue politiche.
C'è effettivamente un forte elemento di critica e condanna dello Stao d'Israele nei movimenti no o new global.....ci sono forti spinte per qualificare
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 13:10:13
questo stato ( e l'ho constatato lavorando da interprete al forum sociale europeo di firenze e a quello mediterraneo di napoli) come razzista e sionista (dando a sionista una forte accezione negativa)nei documenti finali.
Ma da qui a dire che l'intera sinistra è antisemita......
Penso come francygol che ci sia molta ignoranza sul conflitto israelo-palestinese, ma è anke vero ke è difficile anke x ki si interessa capire dov'è la verità.
In my humble opinion, un nuovo antisemitismo dettato dall'ignoranza e ke nn è limitato alla sinistra c'è(ma spt in paesi come la francia dove c'è una forte componente musulmana), ma molti ebrei prendono qualsiasi critica al governo d'Israele come un attacco agli ebrei stessi. Sono spesso loro ke si identificano con lo Stato d'Israele nn è ki critica Israele ke lo fa......
Non so se sono stata spiegata è un tema complesso!
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 13:17:51
chiaro ke si incazzano...è la testa malata delle persone che funziona a sprazzi e pure male...prova a dire a qualcuno che la sua macchina è brutta...immediatamente lui si identifica nella sua macchina e si incazza...volete che nn si incazzino gli ebrei se gli dicono che il loro governo è ridicolo?
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 13:20:23
fiuuu finito...cmq si....sono daccordo....gli ebrei sono stati sottomessi e trattati da popolo inferiore...ma invece era il contrario..stava diventando una potenza inteligente che avrebbe potuto contrastare allora il nazismo e quindi sono stati sterminati..ma ora meritano una rivincita....se hanno l'opportunita' devono difendersi....senza essere etichettati!!!!
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 13:21:34
nessuno ha il diritto di criticarli per quello che hanno fatto e quello che faranno xkè sono un popolo e come tutti hanno degli ideali da difendere....
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 13:22:02
Io non m'incazzo quando mi dicono ke il mio di governo è ridicolo, perkè so ke lo è,e cmq anke se pensassi bene del mio governo,nn penso ke la prenderei sul personale,come una critica a me come italiana....
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 13:26:20
pouch, l'esperienza dice che la stragrande maggioranza delle persone se la prende se critichi nn loro, ma qualcosa in cui si identificano...vuoi la prova? dì a tutte le tue amiche che il loro vestito è orribile, e prendi nota delle reazioni
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 13:27:29
Un articolo a senso unico.... ma qul'è il limite? allora in nome dell'antisemitismo (che mi sembra francamente ingigantito rispetto alla realtà) fin dove si può arrivare? Fin dove si può devastare? In nome poi di una rivincita!?!?! non è mica il monopoli!
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 13:31:40
nn mi sono spiegato
si critica israele come stato, meglio ancora governo..ma siccome gli ebrei si identificano fortemente in israele, prendono ogni critica come rivolta a loro IN QUANTO EBREI
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 13:45:50
adesso si incazzano che tutti sono antisemiti.... la caciara fatta con la Guzzanti è idiota e denota mancanza di comprensione della lingua italiana da parte di chi l'ha fatta, eloquente è la spiegazione di Gad Lerner (ebreo anche lui). Inoltre la comunità ebraica americana ha dato il premio come statista dell'anno a Berlusconi, il quale ha "riabilitato" il santo Mussolini che non ha mai ucciso nessuno! Dico ma non è che ci sia un pò di confusione da parte degli israeliani????
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 13:57:21
Qui mi si accusa di non argomentare
c'avete un bel fegato dopo un articoletto così breve.
Naturalmente era una provocazione, ho scelto la nierenstein perchè è faziosa e, a quanto pare, pure prolissa.
Sono d'accordo con chi dice è perfettamente legittimo criticare il Governo di Israele, perchè si può spalare tonnellate di merda su berlusconi, su bush e non su sharon?
E' una cosa che si chiama democrazia ed in medio oriente questa parola ha un senso solo dalle parti di Tel Aviv.
Il muro è una cazzata? A parte Fini sembriamo tutti d'accordo.
Sharon è criticabile perchè si è presentato come il paladino della sicurezza degli israeliani e mai come sotto il suo governo gli israeliani hanno pagato un così alto tributo di sangue, il dialogo è praticamente fermo, quindi probabilmente sharon ha fallito su tutta la linea; quindi? Fischi per lui!
C'è un problema che gli ebrei non vengono solo attaccati in israele dai Kamikaze di Hamas, ma anche in Europa e non dai Naziskin, ma dai No Global, i Disobedienti o come diavolo si chiamano.
Assalti ai ghetti, picchettaggi, volanti appesi, dove chiaramente non appare la stella di david con la parola Jude, ma solo perchè i "nostri" sono troppo Politically Correct, altrimenti la violenza è quella delle S.A. di Rohm che nel '33 organizzavano le giornate tedesche, sottintendendo anti ebraiche.
E dalle loro interviste viene fuori quello che dice Fiamma, lo stereotipo dell'ebreo sopraffattore, che cospira nell'ombra, affamatore di bambini, anzi gli ebrei tradizionalmente se li mangiano i bambini, dove credete che nasca il mito del comunista mangia bambini?
Insomma rivengono fuori i Protocolli dei Savi di Sion che tutti sanno falsi ma che di tanto in tanto spuntano fuori.
Evidentemente la sinistra, una volta tanto ha superato i traumi della prima parte del 900.
Ok ok non tutta la sinistra, ma quella antagonista sicuramente, il problema che quest'area si allarga sempre di più ed ormai supera quella della sinistra sociale dei global forum ed investe anche aree di quella politca e della società civile, leggi i girotondi.
Probabilmente sono stato incompleto e poco chiaro, ma secondo me c'è un discrimine sottolissimo tra antisharonismo, anti sionismo ed anti giudaismo.
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 14:00:16
penso che le stelle di david e l'antisemitismo di cui parli sia molto più diffuso a destra che a sinistra....
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 14:02:55
a destra a parte qualche testa rasata e qualche commento idiota non ci sia tutto questo antisemitismo, per il semplice fatto che essere antisemiti "è di sinistra"
per il semplice fatto che essere antisemiti "è di sinistra"
Io non so dove si voglia arrivare dicendo queste cose, se abbiamo chiarito che la sinistra e non solo è contro la politica ISRAELIANA non vuol dire che sia antisemita. Qualcuno come Dean crede che nei centri sociali o nelle manifestazioni essere contro la politica di ISARELE sia essere ANTISEMITI. A questo punto mi chiedo, se in Israele e Palestina ci fosse la pace, non ci fosse il muro, vivessero tutti d'amore e daccordo secondo te Dean, che motivo avrebbero la SINISTRA, o i CENTRI SOCIALI, o i GIROTONDINI di essere "antisemiti" o "antiisraeliani" come li definisci tu? E poi va a chiedere ad un EBREO NON ISRAELIANO (quindi francese, italiano, tedesco, americano, etc) se è d'accordo o meno con la politica di Sharon? Secondo te cosa risponde?
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 16:02:52
anch'io sono rimasto molto colpito dalle affermazioni di Dean!
Mi chiedo come mai abbia cambiato così!
secondo te Mat?
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 16:11:14
Secondo me ci sono 2 possibilità:
O si sta per tesserare a FN oppure aspetta che lo scudo crociato torni unito
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 17:35:36
Lo sapevo che quella frase avrebbe fatto scandalo le virgolette ci stanno apposta.
Volevo dire che essere anti isreliani è sentito dalla destra, con qualche ragione come ho affermato prima, come un antisemitismo di sinistra
Messaggio del 02-12-2003 alle ore 18:35:49
Il muro sara' anche una cazzata in cui crede solo Fini,ma dico e sottolineo purtroppo se non si avvia un serio processo di democratizzazione dell'autonomia palestinese,visto il tasso di crescita demografico di quella popolazione,fra 10/20 anni ci sara' 1 israeliano ogni 10 palestinesi,con le conseguenze che tutti possiamo immaginare,inoltre ricordo a tutti la presenza di diversi Jerico 2 con testate nucleari,che Israele ,se minacciato di sopravvivenza, non esitera' ad usare con conseguenze davvero da armageddon nell'intera area e nel mondo.Un muro,per quanto incarni un simbolo odioso,abominevole,allo stato attuale delle cose e' una scelta pragmatica,estrema ma forse terribilmente necessaria,inoltre un muro puo' essere,al cambiamento delle stagioni politiche facilmente abbattuto.Siamo tutti concordi nel ritenere l'attuale amministrazione,sottolieno mille volte amministrazione,israeliana poco lungimirante e caratterizzata da una politica sotto certi versi indifendibile,ma e' anche vero che secondo molti analisti un approccio ghandiano e non violento palestinese avrebbe favorito di molto il processo di normalizzazione dei rapporti fra arabi e ebrei.il discorso va approfondito ma lo spazio e tiranno,volevo solo far notare che il muro oggi e' una scelta per quanto odiosa e "facile" purtroppo logica.
Messaggio del 03-12-2003 alle ore 08:54:21
Logica?
Apetta, vedrai che il muro i palestinesi lo buttano giù a foza di kamikaze che ci si buttano contro!
Si ammazzano perchè vengono segregati e gli metti anche un muro? Cosa c'è di logico?
Messaggio del 03-12-2003 alle ore 13:46:18
Mi spiace trovarmi in pieno disaccordo con due menti illuminate di questo forum, quali Dekkard e Dean Corso: il muro non è la scelta più logica, è solo la più idiota e semplice, è come dire: politicamente non sono in grado di risolvere il problema (o non me ne frega niente) quindi faccio un muro che ci separi da sti palestinesi... e visto che ci troviamo facciamolo in modo che inglobi anche le pochi sorgenti d'acqua in modo che crepino (è quello che in realtà si sta facendo...).
Inoltre c'è da ricordare che il muro è una scelta più volte condannata dall'ONU, è palese che non farà altro che incrementare l'odio...
Poi dire che:"essere anti isreliani è sentito dalla destra, con qualche ragione come ho affermato prima, come un antisemitismo di sinistra" è una frase che francamente lascia il tempo che trova e non corrobora affatto la tesi iniziale di Dean... mi dispiace dirlo, ma qui si sta facendo (come i mezzi attuali d'informazione vogliono) di tutt'erba un fascio....
Messaggio del 03-12-2003 alle ore 13:49:46
Il muro non serve a niente, perchè se guardiamo i numeri di palestinesi che ogni giorno attraversano il confine per andare a lavorare in Israele mi sembra ancor più una cazzata, cmq contenti loro...
Messaggio del 03-12-2003 alle ore 13:54:39
Penso che nessuna politica in sè è antisemita.
Quando una di esse sembra esserlo, allora o non è politica o l'antisemitismo è frutto di alcuni componenti.
Messaggio del 03-12-2003 alle ore 13:57:36
andy dimentichi che qualche politica è stata antisemita.... inoltre qui si sta deformando la realtà oltre misura...
Messaggio del 03-12-2003 alle ore 13:59:12
andy dimentichi che qualche politica è stata antisemita.... inoltre qui si sta deformando la realtà oltre misura...
Messaggio del 03-12-2003 alle ore 14:02:38
Quello si chiama odio Al, solo ed esclusivamente odio, misto a stupidità spinta all'eccesso.
Poi qui si sta solo discutendo, niente di più. Si può anche sbagliare, lo sai
Messaggio del 03-12-2003 alle ore 14:45:45
Costruiamo un muro attorno a Lanciano, così ci difendiamo dalle orde di cafoni che invadono la nostra cittadina...
però mi viene una domanda, come facciamo a difenderci dai cafoni che stanno dentro le mura?
E' quello che non hanno capito anche gli Israeliani...
Messaggio del 03-12-2003 alle ore 16:14:38
Priviamo Sharon delle scuse adotte,permittiamo di costruire questo dinosauro della storia,con varchi controllatissimi per i palestinesi,e facciamo in modo che,l'attuale amministrazione di falchi,non possa piu' addurre la scusa dei kamikaze.Vediamo fino a che punto e' disposto a fare concessioni,vediamo se davvero vuol fare la pace o vuol continuare con sto clima insostenibile.il muro e' abbattibile,e' senza dubbio al scelta piu' facile e vigliacca,ma se serve ad evitare morti per attentati terroristici e relative incursionidi rappresaglia di Zaal ben venga.si deve fare in modo che la road map riparta,e' una buona base di partenza,cercare di democratizzare i palestinesi,so che e' odioso esportare ilmodello occidentale,ma e' forse l'unica alternativa alla guerra eterna.Considerato che israele non cedra' mai.