Messaggio del 20-01-2005 alle ore 14:34:26
no, infatti nn c'entra niente...
era solo per rispondere a cati e a music man...
con i vari interventi il discorso si è spostato su un altro argomento...
Messaggio del 20-01-2005 alle ore 14:00:31
scusa jika, non capisco bene dove vuoi arrivare.....purtroppo non faccio in tempo a leggere tutto.... max quel po' che ho letto penso ke: hai perfettamente ragione per quanto riguarda l'influenza che subiamo o che noi stessi abbiamo sugli altri all'interno di una società ..,(in quanto è un normalissimo atteggiamento di interazione sociale..) .ma francamente in questo non vedo cosa centra l'immoralita' e tantomeno l'anomia!... ...
Messaggio del 20-01-2005 alle ore 12:58:34
mah... io credo che qll ci circonda abbia molta influenza sulla nostra personalità ... noi cresciamo relazionandoci con gli altri ed è proprio da qst altri che traiamo elementi positivi e/o negativi.. il confronto con gli altri ci permette di decidere ql linea seguire nella ns vita...
Messaggio del 20-01-2005 alle ore 09:44:01
jika penso che il contesto possa influenzare ognuno di noi solo apparentemente...... ciò che fa di noi un individuo non potrà mai essere sfiorato dal contesto!
Messaggio del 19-01-2005 alle ore 23:29:53
x cucciolo: si, qll che dici è vero... moralmente ti senti appartenete ad un gruppo...,ok.
non potendo generalizzare, faccio riferimento al tuo esempio.. è morale rinunciare a se stessi solo per il senso di appartenere ad un contesto sociale, per sentirsi parte di qlcs? io credo di no... ma cmq qst è un altro discorso... entrano in gioco coraggio, dignità ...
x tarzan: vedi sopra..
x dean: ironia, semplice ironia... ma cmq abbiamo già chiarito...
x cati: il comportamento di ognuno di noi è cmq influenzato, positivamente e negativamente, dal contesto in cui siamo inseriti...o no?
durky dice che l'anomia provoca una indeterminazione degli obiettivi e un disorientamento nei comportamenti (presenti, invece nella società integrata... v. cucciolo) per l'assenza di limiti imposti ai diritti individuali.
Per quanto mi riguarda credo ke la moralità sia soggettiva:quello ke è morale per me potrebbe non esserlo per gli altri e viceversa e ke vari col tempo:quello ke oggi è amorale,in futuro potrebbe essere moralissimo e viceversa
avete capito chi cazze ha scritto cussu,lui logicamente a scuola ogni volta che finiva una storia, sentiva dire"la morale è..." forse ha ragione lui.Max Payne sei il mio eroe preferito sei un fenomenooooooooooo
Messaggio del 19-01-2005 alle ore 16:34:31
jika il sociologo in questione parla dell'effetto dell'anomie.. come mancanza di regolamentazione o dove le regole sono non chiare!!
ma come può esistere una società senza regole?? per me è logica solo una cosa... SOCIETA=REGOLE =DIRITO!!
Lui parla di una condizione impossibile, dice quando gli organi sono sufficientemente in contatto, cioè vicini fra loro ed informati, del bisogno che hanno l'uno dell'altr o allora vi è umn feeling permanente e dipendenza reciproca!
Egli cerca di estendere quello che dovrebbe essere prettamente riferito alla biologia alla società e quindi alla divisione del lavoro nella società , riprendendo le mosse dalla Ricchezza delle Nazioni di Smith..
Egli parla dell'effetto dell'anomie sugli obiettivi degli individui e sulla loro felicitÃ
dice "Mentre i fermi sociali sono indeboliti, gli esseri umani più non hanno limiti sui loro desideri ed aspirazioni"
non condivido... non può essere così..
perchè è inevitabile il suicidio?
certo se si vive nel caos, in assenza di regole..ma se noi le anteponiamo all'esistenza della società ...allora il discorso cambia...
Messaggio del 19-01-2005 alle ore 14:59:29
Quello che voglio dire, parlando così del tema del post è che non si può assolutizzare la morale, essa è l'estrinsecazione dell'Etica che a sua volta deriva dall'Estetica o almeno dovrebbe per non trasformarsi in moralismo.
Solo quello che è bello, non solo esteriormente, ma intrinsecamente bello, può consentirci di definire ciò che è buono (è il Kalakagatos Greco, il bello ed il buono che convivono)
Messaggio del 19-01-2005 alle ore 14:34:09
Credo Rhodes e Chumberlein, inventori del razzismo anglosassone conoscessero molto meglio di te le realtà che poi coscientemente decisero di discriminare, mai sentito parlare di Rhodesia? in nome della superiorità della razza bianca.
La stronzata dell'ignoranza serve per permettere alle brave bambine politicamente corrette di dormire sonni tranquilli ------------------------------------------------- Editato il 14:52:25 19/01/2005 da dean corso
Messaggio del 19-01-2005 alle ore 13:20:03
Certo ke si può parlare di moralità : di rispetto reciproco, convivenza, equità dei diritti. Il progresso c'è, perkè nn si può negare ke si sta meglio ora ke 50 anni fa, quando c'era discriminazione violenta di ogni tipo.
Messaggio del 19-01-2005 alle ore 13:12:44
....ognuno di noi è ispirato da un modello di comportamento individuale.....sono d'accordo!! ognuno di noi è una sfera.. ed in ogni singola sfera è racchiuso tutto il proprio essere!
ma la società attuale mi sembra ispirata da concetti, e soprattutto penso sia basata su idee diametralmente opposte....al'individualismo di cui si parla...
secondo me bisognerbbe partire innanzitutto dalla distinzione fra moralità ed amoralità e poi chiedersi se la società possa definirsi in un senso o nell'altro
Messaggio del 19-01-2005 alle ore 12:54:59
la società crea dipendenza dagli altri e, in caso di senso esasperato di smarrimento, suicidio (interiore e/o fisico)?
(nn so come mi è venuta, ma sto post mi ci ha fatto pensare)
Messaggio del 19-01-2005 alle ore 12:38:28
Durkheim sottolinea la funzione integratrice della morale...per realizzare una qualche forma di solidarietà ,(necessaria alla consevazione della società ) è necessario che gli interessi individuali siano regolati da modelli di azione che si pongono come ideali normativi a cui adeguarsi...
ed è proprio quello che sta accadendo anche oggi in chiave fortemente individualistica...quanto più si conserva l'egoismo del singolo (propinato ed accentuato da tutti i media come modelli di azione, appunto) tanto più la società si conserva nel suo insieme sotto l'egida del formalismo che fa da collante sociale molto più della sostanziale affinità tra i soggetti...
esempio...se vesto in un modo o frequento quel posto, moralmente mi sento appartenente ad un contesto sociale, anche se, come il più delle volte accade, sostanzialmente non c'entro una cippa
Messaggio del 19-01-2005 alle ore 12:05:43
se il progresso rende la società amorale, è regresso; dipende pure ke si intende per amorale; può darsi ke questo "amorale" mi piaccia, lo ritengo giusto, lo inglobi in ciò ke io ritengo morale, lo faccia morale.
Daccordo col tizio, cmq, la società nn può avere un fondamento morale, l'individuo singolo si.