La Piazza
Amba Aradam e faccetta nera
Messaggio del 28-01-2005 alle ore 12:57:49
no no...tranquillo....ci ho messo il sorrisetto con l'occhiolino apposta!
no no...tranquillo....ci ho messo il sorrisetto con l'occhiolino apposta!
Messaggio del 28-01-2005 alle ore 12:55:37
R3ddragon^ mi sa che ti è sfuggito il senso del racconto...
R3ddragon^ mi sa che ti è sfuggito il senso del racconto...
Messaggio del 28-01-2005 alle ore 12:54:32
Bella sta storia!!!
Bella sta storia!!!
Messaggio del 28-01-2005 alle ore 12:54:09
e per la solidarietà universale..tutti a cantare faccetta nera!!!....ma per piacere
e per la solidarietà universale..tutti a cantare faccetta nera!!!....ma per piacere
Messaggio del 28-01-2005 alle ore 06:50:04
Diversi giorni or sono in un post ebbi a far notare che la vera origine dello slang "ambaradan"
era il nome di una collina dell'Etiopia, dove si svolse una furiosa battaglia nel 1936.
La collina (in lingua locale=amba) si chiamava quindi Amba Aradam.
Un intervenuto postò che, da una ricerca su Internet, non aveva trovato riferimenti del genere. Forse aveva cercato solo "ambaradan" (per quanto su Google una voce dell'Accademia della Crusca, dà anch'esso l'origine di cui sopra)
Di seguito il risultato della ricerca per Amba Aradam, interessante perchè rivela anche l'origine della nota canzone "faccetta nera":
LA STORIA DI "FACCETTA NERA"
Alcuni anni fa' un settimanale italiano pubblicava un servizio nel quale si raccontava la storia di un'orfanella dell'Asmara, la capitale dell'Eritrea, che fu una delle colonie italiane dell'Italia fascista, una storia che fa' meraviglia per la strana coincidenza con l'altra storia di guerra, raccontata nella pagina precedente. Le due storie differiscono nella loro conclusione. Quella di Angelita di Anzio culminò con la morte della bimba, mentre "faccetta nera" vive ancora, ha oggi presumibilmente 71 anni (l'età esatta non la conosce neppure lei) si chiama Vittoria Aradam, viveva all'Asmara quando il collega l'incontrò, era sposata ed era madre di tre figli.
Vittoria era una bimbetta di circa tre o quattro anni, rimasta orfana. Venne trovata in lacrime e tremante di paura e fu raccolta dalle truppe italiane all'Amba Aradam, durante le prime fasi della campagna d'Etiopia. I legionari italiani l'adottarono e divenne la loro mascotte. Il nome e cognome che porta glieli diedero proprio i soldati italiani che vollero festeggiare l'esito della battaglia dell'Amba Aradam.
"Faccetta nera" confidò al suo intervistatore un sogno cullato sin dalla prima età della ragione, quello cioè di riuscire a raggiungere un giorno o l'altro l'Italia.
Mentre scrivevamo questa nota, In Eritrea il cannone aveva cominciato a tuonare nuovamente e a combattersi erano una volta ancora popoli di simile estrazione etnica ma incapaci di trovare degli accordi per vivere in pace. Chissà se Vittoria Aradam avrà risentito in qualche modo di questo nuovo conflitto che ha insanguinato la sua terra.
Ritrovarla una volta ancora ed aiutarla a soddisfare il suo sogno non sarebbe solo un evento straordinario per qualunque rotocalco interessato ai racconti rosa. Diverrebbe, noi crediamo, anche un motivo di consapevolezza e di accettazione del principio di solidarietà e di fratellanza fra i popoli, base fondamentale della pace e della serenità universale.
Che ne dite, lettori miei? Che ne dice, signor sindaco di Anzio? Può essere un modo di preparare la sua prossima campagna elettorale (1) ed aiutare Vittoria che ha fatto cantare tutta l'Italia? Vogliamo aiutarla, in nome della piccola Angelita, a venire ad Anzio per solennizzare tutti insieme, senza retorica ma con consapevolezza, con serietà e convinzione, quel principio umano e sacrosanto e trarre da una giornata particolare dedicata a questi temi il miglior insegnamento?
Cerchiamo allora di dare inizio ad una "Festa della solidarietà" nel nome di Angelita e di Vittoria. Avremo modo di capire quanto bene faccia unire insieme, nel divertimento, il cuore e la mente.
Fonte:http://www.popolinuovi-ilmiogiornale.it/anzio/angelita2.htm
Diversi giorni or sono in un post ebbi a far notare che la vera origine dello slang "ambaradan"
era il nome di una collina dell'Etiopia, dove si svolse una furiosa battaglia nel 1936.
La collina (in lingua locale=amba) si chiamava quindi Amba Aradam.
Un intervenuto postò che, da una ricerca su Internet, non aveva trovato riferimenti del genere. Forse aveva cercato solo "ambaradan" (per quanto su Google una voce dell'Accademia della Crusca, dà anch'esso l'origine di cui sopra)
Di seguito il risultato della ricerca per Amba Aradam, interessante perchè rivela anche l'origine della nota canzone "faccetta nera":
LA STORIA DI "FACCETTA NERA"
Alcuni anni fa' un settimanale italiano pubblicava un servizio nel quale si raccontava la storia di un'orfanella dell'Asmara, la capitale dell'Eritrea, che fu una delle colonie italiane dell'Italia fascista, una storia che fa' meraviglia per la strana coincidenza con l'altra storia di guerra, raccontata nella pagina precedente. Le due storie differiscono nella loro conclusione. Quella di Angelita di Anzio culminò con la morte della bimba, mentre "faccetta nera" vive ancora, ha oggi presumibilmente 71 anni (l'età esatta non la conosce neppure lei) si chiama Vittoria Aradam, viveva all'Asmara quando il collega l'incontrò, era sposata ed era madre di tre figli.
Vittoria era una bimbetta di circa tre o quattro anni, rimasta orfana. Venne trovata in lacrime e tremante di paura e fu raccolta dalle truppe italiane all'Amba Aradam, durante le prime fasi della campagna d'Etiopia. I legionari italiani l'adottarono e divenne la loro mascotte. Il nome e cognome che porta glieli diedero proprio i soldati italiani che vollero festeggiare l'esito della battaglia dell'Amba Aradam.
"Faccetta nera" confidò al suo intervistatore un sogno cullato sin dalla prima età della ragione, quello cioè di riuscire a raggiungere un giorno o l'altro l'Italia.
Mentre scrivevamo questa nota, In Eritrea il cannone aveva cominciato a tuonare nuovamente e a combattersi erano una volta ancora popoli di simile estrazione etnica ma incapaci di trovare degli accordi per vivere in pace. Chissà se Vittoria Aradam avrà risentito in qualche modo di questo nuovo conflitto che ha insanguinato la sua terra.
Ritrovarla una volta ancora ed aiutarla a soddisfare il suo sogno non sarebbe solo un evento straordinario per qualunque rotocalco interessato ai racconti rosa. Diverrebbe, noi crediamo, anche un motivo di consapevolezza e di accettazione del principio di solidarietà e di fratellanza fra i popoli, base fondamentale della pace e della serenità universale.
Che ne dite, lettori miei? Che ne dice, signor sindaco di Anzio? Può essere un modo di preparare la sua prossima campagna elettorale (1) ed aiutare Vittoria che ha fatto cantare tutta l'Italia? Vogliamo aiutarla, in nome della piccola Angelita, a venire ad Anzio per solennizzare tutti insieme, senza retorica ma con consapevolezza, con serietà e convinzione, quel principio umano e sacrosanto e trarre da una giornata particolare dedicata a questi temi il miglior insegnamento?
Cerchiamo allora di dare inizio ad una "Festa della solidarietà" nel nome di Angelita e di Vittoria. Avremo modo di capire quanto bene faccia unire insieme, nel divertimento, il cuore e la mente.
Fonte:http://www.popolinuovi-ilmiogiornale.it/anzio/angelita2.htm
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