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A me 'rebbeleteme sotte a la canale
Messaggio del 25-06-2008 alle ore 16:39:20
Enrico De Pedis detto Renatino (Roma, 15 maggio 1954 – Roma, 2 febbraio 1990) è stato un criminale italiano. È stato uno dei boss dell'organizzazione criminale romana Banda della Magliana, sin dalle sue origini.

È stato ucciso a colpi di arma da fuoco in un agguato a Roma nei pressi di Campo de' Fiori. L'uccisione di Enrico De Pedis va catalogata tra i regolamenti di conti tra "ex compari". De Pedis, al contrario degli altri appartenenti alla banda, fu l'unico a possedere uno spirito imprenditoriale fuori dal comune. Mentre gli altri sperperavano i propri bottini nei loro vizi, "Renatino" investiva in attività legali tali proventi: imprese edili, ristoranti, boutique.

Arrivò al punto di non voler più dividere la "stecca" coi propri compari carcerati, si sentiva sciolto da tale obbligo, in quanto ormai i suoi introiti provenivano da attività proprie e non rientravano più nei bottini comuni da "steccare", appunto. Gli altri però interpretarono ciò come uno smacco da far pagare caro. Così nel 1989, uscì dal carcere Edoardo Toscano detto "Operaietto" (appartenente alla fazione Magliana, opposta a quella dei testaccini di cui De Pedis era il leader) e iniziò a cercare Renatino per ammazzarlo. De Pedis fu più rapido e fece uccidere Toscano dai suoi killer personali (tali Ciletto e Rufetto) dopo averlo fatto cadere in una imboscata con un pretesto. Altro smacco questo, che non si poteva sopportare.

Così, quando evase successivamente dal carcere Marcello Colafigli, la fazione dei maglianesi iniziò a riorganizzarsi per eliminare De Pedis. L'occasione si presentò quando riuscirono a sapere dell'appuntamento che Renatino avrebbe avuto il 2 febbraio del 1990 in una bottega di antiquario a Via del Pellegrino. Appena uscito dal negozio Renatino salì sul motorino e si avviò, ma venne fulminato da due killer toscani, assoldati per l'occasione.

Enrico De Pedis ha ricevuto una sepoltura del tutto particolare per un comune cittadino, che risulta ancora più sorprendente trattandosi di un criminale. La sua tomba infatti si trova in territorio vaticano, all'interno della cripta della basilica di Sant'Apollinare a Roma; solo alla moglie è stato consentito l'accesso.

Il 6 marzo 1990, a soli 32 giorni dalla morte, il rettore della basilica, monsignor Piero Vergari, attestò con una lettera lo status di grande benefattore di De Pedis: "Si attesta che il signor Enrico De Pedis nato in Roma - Trastevere il 15/05/1954 e deceduto in Roma il 2/2/1990, è stato un grande benefattore dei poveri che frequentano la basilica ed ha aiutato concretamente a tante iniziative di bene che sono state patrocinate in questi ultimi tempi, sia di carattere religioso che sociale. Ha dato particolari contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana".

Dopo 4 giorni l'allora Vicario della diocesi di Roma, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Ugo Poletti, rilasciava il nulla osta alla sepoltura di De Pedis all'interno della basilica di Sant'Apollinare. Il 24 aprile la salma di De Pedis venne tumulata e le chiavi del cancello vennero consegnate alla vedova.
Messaggio del 25-06-2008 alle ore 16:55:55
azzo'!
Messaggio del 25-06-2008 alle ore 19:00:53
sapevo questa cosa, e indovina un pò?
non me ne stupisco per niente.
Messaggio del 25-06-2008 alle ore 19:50:34
brus, altro che la canale.. a te porterò i fiori sotto ad un maestoso pilone di un viadotto dell'autostrada
Messaggio del 25-06-2008 alle ore 19:54:44
Sta storia mi fa proprio sangue...

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