La Piazza
“Arbeit macht frei”
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 16:06:26
O no???
O no???
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 16:08:24
Coletti che dice?
Coletti che dice?
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 16:09:27


Messaggio del 14-03-2008 alle ore 16:23:39
e allora io sono la persona più libera del paese
e allora io sono la persona più libera del paese
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 16:24:21
volevo dire del mondo
anzi no: della galassia
volevo dire del mondo
anzi no: della galassia
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 17:58:06
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 17:58:57
stupendo disco degli AREA
stupendo disco degli AREA
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 17:59:27
Se scrivere su Lanciano.it, molti utenti saranno dei liberissimi lavoratori
Se scrivere su Lanciano.it, molti utenti saranno dei liberissimi lavoratori
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 20:28:00
Insegna d'ingresso di un noto parco giochi crucco.
Insegna d'ingresso di un noto parco giochi crucco.
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 21:12:02
Rabbit
Rabbit
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 21:17:27
al parco giochi ci sono andato, un giro che auguro a chiunque di fare almeno una volta nella vita; un lavoro lo avrebbero dovuto dare più che altro a un mucchio di poveri nazisti che magari al posto di un rancio di merda si potevano buscare una pagnotta calda a fine giornata
e soprattutto senza fare danni e rompere i coglioni ad altri.
al parco giochi ci sono andato, un giro che auguro a chiunque di fare almeno una volta nella vita; un lavoro lo avrebbero dovuto dare più che altro a un mucchio di poveri nazisti che magari al posto di un rancio di merda si potevano buscare una pagnotta calda a fine giornata
e soprattutto senza fare danni e rompere i coglioni ad altri.
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 21:46:35
questo per la precisione...
questo per la precisione...
Messaggio del 14-03-2008 alle ore 23:14:39
Il lavoro, non ha mai reso libero nessuno...,battuta infelice... come quel coglione che l'ha scritto...
Il lavoro, non ha mai reso libero nessuno...,battuta infelice... come quel coglione che l'ha scritto...
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 04:00:57
Coletti
la gaffe più clamorosa della storia
Coletti
la gaffe più clamorosa della storia
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 04:02:40
Oh mio Dio oh Mio Dio
- "Il lavoro rende liberi", in tedesco "Arbeit macht frei". Era la frase scritta all'ingresso del campo di sterminio nazista di Auschwitz. E' lo slogan scelto da Tommaso Coletti, presidente della Provincia di Chieti, per i depliant e le inserzioni pubblicitarie della Provincia che promuovono i Centri per l'impiego. Una decisione originale, che ha scatenato molte polemiche.
"Il lavoro rende liberi - scrive Coletti nella pubblicità - Non ricordo dove lessi questa frase ma fu una di quelle citazioni che ti fulminano all'istante perché raccontano un'immensa verità". Secondo il presidente, senatore della Margherita nella scorsa legislatura, il messaggio non è di cattivo gusto perché "le parole hanno un significato in senso assoluto e non in relazione a chi le adopera".
Quel che è certo, però, è che a molti, leggendo la frase, è tornata in mente la tragedia dell'Olocausto e la drammatica sorte toccata a milioni di persone. La scritta, che campeggiava all'ingresso di Auschwitz, era un'enorme presa in giro che, secondo gli storici, serviva a illudere i deportati lasciando loro la speranza che, lavorando, sarebbero usciti liberi dal campo di concentramento.
"Tutto questo - si difende il presidente - non può però mettere in dubbio il fatto che il lavoro rende liberi: questa frase racconta un'immensa verità. L'ho pensata e pronunciata per il suo significato e per il grande valore che racchiude in sé".
Lui, in ogni caso, a Hitler dice di non aver proprio pensato. "Chi ritiene che mi sia riferito allo slogan nazista si sbaglia - spiega - Non sono mai andato ad Auschwitz o a visitare altri lager. Quella frase l'ho letta tempo fa su un manifesto elettorale".
Insomma, secondo Coletti la polemica sarebbe del tutto strumentale. "Io stesso - continua - ho adoperato usualmente quella frase nei miei comizi così come hanno fatto autorevoli esponenti di altre forze politiche senza suscitare reazioni da parte di alcuno. Qualcuno davvero pensa che il lavoro non liberi l'uomo dal bisogno?"
Discussioni a parte, sembra discutibile anche la campagna pubblicitaria, che comunque non sarà interotta. Non è infatti scontato che la citazione di uno slogan che nell'immaginario collettivo è legato a lavori forzati, violenza e crimini contro l'umanità possa spingere i cittadini ad avvicinarsi ai servizi forniti dai Centri per l'impiego.
Durissima invece la reazione di Riccardo Pacifici, vicepresidente della Comunità ebraica di Roma: "E' incredibile che un esponente politico il cui schieramento ha l'antifascismo nel dna non si renda conto della gravità dell'utilizzo di frasi che ormai oggi sono legate fortemente a fatti tragici come quello dei campi di sterminio. Frasi che - ha aggiunto Pacifici - non possono oggi avere valenza istituzionale per promuovere il lavoro".
Secondo Pacifici "il presidente della Provincia di Chieti dovrebbe avere l'umiltà di fare un passo indietro e rendersi conto dell'errore".
Oh mio Dio oh Mio Dio

- "Il lavoro rende liberi", in tedesco "Arbeit macht frei". Era la frase scritta all'ingresso del campo di sterminio nazista di Auschwitz. E' lo slogan scelto da Tommaso Coletti, presidente della Provincia di Chieti, per i depliant e le inserzioni pubblicitarie della Provincia che promuovono i Centri per l'impiego. Una decisione originale, che ha scatenato molte polemiche.
"Il lavoro rende liberi - scrive Coletti nella pubblicità - Non ricordo dove lessi questa frase ma fu una di quelle citazioni che ti fulminano all'istante perché raccontano un'immensa verità". Secondo il presidente, senatore della Margherita nella scorsa legislatura, il messaggio non è di cattivo gusto perché "le parole hanno un significato in senso assoluto e non in relazione a chi le adopera".
Quel che è certo, però, è che a molti, leggendo la frase, è tornata in mente la tragedia dell'Olocausto e la drammatica sorte toccata a milioni di persone. La scritta, che campeggiava all'ingresso di Auschwitz, era un'enorme presa in giro che, secondo gli storici, serviva a illudere i deportati lasciando loro la speranza che, lavorando, sarebbero usciti liberi dal campo di concentramento.
"Tutto questo - si difende il presidente - non può però mettere in dubbio il fatto che il lavoro rende liberi: questa frase racconta un'immensa verità. L'ho pensata e pronunciata per il suo significato e per il grande valore che racchiude in sé".
Lui, in ogni caso, a Hitler dice di non aver proprio pensato. "Chi ritiene che mi sia riferito allo slogan nazista si sbaglia - spiega - Non sono mai andato ad Auschwitz o a visitare altri lager. Quella frase l'ho letta tempo fa su un manifesto elettorale".
Insomma, secondo Coletti la polemica sarebbe del tutto strumentale. "Io stesso - continua - ho adoperato usualmente quella frase nei miei comizi così come hanno fatto autorevoli esponenti di altre forze politiche senza suscitare reazioni da parte di alcuno. Qualcuno davvero pensa che il lavoro non liberi l'uomo dal bisogno?"
Discussioni a parte, sembra discutibile anche la campagna pubblicitaria, che comunque non sarà interotta. Non è infatti scontato che la citazione di uno slogan che nell'immaginario collettivo è legato a lavori forzati, violenza e crimini contro l'umanità possa spingere i cittadini ad avvicinarsi ai servizi forniti dai Centri per l'impiego.
Durissima invece la reazione di Riccardo Pacifici, vicepresidente della Comunità ebraica di Roma: "E' incredibile che un esponente politico il cui schieramento ha l'antifascismo nel dna non si renda conto della gravità dell'utilizzo di frasi che ormai oggi sono legate fortemente a fatti tragici come quello dei campi di sterminio. Frasi che - ha aggiunto Pacifici - non possono oggi avere valenza istituzionale per promuovere il lavoro".
Secondo Pacifici "il presidente della Provincia di Chieti dovrebbe avere l'umiltà di fare un passo indietro e rendersi conto dell'errore".
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 04:03:55
"fu una di quelle citazioni che ti fulminano all'istante perché raccontano un'immensa verità"

















"fu una di quelle citazioni che ti fulminano all'istante perché raccontano un'immensa verità"

















Messaggio del 15-03-2008 alle ore 04:05:05
"per il suo significato e per il grande valore che racchiude in sé"
Vi giuro che mi sto morendo dal ridere
"per il suo significato e per il grande valore che racchiude in sé"
Vi giuro che mi sto morendo dal ridere
Messaggio del 15-03-2008 alle ore 04:06:43
non ricordo dove lessi questa frase























































































non ricordo dove lessi questa frase























































































Messaggio del 15-03-2008 alle ore 10:23:56
"Quella frase l'ho letta tempo fa su un manifesto elettorale".
vi prego, aiutatemi...sto crepando...sono piegato in due...



















"Quella frase l'ho letta tempo fa su un manifesto elettorale".
Messaggio del 16-03-2008 alle ore 01:47:26
forse si, ma hai poco tempo per fare cio' che vorresti!
forse si, ma hai poco tempo per fare cio' che vorresti!
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“Arbeit macht frei”
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