La Piazza
50.000€ per una ferrari falsa
Messaggio del 27-02-2008 alle ore 14:01:42
non posso che quotare atelkin.
si ripete un fenomeno devastante attestabile anche alla metà degli anni '80.
chi non ricorda lo stile "paninaro", diffuso tra i giovani "bene" dell'interland milanese?
infine si arrivò a tracciare il marchio timberland col pennarello, su scarpe acquistate al mercato.
non posso che quotare atelkin.
si ripete un fenomeno devastante attestabile anche alla metà degli anni '80.
chi non ricorda lo stile "paninaro", diffuso tra i giovani "bene" dell'interland milanese?
infine si arrivò a tracciare il marchio timberland col pennarello, su scarpe acquistate al mercato.
Messaggio del 27-02-2008 alle ore 13:52:39
Allora nn sono solo i cinesi?
Allora nn sono solo i cinesi?
Messaggio del 27-02-2008 alle ore 13:50:52
è il classico esempio della VERA perversione dell'era del marchio: non lo spendere tantissimo per assicurarsi un capo o un oggetto che è costoso perchè di qualità, ma cercare ogni strada per spendere poco, pochissimo e avere un qualcosa da poter mostrare al prossimo.
è come comprare le cinte d&g al mercatino senegalese di pescara: io darei 10 anni di galera non a chi le vende, ma a chi le compra per stupidità dimostrata e cattivo senso estetico e commerciale.
è il classico esempio della VERA perversione dell'era del marchio: non lo spendere tantissimo per assicurarsi un capo o un oggetto che è costoso perchè di qualità, ma cercare ogni strada per spendere poco, pochissimo e avere un qualcosa da poter mostrare al prossimo.
è come comprare le cinte d&g al mercatino senegalese di pescara: io darei 10 anni di galera non a chi le vende, ma a chi le compra per stupidità dimostrata e cattivo senso estetico e commerciale.
Messaggio del 27-02-2008 alle ore 13:05:42
micolao, rimanda a questo post.
micolao, rimanda a questo post.
Messaggio del 27-02-2008 alle ore 12:02:55

Agrigento,Ferrari false: 8 indagati
Officina le vendeva a 50mila euro
La Guardia di Finanza ha sgominato un'organizzazione che realizzava e vendeva Ferrari false. Le vetture, in "listino" a circa 50mila euro ciascuna, venivano realizzate in un'officina di Licata, nell'Agrigentino. Otto persone sono state iscritte nel registro degli indagati dopo l'operazione del Nucleo di polizia tributaria della GdF di Palermo, che ha anche sequestrato una replica della Ferrari F360, pronta per la vendita a 20mila euro.
In molte altre città, tra cui Asti, Casale Monferrato, Milano, Prato, Taranto, Crotone, sono state sequestrate, nell'ambito della stessa operazione, altre sei repliche di Ferrari di vari modelli pronte per la consegna, altre sette in corso di lavorazione, oltre ai pezzi di ricambio, alcuni originali (come marchi, marmitte, cruscotti, volanti, luci) ed altri replicati in vetroresina (come cofani, portiere, paraurti) pronti per la distribuzione ad officine che provvedevano al loro assemblaggio su telai di auto per lo più americane.
Tra gli otto indagati a vario titolo per associazione a delinquere, truffa, contraffazione, frode e ricettazione, anche un rivenditore di auto di Trento ed i titolari di alcuni siti internet.
Fondamentale è risultata la collaborazione della stessa Casa di Maranello.

Agrigento,Ferrari false: 8 indagati
Officina le vendeva a 50mila euro
La Guardia di Finanza ha sgominato un'organizzazione che realizzava e vendeva Ferrari false. Le vetture, in "listino" a circa 50mila euro ciascuna, venivano realizzate in un'officina di Licata, nell'Agrigentino. Otto persone sono state iscritte nel registro degli indagati dopo l'operazione del Nucleo di polizia tributaria della GdF di Palermo, che ha anche sequestrato una replica della Ferrari F360, pronta per la vendita a 20mila euro.
In molte altre città, tra cui Asti, Casale Monferrato, Milano, Prato, Taranto, Crotone, sono state sequestrate, nell'ambito della stessa operazione, altre sei repliche di Ferrari di vari modelli pronte per la consegna, altre sette in corso di lavorazione, oltre ai pezzi di ricambio, alcuni originali (come marchi, marmitte, cruscotti, volanti, luci) ed altri replicati in vetroresina (come cofani, portiere, paraurti) pronti per la distribuzione ad officine che provvedevano al loro assemblaggio su telai di auto per lo più americane.
Tra gli otto indagati a vario titolo per associazione a delinquere, truffa, contraffazione, frode e ricettazione, anche un rivenditore di auto di Trento ed i titolari di alcuni siti internet.
Fondamentale è risultata la collaborazione della stessa Casa di Maranello.
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