Cultura & Attualità

Zapatero riforma la TV spagnola
Messaggio del 02-12-2005 alle ore 14:16:14

Va precisato che l’ente radiotelevisivo spagnolo, composto da due reti tv ( TVE1 e TVE2), due radio (SER e RNE) e un’agenzia di notizie (EFE), prevedeva che il suo Consiglio di Amministrazione fosse eletto esclusivamente dai membri del governo, quindi emanazione diretta della sola maggioranza.

Non sorprende quindi che non mancassero casi di censura e favoritismi anche al di là dei Pirenei. All’indomani dell’attentato di Al Qaeda dell’11 Marzo 2003 a Madrid, per citare un esempio eclatante, non solo i telegiornali riportarono come unica verità la versione del governo PP che attribuiva l’attentato ai terroristi baschi dell’ETA, ma la sera stessa dell’ 11 Marzo il film in prima serata programmato da settimane, Shakespeare in Love, fu sostituito, senza spiegazione alcuna, con un film di condanna al gruppo indipendentista basco.

Le reti private nazionali (Tele5 e Antena3), d’altra parte, non sono di proprietà di nessun membro del governo (anzi, le quote di maggioranza sono possedute da gruppi italiani: Mediaset e DeAgostini), ma una trasformazione per le reti pubbliche (nazionali e delle province autonome) era ormai percepita come urgente per garantire agli spagnoli una informazione (e non solo) libera dal controllo politico.

In primo luogo la riforma cambia il sistema di finanziamento di RTVE rendendolo misto, con solamente il 40% delle entrate ricavate dalla pubblicità per non dover sottostare ai ricatti delle misurazioni dell’audience. Il 50% dei finanziamenti proverrà da sovvenzioni statali (il canone non esiste) e il 10% dalla vendita di programmi e prodotti.

Per evitare, inoltre, che la pressione commerciale snaturi il servizio pubblico, la pubblicità sarà progressivamente ridotta e nell’arco di quattro anni passerà dai 12 minuti attuali a 9 minuti massimi per ora.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione sarà formato da 8 membri, 4 eletti dal Parlamento su proposta di almeno la metà dei gruppi parlamentari, con una maggioranza qualificata dei due terzi; 2 membri eletti dalle organizzazioni sindacali e 2 dal Consiglio Audiovisivo (autorità che regola flussi pubblicitari, spese ecc.). Il mandato del CdA avrà una scadenza di sei anni, superiore a quello di una legislatura per garantirne l’indipendenza dalla maggioranza di turno, e i suoi membri dovranno comunque essere professionisti dell’ambito audiovisivo.

Il Direttore Generale sarà scelto dal CdA (e non più dal Governo) in una rosa di candidati selezionati tramite concorso pubblico e sarà responsabile della propria gestione innanzi ad un Consejo de Informaciòn (il nostro Garante per le comunicazioni) formato da rappresentanze dei comitati di redazione e di associazioni di categoria.

La riforma interviene anche sul tema del pluralismo dell’intero sistema radiotelevisivo nazionale. La necessità evidenziata da Zapatero è quella di aggiungere più attori in un sistema spartito, come si è visto, fra due sole emittenti private nazionali, Tele5 e Antena 3. Proprio su questo punto il premier spagnolo ha subito le critiche più dure e le accuse di favorire Canal Plus, attualmente il più grosso operatore sui canali criptati e il primo candidato a diventare la terza emittente privata in analogico. Canal Plus, in effetti, fa parte del gruppo PRISA (quello del quotidiano El Paìs) vicino al PSOE, partito di Zapatero.



X dean corso:
che te ne sembra?
per la serie "stai calmo dean"





Messaggio del 02-12-2005 alle ore 14:19:10
Che mi fa cascare le palle per terra
da zapatero mi aspettavo la privatizzazione delle tv pubbliche
Messaggio del 02-12-2005 alle ore 16:01:00
e perkè dean? persino gli usa hanno un canale pubblico!
Messaggio del 02-12-2005 alle ore 18:02:33
bah!
Messaggio del 03-12-2005 alle ore 23:24:41
Bak ma mica potevo dire che ultimamente comincio ad apprezzare zapatero, almeno per quanto riguarda le scelte economiche
Messaggio del 04-12-2005 alle ore 05:31:17
E' GRAPPAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!
Messaggio del 04-12-2005 alle ore 17:55:14
W ZAPATERO!!!

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