Messaggio del 23-07-2008 alle ore 16:17:06
Dimenticavo la cosa più importante. La politica non si fa nei tribunali.
Vuoi fare una azione politica? Scrivi un bel modulo di raccolta firme indirizzato al Presidente della Repubblica, o meglio al presidente della Camera o al Presidente del Consiglio, scritto in un buon italiano, senza espressioni forti, come ti viene in modo naturale, con una buona grafica e mettiti a raccogliere delle firme contro il gestaccio di Bossi. Puoi farlo dove lavori, se il tuo capo non è leghista, nelle altre aziende della zona, al mercato, lungo il Corso o la Piazza principale della tua città. In luogo pubblico devi fare la richiesta di occupazione suolo pubblico almeno 15 giorni prima, indicando metri quadri occupati, via, giorno ed ora di dove vuoi fare il banchetto. Se fai la domanda a nome di un partito e stai sotto i 10 metri quadri è meglio, non paghi l'ocupazione di suolo pubblico. Se hai un gazebo 3x3 ancora meglio, così ti vedono da lontano e si avvicineranno per curiosità. In politica l'importante è smuovere le coscienze e tu puoi essere la nostra avanguardia nella Padania
Messaggio del 23-07-2008 alle ore 18:06:09
grazie per la premura bettino, ma non è la procedura partitica che vorrei segure dato che l'intervento di cui ti parlavo oggi a pausa pranzo andrebbe decisamente contro gli interessi di partito non solo del padano bossi, ma di tutti gli schieramenti, che farebbero certamente fronte compatto di fronte a ciò. compreso ovviamente il presidente napolitano, di cui aspetto ancora monito come da te accennato.
Messaggio del 23-07-2008 alle ore 18:24:02
il mio partito a Lanciano raccoglierebbe ben volentieri le firme sotto il gazebo per chiedere al Presidente della Camera o al Presidente del Consiglio di prendere i dovuti provvedimenti contro il Ministro ed onorevole Bossi che ha insultato tutti i cittadini italiani e non solo nell'ultimo episodio in questione. Se la questione è politica ci sarà sempre una forza politica che occuperà uno spazio politico
Però sensibilizzare i lancianesi contro Bossi sarebbe inutile, sono già abbastanza sensibili contro quel Ministro. Al Nord, in piena Pianura Padana, avrebbe un altro significato politico la lotta contro l'insulto all'inno nazionale.
Messaggio del 23-07-2008 alle ore 18:36:18
le raccolte firme caro bettino, in questa italietta, stanno facendo la fine che vorrebbe far fare bossi al nostro tricolore.
cercherò di procedere, se trovo il sostegno di un avvocato, quello che ti accennavo oggi e che scrivo, a questo punto, qui: chiedo ad un avvocato se a suo avviso è fattibile denunciare bossi per vilipendio, se lo si può fare come singolo cittadino o se devo ricorrere ad una associazione/ente/ecc. e quali possono essere i costi di un intervento del genere.
ogni aiuto è ben accetto, grazie.
Messaggio del 23-07-2008 alle ore 20:59:25
Per piacere, fatelo rinsavire, vuole dilapidare un patrimonio per mandare sotto processo uno che ha l'immunità parlamentare per le opinioni espresse durante un comizio in una manifestazione politica
Messaggio del 23-07-2008 alle ore 21:44:36
Ormai ha abbracciato la scorciatoia giudiziaria a pieno (chi sa se riflette sui "successi" dell'ubriacatura manettara del 92)
D'ora in poi basta Talebano, ti sei meritato il titolo di Fouquier Thinville
Messaggio del 23-07-2008 alle ore 21:58:49
Il Tribunale rivoluzionario (in francese "Tribunal révolutionnaire") era una corte istituita a Parigi dalla Convenzione Nazionale durante la Rivoluzione francese per giudicare gli oppositori politici, ed è diventato il più potente mezzo del Regime del Terrore.
Le notizie del fallimento dell'esercito francese nel Belgio hanno creato dei rivolte popolari a Parigi e il 10 marzo 1793, su proposta di Danton, la Convenzione il 20 ottobre 1793 ha decretato di creare un tribunale straordinario per giudicare gli oppositori della rivoluzione, il cui nome ufficiale fu "Tribunale rivoluzionario".
Era composto da una giuria, un procuratore pubblico e due sostituti, tutti nominati dalla Convenzione; e non si poteva ricorrere all'appello. Con M.J.A. Hermann come presidente e Fouquier-Tinville come procuratore pubblico, il tribunale inquisì i monarchici, i preti refrattari e tutti i protagonisti della controrivoluzione. Ma presto venne anche usato per fini personali, specialmente da Robespierre, che lo ha impiegato per la condanna dei suoi avversari politici. Gli eccessi del tribunale rivoluzionario sono aumentati con l'aumento del controllo di Robespierre sul Comitato di salute pubblica; ed il 10 giugno 1794 è stato promulgato, su sua influenza, la famosa Legge 22 Pratile, che ha proibito agli imputati di avere consulenti legali per la loro difesa e ha anche proibito di avere testimoni, inoltre l'unica pena possibile era la condanna a morte. Prima di questa legge in 13 mesi le condanne a morte erano state 1.220, nei 45 giorni che passarono tra l'emanazione della legge e la caduta di Robespierre sono state 1.376, e molte persone erano innocenti.
Un altro tribunale rivoluzionario venne istituito a Nantes nell'autunno del 1793 da Jean Baptiste Carrier per giudicare i vandeani catturati in seguito alle Guerre di Vandea, venne sciolto nel febbraio 1794 da Robespierre, gli imputati essendo insorti vennero tutti condannati a morte, il numero di condanne eseguite si aggira attorno ai 10.000 morti.
Il tribunale rivoluzionario venne poi soppresso il 31 maggio 1795. Fra le sue vittime più celebri si ricorda: Maria Antonietta, gli Hebertisti, i Dantonisti e i Girondini.
Messaggio del 23-07-2008 alle ore 23:06:16
Scusate se mi permetto, ma i nostri rappresentanti ci offendono ogni giorno in maniera molto più grave di un gesto con cui uno di loro ha mancato di rispetto ad un simbolo -l'inno nazionale di una Nazione che non sa nemmeno cosa sia il patriottismo-....
Mi sembra ipocrita soffermarsi su un gesto che ha offeso più il suo decoro personale che la pubblica decenza. E stare solo a sparlottare di azioni più gravi.
Messaggio del 24-07-2008 alle ore 19:15:47
grazie dodò per il paragone.
detto questo, immaginavo di restare solo, è d'abitudine diciamo. la cosa che mi spaventa è che il tempo dei martiri è finito e ci vorrebbe cooperazione, ma (non qui, in generale) pfiu, stiamo freschi.
quote:
Mi sembra ipocrita soffermarsi su un gesto che ha offeso più il suo decoro personale che la pubblica decenza.
decoro personale de che? uno che ha detto ad una signora che esponeva il tricolore durante un loro raduno che ci si doveva pulire il culo e che aspettava un tir di carta igienica tricolore?
quel gesto ha offeso una istituzione e viene dall'interno dell'istituzione stessa. se non vuole stare sotto roma ladrona, liberissimo di andare in un altro paese. vuole la rivoluzione? bene, scenda in piazza col fucile e non su un palco in un comizio, piangendo per la bocciatura del figlio. siamo seri per cortesia e non cerchiamo di difendere chi già è più uguale di noi.