Cultura & Attualità

Vorrei capire
Messaggio del 18-09-2008 alle ore 11:02:25
Se amministratori, magistrati, sindacalisti, impiegati pubblici, politici fannulloni, insegnanti sessantottini sono per definizione "comunisti"...

Se gli stranieri sono potenzialmente inclini a crimini come il furto o lo stupro, capaci di violenze inaudite sotto l'effetto della coca, senza rispetto nemmeno per i codici della criminalità autoctona tradizionale.

Se i Romani sono parassiti che lavorano nei ministeri e la sera vanno a puttane.

Se i Napoletani sono zozzi, rizzzi, ineducati e mafiosi.

Se i meridionali sono fannulloni, lavativi, buoni a niente, sabotatori.

Se migliaia di persone perderanno il lavoro in Alitalia.

Se altre migliaia di persone perderanno il lavoro nella Scuola.

Se migliaia di dipendenti pubblici giocano a freccette con la foto di Brunetta nella pausa caffè.

Sto 60% dei consensi dove lo è andato a pigliare?

Messaggio del 18-09-2008 alle ore 11:16:15
SIM SALA BIM, il grande motto del mago SILVan .....

At Salut.
Messaggio del 18-09-2008 alle ore 11:45:27
io vorrei capire perché i lavoratori in proprio devono lavorare per se e per i parassiti, perché, perché.














Perché.
Ci sarà un perché.
Messaggio del 18-09-2008 alle ore 11:50:09
All’Università di Perugia cattedre per soli parenti

Sarà perché le nobili radici dell’Università di Perugia affondano fin nel Medioevo, ma pare che nell’ateneo umbro la trasmissione feudale del potere sia tuttora in voga.
L’anno scorso, poco prima dell’elezione del rettore Francesco Bistoni, un fascicolo stracolmo di accuse di nepotismo e intrallazzi in cattedra fu inviato a oltre tremila indirizzi internet da un misterioso «corvo». Un caso che fece parecchio rumore e su cui la magistratura sta indagando, con tanto di blitz all’interno dell’università e sequestro di computer. Tanto clamore, che ha riguardato soprattutto la facoltà di Medicina, uno dei «feudi» più importanti di questo antico regno universitario, ha finito per oscurare le incredibili vicende di una provincia «minore»: la piccola facoltà di Scienze della Formazione. Qui il vassallo, da otto anni, è Romano Ugolini, docente di Storia e preside della facoltà. Un nome che conta nel mondo della ricerca storica. Un nome che il mondo universitario non perderà nemmeno quando l’emerito storico andrà in pensione. A perpetuarlo infatti c’è già pronto Francesco Claudio Ugolini, figlio del professore e a sua volta uno dei due fortunati vincitori del concorso per ricercatore di Pedagogia sperimentale indetto dalla stessa facoltà.
E qui è importante sgomberare il campo da ogni illazione, perché Ugolini junior vanta titoli e ben due pubblicazioni. A osservare che è laureato in matematica e non in pedagogia e che le pubblicazioni sono in informatica sono le solite malelingue. In ogni caso il giovane ricercatore ha avuto modo di farsi le ossa, in quanto la facoltà presieduta da papà gli aveva già accordato un contratto d’insegnamento presso la sede di Terni, prima di accoglierlo come vincitore del concorso.
Criticare il preside Ugolini del resto sarebbe ingiusto. In fondo anche lui è figlio d’arte: suo padre è il professor Francesco A. Ugolini, per anni preside della Facoltà di Lettere di Perugia. Sicuramente non lo criticheranno i colleghi della facoltà di Scienze della Formazione. A partire dalla vicepreside, la professoressa Maria Caterina Federici, docente di Sociologia generale. Se lo criticasse, Ugolini potrebbe ricordarle che il 13 maggio scorso il concorso per un posto di ricercatore in Sociologia dei processi culturali è stato vinto da un tal Raffaele Federici. Che però, si badi bene, non è mica il figlio della vicepreside. Infatti è il fratello.
E se poi a protestare fosse il professor Lanfranco Rosati, preside di un altro corso di laurea della stessa facoltà, gli verrebbe ricordato come il 6 marzo scorso la figlia Agnese Rosati abbia vinto un altro dei posti di ricercatore messi a concorso (in Pedagogia generale e sociale). La dottoressa Rosati in realtà, oltre che dai suoi meriti accademici, è stata favorita soprattutto dall’inspiegabile ritiro di un valido avversario che, dopo uno scritto che pare fosse impeccabile, per motivi imperscrutabili non si è presentato all’orale. Ma in fondo è andata bene anche a lui, perché pochi giorni dopo si è aggiudicato l’altro posto da ricercatore nel concorso in cui ha vinto anche il figlio del preside Ugolini.
Cerchi che si chiudono o semplici coincidenze? Per alcuni dei ricercatori rimasti esclusi dal piccolo ma importante feudo umbro perché scavalcati dall’infornata di parenti, i conti non tornano e sotto a tutto ci sarebbe un reciproco scambio di taciti favori di cui si starebbe interessando la Procura. Ma al di là di eventuali profili illeciti, tutti da verificare, di certo a Perugia d’ora in avanti si potrà forse studiare ancora pedagogia. Ma per l’etica sarà meglio rivolgersi altrove.
Messaggio del 18-09-2008 alle ore 11:54:45
1)Se amministratori, magistrati, sindacalisti, impiegati pubblici, politici fannulloni, insegnanti sessantottini sono per definizione "comunisti"...
vero
2)Se i Romani sono parassiti che lavorano nei ministeri e la sera vanno a puttane.
vero
3)Se migliaia di dipendenti pubblici giocano a freccette con la foto di Brunetta nella pausa caffè.
vero

il resto non saprei
Messaggio del 18-09-2008 alle ore 13:04:49
Evidentemente, le categorie che hai descritto, non sono del tutto rispondenti alla realtà
Messaggio del 18-09-2008 alle ore 14:24:13
Bruce Wayne,
ricordati che la percentuale è riferita a coloro che pensano di andare a votare e che esprimeranno un voto valido. Lontano dalle elezioni la percentuale degli astenzionisti è alta, ma quando si avvicinano scende inevitabilmente e sale la coalizione che si contrappone a quella in vantaggio nei sondaggi attuali.

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