Messaggio del 11-12-2007 alle ore 18:52:39
Caro Crasso in relatà nn mi pare nasca a Roma il comico (anzi, tragedia e commedia sono nate entrambe in Grecia) kmq quando si è diffuso a Roma è stato proprio a causa dell'esistenza del regime molto duro..la gente doveva essere attenta a quello ke faceva e diceva e quindi è stata creata necessariamente una valvola di sfogo: il carnevale..durante quei giorni di assai vivaci festeggiamenti, miltari, capi di governo e altri potevano essere oggetto di critike e caricature..ma ripeto solo in qurei giorni..altrimenti se si fosse fatto durante gli altri giorni dell'anno erano dolori!!
Messaggio del 10-12-2007 alle ore 18:19:58
leggevo tempo fa che:
la tragedia nasce da paesi democratici (vedi la gracia antica)
la comicità da paesi monachici o imperialisti (vedi la roma antica)
Messaggio del 07-12-2007 alle ore 18:26:40
Anvedi..monarkia assoluta??!!? staimo skerzando ve?! La rivoluzione francese e le guerre d'indipendenza nn c'hanno insegnato niente?!?
E poi le monarkie assolute degenerano sempre in tirannide!
Messaggio del 07-12-2007 alle ore 14:01:41
Anvedi,
guarda che in una monarchia costituzionale il governo con premier, ministri e sottosegretari c'è lo stesso, così come c'è il Parlamento. Tu forse pensavi ad una monarchia assoluta, ma sulla faccia della Terra ce ne sono rimaste poche: il Vaticano e qualche altro...;rotfl:
Messaggio del 07-12-2007 alle ore 13:20:40
Naturalmente faccio esempi che non mi costino la galera, sennò ne avrei ben altri da raccontare...ma con l'esperienza della Forleo, che è un giudice, figurati cosa farebbero a me, butterebbero la chiave
Messaggio del 07-12-2007 alle ore 13:18:45
Certo che sono un sotenitore della Monarchia. Questa repubblica "democratica" non mi piace proprio. Almeno con il Re magna uno solo. Qua devono magnare 600 persone. Ti pare giusto che Padoa Schioppa abbia cercato di far assegnare 50 Mln al fratello? E questo è l'unico che si è scoperto ed evitato per un pelo. Chissà quanti milioni di euro si fregano sti porci e il Paese lo fanno andare in fallimento...sennò come la mantiene Baffetto la sua barchetta? Ma ti sei dimenticata quando Prodino Mortadella ha detto, con la foto di una barca di lusso, che anche gli operai potevano permettersela?
AVANTI SAVOIA
Messaggio del 07-12-2007 alle ore 10:55:48
E ci mankerebbe altro Jena..è il principio ke mi sta moooooooolto sui maroni questi, come si suol dire, sputano nel piatto in cui mangiano!
Messaggio del 07-12-2007 alle ore 10:50:13
Anvedi sei 1 sostenitore della monarkia?? Kmq a parte le loro respondabilità o meno sui mali dell'Italia ..ti pare normale come rikiesta??Violazione dei diritti umani de ke???Se era x me col cavalo ke rientravano!A questi gli dai un dito e ti si pigliano tt il braccio!!!
Messaggio del 07-12-2007 alle ore 10:19:40
Certo, adesso tutti i guai dell'Italia sono responsabilità del Re. Mezzo secolo di governo ladro ha solo fatto del bene all'Italia, sopratutto l'ultimo presidente del consiglio e i suoi accoliti.
Messaggio del 06-12-2007 alle ore 19:29:02
Indietro, Savoia!
Nasce un'associazione contro le pretese dei reali. Obiettivo: ottenere un indennizzo per i danni subiti dagli italiani. Pronto un referendum e una class action. Manca solo una petizione per rispedirli in esilio. Ora come reagiranno i cari sovrani?
Chi la fa l'aspetti. Contro le pretese dei Savoia è nata un'associazione. Hanno chiesto 260 milioni di danni agli italiani: Vittorio Emanuele reclama 170 milioni di euro, il figlio 90 perché l'Italia - decidendo l'esilo dell'ex famiglia reale - avrebbe violato vari articoli della Convenzione europea dei diritti umani (CEDU) nonché la stessa Costituzione italiana. Emanuele Filiberto, seduto in aereo si fa sentire da tutti mentre dice che vuole «metterla in tasca agli italiani»? E così è arrivata la risposta, dai cittadini: una Onlus per rispondere alle richieste. Anzi, di più. Obiettivo dell'associazione: ottenere un indennizzo per gli italiani, invece, per quel che han subito dai Savoia. Pronto un referendum e anche una class action. Manca solo una petizione per rispedirli in esilio. Ora come reagiranno i cari sovrani? Ma vediamo i dettagli.
Un referendum che porti alla abrogazione della norma che ha consentito il rientro in Italia degli eredi maschi della ex casa reale italiana e una causa collettiva per conseguire «l'indennizzo dei danni arrecati agli italiani». Sarà presentata domani l'Aias, l'associazione italiani anti Savoia, nata dalla mente di Francesco Petrino, docente di diritto bancario e sovranità monetaria alla Sapienza di Roma nonchè presidente del sindacato nazionale antiusura, che sarà anche presidente della neonata Aias. Vicepresindente, Mauro Rufini mentre Lorenzo del Boca, presidente nazionale dell'ordine dei giornalisti, sarà presidente del comitato storico-scientifico. L'idea di fondare una onlus anti-Savoia è stata "ispirata" a Petrino «da un viaggio aereo diretto da Roma a Torino durante il quale - ha spiegato - mi sono trovato vicino al giovane Emanuele Filiberto, che parlava concitatamente con il suo "segretario" di tutte le iniziative necessaria a «metterla in tasca» agli italiani, utilizzando anche delle espressioni particolarmente colorite. Quando sono sceso dall'aereo - ha raccontato - mi sono chiesto se non siano piuttosto gli italiani ad avere subito dei danni incalcolabili dai Savoia».
Tra gli obiettivi dell'Aias ci sarà l'organizzazione di una raccolta di adesioni via web alla proposta di iniziativa popolare per l'abrogazione della norma che ha consentito il rientro in Italia dei Savoia e l'insediamento di una commissione di studio per l'esame «di ogni possibile azione giudiziaria da intraprendersi nei confronti dei due, compresa una class action». (Libero News)
Messaggio del 06-12-2007 alle ore 16:23:11
ROMA (Reuters) - Vittorio Emanuele di Savoia e suo figlio Emanuele Filiberto hanno chiesto nei giorni scorsi allo Stato italiano, tramite una lettera al governo, il risarcimento per i danni subiti con l'esilio dell'ex casa regnante dopo la Seconda Guerra Mondiale e l'instaurazione della Repubblica.
Nella lettera, il legale della famiglia ha indicato nell'esilio imposto al ramo maschile dei Savoia una violazione dei diritti umani, secondo la normativa dell'Unione europea, e ha chiesto un risarcimento complessivo di 260 milioni di euro, ha detto il portavoce del casato Filippo Bruno di Tornaforte.
"E' stata una violazione dei loro diritti umani - ha detto il portavoce - è assolutamente chiaro".