Cultura & Attualità

Visco rimette la delega...
Messaggio del 01-06-2007 alle ore 19:56:41
    ROMA - "Il presidente del Consiglio ha dato lettura in Cdm di una lettera in cui il viceministro Vincenzo Visco ha rimesso la delega sulla parte riguardante la Guardia di Finanza. La delega è avocata dal ministro dell’Economia. Il Consiglio dei ministri ha disposto l’avvicendamento del comandante generale della Guardia di finanza Roberto Speciale con il generale Cosimo D’Arrigo. Il Cdm ha avviato la procedura per la nomina di Speciale a componente della Corte dei conti". Lo afferma Enrico Letta al termine del Consiglio dei ministri.

ANSA
2007-06-01 19:05
Messaggio del 01-06-2007 alle ore 19:59:47
Ma che senso ha rimettere una delega e non dimettersi IN TOTO come è giusto che sia quando un ministro viene coinvolto in qualche scandalo???


L’ennesima presa per i fondelli di un Governo che è sempre più minoranza nel Paese... 
     
Messaggio del 01-06-2007 alle ore 21:12:54
Avrebbe dovuto senz'altro dimettersi, così come accade in ogni democrazia normale. Purtroppo siamo in Italia, non mi sembra che sia una questione di coalizioni(visti i precedenti).
Messaggio del 01-06-2007 alle ore 21:42:08
E perchè dimettersi? Aveva per caso un avviso di garanzia?
Messaggio del 01-06-2007 alle ore 21:49:26
Ah! Già, dimenticavo...l'avviso di garanzia l'ha ricevuto, come consuetudine, dal giornale del leader dell'opposizione
L'hanno fatto con Prodi(telecom serbia), con D'Alema (ma si son ricevuti una mazziata, con Di Pietro ( han dovuto cambiare la redazione).
Ma il vizio è vizio: ora ci provano con il "signor che fa pagare le tasse" e questo per lorsignori è troppo grave...deve pagare!! si deve dimettere!! checcazzo crede di essere!! far pagare le tasse...e sci!!!!

Messaggio del 01-06-2007 alle ore 22:41:20
Secondo voi la sinistra quanto ci metterà ad organizzare delle squadre di picchiatori?
Messaggio del 01-06-2007 alle ore 22:51:30
Come mai, Adonai, quando ci stai tu non c'è Crasso, il vincitore di Spartaco?

viva il fumo segreto
Messaggio del 01-06-2007 alle ore 22:53:27
forse perché mentre crasso scriveva io cagavo?
Messaggio del 01-06-2007 alle ore 23:13:27
sei uscito tu ed è entrato il Crasso...deve stare attento allo sciacquone!


viva la libanese
Messaggio del 02-06-2007 alle ore 14:21:46
Ki ... non è questione di avvisi di garanzia.. è semplicemente buon senso!!!
Anche quando, ad esempio, si dimise Calderoli per il caso delle vignette su Maometto.. mica aveva ricevuto un avviso di garanzia...

X Jena.. scusa la dimenticanza... ma quali sarebbero i precedenti casi di non dimissioni da parte del governo di centrodestra??    
     
Messaggio del 02-06-2007 alle ore 15:03:36
La cosa ke mi fà incazzare è ke ci vanno sempre di mezzo i militari.
Messaggio del 02-06-2007 alle ore 16:13:23
I militari sono carne da macello per definizione quindi è normale.
Benchè Visco, detto dracula, sia il peggiore dei ministri possibili, l'attendibilità delle fiamme gialle su questioni del genere, in passato, non è stata sempre riscontrabile
Messaggio del 02-06-2007 alle ore 16:30:23

sia il peggiore dei ministri possibili



Ti sei chiesto il perchè di questi violenti attacchi da parte di tutti i media (Il Giornale, Libero, Studio Aperto, Canale 5, Rete4, Tgcom, persino Striscia la notizia) agli ordini del leader dell'opposizione?
Siamo veramente un Paese anomalo dove gli "avvisi di garanzia" vengono spediti via televisione dai giornali al servizio permanente del capo dell'opposizione. La magistratura non ha rivolto nessuna accusa a Visco.

Per te che sei un liberale è normale questo? O si tratta di un attacco strumentale al ministro "scovaevasori"(come lo chiamano loro)?
Secondo me glie la vogliono far pagare! Ma penso che non ci riusciranno...sti imbroglioni!


viva marianna
Messaggio del 02-06-2007 alle ore 16:41:22
comunque sono riusciti a mettere in silenzio anche il finanziere.

gli hanno dato un altro incarico!

come volevasi dimostrare
Messaggio del 02-06-2007 alle ore 17:40:31
Dal Corriere della Sera

il generale di fanteria Roberto Speciale da Petraperzia (Enna), "Ciccio il comandante", come ama farsi vezzeggiare dai suoi amici forzisti e di Alleanza nazionale, non batte i tacchi. Nella sua uscita non c'è traccia di uno di quei suoi "Ossequiosamente obbedisco", "Subordinatamente La saluto", con cui per dodici mesi ha omaggiato un nuovo padrone politico cui scavava la fossa. In trenta minuti di colloquio in via XX Settembre, comunica al ministro dell'Economia Padoa-Schioppa, che gliele chiede, che lui alle dimissioni "non ci pensa nemmeno". Si fa mettere alla porta e destituire dal comando con effetto immediato lasciandosi offrire un posticino alla Corte dei conti (che forse accetterà, o forse no).

Perché questo contemplava il format che il centro-destra aveva scritto e che con diligenza lui ha interpretato in queste due settimane. L'uscita di scena doveva essere rumorosa. E rumorosa è stata. Perché, da oggi, in un'ultima operazione di "spin", rumore possa chiamare altro rumore ("La destituzione è un golpe". "Un attentato alla Costituzione". "Un'esecuzione gappista") convincendo il Paese di essere rimasto orfano di un generale "spezzaferro", di un "civil servant", che non si è piegato all'arroganza della politica.

Roberto Speciale non è stato né l'uno, né l'altro. Roberto Speciale è un fungo cresciuto nel sottobosco in cui, per cinque anni, il centro-destra ha coltivato un disegno di controllo degli apparati che doveva avere nell'intelligence politico-militare, il Sismi di Nicolò Pollari, e nelle Fiamme Gialle, un nuovo potente e pervasivo strumento di controllo e intervento a uso politico. Un grumo di potere non più misterioso almeno da quattro anni. Di cui il governo di centro-sinistra conosceva e conosce uomini e coordinate. Di cui ha fatto le spese (la campagna sul caso Unipol, le intrusioni abusive nelle anagrafi tributarie, il sistema di spionaggio illegale in Telecom). Ma a cui sin qui non ha voluto (o potuto) mettere mano. Per insipienza, per miopia, per divisioni interne. E a cui oggi sacrifica, non a caso, il viceministro Vincenzo Visco (l'unico, a quanto pare, ad aver avvistato per tempo "criticità" che altri non hanno voluto vedere).

Eppure, non era necessario un indovino per intuire come sarebbe andata a finire. Per comprendere quale fosse la posta in gioco. Nell'autunno scorso, con l'uscita di Pollari dal Sismi, Speciale perde il suo mentore e rimane unico custode della potente macchina che, nel luglio 2003, gli era stata consegnata con ben altre e per lui più consone mansioni. E' un Carneade, "Ciccio il comandante". E, in quell'estate, quando decidono di nominarlo comandante generale della Finanza, Berlusconi e Tremonti ne ignorano persino l'esistenza. E' Nicolò Pollari, siciliano come Speciale, che garantisce per lui. Che ne sollecita e impone la nomina.

E' l'uomo giusto, al posto giusto, al momento giusto, ragiona l'allora direttore del Sismi. E' una muffa degli Stati Maggiori della Difesa che a fatica ha superato l'Accademia militare di Modena. Un burocrate furbissimo con un debole per le belle cose (arredi e orologi), la bella gente, i bei luoghi (Capri). Che in dieci anni (dal 1993 al 2003), da poltrone di nessuna visibilità, ha coltivato una fitta rete di benevolenze. Ha comandato infatti il primo Reparto dello Stato maggiore Esercito e quindi il primo Reparto dello Stato maggiore Difesa, da dove ha controllato "il personale" (avanzamenti e stato giuridico della truppa e dei quadri ufficiali. Per un periodo anche la leva).

Nell'estate 2003, Pollari ha bisogno di una testa di legno che governi per conto terzi (per suo conto) la Guardia di Finanza. Il tempo necessario al governo di centro-destra per varare la riforma che (come per l'Arma dei carabinieri) dovrebbe consentire di nominare al comando del corpo un proprio generale. Che prepari cioè a Pollari, generale di corpo d'armata delle Fiamme Gialle, il suo grande rientro quando si tratterà di lasciare il Sismi. E' un piano di cui Pollari si compiace e che Speciale racconta in giro, vantandosene. Pollari dispone. "Ciccio" esegue. Il Sismi si gonfia di ufficiali della Finanza e, va da sé, anche del figlio di Speciale, cui per qualche tempo viene affidato (con esiti disastrosi) il centro di Abu Dhabi. Speciale ridisegna i vertici del Corpo con organigrammi dettati da Pollari e dal suo delfino, il generale Emilio Spaziante, che dalla Lombardia (di cui controlla ogni ufficiale) viene portato a Roma, come capo di Stato Maggiore. Speciale fa e disfa, ritenendo di non dover neppure informare il suo comandante in seconda.

Poi, il piano Pollari va a farsi benedire. E con lui la direzione del Sismi e l'osmosi tra la nostra intelligence militare e le Fiamme Gialle. Speciale resta il solo garante, con pieni poteri di comando, di una ragnatela pazientemente tessuta per quattro anni. Di un apparato che è stato il braccio operativo dell'esecutivo di ieri, oggi opposizione. Il tentativo di Visco di cominciare a intaccarne i gangli (Milano) è troppo. Ma è anche una magnifica occasione. L'operazione può cominciare. E Speciale ne conosce l'epilogo. Si aggiusterà la fascia in vita e si farà saltare come un martire nel governo di centro-sinistra. Forse, farà qualcosa di più. Se è vero, come dicono quando ormai è notte, che oggi, da destituito, sederà ai Fori imperiali nel palco autorità della Festa della Repubblica. Se è vero che in queste ore lo accende l'idea di mummificarsi in Viale XXI Aprile ricorrendo a qualche tribunale amministrativo contro la decisione del governo.

Ecco che genere di maiale e le maialate del finanziere

Messaggio del 02-06-2007 alle ore 18:09:13
Ki ed io che ho detto?
io odio i dossier e le intercettazioni, che riguardino, Sircana e i trnas, Berlusconi e le sgallettate o Visco e se controlli non ho mi inzuppato in queste aqullide vicende, ma avrò il diritto di non sopportare Visco?
Messaggio del 02-06-2007 alle ore 18:26:26
Ma picchè?...non devi aver timore...tu le paghi le tasse!


I love marocchina

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