Cultura & Attualità
MOSCA - Successo per la missione politico-scientifica russa nelle acque artiche: il mini-sommergibile russo Mir-1 ha raggiunto il fondale dell'Oceano Artico, esattamente al di sotto del Polo Nord geografico, a una profondità di 4.261 metri. L'annuncio è stato dato dall'emittente televisiva pubblica Vesti-24, secondo cui il punto X è stato toccato alle 12.08 ora di Mosca (le 10.08 in Italia). Più tardi, dopo 27 minuti, il gemello Mir-2 ha toccato i fondali a quota 4.302 metri di profondità. Appena un'ora più tardi sono riaffiorati in superficie, realizzando l'impresa mai tentata prima, dopo aver piantato sul fondale un vessillo bianco, blu e rosso, con i colori della Russia
e ancora:
Ma con il riaffiorare dei due batiscafi, è emerso anche lo scopo ultimo dell'impresa: provare cioè che la superficie sottomarina è direttamente collegata alla piattaforma continentale russa attraverso la dorsale Lomonov, una sorta di enorme propaggine rocciosa che si protende dal continente in direzione settentrionale. Se la dimostrazione riuscisse, Mosca potrebbe rivendicare la piena sovranità su un'estensione enorme tra la Siberia e il Polo, per 1,2 milioni di chilometri quadrati, considerati una vera e propria riserva di idrocarburi non ancora sfruttati, con giacimenti dall'inestimabile valore economico ed energetico. Vi si troverebbero infatti un quarto delle riserve mondiali di gas e petrolio non ancora sfruttate, 10 miliardi di tonnellate di idrocarburi, nonché stagno, manganese, oro, nichel, piombo, platino e diamanti. Con il progressivo scioglimento dei ghiacciai questa immensa ricchezza diventerà disponibile e potrà essere utilizzata da chi vi avrà accesso. Un'eventualità, questa, che il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov conferma a poche ore dalla felice conclusione dell'impresa, dichiarando che la missione ''fornirà le prove scientifiche per le aspirazioni russe''.
Come reagiranno ora gli Stati Uniti? Questa "mossa" sullo scacchiere polare ad opera di Putin & Soci apre nuovi ed imprevisti scenari geo-politici...
Una nuova corsa alla "Luna" ?
Vedremo...
....li ammiro i russi sotto questo punto di vista!!!
In realtà gli Stati Uniti hanno fatto la prima mossa, occupando un braccio di mare tra la groenlandia e il canada, che probabilmente sarà la linea commercialòe più importante per i nuovi giacimenti artici, facendo tra l'altro incazzare i canadesi che sembrano pronti persino ad una guerra.
MOSCA — È riemerso il Titanic. Ma non sulla superficie dell'Atlantico, bensì su quella altrettanto piatta dei teleschermi russi. E di rimbalzo del mondo intero. Perché le immagini trasmesse il 2 agosto dai notiziari moscoviti non erano quelle dell'eroica spedizione polare che ha piantato la bandiera bianco-rosso-blu sul fondale dell'Artico, ma spezzoni del film di James Cameron del 1997 con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet.
Una truffa planetaria. Alla quale hanno abboccato i mass media di tutto il globo.
Tranne un ragazzino finlandese di 13 anni, Valter Seretin, fanatico del kolossal hollywoodiano: che si è accorto subito che i fotogrammi spacciati per quelli dei due batiscafi russi in immersione erano in realtà le scene iniziali del film Titanic, quando analoghi mini- sommergibili ispezionano il relitto del transatlantico affondato.
La "Vecchia scuola" sovietica non si smentisce mai

in ogni caso al di la della folcloristica propaganda...
le cose si fanno sempre più "serie"...... è scattata una corsa al Polo Nord che ricorda quella fra Usa e Urss per la conquista dello spazio stellare.
Il Canada ha annunciato la costruzione di due basi militari nell'Artico e ha ribadito che non intende rinunciare alle proprie mire sulla regione. Il premier canadese, Stephen Harper, ha reso noto che Ottawa costruirà una base di addestramento per l'esercito a Resolute Bay, sull'isola di Cornwallis, a 600 chilometri dal Polo Nord, e un porto per il rifornimento per le navi da guerra nella vicina Nanisvik.
Harper è impegnato in un viaggio di tre giorni tra le acque dell'Oceano Artico per sostenere i diritti di sovranità territoriale del suo Paese nella zona. Il governo canadese ha già stanziato un finanziamento per la costruzione di sei navi che presidieranno l'area artica, nel tentativo di assicurarsi il «Passaggio a Nord Ovest».
In scia si è messa subito la Danimarca: oggi parte infatti una spedizione di un mese che esplorerà la «Dorsale Lomonosov», che Mosca ritiene colleghi il Polo Nord alla sua piattaforma continentale, per stabilire se essa conduca anche fino alla Groenlandia, che è provincia autonoma danese. La spedizione, che si chiamerà Lomrog (acronimo inglese di «Lomonosov Ridge Off Greenland », Dorsale Lomonosov al largo della Groenlandia), partirà dal porto di Tromsoe, nel nord della Norvegia, e sarà appoggiata da due navi rompighiaccio. Il rientro è previsto alle isole Svalbard (Norvegia).
E una nave rompighiaccio della Guardia costiera americana è in viaggio verso l'Alaska, da dove proseguirà in direzione nord per mappare il fondale della regione artica. «È soltanto una spedizione scientifica — ha dichiarato Larry Mayer, direttore del Centro per la cartografia costiera e oceanica presso l'Università del New Hampshire —. Non pianteremo nessuna bandiera». Per ora.
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