Messaggio del 17-06-2005 alle ore 12:52:19
I punti interrogativi sono degli scienziati, del BMJ, British Medical Journal, del legislatore Britannico che ha dovuto adeguare la sua legislazione troppo liberale a quella più restrittiva dell'UE.
Mi sono limitato a riportarei risultati dei ricercatori...
Messaggio del 17-06-2005 alle ore 00:05:00
Adonai, ora sei diventato anche biologo? Se vuoi informarti per bene sullo stato dell'arte, inizia a leggerti un pò di letteratura scientifica... magari riesci a trovare certezze e meno punti interrogativi
Messaggio del 16-06-2005 alle ore 21:54:24
Inoltre nelle malattie cardiache: le cellule staminali fetali sembrerebbero le più adatte, ma sono scarsamente disponibili è sono soggette a rigetto; Le cellule staminali embrionali possono indurre tumori e hanno una capacità potenziale di indurre aritmie e possono causare rigetto;
cellule staminali mesenchimali, estratte dal midollo osseo del soggetto stesso non sembrano avere controindicazioni, oltre ad avere i pregi delle cellule staminali embrionali. Il midollo osseo è considerato la più promettente fonte di cellule staminali per la cardiomioplastica. ------------ Editato da Adonai il 16/06/2005 alle 21:57:11
Messaggio del 16-06-2005 alle ore 21:40:05
Vorrei aggiungere che le staminali mesenchimali (prelevate dal midollo osseo) sono considerate totipotenti e non sono stati riscontrati fenomeni di neoplasie derivanti da esse.
Messaggio del 16-06-2005 alle ore 15:45:38
In realtà le cellule staminali vengono già utilizzate per curare alcune malattie, tra cui alcuni tumori. Sono le cellule staminali del midollo osseo e quelle del cordone ombelicale, anzi, per la sindrome di Hurler, che dà origini a varie disfunzioni molto gravi, le cellule staminali più opportune da utilizzare sono proprio quelle del cordone ombelicale in quanto più mature permettono una terapia più veloce ed efficace, consentendo di preparare i pazienti al trapianto in meno di due mesi. Cosa impossibile altrimenti.
A ciò si aggiunga che la sperimentazione sulle cellule staminali esiste già da tempo e per diverse patologie sono state individuate le cellule staminali di tipo più adatto per un trattamento più efficace. Le cellule staminali del cordone ombelicale vengono attualmente utilizzate per le leucemie dei bambini.
Già 4 anni fain america, sperimentando sui topi, era stata individuata una supercellula staminale prelevata dal midollo osseo in grado di riprodursi e trasformarsi in cellule di tutti gli altri tessuti.
D'altro canto esiste già una sperimentazione sulle cellule staminali embrionali che "non ha dato alcuna applicazione terapeutica concreta" e oltretutto le cellule staminali embrionali "Una volta impiantate nei pazienti potrebbero svilupparsi in modo incontrollato tanto da provocare tumori". Aggiungendo che "Sebbene il numero di linee cellulari staminali embrionali umane sia aumentato considerevolmente negli ultimi due anni, dice l'editoriale, poche di queste sono state ben caratterizzate e molti ostacoli sono da superare perché siano assicurate sicurezza ed efficacia".
La strada delle cellule staminali, tutto sommato, è molto oscura. Se poi si ha prescia di esperimenti, perché non procedere come si fa anche per le altre cellule staminali, partendo da cavie di laboratorio? Perché partire su una via incerta proprio dall'embrione umano?
Su un artico del British Medical Journal si illustra in un editoriale che nelle terapie sperimentali con staminali esistono molti punti oscuri, anche gravissimi (amplificazione dei rischi di trasmissione di malattie infettive, definendolo fenomeno ben documentato e si parla di malattie virali e prioniche) e si conclude:
Quote:L'impulso, anche commerciale, perciò, a essere i primi a garantire le linee cellulari utilizzabili in terapia - osservano in conclusione i ricercatori - potrebbe compromettere la sicurezza per i riceventi e potrebbe condurre questa tecnologia verso derive di ciarlataneria. Esistono del resto paesi come la Russia o l'India dove sempre più cliniche offrono cure staminali per la cura di ogni sorta di malattia. E l'urgenza di cura non è una scusa per una cattiva scienza. Esperimenti animali dovrebbero, perciò, essere condotti per capire ulteriormente l'integrazione delle cellule trapiantate nell'ospite e i rischi di neoplasia che possono sorgere. La terapia staminale ha, così, bisogno di essere "nutrita" in modo sicuro e metodico per garantire reale beneficio ai pazienti in futuro. E le pressioni commerciali non devono avere il sopravvento.
Esperimenti animali e impulsi commerciali ------------ Editato da Adonai il 16/06/2005 alle 15:47:52
Messaggio del 16-06-2005 alle ore 13:25:13
Adonai, spero che quello che hai scritto sia una delle tue tante provocazioni!
1)quote:
Le sperimentazioni partono dopo che si siano formulate teorie.
Non sempre è così: spesso studiando il comportamento di alcune cellule o proteine (come hai detto tu sopra ) e le loro reazioni ad alcuni stimoli si arrivano a fare delle scoperte!
2)quote:
Le cellule staminali curano l'alzheimer?
Se è per questo non curano neanche la diarrea ma questo non significa che non possano contribuire a risolvere altre malattie e problemi!
3)quote:
Per trovare una cura di una malattia prima bisogna capirne il funzionamento, in seguito possiamo ipotizzare il modo per curararla; le tante malattie incurabili sono tali proprcio perché non se conosce chiaramente la dinamica.
Neanche questo è vero, ci sono un'infinità di malattie di cui si conosce il funzionamento ma alle quali non si riesce a trovare la cura:tanto per fare un'esempio, nel caso dell'AIDS uno dei problemi è costituito proprio dalla difficoltà ad isolare una proteina!
4)quote:
se le cellule staminali curassero tutte le malattie incurabili, le malattie incurabili non esisterebbero.
Noooo! Dimmi che stai inzummando, ti prego!
Cioè, mi vuoi dire che siccome le cellule staminali non risolvono tutti i problemi di questo mondo allora fanculo alle cellule staminali??
Mi pare che nessuno abbia detto che le cellule staminali facciano miracoli: le cellule staminali non saranno la soluzione a tutti i nostri problemi, ma bastarebbe la soluzione solo di uno di questi problemi per trasformare la sperimentazione in un successo.
Messaggio del 15-06-2005 alle ore 20:38:41
Le sperimentazioni partono dopo che si siano formulate teorie. Le cellule staminali curano l'alzheimer?
Gli scienziati non sanno da cosa origini l'alzheimer, alcuni dicono che abbia origine virale, altri origine genetica: che razza di sperimentazione per la cura si può portare avanti? Se è di origine virale, finché non si debella il virus che la orgina a che servono le cellule staminali? Se è di origine genetica, a che servono le cellule staminali?
Per trovare una cura di una malattia prima bisogna capirne il funzionamento, in seguito possiamo ipotizzare il modo per curararla; le tante malattie incurabili sono tali proprcio perché non se conosce chiaramente la dinamica. Presentare le cellule staminali come ipotetica panacea mi lascia solo sospettoso...
E poi, le cellule staminali sono naturalmente presenti nel corpo umano, ci sono cellule staminali per tutti i tessuti; se le cellule staminali curassero tutte le malattie incurabili, le malattie incurabili non esisterebbero.
Se qualcuno afferma che le cellule staminali possono ripristinare collegamenti nervosi recisi, io posso assolutamente trovarlo plausibile; se si afferma che con le cellule staminali si possono far ricrescere arti, denti, capelli, organi, mi posso trovare d'accordo.
Ma che le cellule staminali curino tutte le malattie incurabili, questa sinceramente è una storiella che mi fa sorridere, una storiella di miracoli e, che io sappia, gli uomini non ne fanno, e generalmente non lo affermano, a parte gli ambulanti che nel far west vendevano gli unguenti miracolosi che risolvevano ogni tipo di patologia, dai calli al mal di gola, ne bastava un cucchiaio al giorno.
Ammettiamo che le cellule staminali non curino il cancro, ma che ne sai che non siano utili a curare altre malattie?
Vietando la sperimentazione non potremo mai saperlo...
Messaggio del 14-06-2005 alle ore 20:26:42
Phajas, come osi metterti contro di me
cmq, se il ragionamento di sopra è fondato, le tue domande non hanno senso, in quanto in caso di cancro le cellule staminali non si usano.
Naturalmente sempre che il ragionamento sia corretto, per questo chiedevo l'intervento di Lunabo...
Messaggio del 14-06-2005 alle ore 20:09:00
Io mi farei altre domande:
-Cosa guadagno a vietare la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali?
-Cosa perdo vietando la sperimentazione?
Messaggio del 13-06-2005 alle ore 12:42:10
anzi, aggiungerò che le ho lette on line, e siccome secondo voi il web è il migliore strumento d'informazione, dovreste essere felici e lieti che io mi sia convertito all'informazione libera e imparziale del web, alla voce della scienza e del progresso!!!
Credo,Adonai, che non esista un argomento dove tu non abbia la certezza di sapere tutto.Anche il mio amico Tonino da Napoli ha la tua stessa sicurezza.
------------ Editato da Cappellini il 13/06/2005 alle 02:25:54 ------------ Editato da Cappellini il 13/06/2005 alle 02:35:57 ------------ Editato da Cappellini il 13/06/2005 alle 02:40:38
Messaggio del 12-06-2005 alle ore 12:36:59
Aggiungo questa riflessione:
In che modo la creazione di tessuti sani potrebbe inibire la formazione tumorale? Non è forse che il tumore si sviluppa da un numero limitato di cellule e, poiché tali cellule tumorali si sviluppano senza legge, in poco tempo sottraggono risorse alle altre sane, molto più numerose, ma pur sempre legate alle leggi interne dell'organismo?
Inoltre: le cellule staminali non operano per propria virtù, ma devono essere indirizzate da una proteina identificata col nome di HMGB1. Tale proteina è stata definita proteina calamita. Questa proteina viene rilasciata da una cellula morente, attraendo le cellule staminali naturalmente presenti nell'organismo che quindi, richiamate da questa proteina "sostituiscono" le cellule morte, perché è questo, mi pare, quello che fanno le cellule staminali, è questo che si intende per riparazione di tessuto danneggiato, sostiuscono le cellule morte.
Ma pare che la proteina HMGB1, se da una parte "dirige" le cellule staminali, dall'altra dirige anche le cellule tumorali, favorendone quindi la formazione di tessuti tumorali.
Se questo è vero ne deduco: non è possibile usare cellule staminali per curare un tumore in quanto per indirizzare le cellule staminali è necessaria la proteina HMGB1 che però indirizza, e quindi favorisce, anche il tumore. Infatti leggo che gli scienziati sono interessati, in materia di cancro, non alle cellule staminali, ma alla proteina HMGB1 e più precisamente sono interessati a trovare un modo per inibirla.
Messaggio del 09-06-2005 alle ore 18:09:43
Comunque vorrei fare una precisazione a quanto dice il buon caro vecchio torvo dean...
Ad essere totipotenti sono solo le cellule staminali embrionali. Le cellule staminali fetali, invece, sono multipotenti e, quindi, possono generare molti tessuti ma non tutti. Altre cellule staminali, invece, sono monopotenti e quindi possono generare un solo tipo di tessuto. Ecco perchè è importante permette la ricerca sulle cellule staminali embrionali e non solo su quelle fetali derivanti da aborti (spontanei e non).
Buonasè...
Messaggio del 09-06-2005 alle ore 14:12:53
No le cellule staminali sono cellule indifferenziate totipotenti, essendo il cancro (in generale) un "errore di programmazione" genetica delle cellule, in teoria si potrebbero sostituire le cellule "deviate" con cellule indifferenziate in grado di ricreare il tessuto sano ripartendo da 0.
Spero die ssere stato chiaro, anche se ho dei dubbi
Messaggio del 09-06-2005 alle ore 13:31:36
xkè il cancro dovrebbe essere proprio 1 malattia delle cellule staminali. Ma se vieti la sperimentazione, la verità nn la sapremo mai.
Messaggio del 09-06-2005 alle ore 13:25:33
Che io sappia con il termine tumore si indica un gruppo di cellule che, a causa spesso di fattori esterni (quale inquinamento), commette un errore nel trasferimento del patrimonio genetico ai discendenti i quali, riproducendosi non seguono più il loro programma originario. Le cellule cancerogene, riproducendosi, si sostituiscono alle cellule sane. Le cellule cancerogene, però, sostituendo le cellule sane, non si sostituiscono anche nell'attività svolte così che un organo colpito da tumore funziona solo nella percentuale in cui son presenti le cellule sane e quindi la sua funzionalità dimuisce man mano che aumentano le cellule cancerogene fino a quando tale funzionalità è insufficiente e l'individuo muore. Generalmente l'organismo distrugge le cellule malate finché è in grado di farlo.
Ho letto che le cellule staminali possono essere usate in teoria per combattere il cancro, ma sinceramente non riesco a capire in che modo dovrebbero agire per combatterlo o quale dovrebbe essere il loro ruolo. Qualcuno lo sa?