Cultura & Attualità

Un laico su Zapatero
Messaggio del 17-07-2006 alle ore 14:37:55
Sergio romano è diventato il tuo mito o sbaglio? Praticamente è come se gli aprisse lui al posto tuo Adoani.
Messaggio del 14-07-2006 alle ore 09:09:02
avrà deciso di andare al circo invece che alla messa papale...il che é lo stesso...
Messaggio del 13-07-2006 alle ore 12:18:14
Sergio Romano:


Caro Milazzo, caro Guida, mi sembra che la vostra opinione sia condivisa dalla maggior parte dei lettori che hanno scritto al Corriere. A me sembra invece che il premier spagnolo avrebbe dovuto essere presente alla celebrazione della messa e accettare pazientemente le manifestazioni di dissenso con cui i cattolici lo hanno accolto in altre fasi della visita papale. Vi sono circostanze in cui un capo di governo deve battersi, anche polemicamente, per le proprie convinzioni. Ma vi sono momenti formali e solenni in cui deve comportarsi come un’istituzione nazionale e recitare freddamente la parte di colui che è presidente del Consiglio dell’intera nazione. In un Paese dove il sentimento cattolico è così fortemente radicato, l’assenza, ancor più di uno scortesia per l’ospite, è una sorta di sgarbata indifferenza per la fede di molti connazionali. Non so se Antonio Bassolino creda nel miracolo di San Gennaro, ma ricordo che negli anni in cui era sindaco di Napoli partecipava puntualmente alla cerimonia per la liquefazione del sangue.Ecredo che i suoi concittadini gliene fossero grati. Ma Zapatero, suppongo, non vuole essere il premier di tutti gli spagnoli.Agiudicare dallo stile con cui ha affrontato le questioni d’ordine civile e religioso che investono i rapporti fra lo Stato e la Chiesa (matrimonio fra persone dello stesso sesso, adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, divorzio rapido, insegnamento della religione delle scuole) mi ha dato la sensazione di volere essere, spesso polemicamente, il rappresentante della Spagna che uscì sconfitta dalla guerra civile di sessant’anni fa.Non penso ai comunisti, che di quella Spagna conquistarono la direzione politica nella seconda fase del conflitto, ma restarono pur sempre minoranza. Penso alla straordinaria combinazione di anarchia, spirito libertario, anticlericalismo e spavalda capacità di trasgressione che scorre come un torrente nella coscienza di una parte della società spagnola. È questa la maggiore differenza tra Zapatero e Felipe Gonzalez, premier socialista dal 1982 al 1993. Questi aveva deciso di archiviare i dissensi della guerra civile e di puntare sulla costruzione di un Paese nuovo, libero dai démoni del suo passato. Zapatero invece ha deciso di regolare, anche se in modo democratico, qualche vecchio conto.Èquesta, credo, la ragione per cui non era presente alla messa papale.

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