Messaggio del 16-05-2007 alle ore 09:40:21
Esiste un illustre precedente storico per capire il «caso Endemol». Un precedente che ha un nome: «cavallo di Troia». Ne ha parlato tale Omero, qualche migliaio di anni fa, in un libro chiamato «Iliade». Lì c'erano due eserciti che guerreggiavano, così come qui ci sono due grosse aziende tra loro concorrenti (Rai e Mediaset).
Sia allora che oggi, il nemico riesce ad inserirsi nel pieno del campo avverso, si suppone per conquistare la fortezza nemica dal di dentro.
C'è solo una differenza: lì si è infilato, con l'astuzia, un grosso cavallo di legno contenente soldati assetati di sangue, qui prima si aspetta che s'infilino i prodotti di una grossa società che produce programmi televisivi (sì, un po' come un virus...), poi ci si appropria della grossa società di cui sopra, e di nuovo si conquista la fortezza nemica dal suo interno.
In effetti, la società ora di proprietà Mediaset, ha finito per toccare i due gangli vitali dell'azienda Rai: il portafoglio da una parte («Affari Tuoi» è considerato uno dei polmoni della tv di Stato, visto che tutti i santi giorni garantisce ascolti altissimi nonché, di conseguenza, investimenti pubblicitari altrettanto alti), l'identità dall'altra («Che tempo che fa» di Fabio Fazio, programma di culto che contribuisce non poco al carattere peculiare della rete tre del servizio pubblico).
Endemol giura autonomia. Anche senza abbandonarsi a cupi pensieri tipo «Grande fratello» (del tutto casualmente proprio il titolo del più famoso programma Endemol...), non si capisce bene, però, perché mai Mediaset - che non si suppone abitata da santi - debba rinunciare a rafforzarsi produttivamente e come azienda ai danni del principale concorrente.
Non si capisce perché, producendo più o meno direttamente un programma come quello di Fabio Fazio, dovrebbe rinunciare ad un proprio controllo editoriale (ossia, tanto per fare un esempio, non si capisce perché si debba supporre che tollererà che lì se ne dicano, com'è capitato, di cotte e di crude sul Silvio medesimo, lì definito anche «la barzelletta che cammina»).
Attualmente, le dichiarazioni dei vertici biscioneschi (Pierfiglio) sono grandiose. Cose del tipo: «Non vorremmo che la Rai possa farsi del male selezionando la propria offerta in base al titolare della società che gliela propone e non in base ai propri interessi editoriali». Tradotto in italiano vuol dire: l'unico modo che ha oggi la Rai per fare i propri interessi è quello di fare gli interessi di Mediaset.
Detto da uno che di cognome fa Berlusconi non suona un granché rassicurante.
In realtà, è proprio l'invenzione dei format - cioè di programmi realizzati su scala industriale da una società esterna che poi li vende alle emittenti - ad essere perversa.
Ma se la Rai, che ha diecimila dipendenti, si facesse i programmi da sola, ora non si troverebbe in questi guai.
Non si troverebbe con un cavallo di Troia - catodico, sì, ma non per questo meno pericoloso - piazzato in mezzo alle sue telecamere.
E' sempre più urgente fare una "buona" legge sul conflitto di interessi!
Messaggio del 16-05-2007 alle ore 10:07:24
La soluzione è semplice: basta che la RAI non acquisti più, cosa che avrebbe dovuto fare già da aprecchio tempo, quelle monnezze di programmi Endemol...
La soluzione è semplice: basta che la RAI non acquisti più, cosa che avrebbe dovuto fare già da aprecchio tempo, quelle monnezze di programmi Endemol
eh, magari...
comunque questo acquisto mi stupisce: in tutto il mondo i grandi imprenditori della comunicazione acquistano prodotti e portali web indicando nella rete il futuro della tv fai-da-te, mentre mediaset acquista un'azienda che seppur di successo, è "vecchia" oramai nel panorama comunicativo, con prospettive (a mio avviso) che non vanno oltre i dieci anni.
tornando al post di chi, beh sì così facendo mediaset in qualche modo entra di prepotenza in rai, proponendo format di sua "cultura" (virgolette d'obbligo): io la vedo però come un'occasione per riformare in senso qualitativo, culturale, ecc. la tv pubblica, in attesa della vera riforma che sistemi questo grande calderone di posti preconfezionati dalla politica.
Messaggio del 16-05-2007 alle ore 13:13:51
E' il solito confitto di interessi.
Il berlusca junior si sta affannando a rispondere che "Nooooooo... Mediaset/Endemol non puo' che fare gli interessi della Rai nel propore programmi alla TV pubblica. Non potra' mai affondarla per esempio con programmi da prima serata che fanno flop...". Ha ragione: siamo i soliti malfidati e maliziosi...
Al solito come quando si e' trattato del berlusca senior dobbiamo affidarci al suo buon cuore quando dice che i suoi interessi sono gli interressi di tutti.
Mi pare ogni giorno sempre piu' di vivere in una dittatura centrafricana o centramericana...
Eh certo.. già non godiamo di un informazione variegata e ora mi tocca pure tornare 60 anni indietro e far finta che la Tv non esista.
Meno male che ho Sky e la parabola per i canali stranieri..
Messaggio del 16-05-2007 alle ore 22:28:37
La verità è un'altra: Lucia Annunziata ha umiliato D'Alema nella sua trasmissione, prodotta da Endemol; D'Alema per vendicarsi ha chiesto a Berlusconi di acquistare Endemol, così da poter boicottare la Annunziata.
Missione riuscita! Era tutto un perfido piano di Baffino!!!