Messaggio del 23-01-2007 alle ore 00:12:44
Cmq io sborro volentieri, ma guardando altro ------------ Editato da Jena Plissken il 23/01/2007 alle 00:13:44
Messaggio del 23-01-2007 alle ore 00:05:13
Il tutto condito da accostamenti impudichi, illazioni impertinenti, luoghi comuni malfamati. Mo' sburrate su questo
Messaggio del 23-01-2007 alle ore 00:03:48
Il punto è che questo è il solito post che parte da lontano, per arrivare al solito punto di arrivo, per raccogliere l'unanimità degli interventi, così che prima di andare a dormire ci potete scrivere il pensierino della sera, poteto sburrare allegramente su quelli scritti dagli altri e andare a dormire tranquillamente, liberati dalle frustrazioni del giorno trascorso
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 23:55:54
tra l'altro, jena, non è solo una questione di propaganda santocchiara... a volte, l'espressione di pareri politici, è una questione di opportunità/inopportunità istituzionale, visto che il ministro competente, per legge, è uno degli organi che decide sulla censura, ancora oggi...
(e che la margherita è un partito di governo)
magari mi sbaglio, ma mi sa che le decisioni sulla censura non sono prese da autorithy, ancora oggi
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 23:50:13
Quindi se un politico tenta di manipolare il cinema per fare la propria propaganda santocchiara io me ne dovrei star zitto? No, io gli stritolo le palle!
La dittatura mediatica è il male del 21^ secolo.
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 23:46:44
No, io non difendevo il cinema di Vanzina, non li vedo i film, non m'interessano e non m'interessa che qualcuno li vada a vedere e si diverta.
E qui faccio solo notare che il discorso si fa improprio e incoerente.
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 23:43:37
Ma sull'altro post, su cinema, non difendevi il cinema di Vanzina e la sua valenza popolare? Bastian contrario di sta minchia, fatti censurare il pisello
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 23:42:59
Naturalmente ripeto: mi pare incongruente pretendere che un politico non si possa scagliare contro un certo film e poi ripetere continuamente che chi vede quel film andrebbe gasato.
Se il politico che si lamenta è regime, lo spettatore che viene gasato cos'è? Nazismo?
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 23:40:00
No, al mio paese censura è l'atto violento con cui l'opinione altrui viene cancellata perché nessuno possa venirne a conoscenza.
Poi se qualcuno pensa che un politico debba andare a prendere i soldi ed evitare accuramente di esprimire il proprio parere o punto di vista, questo è un altro discorso.
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 23:34:35
Se chi guarda Olè è da gasare, vuol dire che è un film talmente vergognoso che non deve essere visto da alcuno. E se chiacchierare sull'opportunità di un film fosse censura, allora nessuno dovrebbe dire più niente di nulla.
Se poi qualcuno dice che il servizio pubblico non dovrebbe pubblicizzare un film come Olè, be', ha ragione, il servizio pubblico non può prestarsi a simili ignobiltà
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 23:30:24
Adonai, a me i film dei Vanzina fanno cagare, ma la questione è un'altra: un partito politico che vorrebbe decidere i contenuti di un film... non ti sa di regime?
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 23:25:36
Mi sfugge un nesso di coerenza: per quale motivo chi critica un contenuto del film Olè è un oscurantista e, dall'altra parte, chi lo va a vedere meriterebbe di essere gasato?
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 23:23:46
Ho citato quel film di Totò perchè fece molto scalpore all'epoca... praticamente è il più censurato del cinema italiano
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 23:20:41
Avete scritto duecento papiri sul fatto che uno che guarda sti film andrebbe immediatamente gasato, e ora che qualcuno li critica, esce fuori che siamo a Vaticanopoli
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 23:17:23
Quando ho letto veline, pensavo fosse la citazione di un post di Tarzanello. Poi mi sono ricordato che Tarzanello ce l'ha con le letterine, e ho ben compreso che non poteva essere certamente lui.
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 23:09:24
Dean, il problema è che si alzano anche voci fuori dal coro:
Bettazzi, vescovo di Ivrea:
“Non è certo introducendo i pacs che si lacera inaccettabilmente la famiglia”.
Casale, arcivescovo di Foggia:
“è fuori luogo parlare di attacco alla famiglia, come se lo scardinamento della famiglia oggi dipendesse dalla sua situazione giuridica e non fosse invece un problema educativo, etico, di coscienza”.
Mi viene da pensare che sono i nostri politici ad essere troppo idioti... i destri che lasciano alla sinistra le tematiche dei diritti civili, i sinistri che non sono nemmeno in grado di "approfittarne" e che finiscono per diventare a loro volta reazionari... ma uno deve davvero trasferirisi all'estero per vivere dignitosamente senza arricchire sti magnacci?
Messaggio del 22-01-2007 alle ore 13:11:05
Ribadisco, e ribadirò (temo) molto spesso...
L’ Italia è un paese di cattolici della domenica mattina (che vanno a trans la domenica sera), di rottami viventi nostalgici della dittatura (e dei loro nipoti analfabeti e ultrà), e di liberali sini-stronzi con le palle di una formica che lottano contro il potere costituito con l’ unica attività a loro cara: ottundersi con sostanze psicotrope da mane a sera e da sera a mane.
Il Vaticano (capitale mondiale della pedofilia legalizzata) è il solo governo che questo paese si merita.
Prima il cinepanettone vanziniano Olé, reo di «denigrare» gli insegnanti «in piena emergenza bullismo», al quale veniva contrapposta la Commediasexi di D'Alatri, altrettanto colpevole perché mostra un onorevole simpatizzare con una velina, rovinando così l'immagine alla classe politica (e alle veline). Infine, Manuale d'amore 2, che si permette di trattare «in modo unilaterale temi eticamente sensibili» come Pacs e fecondazione assistita. […]
È una vera e propria offensiva quella della Margherita, che ha preso di mira alcuni recenti film, ma soprattutto la Rai che li ha pubblicizzati, mandandone in onda spezzoni e trailer e perfino organizzando dibattiti, anzi «cicalecci», da Porta a Porta a Primo piano
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sembra di essere tornati agli anni50, quando i democristiani tagliavano ed etichettavano col bollone rosso i film di Totò(nel film citato Totò era un carabiniere, Carolina una prostituta)… con la differenza che oggi i più illustri “mangiapreti” si dichiarano cattolici.
Cmq pazzesco, non si può toccare più nemmeno la “velina” deve per forza vincere l’immagine mucciniana della “ragazzina un po’ ribelle ma in fondo attaccata alla Chiesa e alla famigghia”
Mettiti in ginocchio, puttana.