Cultura & Attualità
Tony Blair se ne va
Messaggio del 10-05-2007 alle ore 12:47:57
Blair getta la spugna. L´annuncio delle dimissioni in giornata, anche se l´effettivo passaggio di consegne con il suo successore, quasi certamente l´attuale ministro delle Finanze Gordon Brown, avverrà solo all´inizio di luglio. L´addio a Downing Street era atteso da tempo, sin da quando il partito laburista vinse le ultime elezioni parlamentari nel pieno però di un forte calo di consensi, universalmente imputato soprattutto alla disgraziata guerra irachena. Contro il parere della stragrande maggioranza dei concittadini, e di una buona parte dei suoi stessi compagni di partito, Blair non ha mai fatto marcia indietro rispetto alla scelta del 2003, quando accettò di seguire Bush nell´avventura militare mesopotamica.
La fama di Blair rimarrà per sempre macchiata dall´enorme errore dell´attacco all´Iraq, e dalle bugie raccontate a rimorchio di Bush, per giustificarlo.
Ma prima di avviarsi sulla strada di Baghdad, che per la sua personale carriera politica è equivalso ad imboccare rovinosamente il viale del tramonto, Tony Blair aveva impresso con tale impeto il suo marchio riformatore sulla società britannica, che il decennio della sua permanenza alla guida del governo viene ormai già definito un´era, ed ha acquisito insomma la stessa dignità terminologica in precedenza riservata ad un´altra ingombrante figura della storia contemporanea britannica: Margaret Thatcher.
Il merito storico del leader laburista è stato proprio quello di rinnovare la sinistra inglese e riportarla ad essere egemone in un Paese che la signora di ferro sembrava avere stregato con le sue ricette ultraliberiste, antisindacali e anti-Welfare.
Il segreto del triplice successo elettorale dei laburisti sotto la leadership di Blair (1997, 2001, 2005) sta nel coraggioso rinnovamento di linea politica e di collocazione sociale da lui perseguito, nonostante l´iniziale resistenza delle correnti più tradizionali del partito.
Storicamente legato in maniera molto stretta alle Unions, i sindacati, con Blair il Labour ha acquisito una maggiore autonomia ed è riuscito a conquistare buona parte del seguito di cui godevano i conservatori presso i ceti medi. Proprio per questo anche i suoi critici più severi nella sinistra europea gli riconoscono le innegabili doti di leader e di modernizzatore.
Nato a Edinburgo il 6 maggio 1953, padre di quattro figli avuti dalla moglie Cherie, Blair è stato spesso paragonato a Clinton sia per una certa affinità di strategie politiche volte a catturare i consensi centristi, sia per la straordinaria verve oratoria. Quasi certamente l´annuncio del suo ritiro coinciderà con una visita alla cittadina di Sedgefield, nella circoscrizione in cui è stato sempre eletto deputato a partire dal 1983. In mattinata riunirà l´esecutivo ed è probabile che già in quella sede annunci le prorie intenzioni. Forse coglierà l´occasione per ricapitolare i progressi della Gran Bretagna in dieci anni di governo laburista, e in particolare l´innalzamento del tenore di vita «in tutti i settori della popolazione», come ha ricordato ancora mercoldì.
Non a caso inoltre le dimissioni seguono di pochi giorni un evento che sancisce la soluzione di un problema che per decenni aveva rappresentato un incubo per i cittadini britannici. Nell´Irlanda del nord è stato varato un governo in cui si ritrovano uniti e concordi alla guida Ian Paisley e Martin McGuinness. Il capo degli Unionisti più radicali e meno disponibili al dialogo con i cattolici lavorerà fianco a fianco con l´ex-capo dell´Ira. Primo ministro l´uno, vice-premier l´altro.
La pacificazione dell´Ulster è uno degli sviluppi più importanti di politica interna, cui Blair ha contribuito in maniera determinante, promovendo e partecipando personalmente a vari incontri preparatori.
Sull´altro piatto della bilancia, per quanto riguarda i rapporti fra nazionalità all´interno del Regno Unito, sta per altro la perdita di consensi registrata dai laburisti nelle recenti elezioni in Scozia e Galles.
Blair getta la spugna. L´annuncio delle dimissioni in giornata, anche se l´effettivo passaggio di consegne con il suo successore, quasi certamente l´attuale ministro delle Finanze Gordon Brown, avverrà solo all´inizio di luglio. L´addio a Downing Street era atteso da tempo, sin da quando il partito laburista vinse le ultime elezioni parlamentari nel pieno però di un forte calo di consensi, universalmente imputato soprattutto alla disgraziata guerra irachena. Contro il parere della stragrande maggioranza dei concittadini, e di una buona parte dei suoi stessi compagni di partito, Blair non ha mai fatto marcia indietro rispetto alla scelta del 2003, quando accettò di seguire Bush nell´avventura militare mesopotamica.
La fama di Blair rimarrà per sempre macchiata dall´enorme errore dell´attacco all´Iraq, e dalle bugie raccontate a rimorchio di Bush, per giustificarlo.
Ma prima di avviarsi sulla strada di Baghdad, che per la sua personale carriera politica è equivalso ad imboccare rovinosamente il viale del tramonto, Tony Blair aveva impresso con tale impeto il suo marchio riformatore sulla società britannica, che il decennio della sua permanenza alla guida del governo viene ormai già definito un´era, ed ha acquisito insomma la stessa dignità terminologica in precedenza riservata ad un´altra ingombrante figura della storia contemporanea britannica: Margaret Thatcher.
Il merito storico del leader laburista è stato proprio quello di rinnovare la sinistra inglese e riportarla ad essere egemone in un Paese che la signora di ferro sembrava avere stregato con le sue ricette ultraliberiste, antisindacali e anti-Welfare.
Il segreto del triplice successo elettorale dei laburisti sotto la leadership di Blair (1997, 2001, 2005) sta nel coraggioso rinnovamento di linea politica e di collocazione sociale da lui perseguito, nonostante l´iniziale resistenza delle correnti più tradizionali del partito.
Storicamente legato in maniera molto stretta alle Unions, i sindacati, con Blair il Labour ha acquisito una maggiore autonomia ed è riuscito a conquistare buona parte del seguito di cui godevano i conservatori presso i ceti medi. Proprio per questo anche i suoi critici più severi nella sinistra europea gli riconoscono le innegabili doti di leader e di modernizzatore.
Nato a Edinburgo il 6 maggio 1953, padre di quattro figli avuti dalla moglie Cherie, Blair è stato spesso paragonato a Clinton sia per una certa affinità di strategie politiche volte a catturare i consensi centristi, sia per la straordinaria verve oratoria. Quasi certamente l´annuncio del suo ritiro coinciderà con una visita alla cittadina di Sedgefield, nella circoscrizione in cui è stato sempre eletto deputato a partire dal 1983. In mattinata riunirà l´esecutivo ed è probabile che già in quella sede annunci le prorie intenzioni. Forse coglierà l´occasione per ricapitolare i progressi della Gran Bretagna in dieci anni di governo laburista, e in particolare l´innalzamento del tenore di vita «in tutti i settori della popolazione», come ha ricordato ancora mercoldì.
Non a caso inoltre le dimissioni seguono di pochi giorni un evento che sancisce la soluzione di un problema che per decenni aveva rappresentato un incubo per i cittadini britannici. Nell´Irlanda del nord è stato varato un governo in cui si ritrovano uniti e concordi alla guida Ian Paisley e Martin McGuinness. Il capo degli Unionisti più radicali e meno disponibili al dialogo con i cattolici lavorerà fianco a fianco con l´ex-capo dell´Ira. Primo ministro l´uno, vice-premier l´altro.
La pacificazione dell´Ulster è uno degli sviluppi più importanti di politica interna, cui Blair ha contribuito in maniera determinante, promovendo e partecipando personalmente a vari incontri preparatori.
Sull´altro piatto della bilancia, per quanto riguarda i rapporti fra nazionalità all´interno del Regno Unito, sta per altro la perdita di consensi registrata dai laburisti nelle recenti elezioni in Scozia e Galles.
Messaggio del 10-05-2007 alle ore 12:56:27
e in Italia nzi ni va mai nishune
e in Italia nzi ni va mai nishune
Messaggio del 10-05-2007 alle ore 14:18:58
Un ex premier a 54 anni
Vai CAMERON!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Un ex premier a 54 anni

Vai CAMERON!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Messaggio del 10-05-2007 alle ore 16:46:09
picche cussu a do và. a lu mar?
picche cussu a do và. a lu mar?
Messaggio del 10-05-2007 alle ore 17:12:14
Un saluto affettuoso al compagno Tony Blair. Anche se non ho condiviso la tua politica in Iraq, hai contribuito a svecchiare il labour party e, come molti tuoi compagni di partito hanno sempre detto, il tuo antesignato è stato Bettino Craxi ed il suo Nuovo Corso socialista.
Ricorderemo la riforma della scuola pubblica, la libertà nel campo della ricerca scientifica, i nuovi diritti civili che hai, per primo, introdotto in un grande paese europeo. Resta il rammarico per il mancato referendum sull'euro che tanto ti impegnò nei primi anni di governo e la mancata ratifica della Costituzione europea.
Auguri al rude Gordon Brown.
Un saluto affettuoso al compagno Tony Blair. Anche se non ho condiviso la tua politica in Iraq, hai contribuito a svecchiare il labour party e, come molti tuoi compagni di partito hanno sempre detto, il tuo antesignato è stato Bettino Craxi ed il suo Nuovo Corso socialista.
Ricorderemo la riforma della scuola pubblica, la libertà nel campo della ricerca scientifica, i nuovi diritti civili che hai, per primo, introdotto in un grande paese europeo. Resta il rammarico per il mancato referendum sull'euro che tanto ti impegnò nei primi anni di governo e la mancata ratifica della Costituzione europea.
Auguri al rude Gordon Brown.
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