Cultura & Attualità

terzo racconto: acquerelli
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 11:26:29
grazie
Messaggio del 23-01-2008 alle ore 11:20:04
bello anche questo racconto complimenti
Messaggio del 18-01-2008 alle ore 09:32:37
Capitolo 6

Ad un certo punto si trovò davanti ad una piccola chiesa e agì come non faceva da anni. Entrò e si segnò con l’acqua santa. Si sedette. Era solo nella frescura della cappella. S’inginocchiò per dire una preghiera ma non ricordandone disse solo “Perdonami per aver dubitato.”
“Ti perdono” rispose una voce.
Un brivido gli percorse la schiena. Si alzò, si guardò intorno e corse fuori. La strada, calda e luminosa, gli parve diversa, più piccola e colorata. Aveva avuto una illusione si disse tra sé e sé. Sapeva però di aver udito bene.
Rifece il numero della moglie. “La mostra è un successo, stiamo vendendo tutto. Si, siamo ricchi.” Evitò di parlare del miracolo della voce udita. “Ti amo.”

Fine
Messaggio del 17-01-2008 alle ore 09:46:47
Capitolo 5

La gallerista chiamò Giuseppe con un gesto. Entusiasta gli disse di aver venduto tutti i quadri esposti e promesso in vendita altri trenta pezzi. Così li chiamava. Giuseppe provò una emozione forte ed improvvisa. Non era mai stato ad una mostra e non sapeva come funzionasse. Bevve un bicchiere d’acqua.
Uscì fuori per prendere una boccata d’aria e fece il numero del cellulare di sua moglie ma sbagliò. Gli tremavano le mani. Non riusciva a credere a quello che gli stava succedendo. Mai avrebbe immaginato una cosa simile. S’incamminò per la strada, via Giulia.
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 20:09:42
Capitolo 4


Il funerale si tenne nel paese alla presenza di poche persone.
Al termine della cerimonia una donna si avvicinò a Giuseppe e gli chiese di seguirla in una casa “Sono un notaio, tua madre ha lasciato un testamento” e lesse «Io sottoscritta Giulia Rossi … lascio tutti i miei averi a mio figlio …»
“Quali sono i suoi averi?”
“Lei non possedeva altro che i suoi quadri. Non ha mai voluto venderne uno.”
Chiese di vederli. La donna scostò una tenda e mostrò la catasta di piccoli quadri imballati.
Il rumore della porta che sbatté lo destò dai pensieri e lo riportò nel mondo dei vivi. Alle nove, dopo mezzora dall’apertura, un uomo entrò nella sala. Prese il listino e senza chiedere niente iniziò a visionare attentamente i quadri, uno per uno. Dopo un minuto entrò una donna. Alle undici la sala era piena di gente.
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 16:31:08
appresso
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 14:42:05

Fu informato della malattia solo quando lei divenne una larva.




Lei distesa su di un letto era una maschera di sofferenza.
Sembrava vivesse ancora solo per poterlo rivedere.



crasso sai ke apprezzo il tuo stile..ma qualkosa di + allegro no?!?

Messaggio del 16-01-2008 alle ore 14:35:23
Messaggio del 16-01-2008 alle ore 09:50:53
Capitolo 3

Lei distesa su di un letto era una maschera di sofferenza.
Sembrava vivesse ancora solo per poterlo rivedere.
Gli dissero che non faceva che ripetere “Voglio vedere mio figlio”.
Si avvicinò e si lasciò abbracciare.
Con un filo di voce lei disse “Ti voglio bene. Hai portato una foto dei tuoi figli?”
Giuseppe la estrasse dal portafogli e la mostrò.
Pianse “Ti voglio bene, lo so, anche tu me ne vuoi. Voglio chiederti un favore.” Si interruppe per tossire. Lui nel vedere il sangue si pietrificò ma lei non lo mollò e come se niente fosse più importante disse “Ho dipinto fino al matrimonio, poi sei nato tu, in seguito papà è morto e sono rimasta sola. Un giorno mi chiesi cosa ne avevo fatto del mio talento. Lo avevo messo in un cassetto. Ecco, tempo fa ho deciso di riaprire il cassetto.”
Riprese a tossire ma questa volta lo mollò. Tossì tutta la notte e urlò per il dolore. All’alba improvvisamente smise.
Messaggio del 15-01-2008 alle ore 21:10:20
e poi
Messaggio del 15-01-2008 alle ore 19:17:39
Messaggio del 15-01-2008 alle ore 19:12:51
MENOMALE CHE QUALCUNO APPREZZA I MIEI SFORZI

Messaggio del 15-01-2008 alle ore 19:11:28
Messaggio del 15-01-2008 alle ore 19:05:49


ji teng a fa tant pi farm pagà na cenetta ma nind
Messaggio del 15-01-2008 alle ore 18:57:53
guaiamurt
Messaggio del 15-01-2008 alle ore 18:56:49
pinz a fatià!!! gauimurte!!
Messaggio del 15-01-2008 alle ore 18:45:14
CAPITOLO 2

Fu informato della malattia solo quando lei divenne una larva. Per raggiungerla in quel maledetto paese abruzzese in cima ad un monte dovette prendersi le ferie e lasciare la moglie incinta con le due bambine.
Il paese era arroccato su di una roccia ed era abitato da una decina di artisti. Non molte erano le case con il tetto integro. Le viuzze del borgo erano scavate nella pietra viva. Gli scalini erano scivolosi e lui cadde battendo il ginocchio. Un gruppetto di persone si azzittì nel vederlo. Tutti si scostarono aprendo un varco. Senza che nessuno parlasse capì che doveva entrare proprio in quella porta.
Messaggio del 15-01-2008 alle ore 12:21:20
E' arrivato il momento per il terzo racconto:

Acquerelli


capitolo 1

"Tanto non sarebbe venuto nessuno. Fu la prima cosa che pensò, e sentì un dolore al ginocchio destro. Girò lo sguardo intorno guardando le pareti. I quadri gli parvero intollerabili. Acquarelli, pensò, maledetti acquarelli." .
Dopo un anno Giuseppe era riuscito a trovare una galleria disposta ad esporre i quadri.
L’aveva promesso a sua madre in punto di morte.

Nuova reply all'argomento:

terzo racconto: acquerelli

Login




Registrati
Mi so scurdate la password
 
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui

© 2026 Lanciano.it network (Beta - Privacy & Cookies)