Cultura & Attualità

Sulla nostra pelle
Messaggio del 24-10-2007 alle ore 22:39:00
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Messaggio del 18-10-2007 alle ore 13:17:08
Il liberismo con la sua determinazione a porre il mercato uber alles, non produce cittadini, ma consumatori; non costruisce comunità democratiche, ma centri commerciali.
Il risultato finale della sua azione è una società atomistica di individui disimpegnati, facile preda dello scoraggiamento e del Cavalier Banana di turno.


Messaggio del 18-10-2007 alle ore 11:11:16
"Vi sono nel neoliberismo alcuni problemi politici che vanno affrontati. Esiste una contraddizione tra un individualismo possessivo, seducente ma anche alienante, e il desiderio di una vita collettiva ricca di senso. Si ritiene che gli individui siano liberi di scegliere, ma non si prende in considerazione l'ipotesi che possano scegliere di costruire forti istituzioni collettive (come i sindacati) invece che deboli associazioni volontarie. Senza dubbio non dovrebbero mai scegliere di mettersi insieme per creare partiti politici con l'obiettivo di costringere lo stato a intervenire nel mercato o a eliminarlo. Per tenere a bada le loro paure fondamentali - comunismo, socialismo, populismo e anche governo della maggioranza - i neoliberisti devono imporre limitazioni sostanziali al governo democratico e affidarsi invece, per certe decisioni cruciali, a istituzioni non democratiche e non tenute a rendere conto dei propri atti (come la Federal Reserve o l'FMI).

Il risultato è paradossale: massicci interventi dello stato e un governo affidato alle élite e agli "esperti" in un mondo in cui lo stato non dovrebbe essere interventista.

Di fronte a movimenti sociali che chiedono interventi collettivi, quindi, lo stato neoliberista è costretto ad intervenire, a volte in modo repressivo, negando così proprio quelle libertà che dovrebbe difendere. In una situazione del genere può però disporre di un arma segreta: la competizione internazionale e la globalizzazione possono essere usate per disciplinare i movimenti che si oppongono ai programmi neoliberisti all'interno dei singoli stati. Se questo non basta, lo stato può ricorrere alla persuasione, alla propaganda o, se necessario, alla forza bruta e al potere poliziesco per schiacciare quanti si oppongono al neoliberismo. Era proprio questo il timore di Polanyi: che il progetto utopico liberale (e per estensione quello neoliberismo) possa alla fin fine reggersi solo ricorrendo all'autoritarismo. La libertà delle masse verrebbe così limitata a vantaggio delle libertà di pochi".
Messaggio del 17-10-2007 alle ore 23:40:27
Il mercato neoliberista è direttamente responsabile della privazione delle risorse, dell’indebitamento e dell’impoverimento di quattro miliardi di esseri umani: cioè di quella massa di diseredati che sono il bacino dove, per le condizioni materiali causate dal sistema di dominio occidentale, possono attecchire tutte le forme di terrorismo, fanatismo e integralismo.



Messaggio del 17-10-2007 alle ore 22:59:14
Caro compagno Ki , che devo dire!!!...
Già hai detto tutto tu...

Ti quoto in pieno!!!

"Molti dei Paesi definiti democratici (USA in testa) lo sono solo in apparenza.
Nell'interesse di pochi si governa e si addomestica il consenso senza alcun riguardo per le disastrose conseguenze sociali"

Senza aggiungere altro....
Messaggio del 17-10-2007 alle ore 18:53:17
L'economia politica è il codice dell'usura......
Messaggio del 17-10-2007 alle ore 18:10:18
Con tutto il rispetto...dove l'hai letto che il globalismo economico sia superato...sul Corriere dei Piccoli?



Messaggio del 17-10-2007 alle ore 14:50:00
con tutto il rispetto.. ma questa è un'analisi economica degli anni ottanta... è come considerare contemporanea la musica anni '80...
Messaggio del 17-10-2007 alle ore 14:11:15
Ki,
per questo motivo non sei andato a votare il 14 ottobre alle primarie del partito del centrosinistra che più si ispira a quelle teorie economiche ed il 20 ottobre andrai alla manifestazione promossa dalla Cosa rossa per opporsi a quei programmi economici?

Messaggio del 17-10-2007 alle ore 11:42:06

Il neoliberismo è il sistema economico-politico oggi imperante il tutto il mondo.
Lo si può definire come l'insieme di strategie che permettono ad una lobby ristretta di interessi privati di condizionare la vita sociale, sostenendo così le prerogative di investitori particolarmente ricchi e di numero limitato di grandi imprese globali.
Negli ultimi decenni il liberismo si è trasformato nel credo economico-politico dominante, adottato non solo dai partiti di centro e di destra, ma anche da una fetta significativa della sinistra.
Esso è pieno di contraddizioni e le conseguenze pratiche spesso negative. E' strutturalmente precario ed eticamente non giustificabile.
Gli scambi commerciali e i flussi di capitale sono regolati a livello globale, a deprimento delle economie dei Paesi in via di sviluppo o poverissimi.
D'altra parte nei paesi del cosiddetto "primo mondo" i grandi gruppi economici controllano vita politica e media, quindi tutta l'informazione.
Molti dei Paesi definiti democratici (USA in testa) lo sono solo in apparenza.
Nell'interesse di pochi si governa e si addomestica il consenso senza alcun riguardo per le disastrose conseguenze sociali e, non da ultimo, ecologiche di una simile politica.
Occorre ridefinire il concetto di Democrazia come movimento globale di uomini e donne, in grado di far valere sopra ogni altra istanza i diritti di tutti.
Pena, la fine della Democrazia.


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