Cultura & Attualità

Staminali embrionali: profitti
Messaggio del 06-11-2005 alle ore 14:46:33
Alcune settimane fa, dei ricercatori torinesi hanno annunciato una notizia a dir poco straordinaria; avevano condotto degli esperimenti sulla possibilità di ripristinare e riparare un cuore, colpito da infarto, attraverso le cellule staminali, esperimenti portati a termine con successo; l'esperimento consiste nell'operare una iniezione intramuscolare di proteine (chiamate chitochine) al fine di generare come risposta la produzione di cellule staminali da parte del midollo osseo; tali cellule intraprendono quindi un viaggio verso il cuore e lo riparano, tutelando l'infartuato da possibili ricadute e garantendogli la ripresa di una vita normale e senza rinunce.
Vorrei focalizzare l'attenzione sul fatto che questa tecnica è stata definita, da un punto di vista dei costi, una tecnica "economica".

In Russia, e altri paesi del secondo mondo, esistono cliniche private che "promettono la cura per qualsiasi malattia" attraverso l'utilizzo di cellule staminali embrionali. Le cellule staminali embrionali non crescono sopra gli alberi, ma necessitano di embrioni umani e di coltivazione che richiede tempo; il fattore tempo determina un accrescimento dei costi; i costi sono un'ottima giustificazione che garantisce profitti. Infatti queste cliniche sono accessibili solo a "utenti" paganti molto benestanti.

Il punto è che, come bene ha sostenuto Giuliano Ferrara in una trasmissione televisiva, ai tempi del referendum, che i ricercatori che puntano sulle cellule staminali embrionali, cercano sostanziosi finanziamenti per condurre una ricerca costosta; chi investe (ma questo è assolutamente normale) chiede un ritorno econonico, e chi più investe, si aspetta un maggior profitto.
La ricerca sulle cellule staminali non embrionali non è meno complicata, forse lo è, per certi aspetti più laboriosa, per altri meno; ma i risultati che se ne ottengono sono più economici dal punto dei visti dei costi di cura. E quindi meno redditizi dal punto di vista dei ricavi.

Si dovrebbe notare, che ai tempi del referendum, il comitato etico contro l'utilizzo delle cellelule staminali embrionali, era composto anche da ricercatori laici e non cristiani, che rivendicavano la multidentità del comitato stesso.

Il punto è che, se davanti alla ricerca si stagliano come propugnatori i laici, i progressisti, gli umanitaristi; dietro la ricerca stanno finanziatori che sono i gruppi portatori di interessi economici notevoli, le lobby, le multinazionali, tutti coloro che si occupano (ricavandone enormi profitti) di fecondazione artificiale e produzione di embrioni; tutti soggetti che puntano a "pazienti in grado di sborsare per essere curati".
In poche parole, il comitato etico contro l'uso degli embrioni non si fa portatore solo del diritto di vita, ma anche del diritto dei poveri, dei meno abbienti, di tutti i cittadini, di essere curati umanamente e senza speculazioni sulla sofferenza.

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