Cultura & Attualità

Spesa in Germania per risparmiare
Messaggio del 06-02-2008 alle ore 17:28:47
luzy, può sembrare un automatismo quello che dici tu, ma non lo è, per una serie di motivazioni come quella che ti ho scritto io o quella scritta da anvedi e bruce.
Messaggio del 06-02-2008 alle ore 16:59:34
qui a verona le arance pugliesi (castellaneta) costano 0,80 € al Kg
Messaggio del 06-02-2008 alle ore 15:16:21
Messaggio del 06-02-2008 alle ore 11:28:11
Ecco anvè hai centrato il meccanismo che regola questo fenomeno.

Per "me" la pasta De Cecco è più buona delle altre e quindi sarò disposto a pagarla anche un po' di più... questo Barilla lo sa e quindi fa una politica del prezzo abbassandolo il più possibile... idem fa De Cecco sul mercato parmigiano..
Messaggio del 06-02-2008 alle ore 11:24:54
Pure con le automobili succede questo. Le auto italiane costano meno all'estero e sono più accessoriate delle nostre, mentre le estere costano meno da noi e sono, lo stesso più accessoriate delle loro. Questo perchè si presume che ognuno compri le cose sue a casa sua e quindi si tende ad incentivare così l'aquisto di un prodotto straniero.
Messaggio del 06-02-2008 alle ore 11:17:57
io compro de cecco perché è più buona, ieri la vendevano a 65 centesimi al mezzokilo
Messaggio del 06-02-2008 alle ore 11:15:28
secondo voi l'olio comprato dall'oleificio locale, fatto sotto i vostri occhi è uguale a quello imbottigliato chissà dove e fatto con chissà quali olive e tagliato con chissà quale altro olio.

ma poi siete sicuri che quella frutta comprata in germania sia pugliese e che non sia di altri posti?
e siete sicuri che quella frutta non sia stata congelata per il trasporto e la conservazione?

ma l'avete mai assaggiato un pollo cresciuto che ha veramente razzolato in un aia? se si, vi sareste accorti che la carne non si stacca dall'osso, come invece avviene per quelli comprati nei supermercati.

Questa qualità può avere lo stesso prezzo?
Messaggio del 06-02-2008 alle ore 11:04:59
Infatti, io ultimamente compro la pasta Barilla che è più economica della De Cecco, anzi trovo a prezzi promozionali un chilo e mezzo di pasta 1,50 euro
Messaggio del 06-02-2008 alle ore 11:01:28
Provate a comprare De Cecco qui e a Parma e comprare Barilla a Parma e qui....
Messaggio del 06-02-2008 alle ore 10:30:50
Ernè hai ragione in quello che dici, ma il ragionamento sta che al meno nelle zone di produzione si dovrebbe risparmiare, ho detto risparmiare non "regalare"...
Messaggio del 06-02-2008 alle ore 10:27:59
la catena Kaiser ne comprerà migliaia di tonnellate di quel prodotto, ottenendo un prezzo ottimo "X". il mercato locale ne comprerà "tonnellate-1000%", ottenendo un prezzo "X+%", quindi una situazione del genere, seppur paradossale, è da imputare semplicemente alla legge del mercato.
Messaggio del 06-02-2008 alle ore 10:24:56
Una cosa che ho notato sempre è questa, se io vado qui in giro a comparare ai contadini i prodotti di stagione, non risparmio in soldi, solo in freschezza, perchè i prezzi che ti fanno e gli stessi dei negozi....perchè questo??? non riesco a capire... che viene di fuori e li compra i prodotti li paga due soldi e li vende senza problema, tu che sei della zona e vuoi risparmiare ti lo cobra a prezzo pieno....allora io ho lasciato di comprare olio, verdure, frutta...già l'ultimo anno i pomodori per fare le bottiglie ho pagato a prezzo d'oro!!!!
Messaggio del 06-02-2008 alle ore 10:03:36
da Bari

Il danno è che il made in Puglia a tavola costa caro, la beffa è che ciò avviene proprio in Puglia. Al punto che un prodotto tipico delle campagne di queste parti come le clementine costa effettivamente di più rispetto al supermercato della catena Kaiser Tengelmann di Berlino: un euro e cinquanta al chilo contro un euro e venti che bisogna sborsare in Germania per portarsi a casa un po’ di frutta del Sud Italia. E non finisce qui, perché lo stesso discorso vale per le arance: quelle raccolte nelle province di Bari e Taranto hanno un prezzo superiore tra le bancarelle dei mercati di casa (in media 1,40 o 1,50 euro al chilo), mentre sempre a Berlino non si sfora la quota di un euro e venti. Insomma, chi pensava di risparmiare sul prodotto tipico stando sul luogo di produzione deve necessariamente ricredersi. Tra l’altro, come se non bastasse, nel confronto apulo-tedesco non è possibile risparmiare neanche su pasta e olio nonostante la Puglia vanti qualcosa come cinquanta milioni di ulivi. Per non parlare poi di una semplicissima insalata che a Bari costa 1,80 euro contro l’1,29 di Berlino.
Lo scenario, emerso da una ricerca elaborata dal Corriere del Mezzogiorno, trova conferma alla Coldiretti. Il direttore regionale pugliese, Antonio De Concilio, rivela infatti che «non si tratta di un fenomeno isolato» e aggiunge che «situazioni analoghe sono state riscontrate persino prendendo come paragone una città cara come Londra».

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