Cultura & Attualità

"sindacato dei fannulloni"
Messaggio del 02-08-2008 alle ore 20:06:19
Cara Maravera...non ho detto che la femmina deve stare a casa a fare la calzetta, ma ho detto che non trovo giusto che anche la donna debba essere COSTRETTA a lavorare perchè la famiglia arrivi a fine mese. Perchè un conto è essere costretti a lavorare e un altro è scegliere di lavorare, per realizzarsi, per voglia di contribuire, perchè ha tempo e le piace, qualunque sia il motivo.
Vogliamo parlare della paghetta? Un uomo che riesce a mantenere la sua famiglia con il proprio stipendio non si pone nemmeno il problema di dover "dare" la paghetta
Per il sentirsi dire brava, penso che brava è quella donna, moglie, madre che riesce a portare avanti la casa, la famiglia e a crescere i figli sani e con una buona educazione.
La donna che lavora deve pretendere i riconoscimenti dal suo capo, se li merita.

Bob, cullù ni jè mic americano, è austriaco, se li mangia a colazione
Messaggio del 02-08-2008 alle ore 19:38:31
Gentile Co.F.O.,
non ho ben capito come si possa ricorrere al TAR per un Decreto Legge. Si tratta di una circolare ministeriale o di un Decreto Legge?
Messaggio del 02-08-2008 alle ore 19:03:48
Anve hai letto o sentito che il goverantore Schwarznegger sta togliendo 20000 fannulloni pubblice da fuori le palle?
Messaggio del 02-08-2008 alle ore 18:37:50
.........Naturalmente senza nulla togliere al faticosissimo lavoro di chi sceglie di fare esclusivamente la casalinga! Ma , appunto, SCEGLIERE è il termine chiave
Messaggio del 02-08-2008 alle ore 18:36:29
Eccomi!!!!!! In ritardo, ma è un pò che non mi appassiona nessuna "discussione".....ma quì come non replicare! Anvedi, ti è mai passato per la testa che le donne lavorano anche per piacere e non solo perchè devono? Mi spieghi perchè dovrei sentirmi, io donna, appagata dallo stipendio del mio uomo e dal dovergli chiedere "la paghetta" per le mie necessità? Sai, succede una cosa strana nel mondo.......ci sono alcune donne, femmine per capirci , che lavorano per il piacere, la soddisfazione, la voglia di realizzarsi con l'orgoglio di sentirsi PERFINO dire "Brava!"....pensa, più o meno come succede agli uomini!!!!! Se poi riescono a vedersi riconosciuti i loro meriti con uno stipendio pari a quello maschile....pensa! Sono anche felici!!!!!!! ....Che tempi
Messaggio del 31-07-2008 alle ore 09:07:45

quando dovrebbe essere sufficiente che lavori solo l'uomo di casa



qui voglio l'intervento di chi di dovere
MARAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Messaggio del 31-07-2008 alle ore 08:56:30
Gentile fannullona inpdap,
posso capire che non è colpa sua se la maggioranza di dipendenti pubblici prende il proprio lavoro come semplice passatempo da fare ogni tanto tra uno stipendio e l'altro e capisco che forse non è colpa sua se hanno creato una società dove moglie e marito sono costretti a lavorare entrambi per arrivare a fine mese, quando dovrebbe essere sufficiente che lavori solo l'uomo di casa, e capisco anche la sua frustrazione per l'epiteto di fannullona che le viene accollato nonostante il suo impegno e la sua professionalità, ma la prossima volta...provi a cambiare voto
Messaggio del 31-07-2008 alle ore 06:43:06

Gentile Ministro,
perdoni se ho l’ardire di rivolgermi a Lei in questo momento così impegnativo per il governo in preda ad un parossismo decisionale che possa consegnarlo alla storia come merita, Le chiedo solo di leggere questa lettera che non sottrarrà più di cinque minuti al Suo indice di produttività.

Le racconto in breve la mia storia: sono una dipendente di un istituto di previdenza da più di dieci anni in servizio effettivo, mamma di due bambine e vivo in una città del profondo Sud. Appartengo anch’io a quella schiera di impiegati da Lei etichettati “fannulloni” non perché intendesse offenderci, questo lo capisco bene, ma semplicemente per fare capire in maniera immediata quale era il problema (un po’ come dire se io ripetessi in questa sede quel che di Berlusconi ha detto Di Pietro, anche in quel caso non per offendere, questo è ovvio, ma per far capire dove sta il problema).

Signor Ministro le scrivo per raccontarle, attraverso la mia vicenda, quella di milioni di altre mamme-impiegate affinché Lei, che per altri versi è così sensibile ai problemi della gente si renda conto della realtà in cui viviamo noi “fannulloni” (perdoni l’abuso del termine, il fine è sempre quello della comprensione). Io, come altre mie colleghe, da brava fannullona, mi alzo ogni mattina alla ore 6 a.m. e dopo aver fatto colazione e aver preparato le mie bambine di 4 e 6 anni esco di casa con le suddette bambine entro le 7.00, perché vede, io abito fuori città e per arrivare al lavoro devo uscire di casa molto presto. Dopo aver timbrato, solitamente alle 7.30, comincio la mia giornata lavorativa: il mio lavoro è ripetitivo ma l’utilità sociale che è insita nel predisporre le pensioni per chi (beato lui) ha maturato i requisiti e fare in modo che ne possa godere senza ritardi, pensi lei mi fa sentire utile. Da brava fannullona sforno decreti di pensione a tutto spiano affinché non debba sentire nessuno venir da me a dire “e iu comu mangiu”, affinché a fine mese possa percepire il mio stipendio pensando di essermelo più che guadagnato.

Negli anni la sede in cui lavoro si è svuotata di personale che è andato in pensione e non è stato sostituito da nessuno, pertanto più e più volte ho visto il mio carico di lavoro aumentare, ma a fronte dell’acquisizione di nuove e complesse competenze mi si continua a dire che siamo in esubero, che bisogna ridurre l’organico e lavorare di più: ma com’è possibile? Me lo chiedo ma nessuno mi risponde. Intanto l’arretrato avanza e quando qualcuno di noi comunica che presto andrà in pensione tutti ci guardiamo in faccia e ci chiediamo di quanto la redistribuzione del lavoro che consegue a ciascun pensionamento inciderà sul nostro carico di lavoro. E poi nessuno si spiega perché mai ci sia tanto arretrato, sarà che la matematica è un’opinione. Malgrado tutte le suddette difficoltà continuo a lavorare con quel senso del dovere che mi ha trasmesso mio padre e dal quale non posso prescindere.

Pensi lei, signor Ministro, ogni giorno mi illudo di aver lavorato bene, e nel mio piccolo, di essere stata utile a qualcuno compiendo il mio dovere con la serietà e la professionalità che negli anni ho acquisito. Questo mi consente di guardarmi allo specchio ogni mattina e di non vergognarmi di essere un impiegato pubblico, come lei ha di recente sostenuto che molti di noi fanno, ma anzi di essere orgogliosa. Ma ultimamente qualcosa è cambiato, sa Signor Ministro, comincio a sentirmi demotivata: a che serve che io lavori così tanto se poi comunque di me si dirà sempre che appartengo alla schiera dei “fannulloni”?: la tentazione di incrociare la braccia è forte, molto forte.

L’opinione pubblica, adeguatamente manipolata da una campagna mediatica diffamatoria e parziale, non è con me, ma contro di me, e non è facile far capire alla gente. Quel che è facile, invece, è cavalcare l’onda del malcontento della gente e indirizzare la folla a puntare contro il “mostro” di turno, pubblico impiegato o rom o sinti che sia. Puntare sul malcontento porta sempre tanto consenso, questa non è una novità, è facile, infatti, dire che le cose non funzionano, su questo siamo tutti d’accordo e pronti a battere le mani, ma, ahimè, non è riducendo i salari che si rende più efficiente la PA (altrimenti lo avrebbero già fatto da tempo), né privatizzando quelli che oggi sono dei servizi che nascono da diritti per i quali si è a lungo lottato, così come non è riducendo la retribuzione di chi si ammala (non occorre che io Lei ricordi, con gli adeguati scongiuri, quanto sia diffuso il cancro) che disincentiviamo l’assenteismo ma è piuttosto intensificando i controlli che facilmente si distinguerà il “falso” malato da quello vero, perché purtroppo, nessuno sceglie di ammalarsi e non è giusto accanirsi con chi già non ha abbastanza soldi per curarsi. Tutto questo lede la dignità del malato, del pubblico impiegato, attualmente indicato a “dito”, ma soprattutto lede la dignità della persona in quanto tale.

Le dirò signor Ministro, anziché carnefice come impiegato pubblico e vittima come cittadino, oggi mi sento più volte vittima: come cittadina, come lavoratrice, come mamma, come italiana. Però, quel che è giusto è giusto, bisogna riconoscere che questo governo ha alleggerito la pressione fiscale, si, infatti, sappiamo tutti cosa ha fatto: ha tolto l’ICI. Certo, nel mio caso, sarebbe stato meglio che anziché togliere l’ICI avesse evitato di toccare il mio salario. Infatti, io di ICI, io, che non ho una villa ma solo una casa di prima abitazione in un comune in periferia (con il mio stipendio, infatti, non potrò mai permettermi una casa in centro: è già tanto se mi riesce di finire di pagare questa) e dunque ho sempre usufruito di sgravi, non ho mai pagato più di € 60 euro all’anno. Grazie signor Ministro: quest’anno sul mio bilancio, a fronte di sessanta euro di risparmio fiscale avrò qualcosa come 5.000 euro di meno sull’importo di stipendio annuo. Non Le dico come sono contenta!

Adesso Lei si chiederà perché non sono contenta, e perché mai sulla mia fronte si sia disegnata quella ruga, mah non so, sarà che i fannulloni di oggi sono un po’ più complicati di quelli del passato. L’autunno si preannuncia caldo ma pieno di nembi all’orizzonte, la lotta sarà dura ma, Le dirò, Signor Ministro, non demorderò facilmente se non altro perché mia figlia, interrogata sulla professione della madre, non abbia da vergognarsi a dire che è un’impiegata pubblica e non si debba vergognare una seconda volta a dire che in famiglia non si arriva alla fine del mese anche perché, in previsione del futuro, sto cercando di spiegarle che povertà non è vergogna ma, invece, corruzione, tangenti, peculato, immoralità (tutti termini che la classe politica ben conosce) queste sì che sono vergogne.

Fannullona INPDAP

Messaggio del 30-07-2008 alle ore 10:18:11

I dipendenti pubblici
Messaggio del 30-07-2008 alle ore 01:13:05
Dedicato al al ministro che ce l'ha con i fannulloni
Messaggio del 29-07-2008 alle ore 20:25:37
Nadia Desdemona Lioce e soci apprezzeranno tantissimo, sono stati loro ad attaccare per primi chi ha parlato per primo dei fannulloni della P.A.. No non era Brunetta, ma Piero Ichino, giuslavorista (rompicoglioni sti giuslavoristi: Biagi, D'Antona) e senatore del PD
Messaggio del 29-07-2008 alle ore 20:04:39
Sul piede di guerra contro Brunetta
Statali: 'fannulloni' pronti al ricorso Sul piede di guerra contro Brunetta

ROMA - Sono tantissimi i cosidetti "fannulloni" pronti a fare ricorso al Tar del Lazio contro le norme messe a punto dal governo per contrastare l'assenteismo. E intanto alcuni dipendenti pubblici si sono già organizzati nel "Comitato Fannulloni Operosi" (Co.F.O.) e stanno raccogliendo firme in tutta Italia.

Il comitato. "Non bisogna fare di tutta l'erba un fascio" spiega Pippo Saieva, membro del Co.F.O, il Comitato Fannulloni Operosi. "Il ministro dovrebbe preoccuparsi di constatare chi lavora e chi no, chi premiare e chi no. Si parla solo di doveri del dipendente senza considerare i diritti. E abbiamo pure il contratto scaduto da più di un anno" commenta Saieva. Il Comitato, composto da 110 tra dipendenti statali e dirigenti, sta raccogliendo le firme per il ricorso contro la circolare del ministro Renato Brunetta.

Il ricorso. A preparare il ricorso sarà l'avvocato Carlo Rienzi. Il legale spiega che prima dei semplici dipendenti devono essere messi sotto controllo i dirigenti e i vertici di enti e ministeri.

Nel documento che arriverà ai giudici amministrativi, si sottolinea come la circolare Brunetta presenti "forti dubbi" di legittimità costituzionale, violando la parità di trattamento, il sistema di tutela sociale e il principio di efficienza previsti dalla Costituzione. "Nessun requisito di necessità e urgenza si rileva per giustificare l'introduzione di queste indicazioni nel decreto legge" commenta Rienzi.

Infermità. Sotto la lente del Tar finirà l'articolo del dl nel quale si prevede l'esclusione di trattamenti economici aggiuntivi per infermità dipendente da causa di servizio: ciò sembra annullare, verrà sottolineato nel ricorso, "il diritto inviolabile alla salute ed i corollari diritti al ristoro economico per chi subisce una lesione alla salute invalidante per causa di servizio".

Gli statali, inoltre, potranno impugnare la norma nel punto in cui prevede che sia corrisposto il solo trattamento economico fondamentale, senza indennità o emolumenti, nei primi 10 giorni di assenza per malattia: la disposizione, secondo l'avvocato Rienzi, "trasforma la malattia, che è una causa di forza maggiore che impedisce la prestazione, in una sorta di 'colpa' del lavoratore e lo punisce privandolo di una parte della retribuzione come se la malattia fosse un escamotage per 'marinare' il lavoro".

Le madri lavoratrici. La stessa norma, spiega l'avvocato Rienzi, "punisce anche l'assenza della lavoratrice madre, alla quale le condizioni di lavoro, invece, dovrebbero consentire, in base ai principi costituzionali, l'adempimento della sua essenziale funzione familiare".

Le fasce orarie di reperibilità. Anche l'estensione delle fasce orarie di reperibilità del lavoratore malato, entro le quali vengono effettuate le visite di controllo, saranno impugnate al Tar, afferma Rienzi: "La specifica norma che lascia solo 'un'ora d'aria' all'ammalato per uscire di casa, non tiene conto delle tante malattie che impongono proprio di non restare in casa, come quelle di tipo depressivo; come non tiene conto di chi ha necessità di assistere disabili o altre situazioni particolari". Per l'avvocato, "le norme di Brunetta sembrano ignorare tutti i diritti ormai acquisiti, frutto semplicemente di un ordinamento giuridico rispettoso delle più elementari libertà".

Il part-time. Saranno esaminate anche le novità sul part-time, con le quali diventa facoltà dell'amministrazione dar seguito o meno alle richieste dei dipendenti di trasformare il rapporto di impiego dal tempo pieno a quello parziale.

L'esonero per anzianità. Tra le voci da inserire nel ricorso, sarà esaminato anche il meccanismo di esonero dal servizio negli ultimi 5 anni di anzianità: "Appare ingiusto - spiega Rienzi - che siano esclusi da questa possibilità i lavoratori della scuola e che la decisione se accogliere o meno la richiesta sia affidata alla discrezionalità del dirigente".

La manifestazione. "Brunetta sei tu il fannullone, vai a lavorare". Così protestano i sindacati del pubblico impiego (Cgil, Cisl e Uil) davanti a Palazzo Madama questa mattina contro il decreto manovra e il taglio di 200 euro alla busta paga dei lavoratori della pubblica amministrazione. "Non siamo fannulloni", ripetono i lavoratori nei megafoni.
(28 luglio 2008)




Messaggio del 29-07-2008 alle ore 10:38:53
almeno rendano legale il fatto che l'utente possa prenderli a sardelle alla faccia
Messaggio del 29-07-2008 alle ore 10:25:09
Il Cofo, Comitato fannulloni operosi, pronto con un mega-ricorso a contestare le disposizioni volute dal ministro.

Il ricorso sarà appoggiato dal Codacons. Ad annunciarlo è la stessa associazione, spiegando che migliaia di dipendenti pubblici in tutta Italia si stanno organizzando per ricorrere al Tar del Lazio contro "l'illegittimità delle nuove norme messe a punto dal governo".

Illegittimità? Mi sembra sia molto più illegittimo lo schifo certi dipendenti pubblici che si trascinano per gli uffici, quando ci stanno in ufficio...
LA CAMPAGNA ASPETTA

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"sindacato dei fannulloni"

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