Cultura & Attualità
sindacalisti al potere
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 11:17:52
il presidente della repubblica è un pci
il presidente della camera è sindacalista
il presidente del senato è sindacalista
tra gli onorevoli (oramai ex)governanti c'è una percentuale assurda di sindacalisti
e com'è che in questo ultimo anno la percentuale di morti sul lavoro ha raggiunto livelli mai visti?
il presidente della repubblica è un pci
il presidente della camera è sindacalista
il presidente del senato è sindacalista
tra gli onorevoli (oramai ex)governanti c'è una percentuale assurda di sindacalisti
e com'è che in questo ultimo anno la percentuale di morti sul lavoro ha raggiunto livelli mai visti?
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 11:23:41
panza pien nn crede a lu dijune(la pancia piena non crede al digiuno)
a tutti loro,che si sono dimenticati di chi campa con 1300 euro al mese in casa in affitto con un figlio e la moglie a casa...............
chiaramente non salva neppure l'altra parte della barricata ma loro sono doppiamente colpevoli per il ruolo rivestito non ora,ma nel passato da sindacalisti,di nuovo
E BUONA GIORNATA A TUTTI I PROLETARI DEL MONDO(KI non stupirti,sono più a sinistra di quel che credi)
panza pien nn crede a lu dijune(la pancia piena non crede al digiuno)
a tutti loro,che si sono dimenticati di chi campa con 1300 euro al mese in casa in affitto con un figlio e la moglie a casa...............chiaramente non salva neppure l'altra parte della barricata ma loro sono doppiamente colpevoli per il ruolo rivestito non ora,ma nel passato da sindacalisti,di nuovo
E BUONA GIORNATA A TUTTI I PROLETARI DEL MONDO(KI non stupirti,sono più a sinistra di quel che credi)
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 11:24:30
popò
popò
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 11:25:20
ne parlavo proprio stanotte con un collega..
ne parlavo proprio stanotte con un collega..
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 11:36:47
tutti grandi lavoratori
tutti grandi lavoratori
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 11:41:00
Se i sindacalisti non hanno mai lavorato, come fanno a capire i problemi dei lavoratori? Non c'è da stupirsi se ci ritroviamo in queste condizioni.
Se i sindacalisti non hanno mai lavorato, come fanno a capire i problemi dei lavoratori? Non c'è da stupirsi se ci ritroviamo in queste condizioni.
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 11:56:05
quess pure è lu vere Anvedi,a memoria e ne conosco tanti,quasi facess nome e cognome che n'hanne mai arrizzat nu cepp da nderr,solo il loro orticello si sono coltivati(fije,nipute,sore,mantenute)
comunque pure qui non voglio generalizzare,su 10 ho un caro amico(massima stima)proletario puro,sindacalista combattente,che nu pare di mesi a magnate pane e cipolla per stringere la cinghia che però mai si è venduto gli ideali per fare carriera.....peccati che è 1.
quess pure è lu vere Anvedi,a memoria e ne conosco tanti,quasi facess nome e cognome che n'hanne mai arrizzat nu cepp da nderr,solo il loro orticello si sono coltivati(fije,nipute,sore,mantenute)
comunque pure qui non voglio generalizzare,su 10 ho un caro amico(massima stima)proletario puro,sindacalista combattente,che nu pare di mesi a magnate pane e cipolla per stringere la cinghia che però mai si è venduto gli ideali per fare carriera.....peccati che è 1.
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 13:59:42
Mi zio era sindacalista e socialista... una volta gli regalarono na cunija... subito la rispedì al mittente. E quando all'Enel un noto politicante locale(nonchè del suo partito) voleva cacciare 2 dipendenti perchè omosessuali, zijeme li fece rimanere.
Mi zio era sindacalista e socialista... una volta gli regalarono na cunija... subito la rispedì al mittente. E quando all'Enel un noto politicante locale(nonchè del suo partito) voleva cacciare 2 dipendenti perchè omosessuali, zijeme li fece rimanere.
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 15:11:13
meglio che mi sto zitto
meglio che mi sto zitto
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 20:49:20
Le eccezioni ci sono sicuramente e coloro che mettono a frutto il loro lavoro e sono coerenti con le loro idee (nell'ambito delle loro funzioni pubbliche-la vita personale è personale per chiunque), hanno il mio massimo rispetto. Peccato che la regola faccia di loro delle eccezioni, appunto.
Le eccezioni ci sono sicuramente e coloro che mettono a frutto il loro lavoro e sono coerenti con le loro idee (nell'ambito delle loro funzioni pubbliche-la vita personale è personale per chiunque), hanno il mio massimo rispetto. Peccato che la regola faccia di loro delle eccezioni, appunto.
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 20:53:43
1)Senza dubbio alcuno bisogna evitare delle generalizzazioni
2)Vanno fatte delle distinzioni
3)Il sindacato e' una grande conquista
4)Senza dubbio la sua presenza ha evitato abusi da parte dei cd "padroni"
..............
MA PORCA TROIA MARINI E IL 90% dei sindacalisti non HA MAI FATTO UN CAZZO NELLA LORO VITA E NON HA ALZATO UN CEPPO DA TERRA...
Qualunquismo mode off...ma quante ci vo ci vo......
1)Senza dubbio alcuno bisogna evitare delle generalizzazioni
2)Vanno fatte delle distinzioni
3)Il sindacato e' una grande conquista
4)Senza dubbio la sua presenza ha evitato abusi da parte dei cd "padroni"
..............
MA PORCA TROIA MARINI E IL 90% dei sindacalisti non HA MAI FATTO UN CAZZO NELLA LORO VITA E NON HA ALZATO UN CEPPO DA TERRA...
Qualunquismo mode off...ma quante ci vo ci vo......
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 23:02:02
è inutile girarci intorno..per molti il sindacato è un modo come un altro per non lavorare...lo stesso degrado ke ha subito la politica perkè nn doveva subirlo il sindacato?
mio padre 40 anni fa si dimise dal suio sindacato perkè le riunioni erano una scusa per cene a base di pesce...penso ke le cose siano peggiorate nel frattempo, anke perkè il pesce è aumentato di molto
è inutile girarci intorno..per molti il sindacato è un modo come un altro per non lavorare...lo stesso degrado ke ha subito la politica perkè nn doveva subirlo il sindacato?
mio padre 40 anni fa si dimise dal suio sindacato perkè le riunioni erano una scusa per cene a base di pesce...penso ke le cose siano peggiorate nel frattempo, anke perkè il pesce è aumentato di molto
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 23:54:54
Beh...si vede che da noi il sindacalismo ha perso la bussola da qualche tempo...
In compenso in altri paesi ancora si muore per qualche conquista sociale...
Colombia, la cultura del terrore
di Manlio Masucci
Il caso Colombia è sempre più al centro dell'attenzione dei sindacati italiani e di quelli internazionali che stanno preparando "un importante piano d'azione" secondo le parole del Segretario Generale della Cis, Guy Ryder. I numeri che alla conclusione di ogni anno campeggiano sui rapporti ufficiali dell'Oil sono inequivocabili e testimoniano la gravità di una situazione che non potrà migliorare senza la solidarietà dei lavoratori di tutto il mondo: nel 2006 ben 78 persone hanno perso la vita a causa delle loro attività sindacali, 8 in più dell'anno precedente; dal 1986 ad oggi sono stati uccisi 2.515 sindacalisti, fra cui 484 dirigenti. I responsabili di questi crimini, guerriglieri, paramilitari e funzionari dello Stato molto raramente vanno incontro a un giudizio. Nel paese il tasso d'impunità è del 99.46%: di 1.165 crimini denunciati contro sindacalisti solo 56 sono stati giudicati in un tribunale e di questi solo 10 hanno portato a condanne. Via Po ha incontrato Carlos Rodriguez Diaz, Presidente della Cut in Italia per rappresentare le confederazioni sindacali colombiane Cut, Ctc e Cgt nell'ambito della III Conferenza Nazionale su America Latina e Caraibi.
Signor Rodriguez Diaz, qual è l'attuale situazione in Colombia? Il governo sostiene che le cose stiano migliorando sul fronte della violenza contro i lavoratori e i loro rappresentanti.
Il terrore continua in Colombia, nonostante quello che dice il governo, ed in particolare le intimidazioni e le violenze contro i sindacalisti. Le cose cominciano a migliorare grazie all'appoggio del sindacalismo internazionale, della comunità internazionale, dell'Oil e, infine, grazie all'accordo tripartito fra impresari, lavoratori e lo stesso governo. Questo accordo permetterà di aprire inchieste sulle connessioni fra industrie e assassini: la Chiquita è stata recentemente ritenuta colpevole di aver ingaggiato paramilitari per assassinare alcuni sindacalisti ed è stata condannata a pagare 25 milioni di dollari da una corte statunitense. I sindacati colombiani hanno chiesto che questi soldi siano utilizzati come risarcimento per le persone uccise.
Il governo dice di proteggere i sindacalisti con speciali misure di sicurezza.
E' vero. Abbiamo schemi di sicurezza elaborati, macchine blindate, guardie del corpo, giubbotti antiproiettili. Ma questo non rende migliore la situazione perché i sindacalisti colombiani preferirebbero di buon grado barattare tutto ciò con maggiori diritti. Insomma meglio senza scorta ma con piene garanzie sindacali.
Lei ritiene che la sua vita sia in pericolo?
Tutti i dirigenti sindacali in Colombia rischiano la vita. Personalmente ho uno schema di sicurezza che prevede una scorta armata di quattro uomini e una macchina blindata. Ho subito quattro attentati nella mia vita e tutti inerenti alla mia attività sindacale. Mi hanno spesso sparato e, nell'ultimo tentativo, mi hanno gettato dell'acido in faccia che non ha provocato danni permanenti per il pronto intervento dei medici.
Come possono apportare un aiuto concreto l'Onu, l'Ue e soprattutto l'Italia?
Chiedendo il rispetto dei diritti del lavoro, facendo pressione affinché la legge sia osservata e affinché nei prossimi accordi commerciali siano presenti clausole relative al lavoro e ai diritti umani. Per quanto riguarda gli accordi di associazione fra Ue e Area Andina è necessario concentrarsi sulla comunità Andina nella sua integrità e non lavorare settorialmente paese per paese. La contrarietà dei sindacati colombiani al Tlc che la Colombia ha siglato con gli Stati Uniti dipende dal fatto che non si tratta di un accordo di libero scambio ma di un vero trattato di annessione. In materia di dialogo sociale è infine necessario correggere la così detta "Cooperativa di lavoro sociale", una forma utilizzata per evadere il contratto formale e impedire l'azione dei sindacati. Questi temi devono necessariamente far parte dell'agenda comune fra l'Ue e l'Area Andina. La richiesta dei sindacati colombiani alla comunità internazionale è che i Tlc si dotino di un'enfasi sociale forte, tengano in conto la responsabilità sociale d'impresa e le convenzioni internazionali dell'Oil. Siamo molto ottimisti circa il ruolo dell'Italia che ha grande esperienza in questo campo. Fino ad ora abbiamo trovato degli ottimi interlocutori e una capacità formidabile di recepire i problemi latinoamericani.
In questo contesto quale può essere il ruolo dei sindacati italiani?
Chiediamo che il sindacalismo italiano collabori con noi con proposte atte a rafforzare il dialogo sociale. Il lavoro in Colombia sta attraversando un momento difficile caratterizzato da un aumento dei lavori nel terziario e dal ricorso sistematico ai subappalti. I contratti a tempo indeterminato stanno scomparendo e con loro la sicurezza sociale e i sindacati: se un lavoratore con un contratto a due o tre mesi si iscrive al sindacato difficilmente riceverà una proposta di rinnovo. Questa è una delle cause della riduzione del tasso di sindacalizzazione nel paese. L'implementazione del dialogo sociale è quindi vitale per i lavoratori colombiani perché, in assenza di questo, gli accordi fra gli Stati terranno in conto principalmente gli aspetti economici trascurando del tutto gli aspetti sociali.
E' poco...ma sicuro!, che i sindacalisti colombiani non vestono Armani...
Beh...si vede che da noi il sindacalismo ha perso la bussola da qualche tempo...
In compenso in altri paesi ancora si muore per qualche conquista sociale...
Colombia, la cultura del terrore
di Manlio Masucci
Il caso Colombia è sempre più al centro dell'attenzione dei sindacati italiani e di quelli internazionali che stanno preparando "un importante piano d'azione" secondo le parole del Segretario Generale della Cis, Guy Ryder. I numeri che alla conclusione di ogni anno campeggiano sui rapporti ufficiali dell'Oil sono inequivocabili e testimoniano la gravità di una situazione che non potrà migliorare senza la solidarietà dei lavoratori di tutto il mondo: nel 2006 ben 78 persone hanno perso la vita a causa delle loro attività sindacali, 8 in più dell'anno precedente; dal 1986 ad oggi sono stati uccisi 2.515 sindacalisti, fra cui 484 dirigenti. I responsabili di questi crimini, guerriglieri, paramilitari e funzionari dello Stato molto raramente vanno incontro a un giudizio. Nel paese il tasso d'impunità è del 99.46%: di 1.165 crimini denunciati contro sindacalisti solo 56 sono stati giudicati in un tribunale e di questi solo 10 hanno portato a condanne. Via Po ha incontrato Carlos Rodriguez Diaz, Presidente della Cut in Italia per rappresentare le confederazioni sindacali colombiane Cut, Ctc e Cgt nell'ambito della III Conferenza Nazionale su America Latina e Caraibi.
Signor Rodriguez Diaz, qual è l'attuale situazione in Colombia? Il governo sostiene che le cose stiano migliorando sul fronte della violenza contro i lavoratori e i loro rappresentanti.
Il terrore continua in Colombia, nonostante quello che dice il governo, ed in particolare le intimidazioni e le violenze contro i sindacalisti. Le cose cominciano a migliorare grazie all'appoggio del sindacalismo internazionale, della comunità internazionale, dell'Oil e, infine, grazie all'accordo tripartito fra impresari, lavoratori e lo stesso governo. Questo accordo permetterà di aprire inchieste sulle connessioni fra industrie e assassini: la Chiquita è stata recentemente ritenuta colpevole di aver ingaggiato paramilitari per assassinare alcuni sindacalisti ed è stata condannata a pagare 25 milioni di dollari da una corte statunitense. I sindacati colombiani hanno chiesto che questi soldi siano utilizzati come risarcimento per le persone uccise.
Il governo dice di proteggere i sindacalisti con speciali misure di sicurezza.
E' vero. Abbiamo schemi di sicurezza elaborati, macchine blindate, guardie del corpo, giubbotti antiproiettili. Ma questo non rende migliore la situazione perché i sindacalisti colombiani preferirebbero di buon grado barattare tutto ciò con maggiori diritti. Insomma meglio senza scorta ma con piene garanzie sindacali.
Lei ritiene che la sua vita sia in pericolo?
Tutti i dirigenti sindacali in Colombia rischiano la vita. Personalmente ho uno schema di sicurezza che prevede una scorta armata di quattro uomini e una macchina blindata. Ho subito quattro attentati nella mia vita e tutti inerenti alla mia attività sindacale. Mi hanno spesso sparato e, nell'ultimo tentativo, mi hanno gettato dell'acido in faccia che non ha provocato danni permanenti per il pronto intervento dei medici.
Come possono apportare un aiuto concreto l'Onu, l'Ue e soprattutto l'Italia?
Chiedendo il rispetto dei diritti del lavoro, facendo pressione affinché la legge sia osservata e affinché nei prossimi accordi commerciali siano presenti clausole relative al lavoro e ai diritti umani. Per quanto riguarda gli accordi di associazione fra Ue e Area Andina è necessario concentrarsi sulla comunità Andina nella sua integrità e non lavorare settorialmente paese per paese. La contrarietà dei sindacati colombiani al Tlc che la Colombia ha siglato con gli Stati Uniti dipende dal fatto che non si tratta di un accordo di libero scambio ma di un vero trattato di annessione. In materia di dialogo sociale è infine necessario correggere la così detta "Cooperativa di lavoro sociale", una forma utilizzata per evadere il contratto formale e impedire l'azione dei sindacati. Questi temi devono necessariamente far parte dell'agenda comune fra l'Ue e l'Area Andina. La richiesta dei sindacati colombiani alla comunità internazionale è che i Tlc si dotino di un'enfasi sociale forte, tengano in conto la responsabilità sociale d'impresa e le convenzioni internazionali dell'Oil. Siamo molto ottimisti circa il ruolo dell'Italia che ha grande esperienza in questo campo. Fino ad ora abbiamo trovato degli ottimi interlocutori e una capacità formidabile di recepire i problemi latinoamericani.
In questo contesto quale può essere il ruolo dei sindacati italiani?
Chiediamo che il sindacalismo italiano collabori con noi con proposte atte a rafforzare il dialogo sociale. Il lavoro in Colombia sta attraversando un momento difficile caratterizzato da un aumento dei lavori nel terziario e dal ricorso sistematico ai subappalti. I contratti a tempo indeterminato stanno scomparendo e con loro la sicurezza sociale e i sindacati: se un lavoratore con un contratto a due o tre mesi si iscrive al sindacato difficilmente riceverà una proposta di rinnovo. Questa è una delle cause della riduzione del tasso di sindacalizzazione nel paese. L'implementazione del dialogo sociale è quindi vitale per i lavoratori colombiani perché, in assenza di questo, gli accordi fra gli Stati terranno in conto principalmente gli aspetti economici trascurando del tutto gli aspetti sociali.
E' poco...ma sicuro!, che i sindacalisti colombiani non vestono Armani...
Messaggio del 02-02-2008 alle ore 23:57:58
Vi ricordate "Cent'anni di solitudine"...
Vi ricordate "Cent'anni di solitudine"...
Messaggio del 03-02-2008 alle ore 04:06:01
probabilmente se invece di pensare alle cariche sindacali come lancio nel dorato mondo della politica , pensassero ad esse come servizio ai lavoratori , le cose andrebbero meglio.
probabilmente se invece di pensare alle cariche sindacali come lancio nel dorato mondo della politica , pensassero ad esse come servizio ai lavoratori , le cose andrebbero meglio.
Nuova reply all'argomento:
sindacalisti al potere
Registrati
Mi so scurdate la password
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui









