Messaggio del 09-03-2006 alle ore 18:21:43
Esce oggi nelle librerie "Le mille balle blu" di Peter Gomez e Marco Travaglio (ed. Rizzoli-Bur, 11.50 euro, con vignette di Ellekappa). Sottotitolo: "Detti e contraddetti, bugie e figuracce, promesse e smentite, leggi vergogna e telefonate dell'uomo che da 12 anni prende in giro gli italiani: napoleone Berlusconi"
Premessa. La media degli italiani è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco... É a loro che devo parlare (10 dicembre 2004).
Silvio Bugiardoni. Se io facessi la scelta politica dovrei abbandonare le televisioni e cambiare completamente mestiere. Un partito di Berlusconi non c'è stato, né ci sarà mai (13 settembre 1993).
Sono alto un metro e 71 (27 marzo 2005).
Nesta? E impossibile. Il Milan non acquisterà Nesta (23 agosto 2002. L'indomani il Milan annuncia l'acquisto di Nesta, concluso una settimana prima).
Gilardino al Milan? E troppo caro, sarebbe amorale (24 giugno 2005. Subito dopo il Milan annuncia l'acquisto di Gilardino).
Io non mi siederò mai più allo stesso tavolo con Umberto Bossi. E totalmente inaffidabile, un monumento di slealtà (2 febbraio 1995).
Io il lifting non lo volevo fare. É stata Veronica a spingermi a fare il lifting (27 gennaio 2004. Ma Veronica lo sbugiarda: "Il lifting è stata un'idea sua").
Il Grande Smentitore. Io non c'entro nulla con il Lodo Maccanico-Schifani (che gli regala l'immunità, ndr): è stata un'iniziativa autonoma del Parlamento, sostenuta dal Presidente della Repubblica (30 giugno 2003. Immediata smentita del Quirinale)
Sulla legge Gasparri non c'è alcuna perplessità dal presidente della Repubblica (2 agosto 2003. Ma il Quirinale smentisce subito: "Mai parlato di legge Gasparri con il premier")
D'Alema lo stimo. Se c'è una persona credibile a sinistra, è D'Alema (4 settembre 1999). D'Alema mi ricorda Benito Mussolini (26 gennaio 2000).
Non ci sarà nessun Berlusconi bis (17 novembre 2004).
Questa storia del Berlusconi bis mi pare una vera buffonata, e io non faccio il buffone (14 aprile 2005. Il 23 aprile nasce il Berlusconi bis).
Il maggioritario è la nostra religione (2 febbraio 1995).
Non si possono cambiare le regole del gioco quando è iniziata la partita (5 ottobre 2000. Ma nel 2005, a sette mesi dalle elezioni, cambia il sistema elettorale in senso proporzionale contro il parere dell'opposizione).
Caro don Massimiliano, la ringrazio molto per il suo appoggio, cercherò di essere all'altezza e le prometto sin da ora due mesi e mezzo di astinenza sessuale assoluta, fino al 9 aprile (al prete cagliaritano don Massimiliano Pusceddu, 29 gennaio 2006). Voto di astinenza? Nemmeno per sogno (1 febbraio 2006).
Solo Napoleone ha fatto più di me (11 febbraio 2006).
Combatto il comunismo come Churchill combatteva il nazismo (11 febbraio 2006). Sono una vittima, mi sacrifico per tutti. Io sono il Gesù Cristo della politica (13 febbraio 2006). Napoleone? Churchill? Gesù Cristo? Ma io non mi sono mai paragonato a nessuno: come al solito le mie parole sono state travisate" (25 febbraio 2006).
Messaggio del 09-03-2006 alle ore 18:57:19
Io direi di cominciare a cambiare atteggiamento. Credo che sia controproducente riempire la campagna elettorale di slogan anti-berlusconi, perchè chi non ha nulla da esprimere, a forza di martellamenti di quei "pesantoni della sinistra"(non mi riferisco a Dimas, ma in generale, visto che ogni giorno viene aperto un post contro berlusconi) finirà x votare il centrodx. Lo ha già detto Dean: molto meglio evidenziare i risultati(oggettivamente fallimentari) di 4 anni di centrodx e cosa hanno da proporre le 2 coalizioni. ------------ Editato da Skin il 09/03/2006 alle 19:04:44
Messaggio del 09-03-2006 alle ore 19:54:58
grande skin qualcuno comincia a capirlo.
Non mi irferisco a dimas in particolare, ma sembra che ne siate innamorati, la vostra vita non ha senso senza di lui, ve lo sognate anche la notte.
Io voglio superarlo e dimenticarlo
Messaggio del 09-03-2006 alle ore 19:57:58
bravi skin e dean...mi piace molto la linea politica che sta assumendo prodi. non si lascia provocare da facili e scontati attacchi a berlusconi, ora bisogna voltare pagina. completamente
Messaggio del 09-03-2006 alle ore 21:31:46
Dean, parliamoci chiaro: la campagna elettorale è la culla della strategia, quasi quanto la guerra. Se non entri dentro la testa dell'avversario, a voja a pijarti le secce
Messaggio del 28-03-2006 alle ore 16:54:06
Bocca di rosa
"Io non ho mai insultato nessuno" (Silvio Berlusconi, 10 settembre 2005).
"Prodi è un poveraccio. Fassino va bene come testimonial delle pompe funebri. Rutelli è un mangiapreti che va a messa tre volte al giorno" (Silvio Berlusconi, 26 marzo 2006).
"Ma lo sa che lei ha una bella faccia da stronza?". (Silvio Berlusconi a una signora di Rimini che lo invitava a tornarsene a casa, 24 luglio 2003).
"Ma vaffanculo!".
(Silvio Berlusconi, accompagnando l'esclamazione con il gesto della mano, nell'aula del Senato, rivolto al presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che ha appena denunciato il "servilismo" del governo Berlusconi nei confronti degli Usa sull'Iraq, la Repubblica, 27 settembre 2002).
"Genova. Un giovane ha urlato contro l'auto blu su cui viaggiava Berlusconi: 'Evviva Vittorio Mangano!', l'ex stalliere del premier legato a Cosa nostra. Berlusconi, sceso dall'auto, si è avvicinato con foga al giovane, gli ha puntato l'indice contro e gli ha detto: 'Tu non ti puoi permettere, tu sei un coglione!'" (Repubblica. it, 22 marzo 2006)
Messaggio del 28-03-2006 alle ore 16:55:41
A. a. a. sondaggio cercasi
"Sta arrivando il sondaggio americano. Non dovrei dirvelo, ma non riesco più a tenermelo dentro: siamo in testa!".
(Silvio Berlusconi, 11 febbraio 2006).
"L'annuncio è atteso per oggi. Silvio Berlusconi renderà pubblici gli ultimi sondaggi elettorali sulla Cdl in giornata. Lo ha assicurato lui stesso rientrando ieri prima della mezzanotte nel suo hotel dopo la cena con i capi di stato e di governo al Consiglio europeo di Bruxelles. 'I sondaggi saranno due e arriveranno per venerdì. Quindi aspettiamo, tanto sono sicuro che vinceremo noi. E sapete perché? Perché siamo alla pari'".
(dal sito www. forzaitalia. it, 24 marzo 2006).
Messaggio del 29-03-2006 alle ore 10:45:35
Cinque anni di esternazioni di Berlusconi
tra baciamani, battute, pacche sulle spalle e gaffes
Ecco il mondo visto da Arcore
dal Kapò alla finlandese sedotta
di FILIPPO CECCARELLI
Berlusconi, comizio armato
E vabbé, i cinesi bolliranno pure i bambini. Ma attenzione: "Lavora con me un turco che fa l'impalatore da sette generazioni...". Così disse, per la gioia dei rapporti con Ankara, il presidente Berlusconi nel marzo del 2002. Un anno prima di prodursi in un temerario baciamano alla sposa del figlio del premier Erdogan, gesto che da quelle parti equivale a una specie di sconcezza.
I possibili oggetti dell'impalamento erano comunque dei tecnici della Protezione civile italiana cui il Cavaliere aveva simpaticamente intimato di fargli fare "bella figura" quando si sarebbe firmata la Costituzione europea. Allorché le trattative su quel testo si arenarono, durante un vertice piuttosto teso, il Cavaliere propose agli altri capi di stato e di governo di "alleggerire un po' il clima"; e sfoderato il consueto sorrisone propose: "Parliamo di calcio e di donne". Quindi rivolto a Schroeder: "Tu, per esempio, Gerhard, che hai avuto quattro mogli, cosa ci puoi dire delle donne?".
Il silenzio glaciale che non di rado si condensa attorno a lui in queste circostanze non ha mai scoraggiato Berlusconi dal forzare le antiche cautele della diplomazia. Perciò in questi indimenticabili cinque anni l'evocazione degli orrori cinesi e dei supplizi turchi si è equamente alternata con i più vari e anche fantasiosi spropositi a sfondo confidenziale e perfino erotico.
Per cui il riferimento al "kapò", scagliato addosso al deputato tedesco Schultz che l'aveva contestato nell'aula di Strasburgo, finisce per intrecciarsi nell'album dei ricordi internazionali del berlusconismo con la rivendicazione di un numero imprecisato ma consistente di fidanzate francesi.
Così come l'intemerata sulla civiltà islamica, definita "inferiore" e "ferma al 1400"; o la valutazione su "quei quattro beduini di Al Qaeda" dopo la strage di Madrid, si confondono con il trionfalismo dell'attempato, ma sempre valido play-boy che è riuscito a entrare nelle grazie della presidente finlandese Taria Halonen per ottenere a Parma l'Agenzia europea per l'Alimentazione.
Fu questo della seduzione della ignara signora Halonen l'episodio per così dire terminale di una risoluta escalation che portò il presidente del Consiglio a definire la Finlandia "buona solo per i surgelati, l'aringa affumicata, la renna marinata e il pesce baltico con polenta". A tutto ciò, prima che quel governo chiamasse l'ambasciatore italiano a dare delle spiegazioni e prima che associazioni di consumatori si proponessero di boicottare i prodotti italiani, Berlusconi contrappose la maestà del culatello.
E' ben strano il mondo, visto dalla villa di Arcore o da Palazzo Grazioli. "Arafat - ha detto una volta - mi ha chiesto di dargli una tv per la striscia di Gaza. Gli manderò Striscia la notizia". Felice per l'accoglienza riservatagli in Albania, ha ritenuto di dover corrispondere con un'altra consimile promessa: "Manderò qui la Rai a riprendere le vostre magnifiche coste, così gli italiani verranno in vacanza". Una tv era stata promessa anche in Afghanistan. Partì pure Sgarbi, dopo la guerra, ma laggiù evidentemente hanno altre priorità.
Ancora più strano è il modo in cui Berlusconi intende il suo ruolo di interprete degli interessi nazionali. Del Cavaliere si è scritto che è un "divino" gaffeur perché dice la verità, senza ipocrisie. Prestigiatore del virgolettato e artista delle barzellette, gliene scappano in effetti di rischiosissime: "La sapete quella del negro che cerca una pensione a Rimini?".
L'eurodeputato Schultz
Ma il vero problema, come ha scritto una volta l'ambasciatore e scrittore Sergio Romano, è che nelle relazioni internazionali quando si dà un calcio, si resta a lungo con la gamba alzata a mezz'aria. Per questo, prima ancora di mostrarsi sinceri, i titolari della politica estera devono essere sorvegliati e ancora di più guardarsi dalle improvvisazioni.
Sotto questo aspetto l'esempio del presidente del Consiglio è stato davvero letale. Gli insulti anti-tedeschi del sottosegretario Stefani, la maglietta anti-islamica di Calderoli e la polemica di Giovanardi sull'eutanasia "nazista" vigente in Olanda si configurano come "berlusconate", con l'aggravante della mancanza del dovuto copyright.
Nella gaffe il Cavaliere appare infatti insuperabile, ma poi ci sa anche fare. "Pensa di essere un incrocio tra De Gaulle e Churchill - l'ha fulminato Montanelli - e il guaio è che ci crede". Anche quando risulta un po' bauscia, non sa, non capisce o, come capita a tutti, si confonde.
Un giorno s'è inventato che i soldati italiani avrebbero avuto una qualche funzione nei porti della Libia. Un altro giorno ha fatto riferimento a uno Stato, l'"Estuania", che non esiste proprio. Un terzo giorno, a Ryad, in un empito di egocentrismo ha lasciato capire di essersi intossicato in un pranzo ufficiale. "Dopo l'Arabia Saudita - ha poi detto senza preoccuparsi che i suoi ospiti si sarebbero potuti offendere - mangio solo riso in bianco".
Cibo e "femmine" paiono costituire, insieme ai più raccapriccianti stereotipi esotici e alla pacca sulla spalla con i colleghi, la chiave di volta della specialissima politica internazionale di Berlusconi. Passi per la telefonata ad Aida Yespica, con tanto di passaggio del cellulare al leader venezuelano Chavez. Passi già meno la battuta sull'amore per il popolo brasiliano e in particolare per le sue ballerine che qualcuno ha creduto di sentire da un assai ilare Cavaliere in un incontro bilaterale. Ai limiti dell'indecenza il consiglio ammiccante ai giornalisti, nel corso di una visita di Stato a Budapest, di farsi dare dal premier ungherese "qualche buon indirizzo".
In questo contesto, è accaduto che bolliture di bambini e impalamenti di adulti, indelicatezze protocollari e pretesi corteggiamenti abbiano riempito per almeno un quinquennio l'immagine e in fondo la vita stessa dell'Italia e degli italiani. Nella ricca e straniante aneddotica del berlusconismo international non manca un appello al "Consiglio Superiore" dell'Onu - neanche fosse quello della Magistratura italiana, con sede a Palazzo dei Marescialli. Trascurare che a New York c'è piuttosto un "Consiglio di Sicurezza" non sembra in effetti il miglior viatico per un personaggio che potrebbe aspirare alla Segreteria Generale delle Nazioni Unite. Ci sarebbe, in quel caso, la questione del voto della Cina, che al momento non pare esattamente garantito.