Cultura & Attualità
Silvio Banana-shopping
Messaggio del 14-12-2007 alle ore 22:20:08
Non è il Cile degli anni Settanta, come dice l'onorevole Sandro Bondi, ma la solita Italietta corrotta da commedia all'italiana. Personaggi e interpreti dell'inchiesta della Procura di Napoli anticipata mercoledì da un articolo di Giuseppe D'Avanzo su "La Repubblica", un Silvio Berlusconi in veste di acquirente di senatori della maggioranza, funzionari Rai infedeli, faccendieri e attricette alla ricerca di un posto in una qualche fiction.
Anche la location scelta è da italica commedia, la Galleria Alberto Sordi, di Roma. Qui - dove un tempo si trattava l'ingaggio di comici e attori di quart'ordine - un italo australiano di origini calabresi Nick Scali avvicina il senatore Nino Randazzo. Eletto nella circoscrizione Oceania, Africa, il senatore è ritenuto - a torto, evidentemente - uno di quelli in «bilico». Scali è categorico: «Voglio offrirti la possibilità di diventare milionario. Ti darò un assegno in bianco che potrai riempire fino a due milioni di euro». Povero Randazzo! Gli offrono soldi per far cadere il governo.
Silvio Berlusconi, stando a quanto riferisce "La Repubblica", gli chiede almeno «una piccola assenza» al Senato. Ovviamente quando ci sono votazioni delicate. «Ho con me Dini e i suoi - rassicura il Cavaliere - e tre senatori eletti all'estero che non dovrebbero tradire». Il Cavaliere è generoso ma preciso, da perfetto uomo d'affari offre un contratto a Randazzo, gli fa balenare la possibilità di diventare viceministro in un prossimo governo Berlusconi, numero due della lista alle elezioni. Lo stesso Nick Scali insiste. Richiama, chiede a Randazzo se ci ha ripensato. Scali, calabrese emigrato a Sidney negli anni Sessanta, ha un fatturato da 6 milioni di euro. Tutto costruito vendendo mobili. Ma il senatore Randazzo non è un oggetto e soprattutto non è in vendita. Sentito dai pm della procura di Napoli parla. E dice tutto.
Al tentativo di acquisto di senatori da parte di Silvio Berlusconi, che risulta indagato per corruzione e istigazione alla corruzione, i magistrati della sezione criminalità economica della procura di Napoli sono arrivati indagando su un giro di pagamenti estero su estero di somme destinate a funzionari della Rai. Al centro delle attività di indagini il direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà e un produttore di cinema e tv, Giuseppe Proietti. Saccà è insoddisfatto, scrive "La Repubblica", vuole lasciare la Rai e mettersi in proprio. Il suo sogno è quello di creare società di produzione, di avere una sua «Hollywood». Dove? Nella sua terra, la Calabria, precisamente a Lamezia Terme. Dove sbarca il 27 aprile di quest'anno insieme ai tedeschi della «Bavaria Film Gmbh», uno dei più grandi colossi mediatici d'Europa. Quelli che producono la fiction dell'ispettore Derrick.
Insieme a lui in quella visita il governatore Loiero (allora del Partito democratico meridionale, oggi Pd), il suo vice Nicola Adamo, dei Ds, e Giuseppe Proietti (un omonimo del Proietti di sopra), alto funzionario del ministero delle attività culturali. «Sono qui - disse ai cronisti del posto Saccà - non in veste di direttore di Rai Fiction, ma come calabrese che ama la sua terra e come grande amico di Loiero e Adamo. Se la Rai ci sta dentro, anche con una piccola quota, anche col 2 per cento, sarebbe un vantaggio straordinario». In Calabria la stanno ancora aspettando la Cinecittà di Lamezia.
Ma Saccà, stando alle indiscrezioni dell'inchiesta di Napoli, è pronto a raccogliere anche raccomandazioni per attrici segnalate da Berlusconi. Una è stata indicata al Cavaliere da un senatore di centrosinistra, «che mi può essere utile per far cadere il governo», dice Berlusconi al fido Saccà. Che in cambio dei suoi interessamenti riceve una rassicurazione a futura memoria. «Saprò ricompensarla quando deciderà di diventare un libero imprenditore».
E allora il numero uno di Rai Fiction si attiva mettendo in campo la sua «calabresità». Avvicina Pietro Fuda, un ex di Forza Italia passato col partito di Agazio Loiero e eletto senatore. Fuda, assicura Saccà, è insoddisfatto del centrosinistra, è pronto a votare contro il governo nel caso in cui dovessero toccargli i suoi interessi, visto che comunque il suo cuore «batte sempre a destra». Fuda, ovviamente, ha smentito.
Ma non il senatore Randazzo. Che ieri alla buvette di Palazzo Madama è stato prodigo di racconti e di battute con i giornalisti. «Questa è una vicenda tipicamente italiana. Il fatto è che Berlusconi si avvale di collaboratori veramente inaffidabili e poi parlare così liberamente al telefono... Saccà con tutto quello che ha combinato, mi hanno detto che ha controllato i miei rendiconti bancari. Pensavano che io fossi l'anello debole, l'ultimo degli ultimi... ».
Si parla di un'offerta di due milioni: «A qualcun altro mi dicono ne sono stati offerti anche cinque, io invece sono stato considerato un poveraccio... ».
Enrico Fierro, 14.12.2007

Non è il Cile degli anni Settanta, come dice l'onorevole Sandro Bondi, ma la solita Italietta corrotta da commedia all'italiana. Personaggi e interpreti dell'inchiesta della Procura di Napoli anticipata mercoledì da un articolo di Giuseppe D'Avanzo su "La Repubblica", un Silvio Berlusconi in veste di acquirente di senatori della maggioranza, funzionari Rai infedeli, faccendieri e attricette alla ricerca di un posto in una qualche fiction.
Anche la location scelta è da italica commedia, la Galleria Alberto Sordi, di Roma. Qui - dove un tempo si trattava l'ingaggio di comici e attori di quart'ordine - un italo australiano di origini calabresi Nick Scali avvicina il senatore Nino Randazzo. Eletto nella circoscrizione Oceania, Africa, il senatore è ritenuto - a torto, evidentemente - uno di quelli in «bilico». Scali è categorico: «Voglio offrirti la possibilità di diventare milionario. Ti darò un assegno in bianco che potrai riempire fino a due milioni di euro». Povero Randazzo! Gli offrono soldi per far cadere il governo.
Silvio Berlusconi, stando a quanto riferisce "La Repubblica", gli chiede almeno «una piccola assenza» al Senato. Ovviamente quando ci sono votazioni delicate. «Ho con me Dini e i suoi - rassicura il Cavaliere - e tre senatori eletti all'estero che non dovrebbero tradire». Il Cavaliere è generoso ma preciso, da perfetto uomo d'affari offre un contratto a Randazzo, gli fa balenare la possibilità di diventare viceministro in un prossimo governo Berlusconi, numero due della lista alle elezioni. Lo stesso Nick Scali insiste. Richiama, chiede a Randazzo se ci ha ripensato. Scali, calabrese emigrato a Sidney negli anni Sessanta, ha un fatturato da 6 milioni di euro. Tutto costruito vendendo mobili. Ma il senatore Randazzo non è un oggetto e soprattutto non è in vendita. Sentito dai pm della procura di Napoli parla. E dice tutto.
Al tentativo di acquisto di senatori da parte di Silvio Berlusconi, che risulta indagato per corruzione e istigazione alla corruzione, i magistrati della sezione criminalità economica della procura di Napoli sono arrivati indagando su un giro di pagamenti estero su estero di somme destinate a funzionari della Rai. Al centro delle attività di indagini il direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà e un produttore di cinema e tv, Giuseppe Proietti. Saccà è insoddisfatto, scrive "La Repubblica", vuole lasciare la Rai e mettersi in proprio. Il suo sogno è quello di creare società di produzione, di avere una sua «Hollywood». Dove? Nella sua terra, la Calabria, precisamente a Lamezia Terme. Dove sbarca il 27 aprile di quest'anno insieme ai tedeschi della «Bavaria Film Gmbh», uno dei più grandi colossi mediatici d'Europa. Quelli che producono la fiction dell'ispettore Derrick.
Insieme a lui in quella visita il governatore Loiero (allora del Partito democratico meridionale, oggi Pd), il suo vice Nicola Adamo, dei Ds, e Giuseppe Proietti (un omonimo del Proietti di sopra), alto funzionario del ministero delle attività culturali. «Sono qui - disse ai cronisti del posto Saccà - non in veste di direttore di Rai Fiction, ma come calabrese che ama la sua terra e come grande amico di Loiero e Adamo. Se la Rai ci sta dentro, anche con una piccola quota, anche col 2 per cento, sarebbe un vantaggio straordinario». In Calabria la stanno ancora aspettando la Cinecittà di Lamezia.
Ma Saccà, stando alle indiscrezioni dell'inchiesta di Napoli, è pronto a raccogliere anche raccomandazioni per attrici segnalate da Berlusconi. Una è stata indicata al Cavaliere da un senatore di centrosinistra, «che mi può essere utile per far cadere il governo», dice Berlusconi al fido Saccà. Che in cambio dei suoi interessamenti riceve una rassicurazione a futura memoria. «Saprò ricompensarla quando deciderà di diventare un libero imprenditore».
E allora il numero uno di Rai Fiction si attiva mettendo in campo la sua «calabresità». Avvicina Pietro Fuda, un ex di Forza Italia passato col partito di Agazio Loiero e eletto senatore. Fuda, assicura Saccà, è insoddisfatto del centrosinistra, è pronto a votare contro il governo nel caso in cui dovessero toccargli i suoi interessi, visto che comunque il suo cuore «batte sempre a destra». Fuda, ovviamente, ha smentito.
Ma non il senatore Randazzo. Che ieri alla buvette di Palazzo Madama è stato prodigo di racconti e di battute con i giornalisti. «Questa è una vicenda tipicamente italiana. Il fatto è che Berlusconi si avvale di collaboratori veramente inaffidabili e poi parlare così liberamente al telefono... Saccà con tutto quello che ha combinato, mi hanno detto che ha controllato i miei rendiconti bancari. Pensavano che io fossi l'anello debole, l'ultimo degli ultimi... ».
Si parla di un'offerta di due milioni: «A qualcun altro mi dicono ne sono stati offerti anche cinque, io invece sono stato considerato un poveraccio... ».

Enrico Fierro, 14.12.2007

Messaggio del 14-12-2007 alle ore 22:31:11
Ma Saccà non stava con Bettino una volta...
Un uomo e la sua coerenza!!!!
Forse mi sbaglio...sto a dinventà vecchio...
Ma Saccà non stava con Bettino una volta...
Un uomo e la sua coerenza!!!!
Forse mi sbaglio...sto a dinventà vecchio...
Messaggio del 14-12-2007 alle ore 22:33:55
Sti acchiappaincarichi stanno con tutti i potenti di turno. E' stato anche con D'Alema e Berlusconi.
Sti acchiappaincarichi stanno con tutti i potenti di turno. E' stato anche con D'Alema e Berlusconi.
Messaggio del 14-12-2007 alle ore 22:35:30
E ti pareva!!!!
E ti pareva!!!!
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