Messaggio del 01-04-2006 alle ore 18:55:53
Basta non se ne può più; Dean Corso la deve finire di dare dell'idiota e dell'imbecille a destra e manca; io propongo un bel ban!
Messaggio del 01-04-2006 alle ore 18:11:01
sei il clone di un asino ed è per questo che scrivi cose errate
io che sì, nasco come clone di un asino...ma ora sono anche tra le mani di un genio posso dire di valere tanto
Messaggio del 01-04-2006 alle ore 18:07:30
Signor Conte
ok, la pubblicità da lei citata non ha granchè di artistico...anzi...
MA non può negare il valore artistico di molte pubblicità... come pubblicità di lavatrici automobili, gioielli, profumi...e tanto altro ancora
e per pubblicità non si intende solo quella televisiva, ma anche quella cartacea
Dietro ogni pubblicità ci sono ore ed ore di lavoro, ingegno creativo...lavoro di veri artisti...pensare a slogan d'effetto, immagini azzeccate... non è facile come lavoro
ci vuole molto estro...estro che solo un artista può avere
Messaggio del 01-04-2006 alle ore 17:42:37
La pubblicità è veramente una forma d'arte, ci sono molti soldi che girano dietro uno spot. La quantità di persone che c'è dietro è paragonabile a quelle che ci sono dietro a un film. Molti grandi registi hanno iniziato così, e molti altri più affermati si sono cimentati in questo campo.
Chiaramente, uno spot può essere geniale come può essere una ciofeca, esattamente come un film.
Messaggio del 01-04-2006 alle ore 15:33:21
tranne le pubblicità dei profumi e di qualche automobile, il resto è tutta fastidiosa spazzatura a basso costo
Quote:
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la pubblicità è una forma di arte
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Messaggio del 01-04-2006 alle ore 03:55:13
la pubblicità è una forma di arte , e l'arte x definizione non è censurabile...
ovviamente sempre nei limiti...
(non possiamo far vedere a bambini un uomo sventrato x vendere il piccolo chirurgo)...
Messaggio del 01-04-2006 alle ore 03:38:02
L'associazione delle agenzie pubblicitarie americane hanno aderito alle linee guide contenute nei "principi di espressione pubblicitaria nel nuovo mercato" dove si dichiara che i coloro che fanno pubblicità deve essere libero di proporre i propri prodotti e servizi ai potenziali clienti con l'obiettivo di espandere il giro di affari ei profitti senza limiti nei confronti della razza, del sesso, orientamento sessuale, o religione dei consumatori.
L'intolleranza colpisce il mercato e lo danneggia come danneggia la società in generale ha detto il presidente dei pubblicitari americani. In particolare, la pubblicità rivolta ai consumatori gay e lesbo non dovrà più essere oscurata solo per le pressioni dei gruppi religiosi di destra.