Messaggio del 28-07-2006 alle ore 18:38:37
ma che, il diritto allo sciopero è prerogativa solo di una parte dei lavoratori?
se i farmacisti ritengono che sia giusto fare sciopero fanno bene a farlo, dopotutto l'ultimo l'avevano fatto 36 anni fa...
e stai tranquillo che a stare chiusi per sciopero ci rimettono dei bei soldini, dato che chi ha bisogno di un farmaco va a prenderlo alle farmacie di turno o alle comunali...
non credo che ci sia un meccanismo migliore del libero mercato per tutelare il consumatore.
Skin tu sai meglio di me che il mercato si regge su di un unico assunto fondamentale alla resa dei conti
LA CRESCITA COSTANTE.
Nel libero mercato serio (non in Italia dunque) I PREZZI NON SCENDONO. SONO LA QUALITA' DEI BENI E DEI SERVIZI AD AUMENTARE favorendo il consumatore con un sempre migliore rapporto qualità prezzo dunque.
Ma in ogni caso I PREZZI NON SCENDONO anzi semmai tendono ad aumentare. Ricordo Greenspan (quindi non un tizio qualsiasi) che diceva che un MINIMO DI INFLAZIONE (sotto il 2% mi sembra) è necessario in un'economia "sana" (ovvero in continua crescita)
Se c'è inflazione c'è anche crescita dei prezzi. La differenza è che in Italia non è possibile proporre ciò soprattutto nei settori delle "Utilities" i quali dovrebbero restare PUBBLICI....
Ma si sà... l'italia non è un paese "serio" e quindi va bene tutto purchè i soliti noti facciano il comodo loro ed i fessi tifosi del calcio abbiano il loro scudetto quotidiano...
Messaggio del 26-07-2006 alle ore 18:40:07
Anima, non credo che ci sia un meccanismo migliore del libero mercato per tutelare il consumatore. Il problema semmai è far rispettare le regole, soprattutto le leggi che sono state recepite dall'Ue proprio per tutelare il mercato dal rischio di monopoli o cartelli che pregiudicano la concorrenza, ma chissà perchè qui da noi non si applica mai un cazzo.
In Italia poi abbiamo un'autorità antitrust incapace perfino di separare le terre di Totò e Mezzacapa. Poi certe leggi, che più che liberiste sembrano approvate dalla Bulgaria, non aiutano di certo.
Messaggio del 26-07-2006 alle ore 18:12:43
e la cosa bella è che una settimana prima il ministro livia turco (ministro della sanità, non dell'agricoltura...) aveva affermato: "i farmaci da banco devono restare in farmacia, e non vanno venduti al supermarket..."
Messaggio del 26-07-2006 alle ore 18:08:04
e poi, ma dai, si è mai visto che un governo prende pari pari una legge ideata da un grande potentato economico?
e prima di presentare il decreto legge un ministro va a casa del presidente di confindustria per presentarglielo in anteprima,ed ottenere la sua "benedizione"?!
ed in questo caso, le alte cariche istituzionali non fanno piu' appelli alla concertazione?
Messaggio del 26-07-2006 alle ore 17:32:38
Ultima postilla.
A differenza di quello che si dice, sono solo 5 i Paesi europei che consentono la vendita di alcuni medicinali in esercizi diversi dalle farmacie, non necessariamente i supermercati. A parte l’Olanda, dove ci sono molte meno farmacie che in Italia, e la Gran Bretagna che ha tradizioni diverse dalle nostre, negli altri tre Paesi ( Irlanda, Danimarca, Germania) sono pochissimi i medicinali fuori farmacia. Spesso si tratta di vitamine, sali minerali, prodotti erboristici e qualche medicinale in confezione ridotta e a basso dosaggio.
...Pure conservatore mi tocca sentirmi chiamare...
Messaggio del 26-07-2006 alle ore 17:04:29
diceva mia nonna un proverbio lombardo: "ofelè fa el tò mestè" che significa "pasticciere fai il tuo mestiere"... gli antichi latini ne dicevano un altro che era piu' o meno "il calzolaio non si occupi sopra la scarpa"... ovvero a ciascuno il suo mestiere
il farmacista faccia il farmacista, il notaio faccia il notaio, il gommista faccia il gommista e il benzinaio faccia il benzinaio...
io mi sono rotto di questi centri commerciali che vogliono tutto per sè, la grande distribuzione gestita dal grande capitale delle multinazionali che vuole fagocitare tutto e renderci tutti suoi schiavi e dipendenti...
le brigate rosse in un barlume di lucidità in mezzo al delirio hanno parlato di SIM stato imperialista delle multinazionali...
dopo aver fatto chiudere una marea di piccole attività vogliono ora far lo stesso con le farmacie?
vi sentite piu' ricchi ora che comprate il latte a oasi, rispetto a quando lo compravate all'alimentari sotto casa che ha dovuto chiudere sotto l'assedio dei dumping e delle offerte speciali?
vi racconto una favoletta, vi stupirete di non averci mai fatto caso... ora la grande distribuzione vende pneumatici per auto, con montaggio gratuito presso gommista convenzionato, il quale per sopravvivere diventa di fatto un sub dipendente precarizzato della grande distribuzione... attenzione però, la G.D. non è OBBLIGATA al ritiro del vecchio pneumatico per lo smaltimento differenziato, e succede che molta gente va dal gommista per montare gratis le nuove gomme comprate scontate al centro commerciale, al che il gommista gli dice:"per lo smaltimento delle vecchie gomme sò 10 euri" (e badate che lui non ci guadagna niente) e molta gente gli risponde "nun te preoccupà, me le smaltisco da solo..."
avete mai fatto caso che siamo ormai circondati da decine e decine di pneumatici abbandonati ogni dove (con buona pace dei verdi...)
mentre se compri le gomme dal gommista, lo smaltimento pneumatici te lo propone come sconto...
stesso discorso per l'olio per il motore...
non crediate che con l'aspirina da pianeta saremo piu' ricchi: la differenza di prezzo non sarà poi abissale, i farmacisti che lavoreranno li' (probabilmente saranno i farmacisti licenziati dalle farmacie che calando il volume d'affari non possono piu' tenerseli...) saranno sempre dei farmacisti dimezzati nella loro professionalità perchè non hanno preso una laurea per vendere solo farmaci da banco,in piu' dovranno sottostare alle logiche del mercato e magari saranno anche assunti sempre in modo precario, a differenza delle farmacie dove anche se sei un dipendente, il titolare ha tutto l'interesse a tenerti,dopo che ti ha insegnato a lavorare...
la salute,poi non deve seguire regole commerciali,non è un profitto,ma un bene di tutti...
e se state male di notte,sappiate che c'è sempre una farmacia di turno,non un centro commerciale aperto,infatti loro vogliono solo il meglio,ossia i farmaci da banco, mica vogliono stare a combattere con ricette e prescrizioni mediche e turni di notte... per arricchirsi senza fatica...
diamogli pure la benzina, cosi' chiuderanno tanti piccoli benzinai...
Messaggio del 26-07-2006 alle ore 15:42:19
Jinx sono d'accordo per la benzina nei centri commerciali, ma l'elettricità ed il gas pè l'amore di ddio lasciamoli così come sono
non perchè non sono favorevole alle liberalizzazioni ma perchè immagino il macello e le mafie che succederebbero con relativa formazione di "cartelli" e conseguente prezzo omologato per tutti (vedi assicurazioni...)
Senza contare i disservizi allucinanti e le relative "bollette pazze" sempre più frequenti (vedi caso bollette della SASI per l'acqua).
E poi statti tranquillo che i prezzi NON CALANO col libero mercato
Messaggio del 26-07-2006 alle ore 10:47:30
spero sia il primo passo verso l'abolizione di tutti gli ordini.
perchè se mi laureo in farmacia non posso aprire una farmacia a mie spese?!
Messaggio del 26-07-2006 alle ore 08:52:51
Ma che cavolo di liberali siete?
Ma lo sapete che i " farmaci da banco" si vendono liberamente in tutto il mondo?
Sembra, invece, che, per voi, sia un problema di vita o di morte.
Le multinazionali non "fregano" soli i poveri-milionari "speziali"(indipendendemente dalla vendita delle supposte al supermercato) ma "SI FREGANO" anche le autostrade, le acque, le distribuzioni alimentari...
Ma a voi interessa solo questa piccolezza, solo "lu farmacist".
Penso che più che liberali voi siate conservatori. Eh?
Messaggio del 25-07-2006 alle ore 22:17:32
Sono obbligato per legge a dartele, ed è questo che andrebbe cambiato, e sono deontologicamente obbligato, sempre che questo significhi ancora qualcosa, ad avvisarti di tutti i possibili rischi e di eventuali interazioni con altri farmaci che prendi. Tu pensi che un neo-laueato che lavora in un supermercato e non ha mai visto le avvertenze di un anticoagulante, ti offra le stesse garanzie?
Messaggio del 25-07-2006 alle ore 22:04:40
la questione è abbastanza articolata. il problema, come diceva la collega bonnie, non è supermercato sì, supermercato no, ma stabilire cosa si può vendere liberamente senza limitazioni e cosa no. Esempio: in Inghilterra, paese che, correggetemi se sbaglio, ha, in Europa, uno dei tassi di liberalizzazioni più elevati, se vuoi comprare della tachipirina in farmacia (è in vendita solo lì), te ne danno solo una scatola: il paracetamolo, infatti, è un farmaco epatotossico e sono noti svariati casi di intossicazione, anche volontaria. Negli Usa l'aspirina la si può acquistare in confezioni famiglia al gusto di banana, fragola, fico d'india e quattro stagioni: guarda caso, negli Usa c'è un'incidenza di malattie iatrogene, cioè derivate dall'abuso o dall'uso non necessario di farmaci, spaventosa. Ben venga la libera vendita, anche senza la presenza del farmacista, di fermenti lattici, sali minerali e tantum verdi vari, che pure se ti ci fai il bagno non ti fanno male, però per il resto ci andrei più cauto. In Italia il prezzo degli OTC è alto...verissimo: essendo deciso liberamente dalle industrie farmaceutiche, non capisco perchè non si intervenga direttamente alla fonte. Sul resto del decreto, riguardante le farmacie (riduzione dei tempi di ereditabilità e ingresso di società, pur con limitazioni) e non, poco o nulla da dire,anzi. Fa tristezza sentire la moglie di Bersani, farmacista comunale, dire che ora fa praticamente solo la commessa mentre un farmacista in un supermercato ha la possibilità di espletare veramente la sua professionalità...
------------ Editato da Nick il 25/07/2006 alle 22:25:29
Messaggio del 25-07-2006 alle ore 20:09:04
Caro eye, devi sapere che la riforma è stata fatta solo x il bene delle multinazionali e, credimi, purtroppo chi ci guadagnerà saranno solo le grosse industrie a discapito del povero cittadino; i farmacisti c'entrano ben poco.
Per quanto riguarda la categoria, ti faccio presente che sono tutti d'accordo nel far entrare i medicinali negli autogrill come nei supermercati.La federfarma ha proposto già di stilare una lista dei farmaci che potranno essere venduti OVUNQUE e non SOLO negli ipercoop come qualcuno vorrebbe,ma dappertutto....porti, aeroporti, tabaccai...ripeto OVUNQUE.
Purtroppo, e non ne faccio una questione di governo, tutte queste belle proposte sono state bocciate e vogliono far passare il decreto cosi' com'è.
Non aggiungo altro.
Messaggio del 25-07-2006 alle ore 19:56:14
aspè aspè non vorrei passare x illiberale io!
le "caste" sono d'accordo che non dovrebbero esistere! quando parlo di meritocrazia parlo di questo!
tutti dovrebbero essere messi nelle condizioni di partire dal via x vincere una gara!
quindi non mi piace che il figlio del notaio sia avvantaggiato se vuole diventarlo , cosi come il farmacista , cosi come il figlio dell'operaio dell'italsider o della fiat!
Però non ho capito perchè le farmacie possono vendere i prodotti dei supermercati e i supermercati non possono vendere farmaci da banco, l'aspirina e similaria
che sarebbe come dire che siccome l'ingegnere può fare il lavoro del geometra, il geometra può fare il lavoro dell'ingegnere...
Messaggio del 25-07-2006 alle ore 16:32:20
Just ma quale benetton, in realtà chi si avvantaggerà delle liberalizzazioni saranno le multinazionali del farmaco, aziendine che la Benetton se la comprano in 3 minuti.
Però non ho capito perchè le farmacie possono vendere i prodotti dei supermercati e i supermercati non possono vendere farmaci da banco, l'aspirina e similaria
Messaggio del 25-07-2006 alle ore 16:27:14
non x fare l'avvocato del diavolo , ma la prima azienda che ha chiesto di poter mettere il banco farmacia è la "autogrill spa"
Profilo di AUTOGRILL SPA
Il gruppo controllato al 56.7% dalla famiglia Benetton, tramite la Edizione Holding, rappresenta il primo operatore europeo nella ristorazione commerciale al servizo di chi viaggia e si colloca ai vertici del quick service restaurant dietro Mc Donald’s: operativo in Italia con i marchi Autogrill, Spizzico, Ciao, Acafe e con la gestione in franchising della catena Burger king e fortemente presente sul mercato europeo, il gruppo ha ulteriormente allargato le prospettive di crescita attraverso l’acquisizione del 100% della Host Marriott Services e della svizzera Passaggio. Il gruppo opera principalmente sui mercati europero (43%), svizzero (5%), e americano (51%).