Cultura & Attualità
San Guinefort
Messaggio del 21-04-2008 alle ore 21:18:18
Eh, ci hai tutta la mia comprensione...
Eh, ci hai tutta la mia comprensione...
Messaggio del 21-04-2008 alle ore 19:48:26
Eh già!
Sole l'asene n'mpò diventà cavalle!
Eh già!
Sole l'asene n'mpò diventà cavalle!
Messaggio del 21-04-2008 alle ore 19:15:38
Ce stanno tanti somari che vengono acclamati dottori a furor de popolo e senza na laurea, figurati se 'n cane non po' diventa' santo cor beneplacito de l'ignoranti
Ce stanno tanti somari che vengono acclamati dottori a furor de popolo e senza na laurea, figurati se 'n cane non po' diventa' santo cor beneplacito de l'ignoranti
Messaggio del 21-04-2008 alle ore 17:52:41

Fanculo

Fanculo
Messaggio del 21-04-2008 alle ore 17:22:53
per mordere il padrone?
per mordere il padrone?
Messaggio del 21-04-2008 alle ore 16:51:29
Dopo questa lettura, ho buone possibilità di far diventare santo il mio cane...
Dai popolo, fatemi diventare santo pure il mio cane.
Per i miracoli sono 200 euro.
Per toccarlo 100.
Dopo questa lettura, ho buone possibilità di far diventare santo il mio cane...
Dai popolo, fatemi diventare santo pure il mio cane.
Per i miracoli sono 200 euro.
Per toccarlo 100.
Messaggio del 21-04-2008 alle ore 16:07:34
Messaggio del 21-04-2008 alle ore 16:01:53
Eccovi un santo singolare, San Guinefort. E' singolare perché questo santo è proprio un cane in carne ed ossa. A onor del vero di San Guinefort ce ne sono due, uno umano (martirizzato a Pavia) e l'altro cane (un levriero vissuto in Francia poco più a nord di Lione); ma quello di cui vogliamo parlare è il cane. Questo raccolse intorno a sé una gran moltitudine di devoti, soprattutto madri che chiedevano protezione per i loro figli. Il suo culto si estese così tanto che la chiesa ad un certo punto dovette intervenire per vietarlo perchè, giustamente, ritenuto irriverente per la cristianità e pagano. Fatto sta che per molta gente della regione francese di Dombes questo levriero è stato oggetto di una lunga e fervida venerazione. Ecco brevemente la sua storia così come la riporta la tradizione popolare.
Guinefort era il cane da caccia di un cavaliere. Quando un giorno questi si allontanò dal suo castello, lo lasciò a guardia del suo figliolo infante che riposava nella culla. Ad un tratto un grosso serpente si infilò nella camera del fanciullo, ma il pronto intervento di Guinefort che mise a morte il serpente scongiurò il pericolo per il bambino. Nel trambusto che ne derivò la culla si rovesciò e coprì il bimbo che continuò pacificamente il suo sonno.
Di ritorno il cavaliere, alla vista della culla rovesciata e del cane insanguinato dai morsi del serpente, si scagliò contro Guinefort e lo uccise convinto che fosse stato lui ad uccidere il fanciullo, poi ne scaraventò il corpo nel cortile. Tornato in camera si accorse però che il piccolo era indenne sotto la culla e da parte giaceva il corpo straziato del serpente. Capì allora che le cose erano andate diversamente da come le aveva immaginate e che il povero Guinefort era stato ingiustamente punito. Tornò quindi da lui e lo seppellì con tutti gli onori. La tomba del cane divenne poi un luogo di pellegrinaggio della gente del contado e Guinefort fu acclamato santo per volontà del popolo.
Eccovi un santo singolare, San Guinefort. E' singolare perché questo santo è proprio un cane in carne ed ossa. A onor del vero di San Guinefort ce ne sono due, uno umano (martirizzato a Pavia) e l'altro cane (un levriero vissuto in Francia poco più a nord di Lione); ma quello di cui vogliamo parlare è il cane. Questo raccolse intorno a sé una gran moltitudine di devoti, soprattutto madri che chiedevano protezione per i loro figli. Il suo culto si estese così tanto che la chiesa ad un certo punto dovette intervenire per vietarlo perchè, giustamente, ritenuto irriverente per la cristianità e pagano. Fatto sta che per molta gente della regione francese di Dombes questo levriero è stato oggetto di una lunga e fervida venerazione. Ecco brevemente la sua storia così come la riporta la tradizione popolare.
Guinefort era il cane da caccia di un cavaliere. Quando un giorno questi si allontanò dal suo castello, lo lasciò a guardia del suo figliolo infante che riposava nella culla. Ad un tratto un grosso serpente si infilò nella camera del fanciullo, ma il pronto intervento di Guinefort che mise a morte il serpente scongiurò il pericolo per il bambino. Nel trambusto che ne derivò la culla si rovesciò e coprì il bimbo che continuò pacificamente il suo sonno.
Di ritorno il cavaliere, alla vista della culla rovesciata e del cane insanguinato dai morsi del serpente, si scagliò contro Guinefort e lo uccise convinto che fosse stato lui ad uccidere il fanciullo, poi ne scaraventò il corpo nel cortile. Tornato in camera si accorse però che il piccolo era indenne sotto la culla e da parte giaceva il corpo straziato del serpente. Capì allora che le cose erano andate diversamente da come le aveva immaginate e che il povero Guinefort era stato ingiustamente punito. Tornò quindi da lui e lo seppellì con tutti gli onori. La tomba del cane divenne poi un luogo di pellegrinaggio della gente del contado e Guinefort fu acclamato santo per volontà del popolo.
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