Cultura & Attualità
Salvo D'Acquisto
Messaggio del 20-09-2005 alle ore 17:24:16
Una cassa, soldati nazisti che vi rovistano dentro, lo scoppio di una bomba: un morto, due feriti gravi. Una prova di imperizia o una fatalita', tragica ma comune in piena guerra. Assolutamente non comune fu, pero', la reazione della Wehrmacht. E, soprattutto, la scelta estrema del sacrifico offerto da un giovanissimo vicebrigadiere dei carabinieri, Salvo D'Acquisto, 22 anni, napoletano, assegnato alla stazione di Torrimpietra, estrema periferia romana lungo l'Aurelia.
Il 22 settembre 1943, l'esplosione coglie di sorpresa i tedeschi, accasermati nella Torre di Palidoro, dove la campagna e' bagnata dal mare. L'incidente viene, per motivi politici e militari, subito tramutato in attentato e, di conseguenza, scatta la rappresaglia. Il giorno dopo, sono 22 le persone del posto rastrellate dall'esercito tedesco, mentre due soldati si presentano alla locale stazione dei carabinieri di Torrimpietra: cercano il comandante, assente; prelevano a forza il vicebrigadiere Salvo D'Acquisto che, in quel momento, lo sostituisce.
La messinscena e' gia' pronta. Al giovane cc viene chiesto di indicare il colpevole del presunto attentato. Non c'e', ovviamente, ma si cerca comunque un 'capro espiatorio'. D'Acquisto non ci sta e non accetta intimidazioni: spiega che sono tutti innocenti, ma la risposta non piace ai nazisti che lo insultano, lo minacciano, lo picchiano, gli strappano la divisa.
Portati tutti nella campagna dove si erge la torre di Palidoro, vengono costretti a scavarsi la fossa. Salvo prende una decisione estrema, risolutiva, ultima: si confessa lui come il colpevole. ''Sono stato io''. Chiede la liberazione degli ostaggi, che fuggono increduli e terrorizzati, mentre il giovane carabiniere offre il petto ai fucili tedeschi, al grido di ''Viva l'Italia!''.
tanto di onore!
informatevi prima di scrivere cazzate!
Una cassa, soldati nazisti che vi rovistano dentro, lo scoppio di una bomba: un morto, due feriti gravi. Una prova di imperizia o una fatalita', tragica ma comune in piena guerra. Assolutamente non comune fu, pero', la reazione della Wehrmacht. E, soprattutto, la scelta estrema del sacrifico offerto da un giovanissimo vicebrigadiere dei carabinieri, Salvo D'Acquisto, 22 anni, napoletano, assegnato alla stazione di Torrimpietra, estrema periferia romana lungo l'Aurelia.
Il 22 settembre 1943, l'esplosione coglie di sorpresa i tedeschi, accasermati nella Torre di Palidoro, dove la campagna e' bagnata dal mare. L'incidente viene, per motivi politici e militari, subito tramutato in attentato e, di conseguenza, scatta la rappresaglia. Il giorno dopo, sono 22 le persone del posto rastrellate dall'esercito tedesco, mentre due soldati si presentano alla locale stazione dei carabinieri di Torrimpietra: cercano il comandante, assente; prelevano a forza il vicebrigadiere Salvo D'Acquisto che, in quel momento, lo sostituisce.
La messinscena e' gia' pronta. Al giovane cc viene chiesto di indicare il colpevole del presunto attentato. Non c'e', ovviamente, ma si cerca comunque un 'capro espiatorio'. D'Acquisto non ci sta e non accetta intimidazioni: spiega che sono tutti innocenti, ma la risposta non piace ai nazisti che lo insultano, lo minacciano, lo picchiano, gli strappano la divisa.
Portati tutti nella campagna dove si erge la torre di Palidoro, vengono costretti a scavarsi la fossa. Salvo prende una decisione estrema, risolutiva, ultima: si confessa lui come il colpevole. ''Sono stato io''. Chiede la liberazione degli ostaggi, che fuggono increduli e terrorizzati, mentre il giovane carabiniere offre il petto ai fucili tedeschi, al grido di ''Viva l'Italia!''.
tanto di onore!
informatevi prima di scrivere cazzate!
Nuova reply all'argomento:
Salvo D'Acquisto
Registrati
Mi so scurdate la password
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui
