Cultura & Attualità

Ragazzi nemici
Messaggio del 04-08-2004 alle ore 10:01:40
a scuola di pace
Giovani israeliani e palestinesi insieme in un progetto della provincia di Roma

Un cartoncino blu sul quale è attaccato un sole e delle nuvole, c'è scritto «Ciascuno vede una forma diversa nella stessa nuvola». È uno dei tanti disegni dei ragazzi e ragazze israeliani e palestinesi tra i 15 e i 18 anni, protagonisti del progetto `Il cielo diviso' svoltosi nei giorni scorsi nel centro di formazione professionale di Marino su iniziativa della vicepresidente della provincia di Roma, Rosa Rinaldi, che ha voluto fortemente questo progetto di educazione alla pace perché «il mio pensiero costante era di costruire ponti di pace da contrapporre ai muri della sofferenza e dell'odio, perché deve sempre prevalere la forza della ragione e non la ragione della forza». Una prima esperienza degli effetti dell'occupazione per la popolazione palestinese, la delegazione israeliana dell'associazione Reut-Sadaka (amicizia), l'ha avuta nella lunga attesa causata dalle infinite difficoltà incontrate dalla delegazione palestinese dell'associazione Kufia nel raggiungere Amman per arrivare a Roma. Quando finalmente le delegazioni si sono incontrate, sembrava essersi creata una situazione in cui i gruppi, ormai strutturati ed affiatati al proprio interno, non si sarebbero mai incontrati davvero. Nonostante tutto, dopo indubbie difficoltà iniziali, i due gruppi alla fine si sono fusi in un unico insieme, abbattendo quel muro invisibile che divide palestinesi e israeliani più del mostro di cemento alto otto metri, ora dichiarato illegale dalla Corte internazionale di giustizia.

Tra i workshops di dialogo per la risoluzione dei conflitti, un'intera giornata è stata dedicata proprio all'udienza di un tribunale. Con grande serietà ragazzi e ragazze hanno esposto le ragioni della propria parte ai cinque giudici (due israeliani ebrei, due palestinesi dei territori occupati, un palestinese con nazionalità israeliana), riproducendo in quel momento gli schieramenti dei «grandi», ma con una differenza significativa: una volta riscontrata l'inconciliabilità di schieramenti netti e contrapposti, hanno iniziato a trattare per trovare una soluzione negoziata.

Difficile descrivere in poche righe tutte le fasi del processo che alla fine ha prodotto fiducia, dialogo e amicizia, meglio far parlare i protagonisti: «Ero venuta qui per spiegare che il muro va abbattuto per via delle sofferenze che causa ai palestinesi. Ora ho una ragione in più per essere contro il muro: mi separa dagli amici che ho dall'altra parte» dice Tala di Tulkarem e Hadas di Tel Aviv esclama «Non posso crederci, è bellissimo! Ora ho amici a Tulkarem!»

Sembrerà poco di fronte al disastro quotidiano, ma ora ci sono 18 ragazzi e ragazze che dall'altra parte del muro hanno una persona cara, per i quali un attentato in Israele o un'operazione militare nei territori occupati non saranno mai più una notizia qualsiasi, che si sono incontrati davvero, forse al punto di vedere in una nuvola qualcosa che nonostante il muro che vorrebbe dividere anche il cielo sopra di loro, se non è uguale, ora almeno si assomiglia.

Giovani che grazie a questo incontro hanno creato una di quelle piccole crepe che alla fine quel muro lo faranno cadere davvero.

Nuova reply all'argomento:

Ragazzi nemici

Login




Registrati
Mi so scurdate la password
 
Hai problemi ad effettuare il login?
segui le istruzioni qui

© 2026 Lanciano.it network (Beta - Privacy & Cookies)