Cultura & Attualità
Questione Morale
Messaggio del 28-11-2006 alle ore 21:50:36
In questi giorni ho letto e ascoltato troppe mezze verità in merito a Montesilvano e alla Fira. Mai un discorso logico e che abbia un minimo di coerenza. Molte posizioni inconcludentemente moraliste e troppo poche le sensibilità percepite che hanno chiamato in causa il ruolo dei partiti, il rapporto tra il potere-istituzionale e quello economico.
Io milito nel partito della Margherita, quello nel quale è iscritto anche Enzo Cantagallo e ho cercato di riflettere molto su ciò che è successo a Montesilvano e alla Fira. Accomuno tutti e due i fatti perchè sono accomunabili. Si può parlare in Abruzzo di una questione morale che ritorna sull'agenda politica-istituzionale di coloro i quali fanno riflessioni con valenza collettiva. Perchè è giusto parlare di una questione morale?
Innanzitutto per le dimensioni che si stanno rilevando, per il livello istituzionale che è coinvolto, poi perchè ogni volta che accade una vicenda che coinvolge l'organo della magistratura la politica è convocata a occuparsene, perchè noi non possiamo mai e soprattutto in queste circostanze scommettere sulle virtù personali dei singoli. La politica ha l'obbligo di organizzare collettivamente e con certezza la correttezza di coloro i quali hanno mandati pubblici. A livello nazionale, in qualità di componente dell'assemblea Federale dei Giovani della Margherita, voglio occuparmi da oggi e nel futuro per ciò che mi compete, alla luce dei fatti accaduti, di una riflesione che generi delle iniziative di cambiamento sapendo che le regole non vengono stabilite una volta per tutte ma vengono ripetutamente adeguate.
Oggi si pone in Abruzzo un tema forte di questo tipo e io sono convinto che ci sono le capacità e le qualità che la classe dirigente si AUTORIPENSI e RIPENSI anche il meccanismo di funzionamento delle istituzioni.
In questo caso paradossalmente il partito diventa o il vettore dei comportamenti sbagliati o il limite, l'impedimento ai comportamenti sbagliati, se svolge funzioni, se esiste, con la sua naturale attività di vocazione.Ma il partito cosa deve fare?
SELEZIONARE LE CLASSI DIRIGENTI!!! Le stesse che poi vengono sottoposte al voto, quelle candidabili. Non devono avere le mani libere. Vanno verificate. Se non ci sono verifiche politiche, saltano anche quelle legate ai circuiti istituzionali per via dello snellimento della "procedura", quello che poi rimane ed è l'ultimo controllo è quello PENALE. Quindi auspico un ritorno alla politica, ragionata, pensata, progettata, discussa, con meccanismi di verificazioe fisiologica. Bando all'improvvisazione ritorniamo a parlare di politica nei luoghi più consoni, nelle sezioni e nei circoli.
In questi giorni ho letto e ascoltato troppe mezze verità in merito a Montesilvano e alla Fira. Mai un discorso logico e che abbia un minimo di coerenza. Molte posizioni inconcludentemente moraliste e troppo poche le sensibilità percepite che hanno chiamato in causa il ruolo dei partiti, il rapporto tra il potere-istituzionale e quello economico.
Io milito nel partito della Margherita, quello nel quale è iscritto anche Enzo Cantagallo e ho cercato di riflettere molto su ciò che è successo a Montesilvano e alla Fira. Accomuno tutti e due i fatti perchè sono accomunabili. Si può parlare in Abruzzo di una questione morale che ritorna sull'agenda politica-istituzionale di coloro i quali fanno riflessioni con valenza collettiva. Perchè è giusto parlare di una questione morale?
Innanzitutto per le dimensioni che si stanno rilevando, per il livello istituzionale che è coinvolto, poi perchè ogni volta che accade una vicenda che coinvolge l'organo della magistratura la politica è convocata a occuparsene, perchè noi non possiamo mai e soprattutto in queste circostanze scommettere sulle virtù personali dei singoli. La politica ha l'obbligo di organizzare collettivamente e con certezza la correttezza di coloro i quali hanno mandati pubblici. A livello nazionale, in qualità di componente dell'assemblea Federale dei Giovani della Margherita, voglio occuparmi da oggi e nel futuro per ciò che mi compete, alla luce dei fatti accaduti, di una riflesione che generi delle iniziative di cambiamento sapendo che le regole non vengono stabilite una volta per tutte ma vengono ripetutamente adeguate.
Oggi si pone in Abruzzo un tema forte di questo tipo e io sono convinto che ci sono le capacità e le qualità che la classe dirigente si AUTORIPENSI e RIPENSI anche il meccanismo di funzionamento delle istituzioni.
In questo caso paradossalmente il partito diventa o il vettore dei comportamenti sbagliati o il limite, l'impedimento ai comportamenti sbagliati, se svolge funzioni, se esiste, con la sua naturale attività di vocazione.Ma il partito cosa deve fare?
SELEZIONARE LE CLASSI DIRIGENTI!!! Le stesse che poi vengono sottoposte al voto, quelle candidabili. Non devono avere le mani libere. Vanno verificate. Se non ci sono verifiche politiche, saltano anche quelle legate ai circuiti istituzionali per via dello snellimento della "procedura", quello che poi rimane ed è l'ultimo controllo è quello PENALE. Quindi auspico un ritorno alla politica, ragionata, pensata, progettata, discussa, con meccanismi di verificazioe fisiologica. Bando all'improvvisazione ritorniamo a parlare di politica nei luoghi più consoni, nelle sezioni e nei circoli.
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