Cultura & Attualità

Quanto tira la classe operaia...
Messaggio del 16-05-2008 alle ore 10:09:38
Inchiesta
Quanto tira la classe operaia
La cocaina va a ruba nelle fabbriche tra i più giovani. Prima puntata
Alla Sevel in Val di Sangro un operaio su due consuma sostanze stupefacenti.


Abbiamo iniziato il nostro viaggio alla Sevel di Atessa, Val di Sangro, Abruzzo. Assegneremo nomi di fantasia a molti interlucutori, ragazzi e ragazze che usano sostanze stupefacenti, delegati sindacali che chiedono l'anonimato, operatori delle forze dell'ordine impegnati nell'antidroga. La Sevel è la principale fabbrica italiana della Fiat per numero di addetti dopo Mirafiori. Vi si costruiscono i furgoni Ducato per la multinazionale torinese e per la francese Psa (Peugeot e Cytroen), un prodotto che non sta risentendo della crisi internazionale dell'automobile. Dalla nascita, nel 1980, la Sevel ha progressivamente aumentato la sua capacità produttiva e oggi dà lavoro a 6.500 persone sui tre turni, mattino, pomeriggio, notte, a cui si aggiungono quasi duemila operai di ditte esterne che operano nel perimetro dello stabilimento e migliaia di addetti dell'indotto. Solo in Val di Sangro sono 10 mila le famiglie che vivono di Sevel, tra i 10 e i 15 milioni di euro al mese che rappresentano la principale fonte di reddito della valle. Inutile dire che al peso economico dell'azienda si aggiunge quello politico. Una situazione per molti aspetti analoga a quella determinatasi in Basilicata con l'arrivo della Fiat-Sata. L'azienda procede con assunzioni massicce - ci racconta la nostra guida, il delegato Fiom Antonio Di Tonno - grandi infornate di ragazzi e ragazze diciottenni selezionati alla bell'e meglio. Il bacino primario ormai non è più sufficiente a soddisfare la domanda Fiat e sono sempre più numerose le assunzioni effettuate in tutto il Chietino, il Pescarese, il Molise, la Puglia, la Campania. Età media bassissima, alto turnover perché qui «si fatica sodo»: «I giovani vivono in modo estraniante il rapporto con la fabbrica e il sindacato, per non parlare della politica. Pensano al pallone, alla pizza, alla discoteca. E alla cocaina. C'è chi fa di tutto per non farsi confermare al termine del periodo di prova, così da poter dire ai genitori: "io ho provato, non è colpa mia se non mi hanno preso". Vuoi per questo atteggiamento, vuoi per una diffusione della droga fuori controllo, adesso la Sevel sta assumendo persone un po' più grandi, tra i 25 e i 28 anni». Tanto i delegati quanto un ufficiale dell'antidroga che in fabbrica è di casa, con blitz notturni alla ricerca quasi sempre fruttuosa di sostanze, valutano che un dipendente su due sia coinvolto con maggiore o minore frequenza e dipendenza nel giro della cocaina. Fino a poco tempo fa, dosi massicce di droga venivano trovate negli armadietti degli operai. Ci raccontano di sequestri di molte dosi di coca, di eroina e mattoni fino a un chilo di peso di hashish. In tanti sono stati beccati, ora tutti si sono fatti più accorti.
Il silenzio è d'oro
Non sempre i rapporti delle forze dell'ordine con la sicurezza aziendale sono idilliaci, così ai blitz interni allo stabilimento si aggiungono quelli fuori, a colpo sicuro. Perché tossici e spacciatori sono ricattabili, ed è da loro che arrivano le soffiate a Ps e Cc. E all'azienda, che talvolta utilizza le spiate per poi compromettere gli spioni facendo a sua volta spiate ai i loro compagni di lavoro. Ci sono stati arresti, ma tutto resta sotto traccia, e la stampa, anche quella locale, tace. La Procura si muove con i piedi di piombo, a volte neanche sostiene il lavoro dei Pm che autorizzano l'utilizzo delle cimici nel tentativo di arginare il fenomeno. «In fabbrica - dice Antonio - è saltato l'ordine. E l'azienda, dopo aver lavorato con costanza a neutralizzare il sindacato, ora lamenta la mancanza di un'interlocuzione con noi, nel senso che non siamo più un interlocutore forte di una conoscenza approfondita della fabbrica, degli operai, dei problemi».
Questi giovani operai e operaie sono completamente diversi dalla classe operaia che conosciamo e raccontiamo. I «vecchi» con vent'anni e più di servizio in Sevel, sono furiosi con le nuove generazioni in tuta blu: «Se le cercano, non vogliono fare un cazzo, ti contattano solo per farsi spostare in postazioni migliori. Sono individualisti e non ci rispettano, la droga li ha svuotati dentro. Invece del lavoro - dicono - hanno in testa la cocaina». Su una cosa vecchi e giovani sembrerebbero uniti: votano in maggioranza a destra, per Fini e Berlusconi, o non votano, anche molti di quelli che avevano investito sul governo Prodi e sono rimasti delusi. Anche qualche iscritto ai sindacati, persino un po' di delegati possono votare a destra: «Con la tessera difendono il salario dal padrone, con il voto a destra lo difendono dallo stato che ci massacra con le tasse». «La fabbrica è diventato un supermercato, si vende di tutto: puoi acquistare un motore Alfa, un paracarro, uno stereo, ogni tipo di droga proveniente soprattutto da Napoli attraverso i camionisti che portano in fabbrica componenti e materiale necessario alla produzione dei furgoni. La roba finisce in mano agli spacciatori interni e, di mano in mano, raggiunge tutti i reparti, poi esce dalla fabbrica e arriva nei paesi dove tutti consumano droghe leggere e tanti, forse addirittura l'80%, si fanno di coca, dai 14 ai 40 anni», racconta un addetto alla repressione esterna e ci confermano i ragazzi con cui parliamo, nonché il segretario della Fiom abruzzese, Marco Di Rocco: «Una piaga sociale».
Ma il processo di trasformazione culturale riguarda innanzitutto la fabbrica: ci si fa sulla linea di montaggio, si sniffa nelle pause vicino all'armadietto e al cesso ci si buca. Qualche volta, ci dice un ufficiale, «sono stati beccati dei ragazzi esaltati che facevano l'amore dentro i furgoni che costruiscono». I furti negli armadietti non si contano, «riescono a svuotarne così tanti perché operano in squadre organizzate», ci dice un altro delegato. Ma spariscono anche i sifoni dei bagni, gli specchi. «Tutto per quattro soldi, per un quartino». Il quartino è una dose da un quarto di grammo di coca, con una ventina di euro te la porti a casa o alla catena. Il suo prezzo, da Napoli ad Atessa, può anche triplicare.
Ricatti e minacce
Perché lo fanno? «Perché sono uguali ai loro coetanei che studiano o vivacchiano in paese. Qualcuno - ci dice chi si occupa di droga nel territorio di Lanciano - all'inizio tira coca per reggere un lavoro molto pesante, ma non è questa la motivazione prevalente. Lo fanno soprattutto la notte perché la sorveglianza è minore. E se chi spaccia è ricattabile, i sorveglianti interni non hanno strumenti per intervenire e vengono minacciati». Giulietta e Romeo sono due operai in trattamento da qualche anno al Ser.T. Eroinomani, ora vivono con la loro dose quotidiana di metadone e giurano di esserne fuori. Giulietta ha ereditato un'epatite C dal tempo in cui si bucava, è stata trasferita dalla linea a un posto più umano solo dopo quattro svenimenti. Ora lavora in verniciatura, che non è l'ideale per chi ha il fegato compromesso. Il nostro delegato Fiom si impegna di fronte a noi ad aiutarla a farsi trasferire in un posto compatibile con il suo stato di salute. Questo fanno i delegati, spesso chiamati a «dare una mano» con i capi, per ottenere turni o postazioni migliori: «Mi arrivano in casa - dice Antonio - i genitori di ragazzi finiti nella spirale. Chiedono aiuto». Molti sono giovani con contratti atipici. Si subisce il turno di notte perché sei precario e ricattabile, o lo si sceglie per guadagnare 300 euro in più, o perché «ci si può drogare senza troppe rotture di coglioni». I «pipistrelli» spesso vivono la notte come un «regalo», e lavorano a testa bassa per difenderlo.
Il Ser.T di Lanciano ha 220 utenti, la metà sono operai Sevel. «Non ci si fa per reggere la fatica. Molti arrivano in fabbrica già legati alla coca o all'eroina. All'inizio può darti un po' di carica, se la controlli ti aiuta ma se ne fai un uso eccessivo non riesci più a lavorare. Il fisico regge meglio l'eroina - sostiene Romeo - che dà assuefazione solo psicologica. Con l'ero e poi passando al metadone riesci a fare la tua vita. Con la coca è peggio, 30 euro al giorno per la dose è tutto quello che cerchi. Si sente dire che al montaggio c'è stato qualche caso di ragazze che si prostituivano per tirar su i soldi». Questo è un tabù, anche chi è disposto a raccontarti tutto finge di non sapere, di non aver capito la domanda. Si sa «ma non si dice, sono solo voci che corrono». Corrono in fretta. Ripeti la domanda e allora la risposta è obbligata: «Una volta succedeva, adesso meno e solo a fine mese quando lo stipendio è finito». Rimozione o pudore? Forse entrambe le cose. Giulietta dice di dover ringraziare un capo che l'ha aiutata quando era ridotta molto male e pesava 38 chili: «Ero arrivata a consumare anche 80 euro al giorno per l'eroina, e a quel punto non ti resta che spacciare», se di prostituirti non vuoi sentir parlare. Che cos'è il lavoro per questi ragazzi? Per Romeo «è la cosa principale, mi dà un senso, un'identità» e invece per Giulietta «non è possibile identificarsi con questo lavoro. Se potessi me ne andrei domani. Ma non in un'altra fabbrica, tutto sommato la Sevel è il miglior posto di lavoro in zona. Vorrei fare altro nella vita». E il sindacato? «Ho un buon rapporto, è importante il sindacato. Però - ammette Romeo - raramente partecipo agli scioperi». E Giulietta: «Io non ho rapporti, i miei delegati sono pappa e ciccia col padrone. Solo la Fiom si salva. Però agli scioperi aderisco, almeno a quelli di otto ore così mi risparmio la fatica di andare in fabbrica». Perché vi fate? «Prova tu a vivere in questi paesi, poi lo capisci e ti fai anche tu». Non ha dubbi Giulietta. Ora riesce a vivere decentemente insieme al suo compagno. «Ormai siamo fuori. Ma non dal metadone, quello te lo porti dietro tutta la vita». Romeo non ha rinunciato all'idea di liberarsi anche del metadone, «una volta ci ho provato, forse proverò ancora». Sono due utenti modello, da cinque anni non si bucano e riescono a farsi le vacanze fuori: prima però passano al Ser.T, si portano le dosi quotidiane e poi via, alla ricerca di una vita normale. Con chiunque parli ti senti ripetere che con la cocaina non c'è problema, «puoi smettere quando vuoi». Fatto sta che non smettono. In pochi ammettono di essere tossicodipendenti. Lo raccontano a noi o a se stessi?
La crisi della comunità
L'impressione che si trae da questo primo giro è che la «diversità» operaia sia finita, i giovani in tuta sono uguali a quelli senza perché la fabbrica non è più una comunità, un luogo identitario, di aggregazione. Si condivide una stessa condizione di lavoro ma è più facile mettersi insieme per sniffare che per lottare contro il padrone. La fabbrica è sempre più un luogo di transito per i giovani. E un luogo di consumo, di spaccio.

Loris Campetti, Il Manifesto 13.5.2008






Messaggio del 16-05-2008 alle ore 10:18:41
e con ciò? la novità?
una buona parte di giovani operai che lavorano e prendono un bello stipendiuccio hanno poche spese perchè ancora da mamma e papà.
Le motivazioni del farsi? serve un inchiesta? credo di no....
Loro scelte..."male in polvere".
Messaggio del 16-05-2008 alle ore 10:30:47
Ki, non hai scritto cosa ne pensi
Messaggio del 16-05-2008 alle ore 13:01:18
Guardatevi "La voce della luna" di Fellini e capirete tante cose.
Messaggio del 16-05-2008 alle ore 14:05:08
Beh la coca fa pendant con i pantaloni con la scritta Rich sul culo, le auto con gli alettoni e gli occhiali stile cicat di urton, che a sua volta fanno tanto tronista.

La classe operaia strafatta in paradiso
Messaggio del 16-05-2008 alle ore 14:43:35
Ho letto il post. Dall'inizio alla fine.

Mi sembra l'ennesima esagerazione in materia.

un operaio su due. Porca troia!

Ma chi li spara ssi numeri???

Il problema c'è, e sicuramente è in aumento questa "moda", ma dire che il 50% si droga... echecazzo.

Ah, ma per droga intendiamo anche il caffè e le sigarette???
Ok, allora ci posso pure stare.
Messaggio del 16-05-2008 alle ore 15:44:07
Malgrado scritta da quel mezzo fogliaccio comunista credo a questa cosa.Potrei,visto che non ho cuore fregarmene ma invece sono preoccupato e riflessivo.Ho letto per bene l'articolo,mi sembra senza enfasi politica e molto lineare,veritiero.
Rifletto.................
Messaggio del 16-05-2008 alle ore 20:41:35
La classe operaia, Compagni è all'attacco
Stato e Padroni fate attenzione
nasce il PArtito dell'insurrezione


Franco Piperno e Tony Negri ci avevano preso
Messaggio del 16-05-2008 alle ore 20:54:10
Uana,io direi che è di più,alme 2 su 3
Messaggio del 17-05-2008 alle ore 00:32:08
ho visto il video ora su cameramobile....

una vita di merda ,un lavoro di merda....cosi hanno detto...

Tirano e scopano li dentro...



se non gli va bene questo lavoro possono benissimo zappare la terra...



a volte vorrei che la Sevel sparisse da quella zona..poi voglio vedere cosa tirano...e sopratutto con che cazzo si comprano le cose elencate da Dean Corso


visto che per strada neanche le strisce pedonali ci sono







Messaggio del 17-05-2008 alle ore 09:20:49

a volte vorrei che la Sevel sparisse da quella zona



Non è detto che entro 2017 non succeda
Messaggio del 17-05-2008 alle ore 14:25:22
sarebbe bello Dean,pensaci su e capirai anche tu che sarà un bene,sotto tutti i punti di vista
Messaggio del 17-05-2008 alle ore 16:49:28
Oggi ho visto due operai, uno con l'Audi TT ultimo modello cabrio e un altro con una nuovissima Alfa 157 mi pare...
Sto fresco io a fare il libero professionista
Messaggio del 17-05-2008 alle ore 16:54:57
Anvedi, a me fa sangue la macchina te'
Messaggio del 17-05-2008 alle ore 17:47:34
Dean speriamo che entro il 2017 riescono a pagare le loro MAcchine
Messaggio del 17-05-2008 alle ore 18:36:58
La bomba è scoppiata!!!
Delegati sindacali, operai (sia i tossici che le prostitute) e la stessa azienda, stanno intraprendendo le vie legali per denunciare il giornalista che ha firmato il il pezzo....
In fabbrica girano migliaia di fotocopie dell'articolo,ed è caccia alle maestranze ed ai sindacalisti che hanno rilasciato le dichiarazioni in questione.
Naturalmente da parte di queste persone,partono smentite su quanto dichiarato....
Messaggio del 17-05-2008 alle ore 21:07:52
In effetti, quando dovrò cambiare macchina avrò seri problemi, dovrò prendermi un'auto d'epoca
Messaggio del 17-05-2008 alle ore 21:42:51
Non è partita nessuna caccia al delegato ed alle maestranze che hanno rilasciato quell'intervista schock.

La responsabilità sappiamo tutti di chi è, la smentita sul "Il Centro" di ieri non è bastata a calmare gli animi dei lavoratori e delle lavoratrici che con sacrificio si alzano alle 4 la mattina, alcuni anche alle 3, per andarsi a guadagnare la giornata.
Se smentita deve essere, beh questa deve essere fatta sulle stesse pagine dove è stato pubblicato l'articolo infamante.
Quello riportato dal quotidiano nazionale "Il Manifesto" è solo frutto di una mente malata e di attacco verso tutte quelle persone che con dignità e spirito di sacrificio portano avanti le loro famiglie.
Il problema è serio, è innegabile che esiste; ma portarla alle proporzioni di quelle esposte dal quotidiano in questione non offende solo la dignità di tutti coloro che vi operano in Sevel, è calunnioso anche per tutta la vallata del Sangro se non della Regione stessa visto che tali dichiarazioni inevitabilmente andranno a ripercuotersi sull'economia locale essendo diventato un problema nazionale.
Provate a vedere un pò cos'ha scritto lo stesso giornalista di concerto con la stessa organizzazione sindacale riguardante l'inchiesta sulla Sata di Melfi uscita sempre sullo stesso quotidiano ieri 16 maggio, due giorni dopo quello di Sevel.

inchiesta Sata di Melfi

Sarà un caso che un mese fa sulle pagine de "Il Sole 24 Ore" in un'intervista fatta ad alcuni operai davanti ai cancelli della Sevel uscì un articolo dal titolo "La Fabbrica che vota PDL"?





Vendetta verso gli operai italiani per aver rimandato a casa quella sinistra che tanto ci ha massacrato?

Mi auguro davvero che non sia così altrimenti c'è veramente da preoccuparsi...... e non poco
Messaggio del 17-05-2008 alle ore 21:45:38

il fatto di farsi na bottarella in fabbrica mi pare positivo...
Messaggio del 17-05-2008 alle ore 21:46:31
ops....

Messaggio del 17-05-2008 alle ore 21:48:11
vabbè l'articolo de "Il Sole 24 Ore" sta nella mia gallery..... qui non me lo fa inserire ufffff
Messaggio del 17-05-2008 alle ore 21:49:34
la droga gira in tutte le parti, in tutti gli ambienti, non solo alla sevel...direi che hanno esagerato per fare notizia!!!
e poi sono convinto che il 6.500 persone che lavorano li, una bassa percentuale ne fa uso!!!
a volte sti giornalisti....
Messaggio del 17-05-2008 alle ore 22:36:15
quoto divo



Messaggio del 17-05-2008 alle ore 22:46:33


Messaggio del 18-05-2008 alle ore 07:58:07
La responsabilità sappiamo tutti di chi è
_________________________________

...é di chi va a lavorare sotto l'effetto degli stupefacenti,mettendo a rischio la propria incolumita',e quella dei colleghi.....
...e incautamente rilascia dichiarazioni scellerate,pensando di parlare con un giornalista di "Topolino".
Messaggio del 18-05-2008 alle ore 08:45:23
Vendetta, una delle facce della sinistra dura a morire...del resto la vendetta è stata il sentimento trainante della nostra costituzione
Messaggio del 18-05-2008 alle ore 10:14:15

...e incautamente rilascia dichiarazioni scellerate,pensando di parlare con un giornalista di "Topolino".



Premetto che i lavoratori intervistati hanno parlato della loro esperienza personale tra droga e lavoro, quindi senza dare addosso più di tanto al resto delle maestranze.

Prova a farti dire al tuo amico "Tettomane" come sono arrivati a farsi intervistare quelle maestranze che figurano nell'articolo, sono sicuro che lui saprà darti delucidazioni che noi della Sevel attendiamo ancora.

La buonanima di Berlinguer si starà rivoltanto nella tomba.
Messaggio del 18-05-2008 alle ore 11:40:45
Abram..lasciamo perdere il discorso della droga...ma anche quella delle trombate...saranno anche in minima parte...certo ..sappiamo che le notizie si gonfiano ma una cosa è sicura,da quello che vedo e sento..tutti quelli che dicono sempre .."esse..mo vaje à quella fabbrica di merda..."...

vorrei che andasse via questa fabbrica appunto per questa gente...cosi non rimane altro che mangiare la merda che trova per strada e non il pane che gli dà...
Messaggio del 18-05-2008 alle ore 12:09:30
In Sevel c'è lo spaccio ed il consumo di droga, c'è chi qualche scellerato/a rischia il posto di lavoro per una trombata........... come dice Abram, che condivido in pieno, in ogni ambiente ci solo le mele marce (se così vogliamo definirle)........... ma da qui a dire che 1 su 2 è identificato in queste cose è vergognoso soprattutto se certe dichiarazioni vengono fatte da chi tra virgolette "dovrebbe salvaguardare la dignità di ogni lavoratore" indistintamente dal pensiero politico sindacale che ognuno ha.


vorrei che andasse via questa fabbrica appunto per questa gente...cosi non rimane altro che mangiare la merda che trova per strada e non il pane che gli dà...




Ti assicuro che questa gente è la millesima parte di chi lavora lì dentro, non credo che tutti quelli che hai sentito e visto abbiano esternato questo tipo di rigetto, in momenti particolari capita anche a me fare questo tipo di affermazione, ma ti ripeto si tratta solo di rari casi di incazzatura verso il sistema.

Personalmente non mi augurerei mai che questa fabbrica conoscesse momenti di crisi visto che, com'è stata definita in qualche articolo locale qualche settimana fa, la principale economia trainante per la nostra regione è proprio la zona industriale della Val di Sangro che tra Sevel, Honda e tutto l'indotto che ne deriva, danno da vivere a più di 10.000 famiglie............famiglie, non persone

Quindi evitate di strumentalizzare anche certe affermazioni che vengono fatte in certi contesti.
Messaggio del 18-05-2008 alle ore 13:29:40
Sta di fatto che entro il 2017 deve essere rinnovata la joint venture tra Fiat e PSA e qualcuno mi deve ancora spiegare qual'è il vantaggio co0mpetitivo della Val di SANGRO rispetto alla valle del Mekong, visto che negli anni 70 erano previste sovvenzioni pubbliche che oggi sono impossibili.
Per quanto riguarda il caso in esame, l'ipocrisia la fa da padrone, cosa succede in Sevel, e nond a adesso lo sanno anche le pietre.
Messaggio del 18-05-2008 alle ore 13:38:07
SeS...molti non ancora capiscono che da anni quella zona offre da mangiare a 10000 famiglie(come hai detto tu)...con o senza la droga...con i leccaculo e non...ecc. ecc. ecc.

Messaggio del 18-05-2008 alle ore 15:55:04
ma 1000 e passa furgoni a lu jorne...

addò cazze va a finì ??
Messaggio del 18-05-2008 alle ore 16:01:21
in tutto il mondo uana
Messaggio del 18-05-2008 alle ore 22:55:59
Prova a farti dire al tuo amico "Tettomane" come sono arrivati a farsi intervistare quelle maestranze che figurano nell'articolo, sono sicuro che lui saprà darti delucidazioni che noi della Sevel attendiamo ancora.
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Perchè non lo chiedi tu a lui?
Se hai qualche rospo da sputare, abbi il coraggio di uscire allo scoperto...
Saluti
Messaggio del 19-05-2008 alle ore 19:15:00

Perchè non lo chiedi tu a lui?
Se hai qualche rospo da sputare, abbi il coraggio di uscire allo scoperto...



Ho notato che ti si è accesa la coda, sinceramente mi sto chiedendo ancora per quale motivo.

L'averti detto di chiederlo a lui, era riferito solo ed esclusivamente al fatto che lui oggi sta a capo di una struttura provinciale; e come tale, per quanto possa sembrare assurdo, non posso credere che nello stesso articolo figurano interventi di questa struttura alternate da quelle degli operai senza che tra di loro sapessero di essere intervistati per lo stesso problema.

Mah!!!

E poi uscire allo scoperto per cosa?
Per aver dato una mia analisi personale sulle vicende che inevitabilmente si sta portando dietro questa storia?
Non è che ho centrato l'obiettivo?


Vabbè..... alla prossima puntata
Messaggio del 20-05-2008 alle ore 19:37:35
Messaggio del 21-05-2008 alle ore 14:21:55
Porco due...

quindi niente 50% di drogati????

Echecazzo.... avè appena fatto domanda....
Messaggio del 21-05-2008 alle ore 23:08:44

Nuova reply all'argomento:

Quanto tira la classe operaia...

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