Cultura & Attualità
Quale futuro per i neodottori?
Messaggio del 23-01-2006 alle ore 14:29:18
Criticare la riforma del 3+2 negli ultimi tempi è diventato come sparare sulla Croce rossa. È troppo presto per fare un bilancio, però bisogna ammettere che al di fuori degli atenei l’accoglienza riservata alle lauree triennali è piuttosto freddina.
Appena cinque mesi fa quasi 335 mila giovani sono arrivati alla laurea di primo livello e si sono guadagnati il fatidico titolo di “dottore”. Il 3+2 ha certamente degli obiettivi ambiziosi, mirando ad aumentare il numero di laureati e riducendo la durata dei loro studi. Oggi ci si laurea in media a 27 anni e oltre la metà degli studenti si laurea in corso (175 mila su 335 mila).
Ma quale futuro aspetta questi neodottori quando si lasciano alle spalle la soglia della facoltà? Gli esperti di mercato del lavoro (e anche i primi dati sulle assunzioni) confermano che i laureati triennali sono visti come “super-diplomati”. Personale altamente specializzato in una materia, ma al quale manca la piena formazione e la maturità che ci vogliono per assumere responsabilità direttive. Se la maturità si può acquisire col tempo (ricordiamo che un laureato triennale in corso esce dall’università a 21/22 anni), per la formazione è necessario sudare ancora qualche anno sui libri. È il paradosso di una riforma che veniva propagandata come il definitivo avvicinamento dell’università alle esigenze produttive delle imprese.
Le cose non vanno meglio nel settore pubblico. Una recente circolare del Ministero della Funzione Pubblica, infatti, stabilisce che i laureati triennali non possono partecipare alle selezioni della Scuola superiore della pubblica amministrazione, e quindi non possono ambire alla dirigenza.
L’ultima tegola riguarda l’accesso al mondo delle professioni. In tema di accesso agli ordini professionali per i laureati triennali, la norma di riferimento è il DPR 5 giugno 2001 n. 328, “Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti”.
Le professioni considerate dal DPR 328/2001 sono: dottore agronomo e dottore forestale, agrotecnico, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, geometra, ingegnere, perito agrario, perito industriale, psicologo. Il DPR 328/2001 prevede, all’interno degli albi professionali, l’istituzione di 2 sezioni distinte in ragione del titolo di studio: la sezione A destinata ai possessori di laurea specialistica, e la sezione B destinata ai possessori di laurea triennale.
Prendiamo il caso degli ingegneri. Le facoltà di ingegneria anticiparono la riforma rispetto alle altre e quindi si dispone di qualche dato di confronto. Il DPR 328/2001 prevede che ai così detti “ingegneri junior” possano essere affidate «la progettazione, la direzione dei lavori, la vigilanza, la contabilità e la liquidazione relative a costruzioni civili semplici, con l'uso di metodologie standardizzate», oppure ancora «le attività che implicano l'uso di metodologie standardizzate». Ma cos’è un progetto semplice? Cos’è una metodologia standardizzata? In altre parole, come sapere se un ingegnere junior è o non è abilitato a firmare un certo progetto?
Questa incertezza scoraggia i committenti dall’affidarsi ad ingegneri junior, per evitare il rischio di vedersi bocciato il progetto in quanto firmato da una persona priva di titolo. Ma scoraggia anche i giovani ingegneri ad iscriversi alla sezione B dell’albo: dalle 2004 unità del 2002 sono scesi alle 1661 unità del 2004.
In conclusione, la laurea triennale come canale d’accesso al mondo delle professioni sembra lontana dai successi cui ambiva. La stragrande maggioranza dei laureati di primo livello sembra decisa a evitare il problema, se è vero che il 70% non si ferma al titolo triennale ma si iscrive alla laurea specialistica.
Gino Rincicotti
non so voi....ma io da laureata quadriennale leggo queste cose e gioisco
Criticare la riforma del 3+2 negli ultimi tempi è diventato come sparare sulla Croce rossa. È troppo presto per fare un bilancio, però bisogna ammettere che al di fuori degli atenei l’accoglienza riservata alle lauree triennali è piuttosto freddina.
Appena cinque mesi fa quasi 335 mila giovani sono arrivati alla laurea di primo livello e si sono guadagnati il fatidico titolo di “dottore”. Il 3+2 ha certamente degli obiettivi ambiziosi, mirando ad aumentare il numero di laureati e riducendo la durata dei loro studi. Oggi ci si laurea in media a 27 anni e oltre la metà degli studenti si laurea in corso (175 mila su 335 mila).
Ma quale futuro aspetta questi neodottori quando si lasciano alle spalle la soglia della facoltà? Gli esperti di mercato del lavoro (e anche i primi dati sulle assunzioni) confermano che i laureati triennali sono visti come “super-diplomati”. Personale altamente specializzato in una materia, ma al quale manca la piena formazione e la maturità che ci vogliono per assumere responsabilità direttive. Se la maturità si può acquisire col tempo (ricordiamo che un laureato triennale in corso esce dall’università a 21/22 anni), per la formazione è necessario sudare ancora qualche anno sui libri. È il paradosso di una riforma che veniva propagandata come il definitivo avvicinamento dell’università alle esigenze produttive delle imprese.
Le cose non vanno meglio nel settore pubblico. Una recente circolare del Ministero della Funzione Pubblica, infatti, stabilisce che i laureati triennali non possono partecipare alle selezioni della Scuola superiore della pubblica amministrazione, e quindi non possono ambire alla dirigenza.
L’ultima tegola riguarda l’accesso al mondo delle professioni. In tema di accesso agli ordini professionali per i laureati triennali, la norma di riferimento è il DPR 5 giugno 2001 n. 328, “Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti”.
Le professioni considerate dal DPR 328/2001 sono: dottore agronomo e dottore forestale, agrotecnico, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, geometra, ingegnere, perito agrario, perito industriale, psicologo. Il DPR 328/2001 prevede, all’interno degli albi professionali, l’istituzione di 2 sezioni distinte in ragione del titolo di studio: la sezione A destinata ai possessori di laurea specialistica, e la sezione B destinata ai possessori di laurea triennale.
Prendiamo il caso degli ingegneri. Le facoltà di ingegneria anticiparono la riforma rispetto alle altre e quindi si dispone di qualche dato di confronto. Il DPR 328/2001 prevede che ai così detti “ingegneri junior” possano essere affidate «la progettazione, la direzione dei lavori, la vigilanza, la contabilità e la liquidazione relative a costruzioni civili semplici, con l'uso di metodologie standardizzate», oppure ancora «le attività che implicano l'uso di metodologie standardizzate». Ma cos’è un progetto semplice? Cos’è una metodologia standardizzata? In altre parole, come sapere se un ingegnere junior è o non è abilitato a firmare un certo progetto?
Questa incertezza scoraggia i committenti dall’affidarsi ad ingegneri junior, per evitare il rischio di vedersi bocciato il progetto in quanto firmato da una persona priva di titolo. Ma scoraggia anche i giovani ingegneri ad iscriversi alla sezione B dell’albo: dalle 2004 unità del 2002 sono scesi alle 1661 unità del 2004.
In conclusione, la laurea triennale come canale d’accesso al mondo delle professioni sembra lontana dai successi cui ambiva. La stragrande maggioranza dei laureati di primo livello sembra decisa a evitare il problema, se è vero che il 70% non si ferma al titolo triennale ma si iscrive alla laurea specialistica.
Gino Rincicotti
non so voi....ma io da laureata quadriennale leggo queste cose e gioisco

Messaggio del 23-01-2006 alle ore 14:35:51
beh ovvio come giusto che sia che gioisci
il fatto è che 1) se non dico cazzate, con la triennale non si può essere, giustamente, "dottori"; 2) in tre anni, soprattutto con esami e corsi molto facilitati ( fin troppo ) e senza l'obbligo di un tirocinio in azienda finale e prolungato ( non andare un mese in un ufficio a far fotocopie e prendere caffè ) è ovvio che non ci si prepara per il mondo del lavoro: si hanno solo, in grandi linee, delle "direttive" di settore, cioè un po' di conoscenze qua e là della materia, senza applicazione al concreto ( sia per le materie umanistiche che, anzi forse soprattutto, per quelle scientifiche e affini ).
penso sia fondamentale sia per se stessi che per le aziende che ognuno continui poi gli studi con una specialistica o un master, fermo restando la necessità di creare opportunità di lavoro ( aiutate da una legislatura ad hoc ) per i triennalisti.
beh ovvio come giusto che sia che gioisci

il fatto è che 1) se non dico cazzate, con la triennale non si può essere, giustamente, "dottori"; 2) in tre anni, soprattutto con esami e corsi molto facilitati ( fin troppo ) e senza l'obbligo di un tirocinio in azienda finale e prolungato ( non andare un mese in un ufficio a far fotocopie e prendere caffè ) è ovvio che non ci si prepara per il mondo del lavoro: si hanno solo, in grandi linee, delle "direttive" di settore, cioè un po' di conoscenze qua e là della materia, senza applicazione al concreto ( sia per le materie umanistiche che, anzi forse soprattutto, per quelle scientifiche e affini ).
penso sia fondamentale sia per se stessi che per le aziende che ognuno continui poi gli studi con una specialistica o un master, fermo restando la necessità di creare opportunità di lavoro ( aiutate da una legislatura ad hoc ) per i triennalisti.
Messaggio del 23-01-2006 alle ore 14:36:34
Concordo pienamente!!! La goduria è assoluta! Anche se poi non è che il tutto migliori la situazione dei laureati "vecchio-ordinamento".
Concordo pienamente!!! La goduria è assoluta! Anche se poi non è che il tutto migliori la situazione dei laureati "vecchio-ordinamento".
Messaggio del 23-01-2006 alle ore 14:37:03
FUTURO?

che bella battuta
FUTURO?


che bella battuta
Messaggio del 23-01-2006 alle ore 14:38:50
stiamo tutti sulla stessa barca
stiamo tutti sulla stessa barca
Messaggio del 23-01-2006 alle ore 14:41:07
per i triennalisti è peggio, ma basta, ripeto, continuare per cercare di andar - non dico a pari ma - quantomeno subito dietro i "vecchio-ordinamento".
per i triennalisti è peggio, ma basta, ripeto, continuare per cercare di andar - non dico a pari ma - quantomeno subito dietro i "vecchio-ordinamento".
Messaggio del 23-01-2006 alle ore 14:52:28
Da laureata con la quinquennale e i 30 esami annuali (=da 100 a 180 ore di lezione per ogni bastardissima materia) e i 365 gg di internato per la tesi...dico che i ragazzi del 3+2 (cos'è siamo al supermercato in periodo di offerte
) sono fregati.
Ate, dopo i 3 anni ti puoi firmare Dott. XYZW ma non lo sei, tant'è che poi per gli albi professionali si sono dovuti inventare quella palese presa per i fondelli del jr. (Biologo junior???
).
Lo scopo era aumentare il numero di laureati e ci sono in effetti riusciti...però ha creato una classe mediana che non è nulla e che, soprattutto, non sa nulla. Non sa studiare, non ha le basi e non esperienza...insomma chi di voi triennalisti vuole provare a fare qualcosa, deve sbattersi non il doppio ma cmq più di noi vecchi gloriosi laureati!
Da laureata con la quinquennale e i 30 esami annuali (=da 100 a 180 ore di lezione per ogni bastardissima materia) e i 365 gg di internato per la tesi...dico che i ragazzi del 3+2 (cos'è siamo al supermercato in periodo di offerte
) sono fregati.Ate, dopo i 3 anni ti puoi firmare Dott. XYZW ma non lo sei, tant'è che poi per gli albi professionali si sono dovuti inventare quella palese presa per i fondelli del jr. (Biologo junior???

).Lo scopo era aumentare il numero di laureati e ci sono in effetti riusciti...però ha creato una classe mediana che non è nulla e che, soprattutto, non sa nulla. Non sa studiare, non ha le basi e non esperienza...insomma chi di voi triennalisti vuole provare a fare qualcosa, deve sbattersi non il doppio ma cmq più di noi vecchi gloriosi laureati!
Messaggio del 23-01-2006 alle ore 14:56:49
sì sì lo so, l'importante è esserne consapevoli ( io lo sono ) e pronti ad un sacrificio/attesa-per-il-posto nettamente, ma giustamente, superiore.
sì sì lo so, l'importante è esserne consapevoli ( io lo sono ) e pronti ad un sacrificio/attesa-per-il-posto nettamente, ma giustamente, superiore.
Messaggio del 23-01-2006 alle ore 15:03:32
quoto in pieno LunaBo
coloro che si laureano con il nuovo ordinamento riescono ad essere realmente "competitivi" (sul mercato del lavoro) con i laureati vecchio ordinamento solo se completano l'iter con il +2.....
sarà per questo ke dopo i 4 anni di laurea mi so fatta l'annetto di masterino
tutt'altro discorso bisogna fare per ki vuole intraprendere la carriera universitaria.....
sicuramente il fatto di dover fare 5 anni prima di potersi iscrivere ad un qualsiasi dottorato è snervante
io c'ho ripensato all'ultimo momento sul dottorato
volevo fare il dottorato in matematica per l'economia ke sta a Trieste.....
ma viste le skifezze della Moratti credo di aver fatto la scelta giusta lanciandomi nel famelico mondo delle aziende
quoto in pieno LunaBo

coloro che si laureano con il nuovo ordinamento riescono ad essere realmente "competitivi" (sul mercato del lavoro) con i laureati vecchio ordinamento solo se completano l'iter con il +2.....
sarà per questo ke dopo i 4 anni di laurea mi so fatta l'annetto di masterino

tutt'altro discorso bisogna fare per ki vuole intraprendere la carriera universitaria.....
sicuramente il fatto di dover fare 5 anni prima di potersi iscrivere ad un qualsiasi dottorato è snervante

io c'ho ripensato all'ultimo momento sul dottorato

volevo fare il dottorato in matematica per l'economia ke sta a Trieste.....
ma viste le skifezze della Moratti credo di aver fatto la scelta giusta lanciandomi nel famelico mondo delle aziende
Messaggio del 23-01-2006 alle ore 16:49:00
...e il bello che praticamente tutti (compresi gli stessi studenti universitari, che paradosso), fanno battaglie per i metalmeccanici, senza pensare che per i poveri neo-laurati c'è persino meno ottimismo per il futuro... roba da matti, solo in italia una cosa del genere
...e il bello che praticamente tutti (compresi gli stessi studenti universitari, che paradosso), fanno battaglie per i metalmeccanici, senza pensare che per i poveri neo-laurati c'è persino meno ottimismo per il futuro... roba da matti, solo in italia una cosa del genere
Messaggio del 23-01-2006 alle ore 16:51:51
in italia c'era la più bassa percentuale di laureati rispetto al resto d'europa. la moratti ha tagliato la testa al toro adottando questo mostro accademico che raddoppia le feste, dimezza il valore dei titoli e non risolve il problema dell'inserimento nel mondo del lavoro.
complimenti: bello schifo
in italia c'era la più bassa percentuale di laureati rispetto al resto d'europa. la moratti ha tagliato la testa al toro adottando questo mostro accademico che raddoppia le feste, dimezza il valore dei titoli e non risolve il problema dell'inserimento nel mondo del lavoro.
complimenti: bello schifo
Messaggio del 23-01-2006 alle ore 17:06:28
cmq dipende dalla facoltà!!!
se 6 un ing. edile ke devi quindi firmà progetti e nn lo puoi fare xkè 6 junior è un conto, ed è quindi un inculata pazzesca la triennale!!!
xò se ad esempio vuoi lavorare nel campo informatico ing. informatica triennale va benissimo!!!
porto l'esempio d un amico ke si è laureato a bologna a marzo e da qualke settimana sta lavorando in una ditta d roma insieme a molti altri ing. junior!!!
cmq x la cronaca, io nn m sn fidato del 3+2 e sn rimasto al vekkio!!!
cmq dipende dalla facoltà!!!
se 6 un ing. edile ke devi quindi firmà progetti e nn lo puoi fare xkè 6 junior è un conto, ed è quindi un inculata pazzesca la triennale!!!
xò se ad esempio vuoi lavorare nel campo informatico ing. informatica triennale va benissimo!!!
porto l'esempio d un amico ke si è laureato a bologna a marzo e da qualke settimana sta lavorando in una ditta d roma insieme a molti altri ing. junior!!!
cmq x la cronaca, io nn m sn fidato del 3+2 e sn rimasto al vekkio!!!
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