Cultura & Attualità
Progressismo regressivo
Messaggio del 28-08-2007 alle ore 20:58:30
Trovo estremamente affascinante il panorama che va configurandosi in questi anni, date le non indifferenti sfumatore di paradossalità che si intravvedono con tanta evidenza.
In particolare mi riferisco alla sconcertante tendenza del progressismo di farsi portavoce di istanze pseudoliberali, ma più spesso semplicemente libertarie e libertine, la cui affermazione, dietro una patina, appunto, di progresso e progressismo, nascondono implicazioni culturali tutt'altro che progressiste, ma violentemente e decisamente oscurantiste.
Ciò che affermo consiste nella constatazione che viene spacciato per progressismo un atteggiamento che in realtà è tutt'altro che progressista, ma profondamento venato di egoismo individualista, senza tener minimamente in conto le esigenze più strettamente sociali e di tutela della comunità e della società nel suo insieme.
Alfieri di queste istanze egoistiche e individuali, presentate come sociali solo perché, e questo è grave, avvertite da un numero consistente di singoli, sono i partiti di sinistra. Ma come mai questa sinistra, che si ritiene culturalmente assai valente, non riesce a risolvere questo grossolano "qui pro quo" che confonde esigenze della comunità come tale, con esigenze avvertite dagli individui come esseri singoli e non come membri della società (esigenze che cozzano, a mio avviso, con quelle della società come tale)?
Trovo estremamente affascinante il panorama che va configurandosi in questi anni, date le non indifferenti sfumatore di paradossalità che si intravvedono con tanta evidenza.
In particolare mi riferisco alla sconcertante tendenza del progressismo di farsi portavoce di istanze pseudoliberali, ma più spesso semplicemente libertarie e libertine, la cui affermazione, dietro una patina, appunto, di progresso e progressismo, nascondono implicazioni culturali tutt'altro che progressiste, ma violentemente e decisamente oscurantiste.
Ciò che affermo consiste nella constatazione che viene spacciato per progressismo un atteggiamento che in realtà è tutt'altro che progressista, ma profondamento venato di egoismo individualista, senza tener minimamente in conto le esigenze più strettamente sociali e di tutela della comunità e della società nel suo insieme.
Alfieri di queste istanze egoistiche e individuali, presentate come sociali solo perché, e questo è grave, avvertite da un numero consistente di singoli, sono i partiti di sinistra. Ma come mai questa sinistra, che si ritiene culturalmente assai valente, non riesce a risolvere questo grossolano "qui pro quo" che confonde esigenze della comunità come tale, con esigenze avvertite dagli individui come esseri singoli e non come membri della società (esigenze che cozzano, a mio avviso, con quelle della società come tale)?
Messaggio del 28-08-2007 alle ore 21:05:18
Adonai,
prendi il programma elettorale di qualsiasi forza di governo di centrodestra dei maggiori Paesi europei sulle coppie di fatto, sulla fecondazione assistita, etc ed io mi metterò subito a propagandarle in Italia. Ti accorgerai, finalmente, che la sinistra italiana in questi anni è stata fin troppo morbida su certi temi.
Adonai,
prendi il programma elettorale di qualsiasi forza di governo di centrodestra dei maggiori Paesi europei sulle coppie di fatto, sulla fecondazione assistita, etc ed io mi metterò subito a propagandarle in Italia. Ti accorgerai, finalmente, che la sinistra italiana in questi anni è stata fin troppo morbida su certi temi.
Messaggio del 28-08-2007 alle ore 21:06:30
infatti la sinistra italiana è estrema destra a confronto
infatti la sinistra italiana è estrema destra a confronto
Messaggio del 28-08-2007 alle ore 21:10:16
Cinghialone, potrei dirti che il tuo intervento è banale. Non lo faccio in quanto esso più che qualsiasi altro intervento rafforza e conforta il mio pensiero e la mia ipotesi; e cioè che la sinistra si adegua su linee non progressiste, facendole passare per progressismo; adotta l'individualismo e lo fa passare per società civile.
Grazie per avermi dato ragione.
Cinghialone, potrei dirti che il tuo intervento è banale. Non lo faccio in quanto esso più che qualsiasi altro intervento rafforza e conforta il mio pensiero e la mia ipotesi; e cioè che la sinistra si adegua su linee non progressiste, facendole passare per progressismo; adotta l'individualismo e lo fa passare per società civile.
Grazie per avermi dato ragione.
Messaggio del 28-08-2007 alle ore 21:18:33
Forse ti ho dato ragione, ma confermi anche tu che la destra in Europa è più liberale di quella italiana o no?
Forse ti ho dato ragione, ma confermi anche tu che la destra in Europa è più liberale di quella italiana o no?
Messaggio del 28-08-2007 alle ore 21:23:13
Precedentemente, nel mio intervento d'esordio, ho utilizzato la locuzione "istanze pseudoliberali". Questa chiara precisazione non è stata fatta a caso, ma con un intento estremamente distintivo.
Precedentemente, nel mio intervento d'esordio, ho utilizzato la locuzione "istanze pseudoliberali". Questa chiara precisazione non è stata fatta a caso, ma con un intento estremamente distintivo.
Messaggio del 28-08-2007 alle ore 21:23:53
E penso di averti risposto eloquentemente.
E penso di averti risposto eloquentemente.
Messaggio del 28-08-2007 alle ore 21:45:11
Adonai,
io non mi offendo quando uso io il termine liberale e non mi offendo nemmeno quando lo usi tu. Se per te liberalismo corrisponde a libertino è un problema tuo e non mio. Io ho ben chiara la differenza tra John Stuart Mill e Jessica Rizzo.
Adonai,
io non mi offendo quando uso io il termine liberale e non mi offendo nemmeno quando lo usi tu. Se per te liberalismo corrisponde a libertino è un problema tuo e non mio. Io ho ben chiara la differenza tra John Stuart Mill e Jessica Rizzo.
Messaggio del 28-08-2007 alle ore 21:48:31
Secondo Niccolò Tommaseo la ricchezza di una lingua non si misura nella copia di parole, ma nella precisione con cui esse sono utilizzate. Ispirandomi a tale principio, ritengo di dover chiamare ogni cosa con un termine che la designi con precisione; è su tale scorta che ritengo sconcio chiamare liberale ciò che non lo è, ma piuttosto usargli un termine che ritengo più adatto, quale "pseudoliberale".
Secondo Niccolò Tommaseo la ricchezza di una lingua non si misura nella copia di parole, ma nella precisione con cui esse sono utilizzate. Ispirandomi a tale principio, ritengo di dover chiamare ogni cosa con un termine che la designi con precisione; è su tale scorta che ritengo sconcio chiamare liberale ciò che non lo è, ma piuttosto usargli un termine che ritengo più adatto, quale "pseudoliberale".
Messaggio del 29-08-2007 alle ore 12:58:55
Adonai,
conoscendo bene tu il significato di ogni parola e di ogni fatto politico italiano, vorrei porti un quesito.
Forza Italia è un partito liberale, pseudoliberale o illiberale?
Adonai,
conoscendo bene tu il significato di ogni parola e di ogni fatto politico italiano, vorrei porti un quesito.
Forza Italia è un partito liberale, pseudoliberale o illiberale?
Messaggio del 29-08-2007 alle ore 13:10:48
Forza italia il liberalismo non sa manco dove sta di casa
, tranne alcune valenti eccezioni.
Da un punto di vista strettamente politico non è un mistero per nessuno che la sinistra sia profondamente conservatrice, in campo economico lo si evince dalla sua strenua difesa degli insiders rispetto agli outsiders, in campo sociale le sue posizioni non sono mai davvero libertarie, ma solo tattiche, il caso emblematico resta sempre quello del referendum sul divorzio, quando il pci mantenne una posizione ambigua fino a quando non si rese conto che i dati davano ragione a propugnatori del divorzio stesso.
Se il tuo discorso è più ampio e riguarda tutti gli obiettivi dell'offensiva della dottrina Ratzinger "colpisci per primo, colpisci due volte" si sviluppa un processo per cui forze diverse con obiettivi diversi e spesso confligenti tendano a riunirsi per parare meglio i colpi dando vita a progetti frankenstein che spesso in effetti risultano poco efficaci e conservatori
Forza italia il liberalismo non sa manco dove sta di casa
, tranne alcune valenti eccezioni.Da un punto di vista strettamente politico non è un mistero per nessuno che la sinistra sia profondamente conservatrice, in campo economico lo si evince dalla sua strenua difesa degli insiders rispetto agli outsiders, in campo sociale le sue posizioni non sono mai davvero libertarie, ma solo tattiche, il caso emblematico resta sempre quello del referendum sul divorzio, quando il pci mantenne una posizione ambigua fino a quando non si rese conto che i dati davano ragione a propugnatori del divorzio stesso.
Se il tuo discorso è più ampio e riguarda tutti gli obiettivi dell'offensiva della dottrina Ratzinger "colpisci per primo, colpisci due volte" si sviluppa un processo per cui forze diverse con obiettivi diversi e spesso confligenti tendano a riunirsi per parare meglio i colpi dando vita a progetti frankenstein che spesso in effetti risultano poco efficaci e conservatori
Messaggio del 29-08-2007 alle ore 13:13:25
Dean,
sei pregato di non scrivere sinistra quando ti riferisci ai comunisti, grazie. A sinistra ci sono anche altri che, oggi come in passato, hanno avuto altre posizioni.
Dean,
sei pregato di non scrivere sinistra quando ti riferisci ai comunisti, grazie. A sinistra ci sono anche altri che, oggi come in passato, hanno avuto altre posizioni.
Messaggio del 29-08-2007 alle ore 13:14:57
Si ovvio che con il termine sinistra mi riferisco alla sinistra comunista.
Non a caso ho fatto l'esempio della legge sul divorzio
FORTUNA; BLAIR; ZAPATERO (AZNAR)
Si ovvio che con il termine sinistra mi riferisco alla sinistra comunista.
Non a caso ho fatto l'esempio della legge sul divorzio
FORTUNA; BLAIR; ZAPATERO (AZNAR)
Messaggio del 29-08-2007 alle ore 13:15:59
Così ci indendiamo.
Così ci indendiamo.
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