Cultura & Attualità

PRIVACY ITALIOTA
Messaggio del 23-05-2007 alle ore 16:48:13
pubblico l'articolo di Tobias Jones, giornalista britannico:



In Italia quando una legge viene approvata alla camera quasi all'unanimità si possono trarre due conclusioni: o è un'ottima legge, talmente condivisa da unire un parlamento solitamente molto litigioso, oppure è una pessima legge, costruita su misura per i politici che la approvano. Il disegno di legge sulla privacy rientra in questa seconda categoria.

È stato approvato in prima lettura con 447 voti su 454 (con nessun voto contrario e sette astenuti). È un provvedimento drastico: vieta la pubblicazione di qualsiasi intercettazione telefonica fino al termine dell'udienza preliminare.

E vieta la pubblicazione degli atti del fascicolo del pubblico ministero fino alla sentenza d'appello. Un giornalista che vìola queste norme rischia grosso: fino a trenta giorni di prigione o una multa di 100mila euro. Mi rendo conto della necessità di questa legge.

Il passaggio di notizie che avviene di solito tra gli uffici di alcuni pubblici ministeri e le redazioni dei giornali è malsano, se non addirittura un segno di corruzione. È necessario rispettare quello che in Gran Bretagna si definisce sub judice: i giornalisti non possono scrivere tutti i fatti su un procedimento ancora in corso, per timore di influenzare la giuria. In teoria, si dovrebbe parlare dei dettagli di un caso man mano che il tribunale li esamina.

Ma il problema di questa legge è che valuta le esigenze contrapposte dell'interesse pubblico e della privacy, ma poi tutela solo la seconda. Se fosse stata in vigore l'anno scorso non avremmo saputo nulla degli intrallazzi di Luciano Moggi, Antonio Fazio o Vittorio Emanuele. Il loro diritto alla privacy è più importante del nostro diritto a sapere cosa stavano combinando? In realtà ci sono molti validi motivi per privilegiare l'interesse pubblico rispetto a quello privato.

Se crediamo ancora nel bene comune, l'interesse della collettività dovrebbe venire prima di quello di qualsiasi individuo. Prendiamo, per esempio, l'infedeltà: nei paesi anglosassoni molti sono convinti che un uomo (o una donna) che mente al proprio coniuge è probabile che menta anche agli elettori. Rivelare gli inganni coniugali è sordido e spiacevole, ma a volte è necessario per mostrare l'ipocrisia delle persone.

E l'ipocrisia è la ragione per cui si perde il diritto alla privacy. Nessun tabloid pubblicherà mai in prima pagina un articolo intitolato: "Che orrore! Elton John è gay", perché lui stesso lo dichiara apertamente. Non fa notizia. Ma se per esempio si scoprisse che qualche personaggio del Vaticano è gay, sarebbe certamente una notizia. La realtà è che il diritto delle persone alla privacy è inversamente proporzionale agli standard di moralità che predicano.

In Gran Bretagna, a metà degli anni novanta, il governo di John Major promosse il programma back-to-basics (il ritorno alle cose fondamentali) che esaltava i valori della famiglia. E i tabloid si misero subito a caccia delle relazioni extraconiugali dei ministri.

Qualcosa di simile sta succedendo oggi in Italia. I politici di destra hanno fatto della famiglia la loro bandiera, e va bene. Ma i giornalisti hanno il diritto, anzi il dovere, di denunciare l'ipocrisia quando la scoprono. Quando per esempio il leader del centrodestra palpeggia cinque ragazze contemporaneamente nel parco della sua villa, abbiamo il diritto di saperlo perché questo ci rivela la sua insincerità e la sua incoerenza.

Un altro caso simile è il test sull'uso delle droghe organizzato da Le iene lo scorso autunno: il 32 per cento dei parlamentari intervistati risultava positivo all'uso di cannabis o cocaina. È stato uno dei più importanti scoop giornalistici dell'anno. Nella maggior parte dei paesi avrebbe vinto un premio. Ma il programma non è mai stato trasmesso.

È vero che Le iene avevano ingannato gli intervistati (ma che dovevano fare, avvertirli prima?), ma il 32 per cento di quei politici si era macchiato di una colpa molto più grave: usare due pesi e due misure, predicare una cosa e farne un'altra. Ho l'impressione che ormai la privacy sia una foglia di fico che il garante mette assurdamente a disposizione dei politici ogni volta che sono colti in flagrante.

In Gran Bretagna, devo ammetterlo, si esagera nel senso opposto. I giornalisti possono essere dei veri squali e i politici non hanno nessuna privacy. Al News of the world (il domenicale del tabloid The Sun) c'è un giornalista, chiamato "il finto sceicco", che finge di essere un ricco arabo e fa scoop incredibili incastrando persone avide di denaro.

Grazie al coraggio dei giornalisti, alcuni politici sono stati costretti a dimettersi e qualcuno è finito in prigione. Ma anche il redattore di News of the world, Clive Goodman, è stato condannato a quattro mesi di carcere perché ascoltava i messaggi riservati di alcuni membri della famiglia reale.

L'ideale sarebbe una sana via di mezzo tra l'eccessivo puritanesimo inglese, che va a caccia di tutte le ipocrisie, e l'eccessiva censura italiana, che tende a nasconderle. Ci vorrebbe un dibattito equilibrato e articolato. Il problema, secondo me, è che 447 voti su 454 sembrano tutto tranne che un risultato equilibrato.




Messaggio del 23-05-2007 alle ore 16:59:44
Ora la privacy non è più un valore da difendere, l'unico valore è lo schiamazzo e il pettegolezzo degli orribili tabloid inglesi (sic)...
Messaggio del 23-05-2007 alle ore 17:04:48
ovviamente tu sei per la censura
Messaggio del 23-05-2007 alle ore 17:08:49
penso che il fulcro di tutto sia questa frase: "La realtà è che il diritto delle persone alla privacy è inversamente proporzionale agli standard di moralità che predicano".
gran bell'articolo (da internazionale?).
Messaggio del 23-05-2007 alle ore 17:11:21
Scì Ernè
Messaggio del 23-05-2007 alle ore 17:12:15
istinella quanto ti ucciderei quando usi il termine italiota uà

ti salvi solo perchè poi mi meni
Messaggio del 23-05-2007 alle ore 17:13:02
immaginavo. ma che ce frega, noi abbiamo vespa e il caso cogne.
Messaggio del 23-05-2007 alle ore 17:16:55
Perchè Negrò tu nn sei felice di ritenerti un italiota?
Messaggio del 23-05-2007 alle ore 18:17:22
E a te, Jena, piace stare semprenel "mezzo" eh!
E ti piacciono tanto i britagnotti, eh!!
Messaggio del 23-05-2007 alle ore 18:43:37
E mica so brutti gne te

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