Messaggio del 05-06-2007 alle ore 10:51:07
@ Pesante:
Quote:
...per questo proporrei un umano rimpatrio per i clandestini exstracomunitari...
Va benissimo, ottima idea... Vorrà dire che ci penserai tu a lavorare nelle fabbriche, nei cantieri, negli ospedali, nei campi di pomodori...
...Ti farai tu casa per casa a pulire il culo ai vecchi e a portarli a spasso...
...Poi ti puoi mettere una bella divisa da cameriera e andare a fare le pulizie in tutte le ville d' Italia...
...Appena hai finito, puoi servire la cena, grazie... :0)
Seriamente... Ancora st' umano rimpatrio ??? E' tempo di rendersi conto che gli extracomunitari sono il braccio non solo delle organizzazioni criminali, ma di tutta la macchina produttiva italiana...
...E non mi ricacciate i giovani virgulti della nostra gloriosa patria... Quelli lasciateli alla loro bamba... :0)
Messaggio del 01-06-2007 alle ore 19:05:25
Ironia a parte
Questo governo non tutela i propri figli, figuriamoci di sperare la tutela per i bambini rumeni.
In tutti e due i casi devono essere puniti gli sfruttatori con punizioni corporali io sono contro la galera meglio una sana tritata in piazza sotto gli occhi di centinaia di spettatori, altro che grande fratello, un bambino deve avere il dritto di studiare e vivere con principi sani e deve godere di tutte le comodità che abbiamo e che possiamo offrire.
Il governo Prodi permette di far entrare questi bambini nel nostro paese consapevole che il loro futuro sarà questo, le nostre mafie aspettano solo questo, per la mafia gli exstracomunitari sono: prostituzione,droga,schiavitù, per questo proporrei un umano rimpatrio per i clandestini exstracomunitari.
Eppure questo governo millanta una politica sociale da anni e anni, e la sinistra radicale cosa fà? manda i propri parlamentari a sollecitare in terra straniera una politica più "finocchia" come se queste fossero le priorità più importanti della nostra società.
Messaggio del 01-06-2007 alle ore 18:47:04
ah beh su questo hai pienamente ragione! si vede che hai un acume politico sopraffino,sono fortunati a montelapiano
a parte gli scherzi, in entrambi i casi è un vergognoso sfruttamento di bambini! uno stato civile non dovrebbe permetterlo...
poi, è certamente peggio chi manda il bimbo a rubare rispetto a chi lo manda ad elemosinare... ma andrbbero puniti, e severamente, entrambi!
Messaggio del 01-06-2007 alle ore 18:38:56
Riporto un vecchio articolo che si trova sulle news di lanciano.it
quote:
LANCIANO. Un presidio contro l'accattonaggio nei luoghi dove abitualmente viene chiesta l'elemosina. Lo ha organizzato il movimento politico Forza nuova per domani, sabato 28 ottobre. Dalle 8h30 i militanti di Fn sosteranno al semaforo all'incrocio tra la variante Frentana e via per Fossacesia, distribuendo materiale informativo sul racket che si cela dietro l'accattonaggio.
«Il nostro intento è far comprendere ai cittadini che elargire elemosina agli extracomunitari equivale a favorire lo sfruttamento di essere umani», spiega il segretario provinciale Maurizio Di Marco, «in particolare donne e bambini, che vengono ridotti in stato di schiavitù dalle organizzazioni criminali».
Messaggio del 01-06-2007 alle ore 18:06:41
no divo, è quì che ti sbagli!! non è questione di non poter far nulla, è questione di non voler far nulla!! sono minorenni?? bene, ne rispondono i genitori. tutti a casa, padri e figli!! e non farti ingannare dalla stronzata "ormai la romania è della comunità europea": puoi, se vuoi, sempre dare il foglio di via come cittadino indesiderato!! puoi darlo ad un cittadino italiano(e ti garantisco che molto spesso viene fatto), che combina un "casino" in una città nella quale non è residente, immagina tu se non puoi farlo con un cittadino "europeo".
Messaggio del 01-06-2007 alle ore 17:56:22
www.corriere.it
I ragazzini, rom rumeni, hanno meno di 14 anni e non sono perseguibili
I baby borseggiatori della Stazione Centrale
Venti tentativi di furto in un'ora: in piazza Duca d'Aosta l'azione dei piccoli scippatori è continua. Ma la polizia può fare poco
MILANO — L'uomo attraversa la piazza leggendo un giornale. La ragazzina gli si accosta alle spalle. Fa qualche passo dietro la «preda». Poi allunga la mano, tasta la giacca, tira fuori il portafogli. È fulminea e precisa. La scena dura pochi secondi. L'uomo continua a camminare. Lei si ferma, conta i soldi con un'occhiata e se li mette in tasca. Avrà dieci anni. Sorride. È l'unica femmina, in un gruppetto di ragazzini borseggiatori che non si riposa mai.
Sono le cinque e mezza di un mercoledì pomeriggio pieno di sole, sul piazzale della stazione Centrale di Milano. In una sola ora hanno tentato almeno venti furti. Hanno rimediato due portafogli, qualche urlo pieno di rabbia e sette-otto minacce di prendere una sberla. Sembra che si divertano, i bambini borseggiatori. Pare che prendano tutto come un gioco. È quel che rende la scena più amara, in questa piazza dove Milano corre e non si cura di quel che accade, a meno che non ci si ritrovi una mano nella valigia.
I piccoli borseggiatori, nel via vai, scherzano e si scambiano battute. Sono rom romeni. Un gruppo di dieci ragazzini, a volte qualcuno in più. Età: da nove a dodici anni. Vivono nei campi nomadi. Al «lavoro» dalla tarda mattinata fino alla fine del pomeriggio. Prendono i soldi, passano per un attimo i portafogli a un adulto seduto là vicino (che controlla se ci sono carte di credito), poi li buttano nei bidoni della spazzatura.
Battono solo un angolo della piazza Duca D'Aosta, tra l'uscita della metropolitana e la fermata dei pullman per gli aeroporti di Linate e Malpensa. È l'ultima emergenza, la più grave, in questa città nella città che è la stazione di Milano. Un'emergenza che va avanti dallo scorso inverno. Difficile da contrastare. C'è un copione che si ripete. Gli agenti della polizia ferroviaria lavorano in divisa e in borghese. Cercano di prevenire i furti. Li acciuffano di continuo, quei ragazzini.
Ma hanno tutti meno di quattordici anni: non sono imputabili. Li portano in comunità per minori, spesso lontano da Milano. A Genova, Mantova, Lodi, Pavia, Lecco. E ogni volta i piccoli scippatori scappano per tornare in stazione. È un vicolo cieco. Per tutti. Per la polizia, che fa un lavoro continuo, quotidiano, per proteggere i cittadini. Per questi bambini che vivono in strada come criminali, mentre dovrebbero frequentare la scuola elementare. E per il Comune di Milano, che scende in piazza per chiedere più sicurezza e più forze dell'ordine, ma non riesce a organizzare un intervento sociale per togliere i baby borseggiatori dalla piazza. E loro restano là. Come mercoledì pomeriggio.
Di fronte all'obiettivo di un fotografo, che non riusciva quasi a scattare tanto era serrata e continua la frequenza dei colpi, hanno puntato turisti, pendolari, uomini d'affari, un'impiegata di Trenitalia, donne con la borsa sotto il braccio. Hanno infilato le mani dentro zaini, trolley, ventiquattr'ore, valigie, tasche delle giacche. Nella metà dei casi non hanno trovato nulla. Sette-otto persone si sono accorte di quel che stava accadendo e hanno urlato. Un anziano, l'unico, ha avvertito una donna del tentativo di borseggio. La ragazzina gli ha scagliato contro una bottiglietta di plastica, coprendolo di insulti. Alle 17,30 un uomo in bicicletta si è ritrovato alle spalle un bambino che gli frugava nella tasca. Si è fermato, ha provato a inseguirlo e ha chiamato la polizia. La volante è arrivata in un minuto. Poco dopo una pattuglia, a piedi, ha cominciato a girare sulla piazza. I ragazzini guardavano le divise da lontano.
Gianni Santucci
01 giugno 2007
ma che gli fai a questi qui? forse l'unica cosa sarebbe abbassare la soglia di non punibilità.