Messaggio del 10-09-2006 alle ore 01:39:39
Il 6 gennaio 1302, Giordano da Pisa, frate domenicano, popolare predicatore del suo tempo, disse:
quote:
Onde alcuna otta parrà all'uomo fare mercatanzia leale, e ella sarà pretta usura
Sosteneva che la ragione debba essere il punto di riferimento per sconfiggere ogni sentimento irrazionale che discosta l'uomo dal bene; ma affermava anche che la ragione non è sufficiente, in quanto la natura umana è corrotta e può agire male pur nella convinzione della giustezza delle proprie azioni.
E io ci vedo una grande verità, perché ogni volta che affermiamo in buona fede un'idea, un principio, un convicimento; ogni volta che agiamo col conforto di fare per il bene, corriamo il rischio concreto di ottenere esattamente il contrario di ciò che ci proponiamo.
Di qui sorge la necessità di descrivere un limite superiore oltre il quale non possiamo arrischiarci; un dubbio "metodico e morale" riguardo alle nostre azioni, che ci permetta, non di non sbagliare, ma di non esasperare il nostro errore, ed essere più solidali verso coloro che esprimo posizioni e azioni diverse dalle nostre.
Messaggio del 10-09-2006 alle ore 11:41:27
per restare in tema questa frase è di Berengario di Tours, uno dei maggiori esponenti della filosofia scolastica...siamo nell' XI secolo
quote:
è segno di coraggio ricorrere alla dialettica in tutte le cose, giacchè ricorrere alla dialettica è ricorrere alla ragione, e chi non si avvale della ragione si spoglia della sua dignità maggiore, giacchè in virtù della ragione egli fu creato a immagine di Dio