Cultura & Attualità
appunto , quello che voglio dire e' proprio questo! BASTA CON LE CHIACCHIERE! cominciamo a discutere dal basso su come risolvere i problemi... senza poi dover fare delle proteste quando le decisioni sono già prese. Premetto che se la raccolta differenziata viene fatta in maniera "spinta" e corretta( non buttando i neon nei raccoglitori del vetro....) la costruzione di un inceneritore non ha piu' senso! se non ci sono abbastanza rifiuti da bruciare e in particolare quelli ad alto potere calorifero (plastica, carta, legno...), che cosa ci si mette dentro per riempirli? una volta avviato un forno deve essere sempre acceso!!! allora si ricorrerebbe all'"importazione" di rifiuti da altre regioni (Campania, Puglia,....).
Come vedete, la mia intenzione e' solo quella di sensibilizzare tutti sul problema dei rifiuti, informandosi (non ho detto che una laurea sia necessaria, molte cose le si possono apprendere anche in rete, cercando di confrontare fonti diverse) e spingendo anche le amministrazioni locali a farlo! ma non dobbiamo aspettare ancora.... le decisioni, in regione, le stanno gia' prendendo...
quand'è che svuotano il cassonetto per la raccolta differenziata del vetro sotto casa mia?
c'ho tante di quelle bottiglie di vino vuote da metterci che me ne servirebbero due,di cassonetti...tante belle chiacchiere, ma all'atto pratico...
Appunto! Non ce ne sono più!
Sull'isola di Pasqua non ci sono alberi
Sembriamo boscaioli sull'isola di Pasqua....
Ecco come questo impianto di incenerimento ha pesantemente condizionato la politica dei rifiuti a Brescia: record negativo a livello nazionale per la produzione dei rifiuti pro capite; progressivo aumento della quota di rifiuto indifferenziato; sostanziale blocco della raccolta differenziata che colloca Brescia, con un modesto 26,5%, al penultimo posto della graduatoria regionale; continua importazione di rifiuti da fuori provincia per una quota superiore a quelli prodotti nel Bresciano; rinuncia totale delle Istituzioni locali a qualsiasi ruolo attivo nella programmazione della politica dei rifiuti. Insomma Brescia si è mossa nella direzione opposta rispetto alle indicazioni del decreto Ronchi e di una saggia politica di tutela della salute e dell’ambiente, grazie ad un inceneritore sovradimensionato che ha fame di rifiuti (e quindi di profitti): il fallimento della gestione dei rifiuti è quindi totale e per molti aspetti clamoroso.
AFFARI D’ORO PER ASM E HOPA articolo che invito tutti a leggersi(riportato da inceneritori.org
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Editato da Tom il 25/11/2006 alle 15:06:07
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Editato da Tom il 25/11/2006 alle 15:08:04
Ciò che avviene quando s’inceneriscono i rifiuti, dunque, altro non è se non la loro trasformazione in qualcosa d’altro, e questa trasformazione è ottenuta tramite l’applicazione di energia sotto forma di calore.
Stante tutto ciò che ho scritto sopra e che è notissimo sia tra gli scienziati sia tra gli studenti delle scuole medie, se noi bruciamo l’immondizia, altro non facciamo se non trasformarla in particelle tanto piccole da farle scomparire alla vista e, con i cosiddetti “termovalorizzatori” – una parola che esiste solo in Italiano e che evoca l’idea ingenuamente falsa che si ricavi valore economico dall’operazione – la trasformazione produce particelle ancora più minute e, dunque, più tossiche.
......uno dei problemi di cui tener conto nell’incenerimento dei rifiuti è la quantità di residuo che si ottiene. Poiché nel processo d’incenerimento occorre aggiungere all’immondizia calce viva e una rilevante quantità d’acqua, da una tonnellata di rifiuti bruciata escono una tonnellata di fumi, da 280 a 300 kg di ceneri solide, 30 kg di ceneri volanti (la cui tossicità è enorme), 650 kg di acqua sporca (da depurare) e 25 kg di gesso. Il che significa il doppio di quanto si è inteso “smaltire”, con l’aggravante di avere trasformato il tutto in un prodotto altamente patogenico. E in questo breve scritto si tiene conto solo del particolato inorganico e non di tutto il resto, dalle diossine (ridotte in quantità ma non eliminate dall’alta temperatura), ai furani, agl’idrocarburi policiclici, agli acidi inorganici (cloridrico, fluoridrico, solforico, ecc.), all’ossido di carbonio e quant’altro.
Affermare, poi, che incenerire i rifiuti significa non ricorrere più alle discariche è un ulteriore falso, dato che le ceneri vanno “smaltite” per legge (decreto Ronchi) in discariche per rifiuti tossici speciali di tipo B1.
Gli impianti di incenerimento, bruciando materiali estremamente vari, emettono un gran numero di sostanze chimiche (ne sono state individuate più di 250), di diverso grado di pericolosità.
Lo stesso processo di combustione trasforma rifiuti relativamente innocui in rifiuti altamente tossici e pericolosi, sotto forma di emissioni gassose, ceneri volatili, ceneri pesanti, che a loro volta richiedono costosi sistemi di inertizzazione e di stoccaggio.
Tra le sostanze emesse vengono segnalati (4) metalli pesanti, composti organici volatili, idrocarburi policiclici aromatici, policlorobifenili, diossine, furani.
Tra quelle più pericolose troviamo: arsenico, berillio, cadmio, cromo, nickel, mercurio che sono classificati dalla IARC (International Agency Research of Cancer) a livello I come rischio oncogeno documentato in quanto correlati ad aumentato rischio di neoplasie a livello di: polmone, cute, fegato, vescica, rene, colon, prostata.
Fra le altre sostanze emesse si riscontra (4), con pari livello di evidenza, per l’insorgenza di leucemia, il benzene, e con livello di evidenza 2A, quindi inferiore, il tricloroetilene correlato con linfomi non Hodgkin ed epatocarcinoma.
Gli inceneritori rappresentano poi una delle fonti più importanti di inquinamento da diossine (5).
Le diossine sono sostanze liposolubili e persistenti che vengono assunte per il 95% tramite la catena alimentare in quanto si accumulano in cibi quali carne, pesce, latte, latticini - compreso il latte materno - che sembra essere uno dei loro veicoli più importanti. Queste sostanze sono tossiche a dosi infinitesimali - picogrammi, ossia miliardesimi di milligrammi - e proprio l’esposizione prolungata cronica di tipo non professionale a dosi molto basse sembra essere la più pericolosa (6, 7).
ma una laurea in buon senso no?
bisogna prima informarsi, magari prendere una laurea "ambientale" come ho quasi fatto io, e poi si puo' esprimere un giudizio serio su iniziative che hanno una ricaduta cosi' importante sul nostro futuro!
grazie atelkin era un sito che non conoscevo.
Lo so che non e' facile farsi un'idea di una cosa che qui da noi non si e' mai vista..... io pero' ho visitato molti impianti esistenti in Italia e in particolare quello si Brescia, definito uno dei piu avanzati al mondo.
QUello che voglio far notare a tutti e ai verdi in particolare e' proprio questo: bisogna prima informarsi, magari prendere una laurea "ambientale" come ho quasi fatto io, e poi si puo' esprimere un giudizio serio su iniziative che hanno una ricaduta cosi' importante sul nostro futuro!
Leggo proprio ora sul Centro che la regione muove i primi timidi passi verso la realizzazione di un piano sui rifiuti. E la novita' principale e' che per la prima volta si riconosce l'utilita' e l'importanza della termovalorizzazione dei rifiuti stessi! Sono sicuro che i tempi saranno lunghissimi e aspetto con ansia le reazioni delle associazioni ambientaliste che considerano l'"inceneritore" uno dei tanti TABU' .... solo perche' non guardado al resto d'Italia, che li utilizza da cicra 30 anni con risultati eccezionali sia dal punto di vista ambientale che economico.
Un plauso quindi alla Regione per la buona' volonta' dimostrata: adesso aspettiamo i fatti!
Provate a pensare alla differenza tra una discarica e un moderno impianto di incenerimento.... uno "ammucchia" solo rifiuti di ogni genere (anchre tossici e nocivi), l'altro riduce al 30% la quantita' di scarti da mandare a deposito come residui producendo contestualmente CALORE e/o ENERGIA utilizzabili dalla comunità stessa!
che ne pensate?
Nuova reply all'argomento:
PIANO REGIONALE RIFIUTI: SI PARTE!
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