Cultura & Attualità

perchè mi riesce difficile credere
Messaggio del 23-11-2006 alle ore 02:33:03

Perché mi riesce impossibile credere nell’esistenza di Dio
di Luigi Tosti

È bene premettere che credere nell’esistenza della balena e credere nell’esistenza di Dio non è la stessa cosa.


Chi crede nella balena lo fa perché l’esistenza fisica del cetaceo è stata materialmente accertata e documentata e, inoltre, può essere riscontrata da chiunque lo voglia, viaggiando per mare o visitando acquari e/o musei di storia naturale.


Chi crede in Dio, invece, non lo fa perché l’esistenza fisica di Dio sia stata acclarata da qualcuno e possa essere, all’occorrenza, riscontrata da chi lo voglia: in realtà l’esistenza di Dio è stata (e viene tuttora) supposta per fornire la giustificazione “logica” dell’esistenza del Creato, cioè dell’Universo.


Si tratta di un’esigenza che è scaturita nel momento in cui l’uomo ha raggiunto l’autocoscienza, cioè la consapevolezza di esistere e di essere immerso in un universo che esisteva.


La propria esistenza non è stata percepita dall’uomo (né lo è tuttora) come ferma, illimitata e immutevole, ma in senso diametralmente opposto. In altre parole l’uomo ha la consapevolezza di nascere, prima, dai propri genitori, poi di crescere e, alla fine, di dover morire, e nel suo convincimento tutto questo avviene in un ciclo causale (cioè di causa-effetto) che si consuma nel tempo: se io esisto, lo devo al fatto che sono stato generato dai miei genitori i quali, a loro volta, sono stati generati dai loro genitori; e così via, a ritroso nel tempo.



Anche l’esistenza dell’universo è stata percepita (e viene percepita) come mutevole e limitata. Infatti tutto si muove, si trasforma e cambia: prima vi è una realtà, poi ve n’è un’altra e, infine, domani ve ne sarà un’altra ancora.



Orbene, la consapevolezza che l’esistenza propria e dell’universo fosse necessariamente correlata col tempo ha indotto l’uomo (e tutt’ora lo induce) a ipotizzare un “inizio” e a porsi, dunque, questa fatidica domanda: «chi mai ha creato l’uomo e il mondo?».



In altri termini, se l’esistenza dell’universo non è ferma, ma si è svolta nel passato, si svolge nel presente e si svolgerà nel futuro, è sembrato lecito (e tuttora lo sembra) chiedersi quando essa sia iniziata e, altresì, quando essa finirà.



Ebbene, la risposta primordiale a questa domanda è stata quella di ipotizzare che l’inizio del mondo e di tutti gli esseri viventi fosse da attribuire a un atto creativo di un Essere soprannaturale e immortale (quindi pre-esistente), capace appunto di creare dal nulla la materia e gli esseri viventi e a ipotizzare, poi, che vi dovesse essere anche la fine dell’universo (creato).



L’attributo principale ed essenziale che è stato (e che tuttora viene) appioppato a Dio, dunque, è quello di creatore dell’universo.



D’altra parte, se Dio non fosse un essere creatore, egli si troverebbe – come essere esistente – sullo stesso piano dell’universo. In altri termini, ipotizzare un Dio che esiste, ma che non ha creato nulla, è perfettamente inutile, dal momento che anche l’universo esiste e non ha creato nulla.



Tuttavia, la supposizione dell’esistenza di un Dio-creatore, oltre che assolutamente inconcludente sotto il profilo logico, si rivela del tutto incompatibile con una delle leggi fisiche fondamentali, quella secondo cui in natura nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma: legge fisica dalla quale si deve trarre anche il necessario corollario che il tempo, inteso come inizio (o creazione) e fine (o annichilamento) della materia e, quindi dell’universo, in realtà non esiste.



La legge fisica in questione afferma, infatti, che se brucio un foglio di carta non ho in realtà distrutto un bel nulla, ma ho soltanto trasformato quel foglio di carta in calore e cenere. Il calore e la cenere corrispondono perfettamente, infatti, alla stessa materia che è stata coinvolta, all’inizio, in quel processo di trasformazione. Alla stessa stregua, l’esplosione di una bomba atomica non determina l’annichilimento di un solo atomo, bensì la trasformazione di materia in energia: un processo, questo, che può essere invertito, dal momento che l’energia può essere trasformata in materia.



Il corollario che scaturisce dalla legge fisica che in natura nulla si crea e nulla si distrugge è che il tempo (inteso come inizio – o creazione – e fine – o annichilamento – della materia) non esiste nella realtà fisica, ma è solo una rappresentazione convenzionale della nostra mente, necessaria per misurare il movimento della materia, cioè le sue continue trasformazioni.



Così, ad esempio, quando si dice che «è trascorso un anno», non si fa reale riferimento al trascorrere effettivo della entità “tempo”, quasi si trattasse di un punto (presente) che si muove verso il futuro lungo una retta, lasciando dietro di sé la scia del passato, ma si afferma soltanto che la terra ha fatto un giro attorno al sole. Quando si dice che «occorrono vent’anni perché un bambino diventi uomo», si fa un’affermazione scorretta, perché non è il tempo che fa crescere e maturare un bambino, ma sono le sostanze alimentari che egli ha assunto – e che l’organismo ha assimilato – che gli consentono di svilupparsi sino a quel punto. Se quel bambino avesse omesso di alimentarsi in quei venti anni (cioè in quei venti giri della terra attorno al sole), sicuramente non sarebbe divenuto uomo, ma si sarebbe trasformato in uno scheletrino.



E che il tempo sia soltanto un modo convenzionale per misurare il movimento della materia (organica o inorganica che sia) non può essere contestato, dal momento che la velocità del “movimento” della materia influisce sulla misurazione del tempo, rendendolo relativo. Un giorno terrestre dura le attuali 24 ore dell’orologio (anch’esso creato dall’uomo con meccanismi che «si muovono» per misurarlo) solo perché correlato all’attuale velocità di rotazione della terra. Se questa velocità raddoppiasse, però, il giorno durerebbe 12 ore dell’attuale “velocità di movimento” delle lancette dell’orologio.



Dalla diretta correlazione tempo-movimento deriva il necessario corollario che, se tutta la materia – dagli atomi all’universo – fosse completamente immobile (ivi compresa l’elaborazione dei pensieri da parte del nostro cervello), non si potrebbe neppure avere l’idea del tempo come attualmente la percepiamo: ogni attimo, infatti, sarebbe perfettamente eguale a quello precedente e a quello successivo, essendo tutto perfettamente eguale nel cosiddetto “passato”, nel cosiddetto “presente” e nel cosiddetto “futuro”.



Da queste considerazioni logiche discende che l’universo di cui facciamo parte non è minimamente influenzato dal “tempo” che, in realtà, non esiste: ciò che realmente esiste è soltanto la continua e incessante trasformazione della materia, ma questa “trasformazione” – che è la caratteristica intrinseca e peculiare della materia stessa – non ha mai determinato la distruzione – cioè l’annichilamento – di un solo atomo!



Per poter dimostrare che il tempo (inteso come inizio, trascorrere e fine dell’universo) esiste realmente, bisognerebbe dimostrare che è possibile creare o annichilare una pur minima porzione di materia: questa possibilità, però, cozza con la realtà della fisica e, dunque, si profila del tutto irrazionale e inammissibile.



Solo se qualcuno riuscisse a dimostrare che è possibile annichilare un solo atomo (e non, semplicemente, trasformare l’atomo in energia o viceversa), si potrà ipotizzare la tesi del creazionismo, cioè che vi possa essere stato un momento in cui è stata creata, dal nulla, la materia e, consequenzialmente, che il tempo esiste come entità, cioè come entità che consente a un Dio, già esistente, di creare ciò che prima non esisteva e magari, poi, di distruggerla.



Questa eventualità, tuttavia, è categoricamente esclusa dalla legge fisica che governa la natura, sicché si può tranquillamente affermare che è fisicamente impossibile che un solo atomo della materia dell’universo possa essere stato creato o possa essere distrutto da chicchessia, ivi incluso Dio.


In conclusione: è assolutamente incompatibile con la realtà fisica ipotizzare che l’universo possa essere stato creato (o possa essere annichilato) da chicchessia: caduta l’ipotesi del creazionismo, cade necessariamente l’ipotesi del Dio-creatore.


Pertanto, alla domanda «chi ha creato l’universo» si può fornire una sola risposta: «Nessuno». E il perché di questa risposta univoca è assai semplice: «Perché la domanda si fonda, in realtà, su un postulato falso, dal momento che le leggi fisiche escludono che vi sia la possibilità di creare materia: non è dunque possibile identificare l’autore di un’azione che è impossibile compiere».



Le stesse considerazioni varrebbero per qualsiasi altra domanda che si fondasse su postulati altrettanto falsi. Ad esempio, alla domanda «Chi è che fa volare le balene nel cielo?» solo gli Iddioti (neologismo che mi permetto di mutuare dal matematico prof. Piergiorgio Odifreddi) potrebbero scervellarsi per cercare di fornire le generalità di «Colui che fa volare le balene»; i sani di mente, al contrario, risponderebbero senza alcuna esitazione: «Nessuno!».



E la giustificazione di tanta certezza risiede anche qui nel fatto che la domanda si fonda su un postulato falso, dal momento che le leggi fisiche escludono che vi sia la possibilità che le balene volino nel cielo, sicché non è possibile identificare l’autore di un’azione che è impossibile compiere.


Queste conclusioni non possono essere invalidate dalla teoria del Big Bang: si può infatti tranquillamente affermare – al di là della validità o meno di questa teoria – che l’universo attualmente esistente è esattamente identico a quello esistente al momento del Big Bang.


La teoria del Big Bang, in effetti, non fa altro che ipotizzare l’esplosione di una quantità immane di materia che si era precedente addensata sino a raggiungere una massa volumetrica piccolissima. Questa esplosione avrebbe poi determinato il lancio e l’espansione della materia nello spazio e lo sviluppo di energia, analogamente a quanto avviene nell’esplosione di una stella supernova.


Il Big Bang non prova però nulla, né tantomeno prova che «l’universo esiste da tot miliardi di anni», come alcuni affermano, lasciando quasi supporre che, prima di quell’evento, l’universo… non esistesse!


In realtà il Big Bang nient’altro è se non uno degli infiniti eventi trasformativi della materia – presumibilmente ricorrenti – che riguarda quella porzione di universo infinito che noi possiamo indagare. All’attuale espansione dell’universo per noi visibile, infatti, potrebbe seguire una contrazione sino a generare un nuovo big bang: e così via di seguito, sino all’infinito.



Né si può ipotizzare che la cosiddetta “vita” sia una prerogativa esclusiva del pianeta Terra e che essa si sia formata soltanto qualche miliardo di anni fa. La constatazione che la materia si trasforma incessantemente deve indurre, semmai, a ipotizzare l’esatto contrario, e cioè che la materia ha la capacità di trasformarsi da forme inorganiche a forme organiche, e viceversa: e questo in qualsiasi punto dell’universo e in qualsiasi momento. Questa incessante trasformazione – nient’affatto influenzata dal “tempo” – non è a senso unico, cioè proiettata nel futuro, bensì ciclica: si può ragionevolmente affermare che tutto ciò che è accaduto accadrà di nuovo. Se vi è vita sulla terra, vi è stata vita e vi sarà vita anche in altri infiniti pianeti: qualsiasi trasformazione, infatti, avviene senza il minimo “dispendio” di materia e di energia, cioè senza che venga annichilato un solo atomo, sicché l’Universo si manifesta come una macchina eterna e illimitata, che non ha bisogno di Dio per funzionare e il cui bilancio tra energia e materia è sempre in pareggio.


D’altra parte, la tesi del Dio-creatore si rivela come un modo surrettizio e inconcludente di rispondere alla domanda «chi ha creato il mondo?».


Nel momento in cui, infatti, si identifica in Dio l’Essere che avrebbe “creato” l’universo in un certo istante, si deve necessariamente ipotizzare che quel Dio già esistesse e non abbia mai avuto un “inizio” e una “fine”: in caso contrario, infatti, questo Dio-creatore avrebbe le stesse caratteristiche che si attribuiscono all’universo-creato.


Ma allora sorge spontanea un domanda: che senso ha ipotizzare l’esistenza di un Essere (Dio), che non avrebbe mai avuto inizio e non avrà mai una fine, per giustificare l’esistenza di un altro Essere (l’Universo) che – sino a prova contraria – non ha mai anch’esso avuto un inizio e non avrà mai una fine? In altre parole, se il Dio-creatore esisteva già prima della creazione dell’universo, come si può negare che egli avesse la stessa identica prerogativa che compete all’attuale Universo, cioè quella dell’esistenza? E per quale motivo, allora, sarebbe necessario – per giustificare l’esistenza dell’Universo – ipotizzare l’esistenza di un Dio-creatore, e non sarebbe invece necessario ipotizzare l’esistenza di un altro Essere-creatore, per giustificare l’esistenza del Dio che ha creato l’Universo?


Come si vede, la “soluzione” del Dio-creatore, congetturata per giustificare l’esistenza dell’universo, non risolve un bel nulla ma, al contrario, fa sorgere la necessità di congetturare l’esistenza di una catena infinita di altri Dei-creatori, per giustificare l’esistenza di ciascuno di essi!!


Tanto vale, allora, affermare che l’Universo – che abbiamo sotto gli occhi e della cui esistenza siamo certi – c’è sempre stato e sempre ci sarà, come peraltro ci insegna e ci attesta in modo inconfutabile la fondamentale legge fisica secondo cui è assolutamente impossibile, in natura, creare o distruggere una pur infinitesimale porzione di materia.
    


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Editato da Dimas il 23/11/2006 alle 20:57:08
Messaggio del 23-11-2006 alle ore 20:57:46
forse un pò lunghetto?
Messaggio del 23-11-2006 alle ore 21:43:20
se ero dio già ti avrei fulminato per la prolissezza
Messaggio del 23-11-2006 alle ore 22:27:09
C'era qualcuno che diceva che un libro, più è grosso, più stupidaggini contiene
Messaggio del 23-11-2006 alle ore 22:41:33
Dimas sai cosa penso? Che l'uomo è pronto più a credere al nulla che in qualcosa di vero. Io a Dio ci credo e come!! Esiste e sai perchè? E' dentro ognuno di noi, è quella voce che dentro il nostro cuore ci spiega ciò che è bene e ciò che è male, e l'amico che ci consola se lo cerchiamo quando siamo soli e tristi, vive dentro di noi, è la consapevolezza di non essere soli. Però noi ci ostiniamo a cercare lontano quello che abbiamo vicino, siamo pronti a credere alle sciocchezze che ci vengono propinate dal ciarlatano di turno, ultimo a tutti il film "codice da Vinci" mentre abbiamo "La Bibbia" che è un libro che se uno riesce a capire, racchiude tutto il mistero della nostra vita! Bisogna solo avere fede, con quella poi viene pure la Luce!!!!
Messaggio del 23-11-2006 alle ore 22:44:17
Costy, mi piace molto il tuo intervento, ma sono belle parole che purtroppo hanno poca presa su molte persone.
Messaggio del 24-11-2006 alle ore 00:11:25
La bibbia,per me, è la piu' grande raccolta di balle e cialtronerie che l'umanita' ricordi.Il Codice da Vinci occupa gli ultimi posti,quanto a balle.Ho visto un film di 4 ore,anni fa,sulla bibbia.Neanche Walt Disney  avrebbe potuto fare  meglio.    
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Editato da Cappellini il 24/11/2006 alle 00:39:29
Messaggio del 24-11-2006 alle ore 13:47:40
Un discorso come quello di COsty può farlo solo chi Crede...
chi non Crede leggendo quelle righe non può far altro che sghignazzare.
La fede, secondo me, è un qualcosa di strettamente personale ed individuale e non esiste predicatore alcuno capace di convertire chi non Crede.
Messaggio del 24-11-2006 alle ore 13:56:00
Cara Costy personalmente credo in una spiritualità che accomuna ogni essere vivente piuttosto che una religione, che in quanto dottrina si avvale di Dogmi liturgie e convenzioni che non esercitano nessuna influenza su di me..

..cercare l'essenza della spiritualità, credo che sia un qualcosa di intimo e strettamente personale...che poi può essere condiviso certemante con altri..

..ho sempre affermato che vivo più io in compagnia di Dio nel cercarlo constantemente piuttosto che un fedele che dà per scontato la sua esistenza e si adagia sul dogma..

..in ogni caso concordo con cappellini sulla bibbia hanno molto più senso i vangeli in questo senso..ma anche su questi ho i miei forti dubbi
Messaggio del 24-11-2006 alle ore 14:05:03
Dio non esiste.


















me lo ha detto lui
Messaggio del 24-11-2006 alle ore 14:39:24
Dimas, ma è quello che in fondo ti ho detto io, cioè che Dio bisogna cercarlo nel proprio cuore, a prescindere da qualsiasi religione, la Bibbia poi bisogna saperla leggere ed interpretare, solo grandi teologici possono dare di essa una spiegazione logica. Ha ragione Samu, quando sostiene che nessun predicatore può far convertire chi non crede, giustissimo!!! La fede è una virtù che si ottiene mediante i sacramenti, le preghiere, fatte da noi o chi per noi, se può essere di aiuto posso testimoniare personalmente che ho trascorso 30 anni della mia vita nel buio più totale, cioè senza fede e senza amore di Dio, avendo un rapporto con la Chiesa solo di ipocrisia. In un solo pomeriggio, che non sto a raccontare per non annoiarvi, ho realizzato cosa significa avere fede, amore e timore di Dio ecc. ecc. e da allora ho capito cosa è veramente importante nella propria esistenza e tutto è stato più facile per me: lavorare, tirare su famiglia, avere rapporti con altre persone, gioire sempre anche di un solo sorriso, mai perdersi d'animo neanche nelle prove più difficili (e ne ho avute e di brutte pure) ecc. ecc. (adesso i miei figli mi diranno: cambia spacciatore) ma da quando non mi sento più sola ma veramente figlia di Dio in tutti i sensi (e non è poco) vivo tranquilla e serena perchè affido tutto a Lui con la piena consapevolezza che un Padre non può che volere solo il bene per i suoi figli e credetemi è proprio una gioia immensa sentirsi figlia di Tale Padre!
Messaggio del 24-11-2006 alle ore 20:54:06
Cmq non riesco a capire come Dimas non riesca a credere a Dio. Perché non l'ha visto? Eppure non ha mai visto nemmeno la figa, ma ci crede.
Messaggio del 24-11-2006 alle ore 20:57:03
crediamo tutti in Adonai
Messaggio del 24-11-2006 alle ore 21:00:19

La bibbia,per me, è la piu' grande raccolta di balle e cialtronerie che l'umanita' ricordi

ricordandoti che la tua affermazione potrebbe risultare offensiva ai più e piena di grande insensibilità, ti sottolineo che è un'affermazione superficiale e falsa, in quanto non solo è un insieme di libri che raccoglie un'esperienza millenaria, risultando così anche un gran documento culturale, ma contiene pagine di poesia e di saggezza, di morale e pietà; è una rappresentazione calzante dell'umanità.
Messaggio del 24-11-2006 alle ore 21:15:40
non avrei mai creduto adonai capace di un paragone così (dio e figa)
Messaggio del 24-11-2006 alle ore 21:37:48
e soprattutto plagiare così pacchianamente Sant'Anselmo
Messaggio del 24-11-2006 alle ore 22:45:29

e soprattutto plagiare così pacchianamente Sant'Anselmo

Che analogia ci vedi tra quello che ho detto e l'argomento anselmiano?
Messaggio del 25-11-2006 alle ore 14:16:19
Non era Anselmo a dire che Dio esisteva in quanto pensabile, nonostante la sua impensabile perfezione?
Messaggio del 25-11-2006 alle ore 15:21:06
Non è offensiva affatto ,verso i credenti,la mia affermazione ,Adonai.Allo stesso modo chi crede e dichiara che il mare si apri' oppure che 5 pesci siano diventati 5000 oppure ancora che un paralitico abbia ripreso a camminare,non offende il mio non credere a queste fandonie.Sicuramente non ci credi neanche tu,solo che ,per andare contro Animamundi e gli altri,fai finta di crederci.Anche quando dichiari di essere pro Berlusconi  fai  finta,perchè la maggioranza,in questo forum è anti Berlusconi . A te di Berlusconi non frega un tubo.Fregno proprio poi il paragone tra dio e la figa. Per quanto riguarda le poesie ed il resto è un altro discorso.  
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Editato da Cappellini il 25/11/2006 alle 15:43:19    
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Editato da Cappellini il 25/11/2006 alle 15:45:35
Messaggio del 25-11-2006 alle ore 16:57:28

chi non Crede leggendo quelle righe non può far altro che sghignazzare

e infatti io
Messaggio del 25-11-2006 alle ore 17:59:17
..personalmente ho conosciuto molti coetanei non credenti e con la pratica della meditazione li ho visti in seguito assumere una posizione del tipo: "beh... forse Dio potrebbe anche esistere... non posso negarlo con certezza" e successivamente alcuni di loro... sono divenuti credenti.

...credenti senza piu' alcun dubbio sull'esistenza di Dio

...quindi alla filosofia andrebbe unita un po' di meditazione, come ci insegnano le antiche tradizioni orientali... ed occidentali...

...altrimenti attraverso il solo ragionamento filosofico e' piu' probabile arrivare alla negazione del Creatore
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Editato da Cintamani il 25/11/2006 alle 18:13:40
Messaggio del 25-11-2006 alle ore 18:39:31
..qualche considerazione interessante riguardo questo articolo di Luigi Tosti?
Messaggio del 25-11-2006 alle ore 18:40:17
chi me lo riassume per favore?
Messaggio del 25-11-2006 alle ore 18:50:54
...le filosofie indiane infatti affermano che nulla si crea e nulla si distrugge.

...l'universo materiale e' creato ciclicamente da Dio ALL'INTERNO di quello spirituale utilizzando l'energia spirituale che condensata diviene materia

...questo concetto forse e' gia' un tantino piu' interessante




Messaggio del 25-11-2006 alle ore 20:24:33

Non era Anselmo a dire che Dio esisteva in quanto pensabile

L'argomento anselmiano illustrato da san Tommaso è pressappoco: premettendo che Dio è ciò di cui non si può pensare nulla di più grande; vi sono alcuni che affermano che Dio è solo nel pensiero; ma poiché pensare Dio nel pensiero ed esistente realmente è più grande che pensarlo nel solo pensiero; stando alla definizione che abbiamo dato di Dio, pensare Dio solo nel pensiero non è possibile, quindi Dio, se è nel pensiero, deve essere anche nella realtà.
Un po' complicato ma interessante come ragionamento.


Non è offensiva affatto ,verso i credenti,la mia affermazione ,Adonai

Non puoi essere tu a stabilire se hai offeso una persona in base alle tue sensazioni soggettive; come non posso stabilire che il peperoncino non pizzica a nessuno solo perché io posso mangiarlo senza sentirmi morire. Soprattutto tu, che sei così sensibile quando si tratta di rispetto nei confronti delle persone, dovresti essere più cauto nell'esprimerti.
Ma questo non lo dico per me, perché poco mi tange, ma per il bene della tua coerenza.
Continuo inoltre ad affermare che la tua dichiarazione circa le fandonie è fasulla e superficiale.


le filosofie

E qui Delus ti darà una bella tirata d'orecchi. Comunque ritengo poco parlare dei culti dell'estremo oriente, soprattutto perché molte delle teorie che più affascinano gli occidentali sono frutto in tutto e per tutto della nostra filosofia classica, soprattutto la dottrina della reincarnazione non solo è tutta tutta tutta filosofia antica, ma è una dottrina nata pure in Italia
Messaggio del 25-11-2006 alle ore 20:26:58
costy ....
Messaggio del 25-11-2006 alle ore 20:42:23
Cosa dovrei fare allora Adonai?Tacere e non intervenire o sostenere di credere a quelle balle,solo perchè si offende chi invece ci crede?Anche tu allora mi offendi quando ritieni la mia dichiarazione fasulla.So bene,pero', che non mi stai offendendo.
Messaggio del 25-11-2006 alle ore 21:21:58
Non devi tacere perché offendi qualcuno. Ma devi tacere se non hai niente di vero da dire; e dire che sono tutte fandonie non è vero.
Messaggio del 25-11-2006 alle ore 22:02:13
Hai ragione,non sono tutte fandonie.Buona parte si,pero'.
Messaggio del 26-11-2006 alle ore 02:47:02
Come fai a dirlo?
Messaggio del 26-11-2006 alle ore 03:05:43
Perchè l'asino non vola,non ha le ali.
Messaggio del 28-11-2006 alle ore 23:49:01
ha ragione adonai...è una rappresentazione calzante dell'umanità...soprattutto nella sua versione ebraica...intolleranza, prostituzione, guerre e quant'altro...

sulle filosofie (sic) e su come quelle filosofie, piuttosto che informare, hanno rovinato la filosofia nella sua versione + nobile, nemmeno mi pronuncio.

Bibliografia:

Deleuze & Guattari "que'est-ce que c'est la philosophie"

Colli G. "la nascita della filosofia"

sul discorso riportato da dimas:

qualcuno sente dentro di sè un qualche Dio..qualcun'altro no...io dentro di me la mattina sento un dirigibile marrone senza elica nè timone che vuole uscire...e quello esiste...poi esistono tante metafisiche dell'esistenza...e poi esiste in realtà tutto ciò che uno vuol fare esistere...il cervello è veramente tiranno di sè stesso...non potete nemmeno immaginare quanto...

citando Nietzsche: la gente preferisce credere al nulla piuttosto che ...non credere...

vabbò un bacione a tutti mi vado a coricare di fianco alla mia signora (che esiste...di nuovo...in due sensi...sarà forse ella una dea?)
Messaggio del 28-11-2006 alle ore 23:54:07
fè...mo mi stavo a dimenticare...ma se uno deve credere alla bibbia, perchè non credere piuttosto allo zend avesta, che è + antico, + rigoroso e contiene in sè tutte le favolette che stanno scritte sulla bibbia?

cosa sarà mai stò zend avesta?
Messaggio del 29-11-2006 alle ore 04:30:54

C'era qualcuno che diceva che un libro, più è grosso, più stupidaggini contiene



..quindi il tuo cervello corrisponderebbe alla treccani..
Messaggio del 29-11-2006 alle ore 12:39:50
La fede nn la si ha a priori. Essa è qualcosa che si scopre, si verifica si mette in discussione e spesso va constantemente ricercata. Dai frutti si riconosce l'albero diceva circa 2000 anni fa' un uomo che ha cambiato il mondo. La religione pervade molti ambiti della nostra conoscenza ed è bene che ha questo interrogativo (credere o non credere?) ognuno di noi si dia una propria risposta perchè in nessuna scienza troverà una risposta tanto vera quanto quella che potrà trovare dentro se stesso.
Messaggio del 04-12-2006 alle ore 13:37:45
"Ormai, non riuscirei più a chiudere la giornata senza rivolgermi a Dio: ne ricavo la certezza, sempre confermata, che non si tratta di parole al vento ma del dialogo fruttuoso con un padre che ascolta i suoi figli."
Leonardo Mondadori

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