Messaggio del 07-11-2007 alle ore 23:47:54
Ramblert,
guarda che nel concordato c'era anche questa libertà. Prima bisognava andare contro le leggi italiane per non assistere alle lezioni di insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica italiana. Già questo basterebbe per dire che è stato un regola ai giovani italiani e non alla Dc
Messaggio del 07-11-2007 alle ore 23:06:47
Lo stesso che ha firmatp il secondo Concordato, poco dopo ebbe a dire che erano quasi maturi i tempi per superarlo definitivamente. Lui l'ammodernò, noi lo supereremo definitivamente.
Messaggio del 07-11-2007 alle ore 22:57:49
Adonai, Ki ha ragione. Questo è un salutare confronto interno sui temi politici alla luce del sole e non nelle sale oscure delle consorterie.
Ki, se non andasse alla Chiesa anche la parte inespressa, il sistema dell'8x1000 sarebbe molto più onesto del sistema della Congrua di Mussoliniana memoria. Comunque, noi siamo per rivederla e il Pd per non toccarla...
Messaggio del 07-11-2007 alle ore 22:25:21
Noi abbiamo permesso a tuo figlio di scegliere se avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica. Il tuo ministro della Pubblica istruzione, invece, ha finanziato le scuole private in violazione della Costituzione italiana.
Messaggio del 07-11-2007 alle ore 21:49:26
Mai come gli ex comunisti, come direbbe giustamente Cappellini, che per perpetuare il potere e le poltrone, in meno di vent'anni, sono passati dal comunismo al Vaticano
Messaggio del 07-11-2007 alle ore 20:30:07
Da quando papa Panella l'ha cacciato a pedate...il figlioccio Capezzone si è dovuto cercare un'altro lavoro, e mo fa pure l'indispettito!!!...
Dalla Repubblica
Addio alla presidenza della commissione Attività Produttive e alla Rosa nel Pugno
Il parlamentare conclude così un percorso politico travagliato e ricco di colpi ad effetto
Le doppie dimissioni di Capezzone
ultima provocazione di un ex radicale
Daniele Capezzone
ROMA - Chissà se anche questa volta pronuncerà la frase che pare abbia detto ricordando gli anni trascorsi al liceo del Collegio San Giuseppe: "Ne sono uscito con il massimo dei voti e il minimo della fede". Il leader radicale Daniele Capezzone si è dimesso oggi dalla presidenza della commissione Attività Produttive della Camera e ha lasciato anche il gruppo della Rosa nel Pugno, la lista con la quale era stato eletto, passando al gruppo misto.
L'addio dell'ex infant prodige radicale, rispetto al diploma di maturità, avviene in realtà sulla scia di incomprensioni e polemiche prosperate soprattutto sulla scorta dei "voti bassi", ovvero del deludente risultato ottenuto dalla federazione con la componente socialista guidata da Enrico Boselli. E sicuramente testimonia la fine di una fede: "Nella Rosa nel pugno - diceva appena un anno fa - noi ci crediamo molto, la Rnp ci sarà ancora quando buona parte degli altri partiti avrà chiuso". Forse ci sarà davvero, ma di certo non ci sarà più lui a farne parte.
"Il motivo di questa mia decisione è molto semplice - ha scritto Capezzone nella lettera di dimissioni spedita al presidente della Camera Bertinotti - considero esauriti, starei per dire esausti, la fase e l'assetto politici che determinarono anche quella mia elezione". Una rottura formale che chiude una lunga marcia di allontanamento dai suoi maestri Pannella e Bonino e che probabilmente lo porterà presto anche fuori dall'attuale maggioranza.
Il primo forte scossone era arrivato dopo il Congresso dei Radicali Italiani del novembre 2006, quando è venuto alla luce la durezza dello scontro con Pannella, quando il leader storico lo ha accusato di lavorare per la sua immagine anziché per il partito, ottenendone infine l'allontanamento dalla segreteria. Difficile dire da quale parte stia la ragione nello scontro tra il maestro e l'allievo, ma che Capezzone alla sua immagine ci tenga in maniera particolare è innegabile.
Dopo essere stato a lungo solo una voce, curando per oltre cinque anni la puntata domenicale della rassegna stampa di Radio radicale, collaborazione alla quale Pannella porrà fine nel 2007, negli ultimi tempi le sue apparizioni video e sulla carta stampata si sono andate moltiplicando, spaziando dal pastone politico del Tg1 a una lunga lista di trasmissioni e testate. Da conduttore sul piccolo canale satellitare NessunoTV a commentatore satirico con Chiambretti su La7, da opinionista per Rai Due a editorialista per Libero, da speaker ai microfoni di Radio24 a direttore della rivista online LibMagazine, non c'è mezzo che Capezzone trascuri.
Con il risultato che spesso le sue posizioni hanno sollevato polemiche a non finire. E' il caso di un'intervista rilasciata alla Radio Vaticana, nella quale ha sostenuto la non punibilità della pedofilia in quanto orientamento sessuale, ma solo nelle sue eventuali conseguenze fisiche o psicologiche sui minori.
Ma l'attivismo dell'ex presidente della commissione Attività Produttive della Camera per alimentarsi ha avuto bisogno anche di trovate politiche e di provocazioni: così ecco l'adesione al Comitato promotore del Referendum elettorale, nonostante la contrarietà dei Radicali. E ancora il lancio del Tavolo dei volenterosi, un tentativo di far incontrare le anime riformiste presenti nei due schieramenti contrapposti di Unione e Cdl. Infine il gesto di oggi, clamoroso e inusuale per il costume politico italiano, che Capezzone ha rivendicato così: "Mi pare che in tanti, in troppi, siano meramente protesi a una logica di sopravvivenza, di continuismo, di trascinamento dell'esistente. Per questo occorre invece che qualcuno compia atti chiari di discontinuità e di rottura, sia pure a proprie spese: di qui la mia decisione".
(7 novembre 2007)
Come sempre, Giacinto insegna il mestiere e gli altri fanno i soldi...