Cultura & Attualità
Il primo impegno da sindaco? «Andrò a trovare - spiega - l'arcivescovo di Palermo, monsignor Romeo, al quale chiederò un aiuto importante per governare la città».
chissà poi che cosa gli avrà detto poi il Vescovo... 
...E TI PAREVA!

ma poteva essere tutto regolare? NOOOOO CERTO CHE NOOOO!
[url=http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=10662&fromplayer=10662&stream=video&showtab=Copertina]BROGLIELETTORALI
Eeeee Forza Italiaaaaaaaa....PIZZA MANDOLINO E MAFIA !

A quando il ritorno dei Principi Vescovi?
FATTI ! non Rosario e Pater Noster...
ma si sa in Italia il sistema si basa sulla famiglia...si quella mafiosa!
Pensabene, quartiere Zen
Forse è andato a chiedere informazioni sui ragazzini palpabili


Che purcaria.
In un paese civile si fanno le elezioni. si contano i voti. si annuncia il vincitore. lo sconfitto E' IL PRIMO a congratularsi immediatamente. il vincitore ringrazia gli elettori e si mette al lavoro.
in Italia (che civile non lo è proprio completamente) invece succede QUESTO:
PALERMO - Seggio elettorale 534, scuola elementare Pensabene, quartiere Zen, quattro del pomeriggio. Una ragazza disperata tiene in mano una scheda elettorale, 77 centimetri di lunghezza per 33 di altezza: "Qui ci sarebbero due nomi votati". Davanti a lei un muro di occhi e di mani: saranno almeno venti i rappresentanti di lista seduti di fronte, lo sguardo gelido di un tribunale del popolo. Due file di sedie tutte occupate. Parla il primo: "Si può dare". "Si può dare cosa?", chiede il secondo. "Il voto. E' chiara la volontà".
Sono tutti ragazzini gli scrutatori, indifesi e impauriti con questi foglioni che girano tra le mani.
La donna che deve accertare la regolarità dell'espressione osserva interdetta. Una voce fa: "La legge prevede che si possa dare la preferenza per un solo nome, non per due, la prego". Sembra convinta quando sull'uscio si fa avanti un omone. Non entra, ma intima: "Voto regolare, si deve dare". I ragazzi alzano lo sguardo. Uno di loro chiede: "Lei chi è?". "Rappresentante di lista". Come si chiama? "Antonio". Le voci si accavallano, i toni si fanno aspri: "Lui non può parlare, non sappiamo chi sia".
Accorrono i finanzieri e accorre il presidente di seggio che ha lasciato i ragazzi a sbrigarsela da soli. Supplica l'omone: "Per favore". E quello: "Voto regolare". Il presidente: "Non ti preoccupare, lasciaci lavorare e sarai servito, anche meglio di quel che credi".
LA REPLICA - Secca la risposta di Cammarata. «Siamo in un Paese libero, Orlando ha il diritto di chiedere quello che vuole e di fare ciò che desidera. C'è un ordinamento giuridico, segua la sua via. Mi sembra una cosa patetica, ma, vada pure avanti». «Quel che conta - aggiunge - è che i palermitani abbiano scelto il loro sindaco e un modello di sviluppo incentrato sui fatti». Il primo impegno da sindaco? «Andrò a trovare - spiega - l'arcivescovo di Palermo, monsignor Romeo, al quale chiederò un aiuto importante per governare la città».
in Italia si fanno le elezioni. Non si capisce chi ha vinto e chi ha perso, di solito hanno vinto tutti. partono le accuse di brogli. Il clima diventa putrido e puzzolente. Spuntano fatti "strani". Poi più o meno ufficialmente in un modo o nell'altro spunta un vincitore. Lo sconfitto grida e strepita rigorosamente al complotto, ai brogli ai metodi scorretti. la parola MAFIA sempre nell'aria. Il vinvitore nel frattempo che fa? DICHIARA DI ANDARE DAL VESCOVO A CERCARE CONSIGLIO SU COME AMMINISTRARE LA CITTA'. !!!!!!
Italia 2007...robba che neanche i talibani o i cosiddetti "beduini" sarebbero stati capaci di tanto...
Nuova reply all'argomento:
PALERMO/ROMAsolo andata all'inferno
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