Et nomen pacis dulce est et ipsa res salutaris; sed inter pacem et servitutem plurimum interest.
Pax est traquilla libertas, servitus postremum malorum omnium, non modo bello sed morte etiam repellendum.
(CICERONE, Phil.II, 113)
Dalla homepage di una forumiana.
E la parola pace è gradevole, anzi l'unica che possa piacerci; ma c'è un'immensa differenza tra la pace e l'asservimento.
La pace è una serena libertà, mentre l'asservimento è il peggiore dei mali, da scacciare non solo con le armi, finanche con la morte.
Messaggio del 31-03-2007 alle ore 00:57:00
La libertà non è un'idea. Cicerone ci mostra come per lui, e per i romani, non vi sia la contrapposizione tra pace e guerra, come avviene per noi, ma tra pace e schiavitù.
Ciò perché per lui la pace non è null'altro che lo stato dell'uomo libero che non teme di perdere la propria libertà; e questa libertà sicura di sé è piacevole ed essenziale, in quanto la vera garanzia della nostra esistenza. Mentre la schiavitù è l'opposto della pace, il maggiore dei mali, ciò che ci annienta.
Perciò, per difendere la pace, cioè la libertà, che è la nostra fonte di vera vita, dobbiamo combattere e, per evitare la schiavitù, dobbiamo anche morire.
Non è un'idea, ma la nostra stessa essenza che difendiamo.
Messaggio del 31-03-2007 alle ore 01:05:36
PRESUNTUOSO, COSA CREDI CHE NON ABBIA INTESO CIO' CHE INTENDE CICERONE PER LIBERTA'?
La libertà è un problema sul quale la tradizione filosofica ha molto riflettuto, partendo da prospettive diverse. L’idea di libertà è strettamente legata a quella di volontà e di limitazione delle possibilità umane.
La libertà è ciò che permette all’uomo di professare la propria autonomia e indipendenza rispetto a ciò che è esterno. Essa implica l’idea di coscienza, o meglio di auto-coscienza, ossia quella coscienza autentica o illusoria che ci dà la possibilità di percepire noi stessi come un’identità in alterità a ciò che è fuori da noi. Da questa alterità che noi percepiamo nasce la necessità di concepire la libertà come possibilità di affermazione della nostra identità e come superamento della negazione, cioè di ogni alterità che percepiamo fuori da noi
Messaggio del 31-03-2007 alle ore 01:11:04
Avevo letto male anzi non avevo neanche letto! Comunque "mourir pour des idèes" è una citazione. Lo conosci Brassens?