Messaggio del 02-09-2004 alle ore 09:50:13
1 settembre 2004 – Dietro i blindati dell’esercito federale spuntano le canne dei fucili dei soldati e degli Omon, la polizia speciale russa, puntati contro la piccola scuola elementare numero 1 di Beslan, capitale dell’Ossezia del Nord, repubblica russa del Caucaso settentrionale confinante con la Cecenia. Questa mattina, primo giorno di scuola, una ventina fra uomini e donne armati, vestiti di nero, con il volto coperto da passamontagna neri e con cinture esplosive alla vita, hanno fatto irruzione nella scuola prendendo in ostaggio centinaia di bambini. L’edificio scolastico di cemento armato è stato subito circondato dalle forze di sicurezza. Ci sono stati degli spari, e almeno un paio di persone sono morte. Poi sono iniziate le trattative.
Il commando terroristico ha detto che se i militari faranno irruzione nella scuola, loro si faranno saltare in aria uccidendo tutti gli ostaggi. Le condizioni per la loro resa sono due. La prima è il rilascio delle centinaia di persone imprigionate nella vicina repubblica d’Inguscezia dalle forze russe nel corso dei violenti rastrellamenti seguiti alla clamorosa azione della guerriglia filo-cecena, che a fine giugno aveva messo a ferro e fuoco la capitale ingusceta Nazran. La seconda è il ritiro dell’esercito russo dalla Cecenia. Una richiesta retorica, dato che Putin non ha nessuna intenzione di mollare la presa sulla Cecenia, sua ossessione fin da quando mise piede al Cremlino, e fonte irrinunciabile di autofinanziamento illecito per i vertici militari russi.
La guerra in Cecenia: una delle più grandi e ignorate tragedie dei nostri giorni, un conflitto che prosegue ormai da dieci anni nel più totale silenzio dei media internazionali, che ha causato la morte di un quarto della popolazione di quella piccola repubblica caucasica, e che vede le truppe russe macchiarsi dei peggiori crimini contro l’umanità (stupri, torture, saccheggi, sequestri, esecuzioni extragiudiziali). Una guerra che il Cremlino si è sempre illuso di poter gestire come una questione locale e che invece, sempre di più, produce contraccolpi drammatici in tutto il territorio russo. Dal contagio alle repubbliche russe del Caucaso settentrionale (Daghestan, Inguscezia, Kabardino-Balkaria), dove la guerriglia islamica filo-cecena e anti-russa sta dilagando a macchia d’olio. Agli attacchi terroristici che portano la guerra nelle strade, nelle metropolitane e nei teatri di Mosca.
E proprio lo spettro del sequestro del teatro Dubrovka di Mosca dell’ottobre 2002 si aggira in queste ore per le strade di Beslan. Un sequestro che allora finì in tragedia dopo il blitz delle forze speciali russe che usarono gas tossici sterminando sia i terroristi ceceni che i centotrenta ostaggi nelle loro mani. Ma soprattutto, quello che accade oggi in Ossezia alimenta la sindrome del terrore continuo. Questo sequestro arriva all’indomani di un attentato che martedì sera ha ucciso dieci persone in una stazione della metropolitana moscovita. E una settimana dopo la strage dei novanta passeggeri dei due aerei di linea russi fatti esplodere in volo, sembra, da due donne kamikaze cecene.
Azioni disperate di uomini e donne che purtroppo vedono nella violenza e nel terrore l’unico strumento per denunciare la violenza e il terrore subiti in patria per mano delle truppe russe e delle milizie ‘unioniste’ che collaborano con loro. Atti condannabili senza riserve, alimentati dall'atrocità e dalla disumanità di quello che accade, ogni giorno, in Cecenia. Atti che sono destinati a ripetersi fino a quando il Cremlino non accetterà una soluzione negoziale del conflitto indipendentista ceceno, invece di perseverare ottusamente sulla strada della soluzione militare. Una soluzione di cui fa le spese sia il popolo ceceno che quello russo. E di cui adesso stanno facendo le spese centinaia di bambini innocenti, che nulla c'entrano con la follia di chi vuole la guerra e di chi usa il terrore per porvi fine.
E proprio lo spettro del sequestro del teatro Dubrovka di Mosca dell’ottobre 2002 si aggira in queste ore per le strade di Beslan. Un sequestro che allora finì in tragedia dopo il blitz delle forze speciali russe che usarono gas tossici sterminando sia i terroristi ceceni che i centotrenta ostaggi nelle loro mani.
Falso e tendenzioso,
gli ostaggi in mano ai terroristi erano circa 800, quelli morti furono 130 cioè meno del 20%, che secondo gli stessi standard israeliani, che in fatto di liberazione di ostaggi sono i mestri, è più che accetabile.
Che poi i russi abbiano usato un gas sperimentale di cui non esisteun antidoto è criticabile, ma questo gas ha permesso di salvare oltre 600 persone
Messaggio del 02-09-2004 alle ore 10:10:07
più che accettabile la morte di 130 persone?
il gas ha permesso di salvare 600 persone? ma ti leggi mentre scrivi? E' proprio vero che ci sono persone per le quali gli esseri umani sono solo numeri.....tanto sono lontani da te.. certi commenti potresti davvero risparmiarteli, sono penosi.
Messaggio del 02-09-2004 alle ore 10:29:13
Con i terroristi non si tratta mai!!!
E credo che tu ti sbagli, non ne sono sicuro, ma nell'assalto al teatro credo abbiano ammazzato qualcuno, non ne sono sicuro, mi informerò
Messaggio del 02-09-2004 alle ore 11:01:05
Infatti in quel contesto ma si e' trattato di un "successo" del gruppo Alfa,anche perche'la maggioranza delle vittime fu causata da reminiscenze di stampo sovietico che impedirono di comunicare tempestivamente la tipologia di gas utilizzato,inotre si rallentarono i soccorsi poiche'si temeva la presenza di terroristi confusi fra gli ostaggi.Il discorso ceceno e' molto piu' complesso entrano in gioco fattori come il Grande gioco per il controllo delle risorse petrolifere,nazionalismi russi,fu Stalin che inizio' la deportazione di massa cecena ad opera dell'NKVD,lotta all'integralismo islamico anche perche' i ceceni si sono radicalizzati,fino ad accettare la logica perversa del kamikaze,proprio a causa della spietata invasione russa,russi che utilizzarono armi pesanti,famigerato il bombardamento con gli Anona e Smersh su Gronzy e tattiche davvero al di fuori da ogni logica civile.
Messaggio del 02-09-2004 alle ore 11:26:32
Ottimo Dekkard.
C'è da aggiungere che la folle politica di Putin ha spinto la resistenza cecena tra le braccia dell'integralismo islamico, mentre all'inizio era una rivolta di popolo con scopi esclusivamente indipendentisti, infatti il presidente indipendentista MAskadov è un laico, mentre ora ha preso il sopravvento l'integralista Basaev con forti legami con i Qaedisti
Messaggio del 02-09-2004 alle ore 12:18:12
Infatti hanno sparato per primi
"Mezz’ora dopo l´inizio dell'assedio, alcuni terroristi ceceni uccisero una donna che stava entrando nel teatro, scambiata per una dei servizi di sicurezza russi"
Discovery-italia.com
Messaggio del 02-09-2004 alle ore 13:57:07
13,20 - ESPLOSIONE ALLA SCUOLA. Secondo l'agenzia Itar-Tass si è udita un'esplosione nei pressi della scuola di Beslan. Non si conoscono altri dettagli.
12,44 - TRA OSTAGGI DUE BIMBI TURCHI E LORO MADRE. Tre cittadini turchi, tra cui due bambini, sono tra le 354 persone tenute in ostaggio nella scuola dell'Ossezia del Nord. Lo ha detto la Cnn turca. Intervistato telefonicamente dall'emittente, Seyfi Dogan, un turco residente a Beslan - la città in cui è in corso il sequestro - ha detto che sua moglie, ieri mattina, aveva accompagnato a scuola il figlio più grande, di nove anni, tenendo in braccio l'ultimo nato, di un anno, quando il commando ha fatto irruzione. Tutti e tre sono rimasti intrappolati.
www.repubblica.it
13,45 - TRE LE ESPLOSIONI ALLA SCUOLA. Sarebbero state tre le esplosioni udite dai cronisti vicino alla scuola. Secondo alcune testimonianze, una sarebbe avvenuta nella zona dove sono posizionate le squadre d'assalto e due all'interno dell'edificio. Un cronista della France Presse afferma che c'è un'auto in fiamme nel piazzale vicino alla scuola.
13,40 -
russi che utilizzarono armi pesanti,famigerato il bombardamento con gli Anona e Smersh su Gronzy e tattiche davvero al di fuori da ogni logica civile.
quote:
la folle politica di Putin ha spinto la resistenza cecena tra le braccia dell'integralismo islamico, mentre all'inizio era una rivolta di popolo con scopi esclusivamente indipendentisti
Bene Dean, hai dimostrato come una folle politica militare può alimentare il terrorismo. Non era invece la strategia della Fallaci?
Forti coi deboli, deboli coi forti.
Messaggio del 03-09-2004 alle ore 14:46:12
Quando apprezza le idee della lega di respingere le carrette del mare piene di immigrati con i cannoni, e quando disdegna il fatto che la guardia costiera o la marina compiono salvataggi di immigrati in acque internazionali. Sto leggendo il suo libro "autointervista" e ci sono affermazioni che trovo alquanto disgustose. In effetti la sua parte di strategia militare la propone.
Per non parlare degli stereotipi sullo spacciatore marocchino, sullo sfruttatore della prostituzione albanese, sull'infibulatore soft somalo... i pacifisti guerraioli
E questi sono solo pochi esempi... magari ti posto qualche altra perla by fallaci quando ho tempo.
Messaggio del 06-09-2004 alle ore 08:05:42
Dalle notizie che sono giunte pare che il blitz,non so fino a che punto non programmato,sia stato condotto da unita' Spetnaz dell'esercito con gruppi di OMON,le unita' dell'ALFA,specializzate in questo genere di azioni sono entrate solo in secondo momento,tutto cio' a sottolineare 2 ipotesi:1)il blitz e' stato davvero frutto del caso non deciso a Mosca si sa che i russi non vanno manco al bagno senza autorizzazione 2)Ordinato da Mosca ma con informazioni del tutto inesatte sul nr di ostaggi e terroristi e pianificato da cani.Rimane il fatto che sia la SAS che gli israeliani avevano offerto il loro aiuto per risolvere la situazione,aiuto subito sdegnosamente rifiutato dal Cremlino.Se fosse intervenuto un qualsiasi gruppo d'assalto occidentale le perdite sarebbero state almeno la meta',invece i russi mandano unita' non specializzate nel recupero ostaggi e permettono anche i civili armati di gironzolare nell'area il tutto condito con l'intervento,non so fino a che punto chirurgico,di 2 cannoniere Mi24 Hind che vomitano fuoco di supporto su tutta l'area.Fa bene l'UE a chiedere spiegazioni i russi non si smentiscono mai.
Messaggio del 06-09-2004 alle ore 09:14:59
E' una questione di priorità
Scartando l'ipotesi 1, come dice Dekkard assolutamente ridicola per i russi, resta da vedere qual'era la priorità degli spetsnaz.
Ma per fare un ipotesi basta vedere che sono questi spetsnaz, per capire che con il Sas inglese ed il Seyeret Metkal israelinao c'entrano poco.
Gli Spetsnaz erano unità antivip il loro compito era infiltrarsi nei paesi della nato eliminare i leader politici e militari ed aprire la strada alle divisioni corazzate.
Nel '68 arrestarono tutto il gruppo dirigente comunista cecoslovacco, ben prima dell'arrivo dei tank dell'armata rossa, ponendo fine alla primavera di Praga.
In Afghnistan e poi in Cecenia si occuparono di antiguerriglia organizzando agguati alle formazioni di mujaedhin ed eliminando i capi, oltre a portare un po di sano terrore tra la popolazione.
Le poche immagini disponibili del blitz danno l'idea della rozzezza da macellai usata, la zona non era stata steriliizata chiunque poteva avvicinarsi e non a caso non c'era uomo che non avesse in mano un Kalasnikov, la durata dei blitz è misurata in secondi in quel caso è durarto 10 ore, la mancanza di ambulanze è sintomatica dell'interesse per gli ostaggi.
Li l'importante era porre termine al ricatto e liquidare i terroristi a qualsiasi costo.
Per quanto riguarda le richieste di spiegazioni, beh roba della solita sinistretta da 4 soldie per di più con la coscienza sporca.
Dov'era l'Europa quando priam Eltsin e poi Putin massacravano dai 100.000 ai 300.000 Ceceni trasformando Grozny in quell'incredibile cumulo di macerie che è tutt'oggi?
Dov'era Prodi quando la politica criminale di Putin consegnava la resistenza Cecena, tutto sommato laica, di Maskadov nelle mani dell'integralista Basaev e di tutta la cricca Wahabita? non a caso tra i terroristi c'erano, almeno pare, 10 "afghani"
Cosa fa l'olandese volante ora, per impedire che la crisi cecena si estenda a tutto il caucaso visto che nel commando terrorista non c'erano solo arabi e ceceni, ma anche Ingusci, Ossezi, segno che la crisi si sta allargandoa macchia d'olio in tutta la regione.