Cultura & Attualità

omeopatia e medicine alternative?
Messaggio del 14-05-2008 alle ore 13:15:57
Cinghialò, veri professionisti specialisti e medicina tradizionale.
Messaggio del 14-05-2008 alle ore 13:06:12
l'ho sempre detto: chi non è affetto da nulla, se non da una malattia immaginaria, può andare da un omeopata solo per farsi alleggerire le tasche, un malato vero deve frequentare altre persone...
Messaggio del 14-05-2008 alle ore 12:25:09
senza parole...
la gente va dietro una sacco di puttanate, io ho visto uno che faceva un sacco di diagnosi cosi, guardandoti...un giorno ti racconto...
Messaggio del 14-05-2008 alle ore 11:38:38
Omeopata toglie l'insulina
Ragazza muore a 16 anni
Affetta da diabete, si sarebbe rivolta a una dottoressa di Udine che le avrebbe cambiato la terapia

FIRENZE — Tredici giorni senza insulina. Troppi anche per una ragazzina forte e combattiva come lei, con una voglia straordinaria di vivere, uscire con le amiche, fare sport. È morta a 16 anni appena compiuti, dopo un giorno e mezzo di agonia all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Era in coma da lunedì pomeriggio a causa di una cura completamente sbagliata prescritta da una omeopata, una dottoressa di Udine che le ha sospeso l'insulina. Un errore incomprensibile, ancora da chiarire e sul quale indaga la magistratura dopo una denuncia presentata dall'ospedale alla procura fiorentina.

Uno sbaglio madornale, se confermato, che nessun medico tradizionale e nessun omeopata commetterebbe in quelle condizioni e con quel tipo di soggetto. La ragazzina è arrivata al Meyer lunedì pomeriggio in coma profondo. Si era sentita male a casa, dieci giorni dopo l'interruzione della terapia. «Su quel medico non diciamo niente, parleremo più avanti. Speriamo soltanto che ci sia un'inchiesta, vogliamo giustizia», dice adesso la madre, che assieme al padre e alla nonna ha atteso fino all'ultimo nella saletta di attesa di rianimazione sperando in un miracolo. Sonia Toni è la dottoressa responsabile del centro di diabetologia pediatrica del Meyer. Ha curato Alessandra. Adesso piange.

«Stava molto bene e la terapia aveva dato ottimi risultati — racconta —. All'ospedale era arrivata nel luglio dello scorso anno. Era dimagrita, si sentiva stanca, beveva molto. I classici sintomi del diabete all'esordio». I medici diagnosticano alla ragazzina una forma di diabete mellito di tipo I. L'insulina è inevitabile, dalle 3 alle 5 dosi il giorno. All'inizio, come tutti i suoi coetanei, la ragazzina dimostra insofferenza alla cura. Poi, grazie ai medici e agli infermieri che le stanno sempre vicino, sembra abituarsi, è serena. «Una volta curato il diabete non è una malattia ma una condizione di vita che ci accompagna e bisogna accettarla — dice la dottoressa Toni — e lei lo aveva capito, seguiva la cura e stava benissimo ». Che cosa sia successo dopo è ancora un mistero. Pare ci siano state due visite, con altrettanti medici omeopati. Il primo, un uomo che esercita a Bologna, avrebbe consigliato ai genitori di portare la ragazza da una specialista di Udine. E qui la terapia insulinica è stata sospesa. Dieci giorni senza iniezioni. La ragazzina sembra felice, i genitori sperano. Poi, improvviso, il coma e la morte.

Marco Gasperetti
www.corriere.it


mi chiedo cosi possa definire "SPECIALISTA" uno che toglie l'insulina ad un diabetico... una delle prime cose da fare in Italia secondo me, dovrebbe essere un bel ripulisti di tutti sti maghi, santoni, e specialisti di medicina alternativa...

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