Cultura & Attualità

Nucleare: no grazie?!?!?!?
Messaggio del 04-10-2005 alle ore 19:10:43
Anche oggi aumenta il prezzo della benzina: 1.327 €uro al litro al faidaté.
Aumenterà anche l'energia elettrica...
E pensare che 20 anni fa l'Italia era all'avanguardia nella costruzione di centrali nucleari sicure, tra le migliori del mondo; era.
Un bel giorno vennero i Verdi e promossero un bel referendum della cippa e tutti i babbei dietro di loro.
Messaggio del 04-10-2005 alle ore 19:34:05

dovresti sapere che il rischio di errore umano è basso ma non nullo,una catastrofe nucleare cancellerebbe l'italia,adesso non venirmi a dire che abbiamo le centrali al confine,una politica giusta dovrebbe prevedere la chiusura in tutta europa delle centrali nucleari!
ci sono tante altre fonti alternative di energia solo che sono poco redditizie per le multinazionali!
Messaggio del 04-10-2005 alle ore 19:35:46
sono per in nucleare anche per cucinare (ma cucinare vegetariano)
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 00:21:34

ci sono tante altre fonti alternative di energia

quali?
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 00:23:00

solo che sono poco redditizie per le multinazionali!

una scusa universale buona per tutte le stagioni, anche se parecchio cazzata
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 00:30:58
Vedo che in fatto di politiche energetiche sei abbastanza maleinformato.
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 00:36:16
Bruce, festeggerò il giorno che aggiungerai un intervento "qui augeat" il nostro discorso
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 10:40:20
ci sono tante fonti alternative e qualcosa piano piano si sta smuovendo.. anke xkè è inevitabile.. confidate e, soprattutto, in riferimento ad Adonai, informati bene, mio caro prezzomolino sinistrorso!
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 12:02:54
ADONAI

In Germania ogni anno si producono 700 MW dai pannelli solari fotovoltaici, l'equivalente di una centrale nucleare. In Italia soltanto 5 MW ogni anno. La causa di questo paradosso è di natura normativa. In Germania ogni impresa e cittadino ottiene in cambio dell'energia prodotta dai pannelli solari una tariffa d'acquisto elevata, garantita per 20 anni. Anche in Italia il Dlgs 387 del 2003 ha istituito un sistema simile detto "Conto Energia" cui doveva seguire entro un anno la determinazione delle tariffe tramite decreto di attuazione... mai realizzato. L'associazione NIM si fa portatrice di una petizione online per chiedere al governo l'attivazione del conto energia entro il 2005.
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 12:04:49
La potenza del sole: Ogni anno la nostra “piccola” stella inonda la superficie terrestre con un’energia 10.000 volte maggiore di tutta quella usata attualmente dall’uomo; in quaranta minuti ci irradia con un’energia pari a quella che il mondo intero utilizza in un solo anno. Secondo un rapporto dell’International Energy Agency, il 4% delle aree desertiche del pianeta ricoperte a fotovoltaico fornirebbe elettricità sufficiente ai consumi mondiali. Secondo il centro tedesco del Wuppertal Institute, un immaginario e gigantesco pannello solare di 600 km per 600 (con una superficie quindi di 360.000 km quadrati) impiantato nel pieno del Sahara basterebbe da solo a soddisfare tutta la domanda di elettricità del mondo. Questo per dare un’idea della convenienza e della potenza del sole. I raggi del sole che raggiungono la superficie terrestre portano 10.000 volte più energia di quella che consumiamo – spiega Ted Sargent, un ingegnere dell’Università di Toronto. Se potessimo ricoprire lo 0,1 per cento della superficie della Terra con pannelli solari molto efficienti, potremmo in teoria sostituire tutte le nostre centrali con una fonte di energia pulita e rinnovabile.
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 12:22:45

Gli idrocarburi sintetici sono estraibili da massificazione di carbone sotterraneo e da liquefazione di carbone; da sabbia di catrame, scisto bituminoso

Le tecnologie di produzione sono già in fase di realizzazione, anche se su scala non particolarmente grande, e si conoscono già le caratteristiche tecniche, ingegneristiche ed economiche.

I costi di produzione di idrocarburi liquidi da scisto bituminoso, sabbia di catrame e carbone, allo stato attuale della tecnologia, è tra i 29 e i 44$ al barile di equivalente del petrolio, considerando un profitto medio del 20% e i costi di trasporto, i prezzi salgono a 35-53 $ al barile di equivalente del petrolio.

I costi del gas di carbone sintetizzato in superficie oscillano tra 29 a 39 $ al barile di equivalente del petrolio. Considerando i profitti e il trasporto, il prezzo sale a 36-46 $ al barile di equiv. del petrolio. Per quanto riguarda la massificazione di carbone sotterraneo, i costi sono più bassi: da 21 a 34 $ al barile di equiv. del petrolio che diventa 25-37 contando profitti e trasporto.

Tali tecnologie sono considerate di alto valore strategico per diversi motivi:

1) l’enorme disponibilità di materie prime(carbone, scisto bituminoso, catrame) in varie parti del mondo, rispetto a petrolio e gas naturale(le riserve sono accertate da Geographic Area);

2) la produzione dei grandi quantità di idrocarburi sintetici liquidi e gassosi da varie fonti non solo allarga la disponibilità dei sottoprodotti, ma diversifica anche la fonte di rifornimento e porta ad una stabilizzazione del mercato degli idrocarburi tradizionali. Se oggi ci fosse una miscela ben bilanciata di combustibili liquidi(25% da benzina, 25% da scisto bituminoso, 25% da catrame e 25% da liquefazione di carbone) ai prezzi stimati per i combustibili sintetici, anche con grandi variazioni nel prezzo del greggio o gas naturale, il prezzo medio ponderato dei combustibili liquidi utilizzati globalmente varierebbe di poco; il che implica una stabilizzazione dei prezzi e dell’approvigionamento di petrolio e di gas naturale;

3) una volta che i combustibili sintetici sono stati immessi sul mercato, i loro costi e prezzi sono destinati a calare in modo significativo;

4) le tecnologie sono strategiche sia per i paesi che hanno le necessarie materie prime, sia per i paesi che non le hanno.

5) tali tecnologie portano portano ad un decisivo miglioramento e ottimizzazione delle materie prime originali, che allo stato naturale sono o inutilizzabili o di scarso valore;

6) la lavorazione permette l’eliminazione di fattori potenzialmente inquinanti e offre la fornitura di combustibili che sono compatibili con un ambiente sano;

7) le tecnologie in questione possono offrire sottoprodotti altamente differenziati, diversificazione che aumenta con l’utilizzo di catalizzatori altamente selettivi;

8) le nuove tecnologie riducono, se non eliminano, in fase di estrazione, difficoltà e i rischi per i lavoratori; 

9) la loro diffusione commerciale stimolerà la crescita di società di costruzione di impianti di diverso tipo, contribuendo così a rafforzare l’economia del paese che utilizza tali tecnologie;

10) verranno sviluppate attività economiche complementari a tutti i livelli, dalla progettazione alla produzione dei componenti, alla commercializzazione, manutenzione e consulenza.. tutte nuove attività che contribuiranno a creare nuovi posti di lavoro. 



In definitiva, i benefici delle tecnologie di produzione di idrocarburi sintetici riguardano lo sviluppo industriale ed economico, la sostenibilità ambientale e l’equilibrio dei mercati internazionali.

Messaggio del 05-10-2005 alle ore 20:40:04
Adonai......Adovai?
forse non hai mai considerato neanche come viene gestito nel mondo lo smantellamento delle scorie radioattive.Immagino solo cosa combinerebbero nel nostro paese col cervello che si ritrovano i politici.Su internet trovi parecchie informazioni in merito,non limitarti a copiare le testate dai giornali scandalistici che trattano gossip per casalinghe o studentesse in cerca dell'amour.
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 20:45:52
ci sono altre forme per generare energia,

alternative e a basso costo
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 21:21:03

In Germania ogni anno si producono 700 MW dai pannelli solari fotovoltaici

La Germania possiede circa 20 impianti nucleari che producono 1/3 del suo fabbisogno energetico

nel 2003 2004

Per evitare l’uscita dei Grunen dalla maggioranza, il cancelliere Schroeder ha deciso di limitare a 35 anni la vita media di un reattore contro i 40-50 effettivi, suscitando le ferme proteste degli scienziati, degli industriali e persino delle associazioni dei consumatori.

Messaggio del 05-10-2005 alle ore 21:22:01

Secondo il centro tedesco del Wuppertal Institute, un immaginario e gigantesco pannello solare di 600 km per 600 (con una superficie quindi di 360.000 km quadrati) impiantato nel pieno del Sahara basterebbe da solo a soddisfare tutta la domanda di elettricità del mondo.

e cosa aspettano a costruirlo
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 21:23:39

forse non hai mai considerato neanche come viene gestito nel mondo lo smantellamento delle scorie radioattive.

il nostro paese già produce scorie radioattive, in ogni città che abbia un ospedale si producono scorie radiottive
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 21:49:10
Su questo punto hai ragione, qua a Lanciano qualcuno si è pure arricchito. Cmq, è vero che l'abbandono del nucleare ha prodotto un danno economico, non potrebbe mai essere diversmanente. Devi però considerare la psicosi collettiva che si era creata con quella catastrofe ambientale, io me lo ricordo ancora. Ma fossilizzarsi sul nucleare non serve, esistono altre vie, anche se difficilmente percorribili perchè il mercato del petrolio è il fulcro di tutti gli interessi forti. Pensa che brutta fine fece Mattei quando decise di contrattare direttamente con gli arabi e di sfruttare i pozzi italiani di petrolio e gas naturale tenuti nascosti x decenni.
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Editato da Skin il 05/10/2005 alle 21:50:52
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 21:59:47
c'è comunque da dire che in italia ci sono diversi ordigni atomici nelle basi militari americane!

a proposito di pozzi italiani,chi si ricorda il pozzo che stava sotto a s.maria imbaro?ogni volta che ci passavo si vedeva la pompa in movimento!

le scorie dei raggi sono una cosa e le scorie di una centrale nucleare sono un'altra cosa!
Messaggio del 05-10-2005 alle ore 22:04:51
50 ad Aviano e 40 a Ghedi Torre
In Italia 90 bombe atomiche Usa
La notizia compare sull'ultimo rapporto del National Resources Defence Council (Nrdc) che sarà pubblicato negli Stati Uniti nei prossimi giorni. Hans Kristensen, autore del rapporto, ha rivelato all'Unità i dati sugli ordigni atomici sul suolo italiano.
Bruno Marolo
Fonte: www.unita.it - 10 febbraio 2005
10 febbraio 2005
In Italia ci sono 90 bombe nucleari americane. La loro presenza ha un'importanza militare limitata per gli Stati Uniti, ma risponde anche ad esigenze politiche del governo italiano, che vuole avere voce in capitolo nella Nato. Lo ha rivelato all'Unità Hans Kristensen, uno specialista del Natural Resources Defense Council (NRDC), autore di un rapporto sulle armi atomiche in Europa che sarà pubblicato tra qualche giorno.

Secondo il rapporto nelle basi americane in Europa ci sono ben 481 bombe nucleari, dislocate in Germania, Gran Bretagna, Italia, Belgio, Olanda e Turchia. In Italia ve ne sono 50 nella base di Aviano e altre 40 in quella di Ghedi Torre, in provincia di Brescia. Sono tutte del tipo indicato dal Pentagono come B 61, che non si presta ad essere montato su missili ma può essere sganciato da cacciabombardieri.


«Le ragioni di un arsenale nucleare così grande in Italia - ha spiegato Kristensen all'Unità - sono nebulose e la stessa Nato non ha una strategia chiara. Le atomiche continuano a svolgere il tradizionale ruolo dissuasivo nei confronti della Russia, e in parte servono per eventuali obiettivi in Medio Oriente, come l'Iran. Un'altra ragione è di tipo politico istituzionale. Per l'Italia è importante continuare a fare parte degli organi di pianificazione nucleare della Nato, per non essere isolata in Europa. Altri paesi come la Germania hanno lo stesso atteggiamento».


Le anticipazioni sul rapporto di 102 pagine del NRDC coincidono con la riunione della Nato a Nizza, dove il ministro della Difesa americano Donald Rumsfeld sta cercando di ottenere dai colleghi europei maggiori aiuti in Iraq. Per alcuni paesi la pubblicazione delle cifre è imbarazzante. Secondo il New York Times il comandante della Nato, generale James Jones, ha confidato ai collaboratori di essere favorevole all'eliminazione completa delle bombe nucleari in Europa, ma di aver trovato resistenza da parte di alcuni governi europei. Gli Stati Uniti sono in grado di colpire con missili lanciati dal loro territorio tutti gli obiettivi nel raggio di azione dei bombardieri in Europa. I paesi europei, e in particolare l'Italia, tuttavia insistono per avere un ombrello nucleare.


Il regolamento del Pentagono vieta espressamente di divulgare notizie sugli arsenali nucleari all'estero. Tuttavia un alto ufficiale ha ufficiosamente sostenuto che alla fine della guerra fredda molte bombe sono state ritirate dall'Europa e oggi ne rimangono circa 200. Krinsensten ha ribadito le indicazioni del rapporto. «Al Pentagono - ha dichiarato - non tutti conoscono il quadro completo della situazione. Il numero sarebbe inferiore alle nostre indicazioni soltanto se il presidente Bush avesse ordinato il ritiro di gran parte delle armi nucleari dopo l'attacco dell'11 settembre , ma non ci risulta che questo sia avvenuto».


Tra Italia e Stati Uniti esiste un accordo segreto per la difesa nucleare, rinnovato dopo il 2001. William Arkin, un esperto dell'associazione degli scienziati nucleari, ne ha rivelato recentemente il nome in codice: Stone Ax (Ascia di Pietra). Nel settembre 1991, dopo il crollo del muro di Berlino, il presidente George Bush padre aveva annunciato il ritiro di tutte le testate nucleari montate su missili o su mezzi navali. In Europa erano rimaste 1400 bombe atomiche in dotazione all'aviazione. In dieci anni il numero si è ridotto di circa due terzi. Le bombe nucleari in Italia sono di tre modelli: B 61 -3, B 61 - 4 e B61 - 10. Il primo ha una potenza massima di 107 kiloton, dieci volte superiore all'atomica di Hiroshima, è può essere regolato fino a un minimo di 0,3 kiloton. Il secondo modello ha una potenza massima di 45 kiloton e il terzo di 80 kiloton. Il governo di George Bush ha ribadito molte volte di non escludere l'opzione nucleare per rispondere ad attacchi con armi biologiche o chimiche. È stata abbandonata la strategia della distruzione reciproca assicurata, che prevedeva armi nucleari sempre più potenti con uno scopo esclusivamente dissuasivo. Ora gli Stati Uniti vogliono produrre bombe atomiche tattiche di potenza limitata, e non escludono di servirsene contro i paesi che considerano terroristi. Almeno due di questi paesi, Siria e Iran, si trovano nel raggio dei bombardieri in Italia.

Messaggio del 05-10-2005 alle ore 22:35:29
Adonai non so quanti anni avessi tu quando si votò per il referendum sul nucleare, io votai, e ricordo i dibattiti dell'epoca e le motivazioni di quella vittoira.

L'Italia aveva all'epoca solo 4 centrali nucleari che nemmeno funzionavano a pieno regime.

Costruirne altre e portarle a regime era un'operazione già all'epoca considerata assolutamente antieconomica.

Per questo il referendum passò, altrimenti puoi stare tranquillo che oggi avremmo ancora il nucleare.

Il problema energetico è un problema strutturale. L'attuale struttura è centralizzata mentre sarebbe assai più efficente un modello strutturale simile (per semplificare) a internet, dove chiunque può prendere o inserire informazioni. Se ciascuno di noi avesse la possibiltà di prendere energia come di produrla avremmo assai meno problemi.

Questo non è possibile, per ora, per problemi normativi italiani.

Ora vai a festeggiare!
Messaggio del 06-10-2005 alle ore 22:14:01

le scorie dei raggi sono una cosa

non ci sono solo le scorie dei raggi
Messaggio del 09-10-2005 alle ore 14:59:13
le scorie

Nuova reply all'argomento:

Nucleare: no grazie?!?!?!?

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